F1 | Gp Austria, PAGELLE

Max Verstappen – 9 si merita lui il voto più alto del fine settimana, grazie ad una gara eccezionale. Ha dimostrato ancora una volta di essere un mastino da corsa, nonostante dell’errore commesso il venerdì

Jenson Button – 8 per come si è battuto nonostante una McLaren inferiore. Un sesto posto che vale quanto una vittoria.

Pascal Wehrlein – 8 un punto che vale oro per lui e per la piccola Manor che ha estromesso la Sauber dalla top dieci.

Lewis Hamilton – 8 bravo in partenza. Questa volta non ha commesso errori. So di essere impopolare, ma l’azione nei confronti di Rosberg non mi è piaciuta, sopratutto perchè arrivata all’ultimo giro. La fortuna questa volta è stata dalla sua parte e si portato a casa la vittoria.

Kimi Raikkonen – 7 ancora una volta ha portato a termine il suo compito, senza mai essere incisivo. Ha conquistato il podio, maggiormente per demeriti altrui. Non ha mai attaccato seriamente Verstappen, e quando ci ha provato ha trovato la difesa dell’olandese.

Romain Grosjean – 6,5 non è in un team vincente, ma ha sfruttato l’occasione portando alla Haas punto importanti in ottica campionato

Nico Rosberg – 6,5 so di andare contro corrente, ma per me la colpa va divisa in egual modo con Hamilton. Nico però deve iniziare a pensare in ottica mondiale. Un secondo posto gli avrebbe garantito un bottino ben più importante in termini di punti

Daniel Ricciardo – 6 ha perso decisamente il confronto col compagno di box

Felipe Massa -6 anche per il brasiliano gara incolore e poco incisivo. Decisamente diverso da quanto fatto un anno fa

Nico Hulkenberg – 5 dopo una bellissima qualifica, in gara si è perso. Peccato

Sebastian Vettel s.v ha avuto dei problemi durante il fine settimana e l’esplosione in gara non è dovuta ad una sua colpa, ma un campione con la sua esperienza dovrebbe intervenire sulle decisioni del team.

F1 | Gp Europa, Baku – L’analisi di Gianluca

UN WEEKEND DALLE MILLE COMPLESSITA’ di Gianluca Medeot

Perché quello di Baku è stato un weekend estremamente difficile e complesso per tantissimi motivi..

In primis si tratta di un circuito nuovo e del quale non c’era alcun dato reale, poi si tratta di un tracciato molto tecnico e in cui sono i piloti a dover fare la differenza. Trovare un set up corretto è davvero una sfida visto l’alternarsi di sezioni veloci e lente e non parliamo poi dei problemi legati alle temperature del tracciato (che sono variate nell’arco del weekend), del traffico in pista e dell’importantissimo effetto scia.

L’insieme di questa enorme quantità di variabili rende dunque abbastanza difficile ricavare un quadro tecnico chiaro ed oggettivo, ed eviterò dunque di andare troppo nel dettaglio in modo da non trarre conclusioni inesatte.

Fondamentale come al solito delineare le caratteristiche del circuito.

Il primo settore è un settore generalmente di motore, serve infatti potenza nei diversi allunghi che si susseguono, ma anche tanta guidabilità e trazione per uscire al meglio dalle curve a 90 gradi che regnano in questo intermedio.

Il secondo settore è più guidato invece, con la sezione tra curva 8 e 12 che si presenta estremamente tecnica e difficile.

Sono molte le caratteristiche necessarie per affrontarlo al meglio, ma in generale diciamo che è un settore in cui serve tanto carico e ottimi sforzi di trazione.

Nel terzo settore serve invece soltanto efficienza in rettilineo e comunque una vettura stabile nei veloci cambi di direzione prima del rettilineo finale.

In generale si può dire che la parola EFFICIENZA (aerodinamica) è più che mai fondamentale in questa pista.

Non dimentichiamoci però dei piloti, chiamati a correre a 360km/h in città su una pista molto complicata, e che hanno dovuto fare i conti con traffico, errori e sporadici vantaggi determinati dalle scie. E gli effetti di tutto ciò si sono fatti sentire.

Nessuno dei dieci piloti qualificati nel Q3 (non prenderemo in analisi Hamilton) è riuscito a segnare il suo miglior tempo nell’ultima fase. Partendo da Rosberg che non ha nemmeno migliorato dal Q2, arrivando poi a Bottas e Verstappen che ci sono andati lontani addirittura di secondi!

Passando al grafico sulle velocità massime registrate alla speed trap possiamo notare che come al solito al top troviamo i motorizzati Mercedes, seguiti abbastanza da vicino da Verstappen.

Riguardo a Max si può notare già da questi dati (avremo ulteriori conferme dai dati nei settori), come sia sceso in pista con un assetto molto più carico rispetto al suo compagno di squadra Ricciardo.

