FOTA-FIA: Gian Carlo Minardi “La strada è ancora molto lunga”

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Minardi'La lotta di nervi tra la Federazione Internazione dell’Automobilismo e i costruttori continua. Max Mosley e Luca Cordero di Montezemolo (in rappresentanza di tutti i team) continuano a rimanere fermi sulle loro idee e tra pochi giorni si riaccenderano i motori delle monoposto con il gran premio d’Inghilterra.

“E’ sicuramente un momento difficile e non facile da commentare, in quanto bisognerebbe conoscere nei minimi particolari tutte le mosse. La FOTA ha messo in atto un progetto valido per quanto riguarda la riduzione dei costi nell’arco di tre anni, anche se certamente non di facile realizzazione. Rimango invece perplesso sul passaggio, da un anno all’altro, al “salary cup” che potrebbe essere rispettato solo dalle new entry, ammesso che riescano anche loro a rientrare nei parametri, in quanto c’è bisogno di molte strutture, il cui costo deve essere ammortizzato nel tempo. Non è facile capire cosa rientra effettivamente nel budgets (in quei famosi 45 milioni), e quello che invece è escluso.

Proprio per quanto riguarda i nuovi team sono rimasto molto sorpreso dai nomi scelti, poiché l’unico che conosco è Adrian Campos il quale, tra l’altro, si è abbinato ad una persona estremamente intelligente e abile come Dallara. Sono rimaste fuori realtà che a livello di strutture non hanno nulla da invidiare ad un costruttore: proprio per questo non è facile capire questa valutazione. Le stesse Manor e US F1 avranno bisogno di un appoggio esterno e per questo, secondo me, la Lola potrà rientrare. Le nuove squadre dovranno stare molto attente a non essere usate da Mosley in questa battaglia contro la FOTA che sembra non voler andare alla fine. Mi auspico un intervento da parte di Bernie Ecclestone che, pur avendo in mano contratti firmati, ha l’incognita di come questi potrebbero reagire di fronte ad uno spettacolo diverso da quello acquistato, privo degli attori principali. Abbiamo proprio davanti ai nostri occhi formule minori che non riescono ad attrarre interesse: la stessa GP2, pur correndo in un contesto come quello della F1, non ha tutto questo interesse verso il pubblico. Ecclestone è certamente consapevole di tutto questo e non starà con le mani in mano”

Sul lato piloti, i nuovi team andranno alla ricerca dell’esperienza oppure penseranno al futuro?

“Personalmente opterei per un mix tra esperienza e gioventù. Poi bisognerà vedere le necessità di ognuno (tecnico e budgets), ma è chiaro che si potranno aprire nuovi spiragli per i piloti. Mi auguro che possano adottare la politica del 50%, cercando un pilota esperto che ti possa aiutare a risolvere i problemi di gioventù, affiancandolo ad un esordiente. Poi da quello che si legge sui giornali Campos sembrerebbe orientato verso piloti esperti, anche se ad oggi è molti difficile fare delle anticipazioni. Ci sono da capire ancora molte cose e molta strada da percorre.”

Tra pochi giorni si tornerà a parlare di Formula 1 e di motori con il gran premio d’Inghilterra. Che scenario ti prospetti?

“Credo che sarà la conferma di quello che abbiamo visto fino a questo momento, con una Red Bull che, a quanto si legge, potrebbe fare un ulteriore step e avvicinarsi alle Brawn GP di Button e Barrichello. Non sarà facile poiché l’inglese farà l’impossibile per vincere anche a casa sua. Molti team porteranno monoposto con interessanti novità: bisognerà quindi stare molto attenti, per vedere se riusciranno ad ottimizzare il nuovo pacchetto su una pista che tradizionalmente è ostica a chi non vive in Inghliterra. Le qualifiche ci daranno un primo segnale e potremo vedere se la forbice si ridurrà ulteriormente. Proprio in Turchia abbiamo assistito alla rinascita di Toyota e BMW Sauber dopo il difficile week end vissuto a Montecarlo. Proprio per questo potremmo assistere ad alcuni cambiamenti e a nuovi scenari”

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