F1 – GP Australia: Il Punto di Gian Carlo Minardi

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Minardi.jpg'Il gran premio di Australia, seconda tappa del mondiale ci ha regalato la prima vittoria di Jenson Button al volante della McLaren, la conferma di una buona Ferrari e la fragilità della Red Bull. Straordinario Robert Kubica, insufficiente Webber, autore dell’incidente con Hamilton nella fase finale

FAENZA – Formula-noia? Non di certo a Melbourne dove è andato in scena il secondo capitolo del mondiale di Formula 1. Abbiamo assistito ad una bella e frizzante gara, movimentata anche dall’incidente che ha visto come protagonisti Fernando Alonso e Michael Schumacher, autori entrambi di una bella rimonta. Certamente un grande Alonso che, anche senza le disavventure del tedeschino di casa Red Bull, si sarebbe potuto aggiudicare la gara. Al di la di questo ha portato a termine una grande rimonta, fino a raggiungere il compagno di scuderia.

Ancora una volta abbiamo potuto assistere ad una Red Bull molto performante in qualifica, salvo poi andare in difficoltà nel long run, soprattutto sul fronte dell’affidabilità. L’ordine di arrivo ha privilegiato il campione del mondo in carica Jenson Button, autore di una prestazione all’attacco condita da qualche scelta rischiosa, da cui è stato ripagato, come il passaggio anticipato ai pneumatici da asciutto.

Dieci a Robert Kubica che ha portato a termine un grande week end, riuscendo ad entrare nella Q3, sfruttando al massimo la sua vettura in gara senza commettere errori. Indubbiamente credo che questo risultato non rappresenti il vero piazzamento della Renault. Ha fatto vedere comunque di che passa è fatto, facendo la differenza.

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Bene anche Nico Rosberg che ancora una volta ha messo in difficoltà il compagno di squadra Michael Schumacher. Ottimo il nostro Tonio Liuzzi che ha portato al traguardo la sua Force India al settimo posto a poco più di 59 sec dal pilota della McLaren. Insufficiente invece la prestazione di Mark Webber che proprio sul finale ha rovinato la gara di Hamilton con una frenata al limite. In quell’occasione Alonso è stato magistrale con una staccata che ha destabilizzato gli altri due, portando all’errore Hamilton e, di conseguenza, anche l’australiano.

E’ stato un gran premio che mette a tacere tutti quelli che avevano esternato la necessità di cambiare le regole in favore dello spettacolo. Ci sono delle regole sportive abbinate ad un regolamento tecnico: l’esempio è la Bridgestone che ha portato due mescole che hanno messo in difficoltà i team, creando instabilità e maggiore interesse.

Assisteremo ad un campionato molto interessante con quattro case costruttrici al top, e gli altri pronti a sfruttare al massimo ogni regalo, com’è successo sabato con l’eliminazione di Lewis Hamilton dalla Q3, a vantaggio del polacco della Renault e di Barrichello con la sua Williams. Tra meno di sette giorni in Malesia con il cambio di temperatura potremmo avere un panorama più completo di quello che sarà la competizione 2010.

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Per quanto riguarda i nuovi team sono ancora molto lontani da tutti gli altri. Kovalainen, il migliore del lotto, è arrivato con due giri in ritardo, mentre Karun Chandhok, che ha visto per la prima volta il traguardo, conta un ritardo di ben 5 tornate. Fino a De La Rosa con la Suber invece sono tutti a giri pieni. Virgin, Lotus e HRT hanno molto da lavorare. Il divario non è certamente dovuto al motore Cosworth, in quanto la Williams riesce a raggiungere importati prestazioni. E’ una questione telaistica: alcune di queste vetture hanno addirittura mosso i loro primi passi direttamente in un gran premio. Senza avere la possibilità di effettuare test privati sarà molto difficile recuperare il gap nell’arco di questa stagione. Dovranno lavorare in ottica 2011. Torno a ripetere: questa situazione dovrebbe far riflettere Mosley per i danni che ha fatto in passato, affossando chi era già un costruttore, anche se piccolo.

In questi giorni la FIA ha riaperto le iscrizioni per assegnare il tredicesimo posto. Quello che mi chiedo: aprono le porte ad un COSTRUTTORE a una cosa poco seria come è stata fino ad oggi? Stiamo veramente rasentando il ridicolo. I costruttori che oggi possono accedere alla F1 sono estremamente pochi. Mi auguro che venga fatta un’analisi completa sotto tutti gli aspetti, come succedeva una volta con ispezioni alle varie sedi per verificare il tipo di struttura a disposizione della scuderia. Ad oggi se non si ha già un reparto operativo sul progetto 2011, non si potrà mai essere pronto per la prossima stagione. Non c’è materialmente il tempo per assemblare, progettare e creare una monoposto da F1 e una struttura in poco più di 12 mesi….

Con questo vi saluto e vi do appuntamento tra sette giorni, per commentare il gran premio della Malesia, terza tappa del mondiale

Gian Carlo Minardi

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