Stessa storia (e molto più evidente) per i piloti di casa Williams, con un Massa molto più carico rispetto a Bottas.

Le velocità molto basse delle Ferrari si possono spiegare con le velocità di uscita dalla curva 16, le cui cause le vedremo dopo.

 Interessante anche notare come quella di Baku sia risultata la qualifica più sofferta per la Ferrari da inizio anno, un dato che va a porsi in netta opposizione alla performance del Canada, un circuito per certe zone simile.  Questo a conferma di quanto vi avevo detto in Canada: ovvero che la Mercedes per qualche errore di set up non era riuscita a tirar fuori la performance migliore.

Trattandosi però di un circuito un po’ anomalo ed essendoci stata un’evoluzione delle performance in gara, non va preso come un dato allarmante.

Andiamo dunque ad analizzare dove la Mercedes è riuscita a fare la differenza rispetto agli avversari.

Guardando i grafici con i distacchi percentuali, risulta evidente che è nel secondo settore e nel terzo (ma soprattutto nel terzo) che è arrivata la vera batosta sugli avversari, ed è molto facile capire il perché.

La Mercedes ha infatti tirato fuori una delle sue armi più temute, ovvero la grandissima efficienza aerodinamica (nella quale in realtà c’è anche un importante componente data dal motore) che le permette di essere velocissima nei rettilinei, ma anche estremamente competitiva nei settori più guidati. Si possono dunque permettere assetti più carichi degli avversari, con gli ovvi vantaggi che ne conseguono, tra i quali anche una migliore stabilità in frenata (ci sono tante frenate molto importanti a Baku), ma anche una migliore trazione nelle riaccellerazioni dalle medie velocità, che si è rivelata fondamentale nell’uscita da curva 16 così da portare poi molta velocità verso curva 17 e 18. Due curve molto veloci in cui come ho accennato prima, c’è bisogno di una vettura molto bilanciata.

Parlando sempre di efficienza aerodinamica, c’è un team che ne sta guadagnando davvero tanta, ovvero la Force India.

Infatti la performance di questa squadra durante questo weekend è stata davvero fantastica.

Se andiamo ad analizzare i grafici notiamo che la prestazione è stata omogenea in ogni settore, con un leggero aumento solo nel terzo settore.

Dunque una Force India efficace ovunque, tutto ciò a conferma della bontà degli sviluppi portati negli ultimi Gran Premi, che stanno trasformando la vettura da un missile per i rettilinei (come la Williams) ad una vettura equilibrata ed efficace in circuiti che potremmo definire quasi diametralmente opposti come Montecarlo e Baku.

Una grossa mano per guidabilità ed efficienza in rettilineo viene data dalla PU Mercedes ma è chiaro che ormai in Force India abbiano capito la strada da percorrere dal punto di vista telaistico per sfruttare al meglio questo vantaggio.

Diamo però a Cesare quello che è di Cesare, e ricordiamoci che solo Perez è riuscito a raggiungere questi risultati..

Continuiamo comunque a tenerla d’occhio nei prossimi appuntamenti..

Passiamo ora alla Ferrari, che come vi ho detto prima ha sofferto il distacco più ampio da inizio campionato.

Visti i dati molto strani e di difficile interpretazione, ma anche tenuto conto della diversa performance in gara su una pista più calda, risulta abbastanza ovvio (chiaramente solo per noi che siamo “fuori”) ricercare le cause di questa performance in un non corretto utilizzo degli pneumatici.

Difficile dire con esattezza il perché, ma probabilmente l’assetto più scarico per Baku non ha aiutato la SF16-H a portare le gomme nel giusto range di utilizzo.

Tutto ciò provoca degli ovvi problemi di trazione che si sono fatti sentire ovunque, e ricordiamoci che la velocità di uscita dalle curve, va comunque ad incidere sulle velocità finali, quindi non sorprendiamoci troppo dei dati emersi.

Se la Ferrari fosse rimasta su un assetto molto carico i tempi nel settore guidato sarebbero stati diversi.

Sempre per spiegare i tempi bisogna poi fare i conti con una diversa efficienza aerodinamica (rispetto alla Mercedes).

Per il resto si può notare una leggera differenziazione di Kimi, che è risultato un po’ più veloce sul dritto, ma meno efficace nel guidato.

Problemi di gomme anche per la Red Bull, ma in questo caso solo in gara.

Infatti conoscendo i deficit di potenza ancora presenti (come visto in Canada), e il carico generato dal corpo vettura in se, i tecnici Red Bull hanno optato per un set up molto scarico (in particolare sulla vettura di Verstappen) che è risultato abbastanza efficace in qualifica, per poi però rivelarsi catastrofico in gara, con entrambe le RB12 che hanno sofferto di problemi di over heating.

