F1 – Gian Carlo Minardi “Bisogna tornare alle prove del venerdì per i rookie”

Share via email

Minardi.jpg'I propulsori delle monoposto sono ancora tutti spenti e il primo semaforo verde della stagione è ancora molto lontano, ma nonostante questo c’è già uno nota negativa, e alquanto preoccupante, che riguarda il nostro paese. Salvo clamorosi colpi di scena nel prossimo mondiale di Formula 1 il tricolore sarà tutte sulle spalle di un solo pilota, Jarno Trulli.

Per cercare di chiarire meglio questa situazione abbiamo deciso di raggiungere in questo inizio di anno Gian Carlo Minardi che durante la sua lunga militanza nel mondo delle corse e nel Mondiale, a capo del suo Minardi Team, ha puntato sempre fortemente sui giovani. Il manager faentino ha le idee molto chiare sull’argomento e i due punti cardini su cui bisogna intervenire sono due: tornare alle prove libere del venerdi dedicate ai rookie e modificare le leggi cercando di agevolare le aziende che scelgono di investire nel mondo dello sport.

“Finche ci saranno team che puntano solamente sui piloti con la valigia, è chiaro che i nostri ragazzi partiranno sempre svantaggiati. Bisognerebbe tornare alle prove del venerdì obbligando ogni team a girare per almeno in una delle due sessioni con un rookye. Non dimentichiamoci che proprio da queste sessioni sono venuti alla ribalta il neo campione del mondo Sebastian Vettel (al volante della BMW) e il polacco Robert Kubica. E’ chiaro che ai rookie sarà richiesta una sponsorizzazione, ma si parlerebbe di cifre abbordabili, contro i 10-15 milioni che oggi sono richiesti per potersi assicurare un sedile.

In questi ultimi anni sono mancati quei team che, come la Minardi, puntava prettamente sui giovani. Ormai tutti privilegiano solamente l’entrata economica a quello che può essere il risultato in pista. E’ inutile che ci nascondiamo dietro ad un dito: in questo momento l’unica strada che può riabilitare e rimettere in moto i giovani piloti, e in particolar modo quelli nostrani, è quella delle prove del venerdì mattina. Tutte le scuderie sarebbero messe sullo stesso piano per quell’ora e mezza. Così facendo i team sarebbero obbligati a fare delle selezioni perché il pilota in questione dovrà essere in grado di dare delle indicazioni positive sullo sviluppo della monoposto. Continuo ad insistere su questa strada. Già nel 1996 chiedevo che alcune parti delle macchine fossero standard, come motori, cambi e gomme. Solo nel 2007-2008 ci siamo arrivati. Forse tra 10-12 anni ci si ricorderà che la F1 non è fatta solo dalle grandi case automobilistiche.

Oggi siamo alla fine di un ciclo di alcuni piloti che a breve dovranno andare forzatamente in pensione. Chi prenderà il loro posto? Senza giornate di test è impossibile trovare i sostituti di Barrichello, Schumacher, Webber e Trulli. Qualsiasi pilota che arriva in F1 non ha l’esperienza necessaria. Ci si affaccia al mondiale dopo solo tre sessioni di test: lo abbiamo visto proprio lo scorso anno in casa Williams dove il 90% dei punti sono stati portati da Rubens Barrichello e ora abbiamo un Nico Hulkemberg che è costretto a stare a guardare o a fare da terzo pilota. Non credo che sia bello e corretto, anche se capisco la scelta della scuderia che, classifica alla mano, ha conquistato i punti grazie all’esperienza del brasiliano. A questo punto il secondo sedile deve essere occupato da un pilota che porta in dote una grande quantità di denaro (vedi Maldonado) che si paga il noviziato e l’esperienza. Tornando invece alle prove del venerdì si preparerebbero piloti che a fine stagione conoscono piste, macchina e team. Non sto inventando nulla di nuovo.” Commenta Gian Carlo Minardi.

Il secondo aspetto analizzato da Minardi è sul fronte finanziario dove il governo dovrebbe trovare delle leggi per agevolare le imprese che decidono di investire nel mondo dello sport “Per concludere c’è anche da sottolineare un altro discorso, anche se è molto più complicato. Il governo dovrebbe fare delle leggi che salvaguardino le aziende che investono nello sport, come succede negli altri paesi. L’esempio ce lo abbiamo sotto gli occhi tutti. Oggi arrivano in F1 piloti che hanno delle agevolazioni dal loro stato perché rappresentano il paese facendosi promotori, oppure perché sono appoggiati da grandi imprese che a loro volta possono godere di un’agevolazione.

Non dimentichiamoci che senza le sponsorizzazioni il mondo dell’automobilismo, e delle sport in generale, non andrebbe avanti. In questo modo si salvaguarderebbe un numero elevatissimo di posti di lavoro. Non voglio azzardare a delle cifre ma a mio avviso siamo oltre i 200.00 addetti che ruotano intorno al mondo del motor sport. Le corse non sono solo il divertimento domenicale dei “figli di papà” ma dietro c’è tutto un mondo di officine, piccoli e grandi imprenditori, artigiani. Le 2 e 4 ruote rappresentano un volano molto importante per l’economia: durante solamente un week end di un campionato italiano vengono smosse tra le 2000 e 2500 persone che durante il fine settimana portano denaro nelle varie città (alberghi, negozi, ristoranti …).” Conclude Gian Carlo Minardi