F1 | GP ITALIA, IL PUNTO DI GIAN CARLO MINARDI “DA ASCARI AD ANTONELLI, KIMI SCRIVE LA STORIA A MONZA”

Una giornata speciale, che ancora una volta conferma quanto l’Italia rappresenti un punto di riferimento nel panorama internazionale del motorsport.
Il mio primo plauso va ad ACI per la bellissima organizzazione del Gran Premio d’Italia. Sono stati battuti nuovi record di presenze e abbiamo assistito a un evento organizzato molto bene, all’altezza della storia e del prestigio di Monza.
A rendere ancora più speciale questo fine settimana ci hanno pensato i nostri ragazzi, facendo risuonare l’Inno di Mameli e regalandoci risultati importanti. Un ringraziamento va a tutti questi giovani che, con il loro impegno e i loro risultati, stanno contribuendo a rendere sempre più forte il motorsport italiano.
Complimenti a Nicola Lacorte, protagonista in Formula 3 con una splendida vittoria a Monza, e a Emanuele Olivieri, che a Imola ha conquistato Gara-1 della Formula Regional e il secondo posto in Gara-2, confermandosi al comando del campionato.
Naturalmente, oggi abbiamo vissuto qualcosa che resterà per sempre nella storia del nostro automobilismo grazie alla straordinaria vittoria di Andrea Kimi Antonelli.
Da Alberto Ascari ad Andrea Kimi Antonelli, passando per Ludovico Scarfiotti. A sessant’anni dall’ultima vittoria di un pilota italiano nel Gran Premio d’Italia, Kimi ha riportato il Tricolore sul gradino più alto del podio a Monza con una gara straordinaria, costruita partendo dalla diciannovesima posizione e conclusa con il sorpasso decisivo sul compagno di squadra George Russell alla Variante Ascari, a tre giri dalla bandiera a scacchi.
Un risultato che assume un valore ancora maggiore pensando alla storia del nostro automobilismo. Antonelli era arrivato a Monza da leader del Mondiale, qualcosa che per un pilota italiano non accadeva dai tempi di Alberto Ascari. Vincere il Gran Premio di casa partendo dal fondo dello schieramento è un’impresa che racconta non soltanto la velocità, ma anche maturità, determinazione e capacità di leggere la gara.
Quello che mi ha impressionato maggiormente è stato il passo di Kimi. Nel corso della gara è stato costantemente molto veloce, recuperando progressivamente terreno fino a raggiungere Russell. A quel punto abbiamo assistito a un bellissimo confronto tra i due piloti Mercedes, risolto da Antonelli nelle battute finali. Non si è limitato a rimontare: è arrivato fino al compagno di squadra e lo ha battuto in pista.
Ha poi completato una gara impeccabile facendo segnare il giro più veloce proprio nell’ultima tornata. È un segnale estremamente positivo della padronanza e della sicurezza che ha raggiunto alla guida della monoposto e una vittoria che vale tantissimo anche in ottica Mondiale.
Alla vigilia avevamo sottolineato come Monza potesse rappresentare il circuito più adatto per scontare la penalità legata alla power unit, grazie alle caratteristiche della pista e alle possibilità di sorpasso. Kimi è riuscito ad andare ben oltre ogni aspettativa, trasformando un fine settimana che sulla carta doveva essere corso in difesa in una delle vittorie più belle e significative della sua giovane carriera.
Abbiamo assistito ad una gara molto bella, caratterizzata da belle battaglie, sorpassi e tanto spettacolo. Credo sia stato uno dei migliori weekend vissuti a Monza negli ultimi anni: Mercedes, come era presumibile su una pista con queste caratteristiche, ha conquistato una splendida doppietta, davanti ad un Max Verstappen che non molla mai e che ha conquistato un ottimo terzo posto.
Ancora una volta, purtroppo, sul fronte Ferrari credo che forse bisognerebbe parlare meno e agire di più. Il risultato è certamente al di sotto delle aspettative, con Charles Leclerc ritirato nelle primissime battute e Lewis Hamilton solamente sesto.
Faccio fatica a comprendere quanto accaduto nel primo giro tra le due Ferrari, compreso l’errore successivo di Leclerc. Partendo dalla terza e quarta posizione, credo che la priorità avrebbe dovuto essere quella di mantenere le posizioni e ragionare nell’ottica della squadra. Invece sono stati gettati al vento punti che possono diventare molto importanti nella lotta per il secondo posto nel Mondiale Costruttori.
Fine settimana al di sotto delle aspettative anche per McLaren. Sapevano di arrivare a Monza in una posizione più difensiva rispetto alle ultime gare, ma probabilmente speravano di poter raccogliere qualcosa in più del quarto posto di Norris e del quinto di Piastri. Le caratteristiche particolari del circuito brianzolo possono certamente avere inciso, ma dopo i grandi progressi mostrati negli ultimi appuntamenti sarà interessante vedere già dalla prossima gara se quello di Monza sia stato solamente un episodio legato alla pista oppure se Mercedes sia riuscita a ristabilire un margine importante.
Fine settimana positivo invece per Alpine, iniziato con una pole position certamente difficile da pronosticare alla vigilia. La gara ha poi ristabilito maggiormente i valori in campo, ma resta un risultato importante nella lotta per il quinto posto tra i Costruttori con Racing Bulls. Quest’ultima, dal canto suo, è riuscita comunque a portare entrambe le monoposto nella top-10, raccogliendo punti preziosi.
E ancora una volta il pubblico italiano ha dimostrato di essere un pubblico sportivo e non “ultrà”. Vedere tutti gli appassionati in piedi nell’ultimo giro, pronti ad applaudire Kimi Antonelli per una vittoria che alla vigilia sembrava quasi impossibile, è stata una delle immagini più belle di questa giornata.
Monza ha applaudito un pilota italiano vincitore del Gran Premio d’Italia. Un’immagine che mancava da sessant’anni e che credo tutti noi ricorderemo a lungo.
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Gian Carlo Minardi