Tanto per rendersi conto di quanto erano scarichi basta vedere il gap nel secondo settore (quello idealmente più adatto a loro), che si aggira (con Ricciardo) e supera perfino (con Verstappen) quello delle Williams.

Williams che come al solito hanno cercato di sfruttare le doti velocistiche per ottenere una buona performance, ma la mancanza di efficienza aerodinamica ha fortemente pregiudicato le performance, facendo emergere il problema che se vai a tirare da una parte (carico, con Massa) rimani senza dall’altra (velocità, con Bottas) e viceversa.

Per il momento è tutto, spero che abbiate apprezzato, ci vediamo sul Red Bull Ring !!!! 😉

Gp Europa, Europa – I grafici della gara

ACI Team Italia – Giovinazzi Trionfa a Baku. Minardi “Ragazzo da F1”

Insieme alla Formula 1, anche la Gp2 Series ha firmato lo scorso week-end  l’esordio nel nuovissimo tracciato ricavato tra le stradine di Baku. Un fine settimana che resterà nella storia del Campionato cadetto, grazie ad un ragazzo italiano che ha saputo far risuonare l’Inno di Mameli per ben due volte. Grazie ad un fine settimana straordinario Antonio Giovinazzi, all’esordio nella GP2, si è imposto in entrambe le gare, regalando i primi successi anche all’ACI Team Italia 2016. Sei chilometri di pista che hanno esaltato le qualità del 22enne di Martina Franca, autore anche della pole position e del giro più veloce in gara.

Devo fare assolutamente i complimenti ad Antonio, protagonista assoluto su un tracciato impegnativo e selettivo come Baku. Un successo a 360° con due vittorie, pole position e giro veloce. Stupendo quando fatto vedere soprattutto in gara-2” commenta Gian Carlo Minardi.

Alla fine del primo giro della gara in programma domenica, il portacolori di casa Prema scivola in fondo della classifica, ma rimonta fino a conquistare la vetta proprio all’ultimo passaggio, sostenuto anche dalle safety-car, con un sorpasso ai danni del compagno di box “Da anni sostengo essere uno dei migliori piloti italiani. Ha saputo combattere ad armi pari con Max Verstappen portando a casa vittorie importanti. E’ uno dei ragazzi che avevo “spinto” verso la FDA, ma per scelte diverse non è stato preso in considerazione” prosegue il manager faentino che sottolinea anche il terzo posto conquistato da Raffaele Marciello in gara-1 “Una rondine non fa primavera, e ora dovrà confermarsi. Giovinazzi è un pilota che può correre per il titolo, oltre ad essere pronto per la F1

F1 | Gp Europa, Baku – PAGELLE

Baku mi ha sorpreso in modo positivo. Il cittadino sicuramente anomalo. Il secondo tracciato più lungo della stagione, dopo Spa-Francorchamps, velocissimo e con un rettilineo in cui il motore sta a pieno regime per ben 20”. Ha ricevuto dei riscontri positivi anche da piloti e team principal

Nico Rosberg – 9 ha saputo portare a casa un’ottima pole position il sabato, dopo aver giocato a nascondino con Hamilton, mettendogli addosso non poca pressione. In gara perfetto. Una vittoria che gli vangono punti pesanti in ottica mondiale

Sebastian Vettel – 8,5 sta lottando con una macchina indubbiamente inferiore rispetto alla concorrenza e fatico ad individuare dove possa essere il problema principale di questa SF16-H. Rispetto al compagno riesce comunque a tirarne fuori il meglio.

Sergio Perez – 8,5 anche lui sta ottimizzando alla grande la sua Force India, oscurando Hulkenberg. Autore di una stagione straordinaria fino a questo momento. Un podio che si tramutano in punti pesanti per un team in difficoltà economica

Kimi Raikkonen – 8 i commissari hanno usato la mano troppo pesante. Contro questo Perez credo che avrebbe comunque perso il terzo posto.

Lewis Hamilton – 6 arriva appena alla sufficienza. Troppi errori in qualifica che hanno compromesso anche la gara.

Daniel Ricciardo e Max Verstappen – 7,5 stesso voto per i piloti Red Bull protagonisti di strategie diverse. Ancora una volta l’olandese ci ha regalato due sorpassi strepitosi

Nico Hulkenberg – 6 porta alla Force India punti preziosi, ma ha perso il confronto diretto col compagno

Felipe Massa – 6 un punto conquistato più per la sua esperienza che per altro

F1 | Gp Canada – PAGELLE

Lewis Hamilton – 9 per l’ennesima volta ha sbagliato la partenza. Dovrà lavorare per eliminare questo handicap

Sebastian Vettel – 9 ha decisamente ottimizzato quanto messo a sua disposizione dalla Ferrari, come dimostrano i 59” di vantaggio su Kimi Raikkonen. Ottima la sua partenza e la costanza in gara. Fino all’ultimo giro ha provato ad infastidire Hamilton in tutte le maniere.

