F1 | GP CANADA, GIAN CARLO MINARDI: “MONTREAL PUÒ RIMESCOLARE GLI EQUILIBRI?”
Sono passate tre settimane dal Gran Premio di Miami e la Formula 1 approda in Canada, sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve a Montreal, lungo 4,361 chilometri. Un tracciato anomalo, caratterizzato da lunghi rettilinei e frenate particolarmente impegnative che mettono a dura prova l’impianto frenante. La pista è stata recentemente riasfaltata e si presenta molto liscia e poco abrasiva. Parliamo inoltre di un circuito cittadino e, di conseguenza, l’evoluzione della pista nel corso del weekend sarà notevole. Quest’anno, oltre alla categoria regina, sarà presente anche la Formula 2.
Debutto a Montreal anche per il format Sprint. Per team e piloti avere una sola sessione di prove libere prima di entrare nel vivo della competizione rappresenterà un’ulteriore sfida.
Quest’anno il circus arriva in Canada con qualche settimana di anticipo rispetto alla collocazione tradizionale nel calendario iridato e questo potrebbe avere un impatto anche dal punto di vista meteorologico. Le condizioni meteo rappresentano sempre un elemento di forte incertezza, perché il tempo può cambiare molto rapidamente sia per l’assenza di montagne sia per la vicinanza dell’oceano.
Tradizionalmente è una gara impostata sulle due soste, ma quest’anno la scelta potrebbe anche ricadere sulla singola fermata ai box. Attenzione, come sempre, al possibile ingresso della safety car.
Pirelli ha deciso di portare in pista la gamma più morbida delle mescole disponibili: la C3 sarà la Hard, la C4 la Medium e la C5 la Soft. Da tenere sotto controllo anche il possibile graining.
Come detto, arriviamo da tre settimane di pausa e molte squadre — se non tutte — introdurranno novità tecniche per cercare di contrastare l’attuale supremazia della Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. In prima fila ci sarà sicuramente la McLaren, rinata a Miami, ma attenzione anche a Red Bull Racing e alla Ferrari.
Proprio in casa Red Bull, Max Verstappen si è tenuto in allenamento partecipando alla 24 Hours of Nürburgring. Un’esperienza conclusa a tre ore dalla fine, ma è sempre bello vedere campioni di questo livello ritagliarsi momenti per divertirsi e regalare spettacolo agli appassionati.
Tra le incognite non va dimenticato il famigerato “Muro dei Campioni”, sempre insidioso all’uscita della chicane finale dopo il lungo rettilineo.
Speriamo di divertirci e di poter sentire ancora una volta l’Inno di Mameli.
Gian Carlo Minardi





Dopo la Cina, Andrea Kimi Antonelli si conferma ad altissimo livello, conquistando a Suzuka un risultato completo: pole position, vittoria, giro veloce e leadership del mondiale.


È un momento storico per l’automobilismo italiano. Vent’anni dopo Giancarlo Fisichella, Andrea Kimi Antonelli riporta il tricolore sul gradino più alto del Mondiale di Formula 1. Un successo straordinario, impreziosito da pole position, giro veloce e vittoria: un risultato che per un pilota italiano mancava da oltre cinquant’anni.
Dall’Australia alla Cina. Il nuovo corso della Formula 1 approda a Shanghai in un clima non privo di perplessità da parte dei piloti e degli addetti ai lavori. Il weekend del Gran Premio di Cina rappresenterà infatti un banco di prova particolarmente significativo, anche perché ospiterà la prima Sprint Race della stagione.
Il nuovo ciclo della Formula 1 si è aperto con un fine settimana ricco di colpi di scena, a partire dall’errore in Q1 di Max Verstappen, episodio che ha contribuito a rendere la gara particolarmente interessante. Tra gli errori da segnalare anche quello di Oscar Piastri, che ha inaugurato la stagione con uno zero in classifica, e di Kimi Antonelli in FP3.
Ci avviciniamo al primo appuntamento del Mondiale 2026 con grande curiosità, ma anche con molte incognite e qualche inevitabile incertezza. A mio parere, chi riuscirà a sfruttare al meglio l’affidabilità nelle prime gare potrà costruire un vantaggio importante per l’intera stagione. Al di là della prestazione pura, infatti, saranno proprio l’affidabilità e la qualità della benzina adottata a rappresentare i due fattori chiave di questa prima fase del nuovo ciclo. Il motore sarà protagonista e tra una benzina e l’altra potranno esserci differenze significative in termini di cavalli.
Il Mondiale 2025 si chiude con il trionfo di Lando Norris, un epilogo giusto per quanto visto lungo i 24 Gran Premi. Il britannico ha attraversato alti e bassi come ogni protagonista del campionato, ma ha saputo ricucire il distacco dal compagno di squadra e imporsi con maturità. Ha vinto la squadra più completa e il pilota che, nell’arco dell’intera stagione, ha dimostrato di meritare questo titolo.
Sono molto curioso di vedere cosa accadrà in questo finale di campionato ad Abu Dhabi. Un Mondiale che, fino a poche gare fa, sembrava avere due soli pretendenti, ma che i diretti interessati sono riusciti a rimettere completamente in discussione, portandoci a un epilogo a tre.
Max Verstappen rilancia la propria candidatura al titolo con una vittoria netta in Qatar. Il successo, unito al secondo e quarto posto conquistati da Piastri e Norris, consente all’olandese di ridurre a dodici le lunghezze che lo separano dal britannico. È stato un weekend particolarmente intenso, caratterizzato da strategie complesse incentrate sulla gestione delle gomme, fattore decisivo sull’asfalto di Losail.
Dal deserto di Las Vegas a quello di Doha per il ventitreesimo e penultimo appuntamento del Mondiale. Dopo i risultati del Nevada, Max Verstappen si è inserito nella lotta per il titolo insieme a Lando Norris e Oscar Piastri, con il britannico che guida il terzetto con ventiquattro punti di vantaggio. Non sono certamente pochi, ma nemmeno tanti, considerando che ci sono ancora due GP e una gara sprint da disputare.
Il Gran Premio di Las Vegas ci ha regalato un colpo di scena degno dei migliori thriller, se non addirittura horror per Norris e Piastri, con la doppia squalifica McLaren arrivata a gara conclusa per irregolarità nel pattino. Un evento che riapre la corsa al Mondiale, non solo tra i due piloti McLaren, ma anche grazie all’inserimento di Max Verstappen, protagonista ancora una volta di una partenza straordinaria e di una gara perfetta, in cui è riuscito non solo a gestire il vantaggio, ma anche a lanciare un segnale forte e deciso ai diretti avversari negli ultimi tre giri, marcando costantemente la miglior prestazione.