F1 – GP Montecarlo: Il punto di Gian Carlo Minardi

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red_bull.jpg'Il Gran Premio di Montecarlo ci ha consegnato un Mark Webber letteralmente scatenato e rigenerato, con una marcia in più. Nonostante le tre safety car che hanno annullato il suo vantaggio, è riuscito a ritrovare fin da subito il giusto ritmo lasciandosi alle sue spalle tutti i suoi avversari, compagno di scuderia compreso. Vittoria e comando del campionato più che meritati.

Le due monoposto di casa Red Bull impressionano per quanto riescano a danzare sui cordoli e per la trazione che hanno in uscita dalle curve. Anche al pronti-via, Sebastian Vettel è riuscito a scavalcare un bravo Kubica, a dimostrazione del buon grip di cui dispongono. Per tutto il weekend si sono nascosti, lavorando sulla messa a punto in vista della gara domenicale. Quando una scuderia si può permettere questo tipo di programma è segno di grande tranquillità e consapevolezza dei propri mezzi.

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Di contro, durante le due sessioni di prove libere abbiamo visto una bella supremazia di Fernando Alonso che aveva dimostrato, almeno su questo particolare tracciato, di esser riuscito a ridurre il gap dalle Red Bull. Purtroppo poi l’errore di sabato mattina ha rovinato il suo intero weekend, anche se bisogna sottolineare il grande recupero portato a termine dallo spagnolo e l’egregio lavoro messo in atto dal muretto del Cavallino Rampante, quando ha richiamato immediatamente Fernando per il suo cambio gomme, sfruttando nel migliore dei modi l’ingresso della safety car. Alonso è poi stato molto abile a gestire per tutta la gara le sue gomme, che avevano circa 20 giri in più dei suoi avversari. “Normale” weekend per Felipe Massa che non è mai riuscito ad impensierire i primi tre gestendo la sua posizione.

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La Renault, e in particolar modo il suo pilota Robert Kubica, sta disputando un campionato egregio. Il terzo posto in campionato è da attribuire per l’80% al polacco e alle sue abilità di guida. In qualifica è stato molto bravo e per poco non è riuscito a strappare la pole. Sta dimostrando di essere un pilota da top ten e, certamente, fa parte della top 4 del mondiale. Gara dopo gara combatte ad armi pari nonostante una vettura inferiore.

Sono invece rimasto esterrefatto e sorpreso dall’errore commesso alla ripartenza da un sette volte Campione del Mondo come Michael Schumacher quando ha deciso di sorpassare il ferrarista, regalando così punti preziosi alla Toro Rosso di Buemi che è entrato nella top ten e alle due Force India. Altrettanto incredibile l’errore commesso in casa McLaren, andando a dimenticare i copri-radiatori sulla vettura di Button e gettando letteralmente in fumo il Gran Premio.

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Altro weekend da dimenticare per la Sauber che continua a mancare di affidabilità. Purtroppo il team di Peter è in difficoltà economica per la mancanza di sponsor. Situazione altrettanto difficile anche in casa HRT le cui monoposto, cronometro alla mano, si sono dimostrate più lente della Dallara GP2. Questo è scandaloso. La HRT è una GP2 leggermente evoluta. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di vederla nei box ed effettivamente siamo lontani anni luce da quello che può definire una monoposto da F1. Fanno parte di una categoria a sè. Non lo scopriamo certamente oggi che questa è l’eredità che ci ha lasciato l’ex presidente Mosley. Possiamo solo augurarci che si cerchi di porre rimedio e che non sia solo una rincorsa per tappare i buchi lasciati dai team che decidono di chiudere il loro capitolo con il circus. Per fortuna è risultata infondata la paura per il possibile traffico creato dalle monoposto di categoria B.

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Prima di salutarvi, un ultimo pensiero sul brutto gesto di Rubens Barrichello: il volante è un componente estremamente delicato e costoso della vettura, senza considerare la pericolosità del suo gesto. E’ un gesto inconsulto.

In Turchia, teatro del prossimo round, le rosse dovrebbero presentarsi con qualche novità per cercare di ridurre, o quanto meno congelare il distacco dalle Red Bull che certamente non resteranno con le mani in mano. Dopo la gara del Principato vedo anche una McLaren in salute che potrà continuare a dire la sua.

Gian Carlo Minardi

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