Valtteri Bottas –8 il terzo posto equivale a un bottino prezioso per la sua Williams

Max Verstappen –  8,5 ottima la partenza senza dimenticare il bellissimo duello, vinto, con Nico Rosberg nonostante una PU inferiore.

Nico Rosberg – 7 ha svolto il suo compitino. Bravo in partenza, anche se mi è sembrato intimorito da quanto successo in Spagna. Ha fatto una gara in rimonta, ma sulla sua strada ha trovato un ottimo Verstappen.

Kimi Raikkonen – 6 col sesto posto ha portato alla Ferrari punti preziosi in ottica mondiale ma il distacco da Vettel è disarmar mante e mette fortemente in discussione la sua permanenza in “rosso” ma anche nel Circus

Daniel Ricciardo – 6 sottotono in tutto il fine settimana e non all’altezza del compagno. Pur avendo ricevuto la conferma dal team fino al 2018 il nervosismo che si intuisce dalle sue esternazioni si ripercuote anche sui risultati in pista

Nico Hulkenberg, Carlos Sainz e Segio Perez – 6 chiudono un gran premio impegnativo con la zona punti. Montreal è una pista difficile in cui devi gestire macchina, consumi e gomme.

F1 | Gp Canada – La Presentazione di Gian Carlo Minardi

Parliamo di un Gran Premio estremamente importante poiché si andrà si concluderà il primo terzo della stagione. Salvo errori la Mercedes partirà ancora una volta favorita, con una bella lotta interna tra Rosberg ed Hamilton. Nico dovrà cercare di ristabilire la sua supremazia nei confronti di Lewis che ha dominato la scena tra le stradine del principato. La Ferrari, che arriva da due gran premi difficili, ha usato dei gettoni per sviluppare la sua Power-Unit e dovrà riconquistare il ruolo di seconda forza del mondiale, attualmente attaccato da una Red Bull in forte ascesa. La creature di Adrian Newey potrebbe mettersi in evidenza, essendo Montrel un circuito in cui aerodinamica e freni ricoprono un ruolo da primo attore.

Vista la sua posizione geografica e la mancanza delle montagne, si può passare velocemente dal bello al brutto tempo. Ad oggi le previsioni parlano di temperature intorno ai 20°C e anche le gomme potrebbero fare la differenza.

In casa Williams si dovranno guardare le spalle da Force India e Toro Rosso. Anche loro porteranno degli aggiornamenti che saranno oggetto di analisi nel postGP, ma attualmente il divario tra Ferrari e Red Bull è troppo avanzato.

Ci aspetta quindi un Gran Premio ricco di incognite. Dietro ad  una Mercedes, Ferrari e Red Bull sono pronte a darsi battaglia. Non ci resta che guardare la corsa a partire dalla ore 20.00

Kart | Gian Carlo Minardi al Summer Kart 2016

Tutto è pronto per la 5a edizione del “Kart Summer Camp”, il campus estivo rivolto a piccoli aspiranti piloti. E’ confermata per il mese di luglio la tradizionale iniziativa promossa da ACI Sport (Federazione Italiana), organizzata dalla Scuola Federale ACI Sport e dedicata ai bambini dai 5 ai 10 anni.

Dal 18 al 21 luglio i giovanissimi piloti accenderanno di nuovo i motori sul Circuito Internazionale di Napoli (Sarno – Sa) per divertirsi a bordo dei go-kart messi a disposizione dalla Parolin Racing, divenuto storico partner della Scuola Federale ACI Sport per il settore Karting. I bambini svolgeranno un programma teorico-pratico, sotto lo sguardo attento degli Istruttori Federali, affrontando gli aspetti particolari della tecnica di guida quali le traiettorie, la frenata, la guida sul bagnato, oltre a cimentarsi in fasi di sana competizione tra i birilli e simulazioni di partenza, di qualifica e di gara. Il tutto senza che venga perso di vista l’aspetto ludico che deve essere, anche per il 2016, l’elemento caratteristico di questo particolare campus estivo.

Non può certamente mancare l’occhio esperto di Gian Carlo Minardi, supervisore della Scuola Federale, a monitorare i bambini unitamente al consueto gruppo di lavoro composto dalla psico-pedagogista Glenda Cappello e dall’esperto di regolamento Lucio Tonello.

Le novità del 2016, invece, riguarderanno la partnership tecnica con la OMP, una delle aziende leader nell’abbigliamento racing, la quale fornirà a titolo gratuito il casco, la tuta, i guanti e le scarpe per tutti gli iscritti e la copertura mediatica dell’intero campus grazie agli accordi di collaborazione con il fotografo Marcello Angiolella e per la parte televisiva con la Pierre Produzioni, che riprenderà i momenti salienti dell’evento oltre a fornire a tutti i partecipanti un file con il filmato completo della manifestazione. Per i bambini poi non mancheranno in serata i momenti di relax e di svago, grazie alla presenza di un animatore che intratterrà i ragazzi dopo cena con giochi ed iniziative ludiche.

