Pronti a partire

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Anche se i motori sono ancora spenti, la stagione 2016 del Mondiale di Formula 1 entra nel vivo, in preparazione del primo test collettivo del 22 febbraio in Spagna. Il team di Gene Haas ha tagliato il primo traguardo verso Melbourne, con l’esito positivo del crash-test. “Tutte le scuderia stanno lavorando alacremente per portare in pista la nuova vettura per i test spagnoli, programmando anche gli sviluppi in vista del gran premio di Melbourne.

Diversamente da quanto succedeva anni addietro, per partecipare ai test colletti è fondamentale avere l’omologazione FIA della scocca superando tutti le verifiche” analizza Gian Carlo Minardi “stando nel limite del peso consentito dai regolamenti. Nella mia storia solo in una circostanza non superammo le verifiche al primo tentativo. Era il 1991 e, per un errore di valutazione, durante la prova di decelerazione si ruppe il “poggia-schiena” dov’era alloggiato il serbatoio. Questo problema ci rallentò non poco, ma riuscimmo a limitare i danni poiché in quegli anni l’omologazione per correre doveva arrivare prima del week-end inaugurale della stagione. Oggi non è più così. Per questo è un traguardo importante

In quanto matricola, il team americano sarà l’osservato speciale “Debuttare con un calendario di 21 gare non è cosa facile, sia sotto l’aspetto economico che logistico. Hanno attinto energie da uomini con esperienza in F1 e, da quello che si legge, vogliono estremizzare l’organizzazione con al massimo 200 persone. Questa gestione mi trova d’accordo, poiché sono contrario ad organici formati da 400-500 o 1000 persone, per costruire due vetture

Nelle settimane scorse Gian Carlo Minardi è stato ospite della Toro Rosso, tornando per un attimo a “casa”, in via Spallanzani “Ho potuto visitare i nuovi stabilimenti e mi ha fatto piacere vedere la loro organizzazione. Sono convinto che, grazie al motore Ferrari, potranno fare un salto in avanti sul fronte dell’affidabilità, il vero tallone d’Achille della stagione passata. Gli sono mancati circa 60-70 punti dovuti, soprattutto ai ritiri di Carlos Sainz nei giri finali per problemi” conclude il manager faentino