L’INTERVISTA – Davide Rigon

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Rigon.jpg'Dopo aver chiuso il 2010 con un nuovo titolo, Davide Rigon è concentrato nella preparazione della nuova sfida che potrebbe vederlo ai nastri di partenza della Gp2 Seris. I nostri microfoni hanno raggiunto il pilota vicentino, attualmente impegnato al Driver Program Center di Forlì, seguito dal Dr. Emiliano Maraldi e dalla Dr.ssa Caterina Mazzoni.

Ti sei lasciato alle spalle un altro anno con un nuovo titolo in bacheca, il secondo nella Superlegue Formula. Quali sono le aspettative per il 2011?
Quest’anno spero di poter correre in una categoria che mi possa dare maggiore visibilità perche come livello la Superleague Formula non è certo inferiore a nessun altro campionato. E’ stato un 2010 molto difficile corso ai massimi livelli. Il mio sogno ovviamente è poter correre in GP2, visto che ormai vedo praticamente impossibile l’arrivo in F1 dove quasi tutti i sedili sono stati assegnati.

Oltre alla GP2 non nascondi il tuo interesse verso i prototipi.Sto guardando anche ai prototipi LMP1 e LMP2 anche se ad oggi non ci sono grandi novità. La Le Mans è un campionato tirato e molto bello e tutti i piloti che hanno avuto la possibilità di provarlo, non vogliono più abbandonarlo.

Nel 2008, l’anno in cui hai vinto il tuo primo campionato in Superleague Formula, avevi firmato anche il tuo debutto nel Mondiale FIA GT al volante di una Ferrari, conquistando la vittoria nella 24H di Spa.E’ stata una stagione in cui ho fatto una grande esperienza, lavorando anche sullo sviluppo delle gomme Pirelli. L’esperienza mi è stata anche molto utile in SF. A dir la verità preferisco nettamente guidare le monoposto anche se sono pronto ad un passaggio con altre vetture, soprattutto se si tratta di Le Mans o della 24H di Spa. Sono gare che mi attirano molto. Mi piace quando bisogna portare al limite una vettura in ogni singolo passaggio. Ad esempio nella 24H di Spa abbiamo sempre guidato al limite. Ogni giro era come un giro di qualifica.

Tornando all’anno scorso con la vittoria della SF è arrivata la chiamata da parte del team Rapax per prender parte ad una giornata di test.Valuto quell’esperienza in modo positivo anche se sono stato un po’ sfortunato per via del problema al propulsore durante la sessione del mattina e al ripartitore di frenata durante il turno pomeridiano. Questo ci ha rallentato ed è stato un peccato non poter mettere in luce il lavoro del team. Pensando poi che mi sono confrontato con piloti che avevano alle spalle un’intera stagione con questa vettura, o che arrivavano da almeno due-tre giorni di test su quella pista, sono soddisfatto del risultato finale. Mi sono ri-ambientato in fretta alla Gp2 . Ho trovato una macchina più lente dalla SF per quanto riguarda il motore mentre più performante come grip e frenata. Anche dal punto di vista fisico non ho fatto nessuna fatica a guidarla.

Per il tuo ritorno in GP2 con chi stai parlando?
Principalmente ho parlato con Rapax mentre i miei manager sono stati contattati anche da altre scuderie.

A questo punto della stagione a che punto sei con il budgets?
Per poter disputare la GP2 Main Series mi manca ancora un 30%, mentre la percentuale sale se pensiamo anche la GP2 Asia. Io sono comunque pronto per una qualsiasi chiamata dell’ultimo minuto anche perché l’11 febbraio sul tracciato di Abu Dhabi ci sarà il primo appuntamento. Quando non si hanno a disposizioni grandi sponsorizzazioni bisogna sempre farsi trovare pronti per poter sfruttare nel migliore dei modi ogni minima occasione. Ormai la GP2 è diventata una tappa obbligatoria per arrivare in F1, anche se bisogna ricordare che Vettel e tanti altri non hanno mai fatto questo campionato

A proposito di Vettel e Kubica, nei giorni scorsi Gian Carlo Minardi ha parlato dell’importanza di riaprire le prove libere del venerdì ai rookie.Non capisco come faccia un pilota ad arrivare pronto per un campionato così competitivo qual è la F1 senza poter effettuare delle prove. Ce la necessita di avere delle sessioni per i rookie che si vogliono affacciare alla F1. Far girare dei giovani sarebbe anche un modo per mettere sotto pressione i piloti ufficiali e per aiutare il team a raccogliere dati utili per il proseguo del week end. Si partirebbe tutti alla pari e la scuderia dovrà scegliere il miglior pilota da far girare. Gli ultimi piloti forti che si sono affacciati alla F1 sono emersi grazie alle prove del venerdì o ai test, quando questi erano ancora liberi. Negli ultimi anni invece sono arrivati piloti con la valigia, ma che non sono riusciti a confermarsi l’anno successivo. Questo penalizza anche il livello della griglia di partenza.