Per tutte le informazioni è a vostra disposizione il nuovo sito web della Scuola Federale ACI Sport: www.scuolafederale.acisport.it dove si possono trovare le foto ed i video della giornata, o accedere alla pagina Facebook della Scuola. Per tutte le informazione sui costi è possibile scrivere all’indirizzo kart@scuolafederale.acisport.it)

F1 | La roulette di Montecarlo – L’analisi di Gianluca

Perché il weekend di Montecarlo è stato davvero imprevedibile come il gioco d’azzardo, già a partire dalle incredibili qualifiche che hanno visto un totale rimescolamento dei valori in campo, con una Red Bull che le ha suonate a tutti, comprese le frecce d’argento.

Non parliamo poi del gran premio che ha visto succedersi una lunghissima sfilza di colpi di scena che ci hanno fatto molto divertire.

Andiamo ad analizzare dunque qual è il quadro tecnico (anch’esso un po’ particolare) emerso dalle qualifiche.

Questa volta però non più con i grafici a radar che vi ho sempre proposto fino ad adesso, ma con dei più intuitivi istogrammi. Inoltre al posto dei tempi nei vari settori, per rendere più reale ma anche più semplice l’analisi, prenderemo in esame i distacchi percentuali dei vari piloti in ogni settore.

Per prima cosa andiamo a delineare brevemente le caratteristiche del circuito di Montecarlo: come sapete è il circuito più lento del mondiale, ma anche uno fra i più tecnici e difficili.

Su questa pista le differenze motoristiche si tendono ad appiattire e a far la differenza sono i telai e l’aerodinamica, ci sono infatti solo due zone di allungo: la salita fino al casinò e la zona del tunnel.

Analizzando invece i settori, nel primo, quello più veloce conta un po’ il Cx e c’è bisogno di una vettura precisa che nonsoffra di sottosterzo per affrontare al meglio le due curve del casinò.

Il secondo è un settore più vario, con una prima zona esclusivamente di trazione, per poi lasciare posto al carico e al bilancio aerodinamico.

Per concludere il terzo è un settore esclusivamente di trazione, dove l’erogazione della potenza, il telaio e un corretto bilancio meccanico sono fondamentali.

Ma la caratteristica più importante a Montecarlo è il piede del pilota, sta a lui staccare le scritte degli sponsor dai muretti per guadagnare decimi, dunque risulta più che mai fondamentale il richiamo al grafico dove viene messo a confronto il reale tempo in Q3 contro quello ideale (dato dalla somma dei migliori settori).

Possiamo infatti notare che solo 3 piloti, ovvero Ricciardo, Rosberg e Hulkenberg sono riusciti a mettere assieme il giro più veloce nel fatidico Q3.

In particolare Alonso e Kvyat ci sono andati molto lontani, con il Russo che sarebbe potuto essere addirittura in sesta posizione, davanti al compagno di squadra. Inutile parlare delle Ferrari, con Vettel che non ha nemmeno migliorato i tempi del Q2, ma qui ci arriveremo dopo.

Guardando invece il grafico in cui viene messa a confronto la velocità alla speed trap con la posizione in qualifica, possiamo trarre diverse conclusioni che ci confermeranno anche i dati sui settori (anche se comunque quello di Montecarlo è un rilevamento un po’ anomalo): in primis notiamo una Red Bull che finalmente si pone a livello degli avversari anche nei rettilinei, dopo gli aggiornamenti portati da Renault, poi una Ferrari e una Force India un pò meno efficienti sul rispetto al solito, chiaramente per necessità di downforce, e infine vediamo che Toro Rosso soffre sempre tantissimo a causa di una PU datata.

Ma andiamo ora a vedere cosa ci dicono i settori, partendo dalla rinata Red Bull.

Dove si è assicurato la pole Ricciardo?

I dati ci fanno subito capire che è nel terzo settore che la Red Bull ha fatto la differenza.

Una differenza davvero abissale, che ha relegato il suo primo inseguitore, ovvero Rosberg, ad un enorme un percento di distacco.

Un po’ più sofferto invece il primo settore, quello più veloce, con un distacco di circa l’un percento rispetto a Hamilton, mentre nel secondo settore (quello in cui serve tanto carico) è stato sempre lui il più veloce, subito seguito dalle Mercedes.

Emerge dunque una Red Bull estremamente competitiva e con un chiaro e forte vantaggio negli sforzi di trazione, che da sempre sono stati una peculiarità delle vetture firmate Newey, tenendo però sempre conto di un Ricciardo davvero in grande forma.

