F1 | GP MESSICO, GIAN CARLO MINARDI: ANTONELLI A UN PASSO DALLA STORIA, SFIDA APERTA PER IL SECONDO POSTO

La Formula 1 torna in pista questo fine settimana per il Gran Premio di Città del Messico, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre. L’Autódromo Hermanos Rodríguez è uno dei circuiti più particolari del calendario: si trova a oltre 2.200 metri sul livello del mare e questa altitudine rappresenta una variabile tecnica determinante per tutte le squadre. L’aria rarefatta riduce la resistenza aerodinamica, ma anche il carico generato dalle monoposto, rendendo più difficile trovare aderenza nelle curve. Per compensare questa perdita, le squadre ricorrono a configurazioni aerodinamiche con molto carico, senza però riuscire a eliminare completamente le difficoltà.

Il tracciato misura 4,304 chilometri e il Gran Premio si disputa sulla distanza di 71 giri, per un totale di oltre 305 chilometri. La lunga accelerazione sul rettilineo principale, che precede la frenata di curva 1, favorisce le opportunità di sorpasso, mentre la parte più lenta e tecnica si sviluppa anche all’interno dello stadio, regalando una cornice unica nel panorama della Formula 1. La gestione della monoposto e la capacità di trovare il giusto compromesso tra velocità sul rettilineo e aderenza nelle curve saranno fondamentali.

Per il fine settimana messicano Pirelli ha scelto le tre mescole più morbide della propria gamma: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft. Una selezione che potrebbe ampliare le possibilità strategiche, ma che richiederà particolare attenzione nella gestione degli pneumatici. L’altitudine riduce infatti il carico aerodinamico e le sollecitazioni sulle gomme, ma la scarsa aderenza può favorire lo scivolamento delle monoposto e il fenomeno del graining. Le prove libere saranno quindi importanti per valutare il comportamento delle mescole e individuare la strategia più efficace.

Sul piano sportivo, tutti gli occhi saranno puntati su Kimi Antonelli. Dopo la splendida vittoria di Austin, il pilota Mercedes si presenta in Messico con 365 punti e un vantaggio di 123 lunghezze su George Russell. Un margine che lo mette ormai a un passo dalla conquista del suo primo titolo mondiale, alla seconda stagione in Formula 1. Antonelli potrà laurearsi campione già domenica se concluderà almeno al nono posto; il titolo arriverà comunque se né Russell né Lewis Hamilton riusciranno a vincere il Gran Premio. Dopo una stagione straordinaria per continuità e risultati, il giovane italiano ha l’opportunità di raggiungere un traguardo storico per sé e per l’automobilismo italiano.

Ad Austin Mercedes ha confermato la propria competitività, ma la Ferrari ha dato un altro segnale positivo con il secondo posto di Charles Leclerc, seguito da Max Verstappen al terzo. Il monegasco ha saputo sfruttare le opportunità offerte dalla gara e ha conquistato un risultato importante, mentre Lewis Hamilton ha chiuso quarto, contribuendo al bottino della squadra. La Rossa sembra aver compiuto progressi e l’obiettivo sarà capire se potrà confermare questo rendimento anche su un circuito dalle caratteristiche così particolari.

Non bisognerà sottovalutare la Red Bull. Verstappen ha dimostrato di poter lottare per le posizioni di vertice e ad Austin è rimasto in corsa per il podio fino alla fase finale della gara. In Messico la squadra dovrà trovare il giusto equilibrio per sfruttare la velocità sul rettilineo e mantenere aderenza nella sezione dello stadio. La competitività dell’olandese potrebbe incidere ancora una volta sugli equilibri del campionato, soprattutto nella lotta alle spalle di Antonelli.

Se il titolo piloti è ormai vicino a una conclusione, resta infatti molto aperta la sfida per il secondo posto in classifica. Russell occupa attualmente la seconda posizione con 242 punti, appena uno in più rispetto a Hamilton, mentre Verstappen è a quota 236 e Leclerc a 233. Quattro piloti racchiusi in appena nove punti: una situazione che rende ogni gara particolarmente importante e che promette un confronto serrato anche a Città del Messico. Per Ferrari, in particolare, sarà un’occasione per confermare i progressi e provare a inserirsi con entrambi i piloti nella lotta al vertice.

L’appuntamento messicano si presenta quindi con due grandi temi: da una parte la possibilità di assistere alla consacrazione di Antonelli, protagonista di una stagione andata oltre ogni previsione; dall’altra una battaglia ancora apertissima per le posizioni di vertice, con Mercedes, Ferrari e Red Bull chiamate a confrontarsi su una pista che, per altitudine e caratteristiche, può rimescolare gli equilibri.

Gian Carlo Minardi