F. Abarth – Gian Carlo Minardi “Soddisfatto delle 23 monoposto”

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Minardi.jpg'Questo fine settimana sul tracciato di Vallelunga si accenderà il primo semaforo verde della nuova stagione della Formula ACI CSAI Abarth, la seconda dopo l’eclatante debutto nel 2010. Al Piero Taruffi saranno 23 le monoposto pronte a darsi battaglia lungo i suoi 4085 mt, un numero certamente importante anche se inferiore a quelli fatti registrati lo scorso anno.

I risultati dei test invernali, dai quali non è emerso un dominatore assoluto e con 16 piloti racchiusi in quasi 2 sec., ci preannunciano un campionato combattuto e di alto livello, come spiega lo stesso Gian Carlo Minardi “Gli iscritti al primo appuntamento di Vallelunga sono 23. Si tratta certamente di un numero inferiore alla media della passata stagione. E’ inutile nasconderci dietro un dito. Bisogno però ricordarci che stiamo vivendo un periodo difficile dal punto di vista economico e per questo 23 monoposto è un bel risultato. C’è la speranza di poterlo aumentare nel corso della stagione, visto che tra il primo e il secondo round ci saranno parecchie settimane. Inoltre non bisogna dimenticare che alle spalle di molti campionati concorrenti ci sono case automobilistiche con risorse importanti che vengono sfruttare per la pubblicità. Detto questo qualitativamente il campionato si preannuncia competitivo come abbiamo potuto apprezzare nelle ultime prove. Abbiamo new entry che si sono inseriti molto bene tra i veterani, se così li possiamo chiamare. C’è anche una forte quota rosa rappresentata dalle italiane Vicky Piria e Alessandra Brena e da Saimin Gomez, che sarà impegnata solamente nell’euroseries ” analizza Minardi

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Dopo il successo della prima edizione, la Formula Abarth si è quadruplicata: è nata una serie Europea e, successivamente, sono nate due filiere in Cina e Messico “Questo è un ulteriore segnale positivo perché se Cina e Messico prendono in considerazione la F. Abarth vuol dire che la Tatuss ha progettato un buon prodotto e che la CSAI ha fatto le scelte giuste valorizzando il suo campionato. Ovviamente questo può incidere sul numero di partecipanti. Molti piloti stranieri decideranno di rimanere all’interno dei confini nazionali. E’ un rischio che sapevamo di dover correre ed è stato giusto andare avanti. Vuol dire dare nel tempo il giusto valore alla formula. Si sta lavorando per dare il maggior beneficio a tutti questi campionati, dando vita magari ad una super finale. Ad oggi però è ancora troppo presto per parlare di questo” commenta il manager faentino

La Federazione ha voluto creare una continuità verso la “sorella maggiore”, la Formula 3 Italia attraverso anche un montepremi in termini di denaro e materiale. La serie italiana mette sul piatto della bilancia 50.000€ per il suo campione, utili per il proseguo del cammino verso la F.3 Italia, il noleggio per un propulsore FTP e 2 set di gomme per il campionato di F.3 per il secondo classificato e 2 set di pneumatici più l’iscrizione alla F.3 per il terzo. In aggiunta la partecipazione alla FDA per il campione e per il primo degli italiani. Per il campione dell’Euroseries ci sono altrettanti 50.000€ e la partecipazione al corso FDA per il campione, 2 set di gomme per la F.3 per il secondo classificato e l’iscrizione al campionato di F.3 per il terzo. “Come Federazione riteniamo che il percorso ottimale per crescere nella carriera automobilistica sia quella di partire dai Kart, passando per la Formula ACI CSAI Abarth e la Formula 3 Italia che rappresenta il trampolino di lancio verso le categorie più importanti. In questo momento la F.3 nazionale ha anche il premio più consistente in quanto il vincitore si porta a casa la bellezza di 120.000€, mentre al primo rookie spettano 50.000€. In aggiunto, ai primi tre classificati di ogni appuntamento, ci sono in palio 3.500€ per il primo, 2.500€ al 2° e 1.000€ al 3° In aggiunta non dobbiamo dimenticare il test al volante della monoposto della Scuderia Ferrari. Proprio con la scuderia di Maranello si sta consolidando un importante collaborazione che nel corso degli anni porterà dei benefici ai piloti. Anche sul fronte della F.3 stiamo difendendo i nostri numeri, anche se ad oggi non è facile fare delle previsioni visto che le iscrizioni non sono chiude. Negli ultimi anni abbiamo dimostrato di saper preparare bene i ragazzi e speriamo di confermarci anche in questa stagione attraverso i risultati di Ramos e Richelmi, pronti al debutto in WSR 3.5 dove si dovranno confrontare con piloti esperti, tra i quali il campione della F.3 Italia 2009 Daniel Zampieri

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L’obiettivo delle Federazione è di quelli importanti: riportare un pilota italiano nuovamente in Formula 1. In tutti questi anni i nostri ragazzi hanno dimostrato di non avere nulla da invidiare ai colleghi oltre confine, come dimostrano i risultati in pista nei vari campionati. Purtroppo nel motor sport i risultati non bastano, ma spesso e volentieri devono essere accompagnati da una valigia ricca di dollari. Il punto debole dei nostri ragazzi è rappresentato proprio da questo aspetto, in quanto le aziende italiane tradizionalmente non appoggiano e investono nella carriera dei giovani “La grande industria non ha interesse nell’utilizzare i nostri campionati per promuovere i loro marchi, cosa che invece succede regolarmente negli altri paesi. In Italia abbiamo “mamma Ferrari” che calamita su di se, nel bene e nel male, tutta l’attenzione dei media e degli investitori. Questo ovviamente porta via della linfa, anche se oggi stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza, con il Cavallino Rampante impegnato ad investire sui giovani attraverso la FDA. La situazione della Formula 1 rispecchia molto bene la situazione dei nostri campionati” conclude Gian Carlo Minardi

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