Interessante anche analizzare le velocità con una RB11 che si rivela competitiva anche in questo ambito, come vi avevo accennato prima.

Potremmo avere ulteriore conferma di questa inversione di tendenza sul veloce circuito di Montreal, ma di sicuro l’aggiornamento portato da Renault si è fatto sentire e si farà sentire, specialmente su una Red Bull che a differenza delle antenate sembra avere anche una buona efficienza aerodinamica.

Si sono così posti, con grande prepotenza come la nuova seconda forza del mondiale.

Aspettiamo però il Canada per fare ulteriori considerazioni, essendo un circuito molto più completo e non un caso a se stante ( e cucito su misura per la Red Bull) come Montecarlo.

Passiamo ora alla frecce d’argento, che forse così frecce non sono state.

Non ci sono particolari considerazioni da fare, se non che in quanto a efficienza sono sempre loro a dettar legge, notiamo infatti velocità molto buone in ogni settore, ma in particolare è il tempo nel primo e più veloce settore a confermarcelo.

E sempre dai tempi nel primo (ricordiamoci delle curve del casinò) e dalle velocità prima delle piscine possiamo notare l’ottimo bilancio aerodinamico della W06.

Per il resto, la batosta nel terzo settore, dove invece sarebbe dovuta essere molto competitiva, visti i precedenti (soprattutto a Barcellona), per noi che non siamo all’interno del team, si può spiegare con un non totale adattamento del set up meccanico alla nuova mescola ultrasoft che ha debuttato in questo weekend.

Sarà dunque molto interessante vedere come reagiranno in Mercedes in Canada sulle stesse specifiche di gomma..

Weekend complicato anche per la Ferrari (ormai è routine), con il più importante rompicapo che affligge la Rossa, che è tornato a farsi vedere, ovvero: perché non si migliora da Q2 a Q3 ?

E’ infatti inutile parlare di performance se poi queste non vengono fuori nel momento più cruciale della qualifica, quando c’è meno traffico, la pista è più gommata si girano i “manettini” e tutti migliorano.

Le cause anche in questo caso possono essere ricercate nella gomma.

Probabilmente si tratta di un problema nel non riuscire a mettere nella giusta finestra di utilizzo le coperture, altrimenti i commenti dei piloti che parlano di improvvise mancanze di grip sarebbero indecifrabili.

In realtà credo che anche in Ferrari non lo sappiano con certezza, ma è un dato di fatto che non non utilizzino sistemi per far aumentare la temperatura e diminuire le pressioni della gomma, come ad esempio Mercedes e Red Bull.

Per il resto, tenendo conto dei dati che abbiamo,notiamo una Ferrari che come al solito perde sempre di meno nel misto veloce dove c’è bisogno di un buon bilancio, ovvero nel secondo settore. Le performance non di rilievo nel primo settore si possono probabilmente spiegare con l’assetto più carico scelto per Monaco che deve aver intaccato l’efficienza aerodinamica della vettura

Molto più interessante invece parlare del terzo settore dove troviamo una Ferrari ai livelli di Mercedes. Questa inaspettata performance (soprattutto dopo le batoste in Spagna), credo che si possa spiegare sia con un buon lavoro di Ferrari nel trovare il giusto set up meccanico per far funzionare al meglio una gomma, che di suo può in un certo senso arginare i problemi di trazione, sia con l’incontestata bravura dei piloti della Rossa. Ho infatti a lungo parlato dei problemi nell’erogazione di potenza della SF16-H e di sicuri non sono cose che si risolvono da un Gp all’altro.

Importante anche fare un accenno a Force India e Toro Rosso. Partendo dalla sorellina della Red Bull possiamo dire che il weekend per loro è stato molto buono. La vettura si è rivelata molto competitiva, confermando l’ottimo telaio di cui vi ho spesso parlato. Come anche per la Ferrari il settore in cui si è rivelata più efficace è il secondo, mentre nel primo e nel terzo credo che abbia sofferto di più per lo stesso motivo, ovvero la PU.

L’unità Ferrari 2015 non è all’altezza delle PU 2016 in quanto a potenza, rendendo così la Toro Rosso molto lenta sul dritto, ma dobbiamo anche ricordarci della guidabilità di quel motore, che probabilmente va ad infierire sul telaio, con cui si cerca di compensare. Continuerà dunque ad essere una grande sofferenza per i torelli, specialmente nel prossimo appuntamento.

Weekend decisamente positivo anche per la Force India, che dopo essersi dimostrata una vettura veloce ma con problemi di carico, è riuscita a reagire alla grande a questi problemi, mettendo in pista una vettura competitiva anche sulle stradine di Montecarlo, grazie anche a qualche aggiornamento aerodinamico.

Per il momento è tutto, ci vediamo in Canada su un circuito interessante e completo, dove potremmo fare qualche analisi più veritiera ed interessante, occhio però al muro dei campioni, ciao!!!

