F1 – GP Suzuka: IL PUNTO… di Gian Carlo Minardi

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win.jpg'Un Gp del Giappone da copione: una Red Bull forte che ha rispecchiato le premesse delle vigilia con un Fernando Alonso che ha saputo tirare fuori il meglio dalla sua macchina, anche se l’errore in partenza mette in mostra un grande nervosismo.

Proprio gli inconvenienti sulla McLaren di Lewis Hamilton e sulla Renault di Kubica hanno permesso all’iberico di mantenere il contatto con le due “lattine” di Mark Webber e Sebastian Vettel. Dopo una prima parte di attesa, come ha dichiarato lui stesso, ha portato a termine una seconda fase di gara aggressiva, cercando di condurre all’errore i due battistrada, anche se comunque non era così vicino.

La lotta interna tra i piloti Red Bull potrebbe essere l’arma in più per la Ferrari perché anche domenica il team di Chris Horner ha lasciato liberi i suoi alfieri. Come già successo a Monza e Singapore il tedeschino ha “rubato” punti preziosi all’australiano che oggi potrebbe avere almeno 21 punti di vantaggio sul ferrarista (quasi un gran premio), contro i 14 attuali. Trovarsi a tre gran premi dalla fine con due piloti che si tolgono a vicenda i punti è estremamente positivo per un team. In questa situazione basta uno zero o un momento di defaiance che ti puoi vedere azzerato il vantaggio. Sinceramente faccio fatica a capire questa strategia. Bravi se saranno in grado di portare a termine il loro obiettivo, che in questo momento è alla loro portata, ovvero firmare un 1-2 anche nella classifica piloti, visto che il titolo costruttori è praticamente già archiviato e messo nel cassetto.

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Come avevo già accennato qualche gran premio fa la McLaren e Lewis Hamilton potrebbero essere realmente gli aghi della bilancia per questo mondiale. Non essendo tagliato mateticamente fuori lotta per il titolo l’inglese scenderà in pista con grinta e cattiveria, per esprimere il meglio di se stesso. Così facendo potrebbe contribuire a togliere dei punti. Ora bisognerà vedere cosa succederà in Corea, un tracciato nuovo per tutti, prima di approdare in Brasile e Abu Dabhi per il gran finale. In questi giorni sarà messa la parola fine sulla questione del gran premio, che con questa classifica così corta diventa fondamentale. 25 punti in più o in meno non sono certamente pochi. Le incognite che i piloti dovranno affrontare a Yeongam arriveranno dal nuovissimo asfalto e dalla polvere presente in pista, perché comunque l’autodromo si presenterà ancora come un cantiere semi-aperto.

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In queste ultime tre tappe il Cavallino rampante avrà bisogno di un Felipe Massa più reattivo, motivato e concentrato per cercare di portare a casa, almeno in Brasile, una doppietta importantissima. Sinceramente faccio fatica e capire cosa volesse fare domenica. Ha commesso un errore di grande nervosismo.

Per quanto riguarda i team di seconda fascia voglio unirmi ai complimenti verso Kobayashi. Da sempre i piloti giapponesi si esaltano nel loro gran premio di casa: l’adrenalina di correre di fronte al loro pubblico gli da una carica in più. Abbiamo così assistito ad una bellissima gare del portacolori di casa Sauber e per questo mi voglio unire ai complimenti che ha ricevuto. Suzuka inoltre è un tracciato che da un qualcosa in più a chi la conosce e lo abbiamo potuto vedere anche nel passato con Irvine che all’esordio con la Jordan aveva mostrato le sue capacità, dopo l’esperienza accumulata nella F.3000 giapponese. Non a caso abbiamo visto un Michael Schumacher più reattivo nei confronti dello sfortunato Rosberg. E’ riuscito ad annullare il gap nei confronti del suo compagno di squadra portando a termine una buona gara, come dimostra anche il settimo tempo nella classifica dei giri più veloci. Certamente la Mercedes oggi non è all’altezza dei top team.

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Per concludere sono sorpreso dagli errori commessi da Mercedes e Renault dove Kubica è stato anche fortunato, perché ha perso la ruota in regime di safety car. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto succedere in condizioni di gara normale. Ci prepariamo comunque ad affrontare un finale di stagione caldissimo con ancora cinque piloti in lotta per il titolo. Era da un bel pezzo che non assistevamo ad un mondiale di F1 così aperto, anche se vedo un Jenson Button leggermente attardato rispetto ai primi. Devo fare anche i complimenti alla Red Bull che nonostante non possa contare su una storicità e su budgets così corposo come quello della Rossa di Maranello

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di Gian Carlo Minardi

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