AMARCORD – Gian Carlo Minardi e Ayrton Senna

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Minardi.jpg'A pochi giorni dall’uscita nelle sale cinematografiche del film-documentario su Ayrton Senna abbiamo incontrato Gian Carlo Minardi che con il campionato brasiliano, scomparso il 1 Maggio del 1994 a soli 34 anni, ha sempre avuto un grande rapporto di amicizia e rispetto, come ci racconta lui stesso ai nostri microfoni

“Ayrton è un pilota che, pur non avendo corso in Minardi, considero vicino al team. Ce stato sempre un grande rapporto reciproco di stima e fiducia. Lo contattai per la prima volta nel lontano 1981, sotto segnalazione del mio pilota Barilla che conosceva molto bene Senna, per farlo correre con noi in Formula 2. In occasione di alcune gare concomitanti tra F.2 e F. Ford decisi di tenerlo d’occhio e rimasi molto impressionato. Di conseguenza, ad Hockenheim , lo invitai a cena per fargli un’offerta molto importante per correre con noi in Formula 2. Purtroppo la dovette rifiutare in quanto mi fece vedere che la sua carriera era già stata disegnata, mostrandomi con grande tranquillità tutti gli step, compreso la conquista del Mondiale nel 1988. Ha saputo coronare tutti i programmi che aveva fatto. Proprio da quel suo rifiuto è nato tra noi due un rapporto estremamente bello. Ho avuto occasioni di passare ore con lui e credo che sia un personaggio unico nel mondo della F.1” ricorda Gian Carlo Minardi

“Come ho raccontato anche nel mio libro ad Ayrton piaceva molto la pasta e veniva di nascosto a mangiare da noi, perché questo non piaceva certamente a Ron Dennis, con il quale ha avuto sempre un rapporto di amore-odio. Credo che durante questi pranzi fugaci, Ayrton si rilassasse veramente. L’aria italiana e romagnola gli faceva bene. Come ho detto ho passato dei momenti molto belli, vivendo le sue disavventure nel 1993 quando era in contrasto con Dennis. Abbiamo fatte lunghissime telefonate che non dimenticherò mai, perché lui era il Campione del Mondo e io il titolare di una piccola scuderia.

Ayrton Senna era innanzitutto uno sportivo ed innamorato per questo lavoro. Correva per vincere e stabilire dei record. In uno dei tanti colloqui, che ricordo con grande tristezza, mi disse di voler vincere 5 titoli prima di fare un anno con il Minardi Team e dimostrare al mondo che era il più forte. Ho passato l’inverno del 1993 al telefono con lui perché voleva prendersi un anno sabatico. Glielo sconsiglia caldamente e anche in quell’occasione mi disse che allora sarebbe venuto a correre con me. Si può solo immaginare cosa volesse dire poter avere in squadra Ayrton Senna. Al di la che non sarebbe stata un’operazione semplice dal punto di vista economico, sarebbe successo un cataclisma. Gli consiglia di rimanere in McLaren modificando magari il rapporto, correndo a gettone, cosa che poi lui fece. In quell’anno il suo team disponeva di un motore clienti della Cosworth e, nonostante quello, riuscì a lottare ad alti vertici. Credo che Ayrton sia unico e sono curioso di vedere il lungometraggio. Quando vedo dei filmati che lo riguardano mi emoziono ancora oggi” racconta Minardi.

In attesa del film sul campione brasiliano sul circuito spagnolo di Jerez de la Frontera i team di F1 riaccenderanno i propulsori per la seconda sessione di test collettivi, dopo i primi tre giorni al Ricardo Tormo “A Valencia abbiamo avuto un primissimo assaggio del 2011 e forse questa settimana potremmo avere indicazioni maggiori. In questo momento tutti i team hanno paura ad esternare le carte. Si sta lavorando molto sull’affidabilità, ma nessuno ha sparato ancora tutte le cartucce. La prima settimana è stata all’insegna della scoperta delle gomme, dove si percepisce che ci sono dei problemi. Per chi ha lavorato con la Pirelli non è certo una sorpresa. E’ chiaro con in regime di monogomma diventa importante la ripetibilità della gomma e l’adattamento del team a gestire al meglio il pneumatico. Dalle indicazioni che ho la Red Bull sempre lavorare molto bene in questo senso

Man mano che ci avvicineremo al primo gran premio potremmo avere delle indicazioni sempre più precise sul vero valore delle monoposto. Se poi il bel tempo si vede dalla mattina la Renault riapre un po’ i giochi, anche se è purtroppo è stata toccata dall’incidente di Robert Kubica. Già in altre occasioni il polacco è venuto fuori da situazioni non facili anche se ad oggi è troppo presto cantare inni di vittoria o di pessimismo. Stiamo parlando di un pilota estremamente forte sia fisicamente che mentalmente. Leggo ascolto e mi informo soprattutto su quello che dicono i medici, anche se loro stessi sono esterrefatti sulla velocità con sui sta recuperando”conclude Minardi

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