GRAFICI SULLA GARA

a cura di Gianluca Medeot

F1 | I “mal di pancia” di Sebastian Vettel

I Gran Premi di Spagna e Montecarlo hanno lasciato strascichi importati nell’umore di Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo e Lewis Hamilton.

Se i piloti di Mercedes e Red Bull possono consolarsi con la vittoria e la pole-position conquistate nel principato, l’umore del ferrarista è decisamente più nero. Da un po’ di tempo a questa parte l’attaccamene al team ha subito una drastica sterzata, come si può intuire dalle ultime dichiarazioni. I piazzamenti e la mancata competitività della sua SF16-H iniziando a stargli stretti. Il ragazzo scalpita. All’interno del team Ferrari traspare una certa tensione, anche sul fronte del management e il podio spagnolo e il quarto posto alle spalle di Perez suonano come una sconfitta.

In casa Red Bull, il debutto con vittoria di Max Verstappen, ha restituito vitalità a Daniel Ricciardo che con un giro stupendo a Montecarlo ha voluto mandare un segnale importante, oltre a firmare la pole-position. Il secondo errore consecutivo del box però gli ha negato nuovamente una vittoria che sarebbe stata più che meritata. L’italo-australiano era saldamente al comando della corsa. La delusione è stata tanta. Il sorriso è scivolato via dal volto e non sono mancate le critiche (più che giuste) nei confronti del team.

Il successo conquistato domenica scorsa avrà contribuito a stemperare gli animi di un Lewis Hamilton in contrasto col suo team. Qualcuno ha parlato anche di un possibile licenziamento. Con la vittoria l’inglese ha firmato la prima vittoria stagionale riducendo il distacco dal compagno, solo settimo al traguardo.

Tutti segnali che possono far pensare a movimenti clamorosi, anche se è ancora troppo presto per fare del fanta-mercato piloti. Non ci resta che stare attenti e vedere cosa succederà nei prossimi fine settimana.

F1 | Gian Carlo Minardi “Tensione Ferrari. Red Bull in ascesa”

A inizio stagione la Ferrari si era presenta ai nastri di partenza come l’antagonista principale della Mercedes, ma sono bastati sei gran premi per ridimensionare radicalmente la situazione. Fin dal primo appuntamento australiano è stata evidente la superiorità delle frecce d’argento di Lewis Hamilton e Nico Rosberg e il ritardo di Maranello.

Si è aggiunta però anche la Red Bull che ad ogni gara è stata in grado di risalire la china, supportata da un ottimo telaio e aerodinamica e da una buona power-unit Renault, fino a raggiungere il successo con Max Verstappen in Spagna. L’arrivo del giovanissimo olandese ha contribuito a dare una spinta anche a Daniel Ricciardo, che a Montecarlo firma la pole-position grazie ad un giro perfetto. Purtroppo ci ha pensato, per la seconda volta, il box a rovinargli la corsa “consegnando” il successo nella mani di Hamilton.

La Mercedes, indipendentemente da alcuni problemi di affidabilità ed errori, si è dimostrata nuovamente una macchina inavvicinabile. Inoltre, quando è attaccabile, ci pensa la strategia Red Bull a sbagliare. A Montecarlo, come in Spagna, a rimetterci il gradino più alto del podio è stato Daniel Ricciardo” commenta Gian Carlo Minardi. L’italo-australiano non ha risparmiato critiche al team “In alcuni circuito la Red Bul è superiore alla Ferrari, grazie ad un ottimo telaio, nonostante un motore che cede ancora qualche “cavallo” a Maranello. Fin dall’inizio della stagione la SF16-H non si è dimostrata quell’arma perfetta per sconfiggere i Campioni del Mondo in carica tedeschi. Più volte abbiamo sottolineato quanto il distacco sia rimasto invariato. Discorso inverso per Milton Keynes. Dopo un 2015 difficile, stanno recuperando il gap” prosegue il manager faentino

Il quarto posto di Sebastian Vettel a Montecarlo, alle spalle della Force India del messicano Perez, e il terzo posto spagnolo sono risultati che iniziano ad andare stretti al tedesco “All’interno del team traspare un forte nervosismo, soprattutto da parte di Vettel che ha cambiato drasticamente i suoi commenti anche nei confronti del team. Il ragazzo scalpita e i piazzamenti iniziano a stargli stretti. Maurizio Arrivabene, di suo, continua a puntare la Mercedes, ma un eventuale terzo posto nel Mondiale sarebbe una sconfitta

Montreal potrebbe essere un’importante banco di prova, sia per Ferrari che per Red Bull “Avremo le stesse mescole usate a Montecarlo e il meteo potrebbe incidere sulle scelte. Grazie ai lunghi rettilinei il telaio e l’aerodinamica hanno un ruolo importante, così come l’impianto frenante. La Red Bull proverà a sopperire al divario di potenza con la bontà del disegno di Adrian Newey” conclude Minardi

F1 | Gp Montecarlo – PAGELLE

Lewis Hamilton – 9 bravissimo e perfetto in tutta la gara, rischiando anche con la strategia.

