In attesa di Montreal – Il microfono a Gabriele Tredozi

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Dopo il Gran Premio di Montecarlo il circus della Formula 1 è pronto a trasferirsi nel nuovo continente, e in particolare in Canada sul tracciato intitolato all’indimenticato Gilles Villeneuve per il quinto appuntamento stagionale.

Il tracciato di Montreal sorge sull’isola artificiale di Notre Dame e dal lontano 1978 ospita la tappa del Mondiale di F1. E’ un tracciato caratterizzato da numerose chicane seguite da allunghi che richiedono un carico aerodinamico medio-basso, in cui i freni sono gli elementi più importanti e maggiormente sollecitati, come ci racconta l’ing. Gabriele Tredozi Il layout del gran pren premio del Canada richiedere un carico aerodinamico medio-basso e sarà la prima gara di quest’anno con così poche “ali”: ad oggi soltanto Monza richiede un minor carico. Proprio i numerosi allunghi e le successive chicane richiedono una vettura molto agile con una buona trazione e un buon cambio di direzione, così come sarà importantissimo l’impianto frenante sottoposto a grandi decelerazioni e costretto a lavorare ad alte temperature.

Kevin

Quando i team arrivano in pista per le prime prove trovano sempre una pista molto sporca e l’asfalto presenta un grip molto basso, cosa che accade anche nelle stradine del principato: proprio per questo si tende ad utilizzare mescole molto soffici. Sempre per quanto riguarda i pneumatici i piloti dovranno fare attenzione alla formazione del “blister”, ossia al riscaldamento delle gomme che portano alla formazione delle bolle e quindi al deterioramento delle stesse.

Molto probabilmente i piloti che partiranno nelle prime posizoni dopo le qualifiche adotteranno una tattica delle due soste, mentre chi partirà dalla decima posizione potrà tentare l’unico pit che qui in Canada molto spesso ha pagato. Chi adotterà questa strategia comunque dovrà fare molta attenzione all’usura del freni, in quanto avrà un maggiore carico a bordo. Sorpassare non è facilissimo anche se ci sono due o tre punti in cui è possibile azzardare: alla curva Senna e prima dell’ultima variante”