F1 | Gp Cina – L’analisi di Gianluca

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Gioie per Rosberg e le Red Bull, dolori per le Ferrari ed Hamilton, così si può riassumere uno dei Gp più rocamboleschi a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.

E se rocambolesco è stato il gran premio, lo stesso si può dire del quadro tecnico emerso dal weekend di Shangai, con risultati falsati da errori e problemi ma anche squadre quasi rinate dopo i primi due GP.

Dunque questa volta eviterò di andare troppo nel profondo in attesa di qualche riscontro più interessante dalla Russia, in quanto i puri dati, senza prendere atto di altri diversi fattori, a volte, possono portare fuoristrada,

Ma per prima cosa andiamo ad analizzare le caratteristiche del circuito di Shangai: è un circuito da medio/alto carico aerodinamico e di media severità per i propulsori (si viaggia a gas pienamente aperto per il 56% del giro ).

Il primo settore è molto lento e risultano fondamentali gli sforzi di trazione. Il secondo, è invece un settore veloce con due curve ad ampio raggio in cui c’è bisogno di tanto carico, ma soprattutto un corretto bilancio aerodinamico in modo da evitare nocivi fenomeni di sottosterzo. Il terzo intermedio è formato invece da un rettilineo di ben 1,3 km dove c’è bisogno di potenza, con una sezione finale (ultima e penultima curva) in cui sono di nuovo molto importanti gli sforzi di trazione. Inoltre l’effetto peso è di 0″32sec ogni 10kg (al giro), mentre l’effetto potenza è di -0,”19 sec ogni 10 cv (al giro). (Dati Magneti Marelli)

Passando dunque al grafico in cui viene messo a confronto il tempo in Q3, con il giro “ideale” dato dalla somma dei migliori intermedi, e’ fondamentale ricordare che le Ferrari hanno sbagliato il giro nel Q3, con diversi errorini che hanno eliminato la ghiotta e perfettamente abbordabile opportunità della prima fila.

Però non solo le rosse non sono riuscite a dare il massimo nel Q3. Infatti, solo Ricciardo e Bottas sono riusciti a tirar fuori il giro ottimale nel momento più importante.

Il grafico in cui viene messa a confronto la velocità massima in qualifica con il risultato in Q3, non ci dice niente di particolare questa volta. Possiamo però notare dei distacchi abbastanza ristretti, dunque una tendenza dei non motorizzati Mercedes ad “alleggerire” aerodinamicamente le vetture per non soffrire troppo nell’allungo, un chiaro vantaggio per i Mercedes che possono correre più carichi senza soffrire in queste sezioni.

Dunque cosa ci dicono i grafici sui tempi e le velocità nei vari settori?

Beh cominciando dalla Ferrari, vorrei di nuovo sottolineare gli errori dei due piloti (con Vettel che non ha nemmeno migliorato dal Q2 al Q3), specialmente, come si è visto in TV, nel terzo settore.
La Ferrari si è infatti rivelata molto competitiva su questa pista, confermando le caratteristiche già evidenziate nei precedenti articoli.

La prima fila in qualifica sarebbe stata quasi scontata, mentre per la gara è un po’ diverso, li bisogna ancora lavorare (specialmente sulle parte elettrica della PU).

Però credo che la rossa sarebbe potuta essere abbastanza vicina da approfittare di un qualsiasi sbaglio in Mercedes.

Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte… Quello che posso dire con certezza è che la Ferrari è stata molto competitiva nei settori più tecnici ( il primo e il secondo), ma in particolare nel secondo, confermando così l’ottimo rapporto della SF16-H con le curve ad ampio raggio, dato da un ottimo bilancio aerodinamico.

Quei 4 decimi di distacco nel terzo settore si possono spiegare con la maggior lunghezza dell’intermedio in questione, ma anche forse con il non aver segnato il miglior tempo in S3 con la mappatura più aggressiva da Q3, viste le velocità massime quasi uguali qua però non è il caso di sbilanciarsi troppo.

Risulta invece più interessante parlare della Red Bull, che dopo un avvio di stagione un po’ sottotono, in Cina ha dato una grande prova di forza sia in gara, sia in qualifica.

Non si tratta di migliorie alla Power Unit Renault.. pardon.. TAG Heuer, viste le prestazioni della “casa madre”, ma di pura bontà del telaio della RB12.

Il mix di un circuito più completo, che premia molto l’efficacia in curva ed evidentemente un corretto set up della vettura, che nonostante l’alto Cz (che da sempre caratterizza le Red Bull) e una PU non competitiva come quelle dei rivali, è riuscita a contenere il gap anche in rettilineo.

Forte anche la performance in gara, con Ricciardo con un terzo stint di gara molto vicino a quello di Rosberg ( anche se lui stava gestendo la gara), come potrete notare dai grafici in fondo.

Di fatto la Red Bull dopo questo Gp ha messo ben in chiaro di essere la terza forza del mondiale, e la più diretta avversaria della Ferrari, visto che l’ormai plafonata Williams dubito che possa recuperare.

Una Williams che rispetto allo scorso anno ha sacrificato un po’ del grande Cx che la caratterizzava in favore di un guadagno in Cz, seppur abbastanza minimo. Vediamo infatti dai grafici che le velocità massime non sono così alte come una volta, e a conferma dei piccoli passi avanti in quanto a downforce notiamo un secondo settore abbastanza competitivo.

Prestazione forse scaturita anche a causa di un buon bilancio aerodinamico che non preclude sempre un alto livello di Cz.

Per quanto concerne Toro Rosso e Force India, che paiono entrambe avere un buon telaio (specialmente la Toro Rosso), mi riserbo di aspettare i prossimi Gp per stabilire un quadro tecnico più completo. Con una Toro Rosso che si trova a gestire il difficile rapporto tra una PU 2015 e una vettura molto carica.

Per il momento è tutto, ci vediamo a Sochi, anche se, come direbbe il buon Stefano Nicoli, già so-chi vince

I Grafici della gara