Daniel Ricciardo – 8 dopo lo strepitoso tempo stampato in qualifica che gli è valsa una pole incredibile, ha dovuto cedere di fronte all’ennesimo errore dei box.

Sergio Perez – 8,5 gara strepitosa per il messicano che ha ottimizzato al massimo la Force India, nonostante i problemi economici

Sebastian Vettel – 7 un voto tutto suo e non della Ferrari. Ha commesso troppi errori, anche se non so quanto per colpa sua. Un Vettel che inizia a scalpitare e impaziente verso quei risultati che non arrivano

Fernado Alonso – 8 strepitoso giro dopo giro. Il distacco dalla vetta è importante, ma ha saputo aggredire con la sua tenacia e capacità di guida migliorandosi dopo ogni passaggio. Ha surclassato il suo compagno

Nico Hulkenberg – 7,5 allineato a quanto fatto dal suo compagno. Punti importanti per la Force India.

Nico Rosberg – 7 sotto tono anche se era evidente che avesse dei problemi. Anche in qualifica però non è stato il solito Nico, soprattutto in un circuito dove l’aveva fatto da padrone negli ultimi anni

Carlos Sainz – 7 in questo momento è l’unico punto di riferimento della Toro Rosso, che sta trovando anche serenità sul fronte della motorizzazione dopo l’accordo con la Renault. Lo spagnolo si sta dimostrando pilota da top team

Jenson Button – 7 anche se è arrivato dietro al compagno, ha portato punti importanti alla Mclaren-Honda che inizia a vedere la luce infondo al tunnel

Felipe Massa – 6 anche se non credo che la colpa sia principalmente la sua per il risultato sia in qualifica che gara

F1 | Ferrari, occhio che la Red Bull ha messo le Aliiiiiii

Il Gran Premio di Spagna, quinto appuntamento del Mondiale, ha dato segnali forti e decisi sulle forze in campo.  Se da un lato è arrivata la strabiliante conferma (qualora ce ne fosse bisogno) da parte della Mercedes, dall’altra la Ferrari non è stata in grado di sfruttare l’occasione d’oro facendosi beffare da una Red Bull in forte crescita

Nei primi quattro appuntamenti le frecce d’argento avevano provato a minimizzare il vantaggio, ma l’incredibile tempo segnato da Lewis Hamilton in qualifica a Barcellona ha messo in mostra tutta la supremazia. Divenuto il salotto di prova per la F1, il Montmelò rappresenta un buon banco di prova per captare l’andamento della stagione e la Red Bull ha confermato il suo momento positivo, dimostrando di aver un programma definito e costituito da scelte che stanno pagando, anche sul fronte commerciale grazie al primo sigillo di Verstappen.

Di contro la Ferrari è in difficoltà e il secondo posto nel mondiale costruttori potrebbe non essere così al sicuro. Ora ci avviamo verso un Montecarlo ricco di incognite.

F1 | Red Bull verso il rinnovo biennale con Renault?

Reduce dalla prima vittoria stagione col giovanissimo Max Verstappen sul tracciato spagnolo di Barcellona, la Red Bull avrebbe chiuso un accordo con la Renault per la fornitura della Power-Unit per i prossimi due anni successivi.

Dopo la telenovela della passata stagione, rischiando di restare senza un’unità motrice nel 2016 trovando la porta chiusa sia di Mercedes che Ferrari dopo il benservito dai transalpini, conclusa con il rinnovo per una stagione con la Renault sotto il marchio TAG Heuer il team di Milton Keynes aveva avviato una trattativa con la BMW, fortemente interessata a tornare in Formula 1.

L’incertezza che aleggia ancora oggi intorno ai regolamenti 2017 ha portato ad uno stallo della collaborazione, facendo pendere la bilancia verso una continuità del rapporto con la casa francese per le prossime due stagioni “La BMW avrebbe deciso di rinunciare al rientro nel Circus, vista l’incertezza sui prossimi regolamenti. Di conseguenza la Red Bull avrebbe già rinnovato la collaborazione con la Renault per le stagione 2017 e 2018, anche grazie ai buoni risultati raggiunti e alla nuova politica del team” commenta Gian Carlo Minardi “Resta il dubbio sul futuro in casa Toro Rosso: continuare con la Ferrari, passare ai Renault oppure puntare verso una soluzione più eclatante qualora venisse fatta chiarezza sui regolamenti” conclude il manager faentino

A conclusione della due giorni di test al Montmelò, i piloti Red Bull e Renault sono rimasti positivamente colpiti dalla nuova power-unit portata in pista dai transalpini