F1 | GP BELGIO, IL PUNTO DI GIAN CARLO MINARDI “ANTONELLI VINCE DA CAMPIONE. FERRARI IN CRESCITA. IL MONDIALE ENTRA NELLA SUA FASE DECISIVA”

Andrea Kimi Antonelli conquista a Spa-Francorchamps il suo sesto successo stagionale al termine di una gara gestita con grande maturità e intelligenza. Ancora una volta ha dimostrato di possedere una qualità che sta facendo la differenza in questo Mondiale: la capacità di leggere la gara e amministrare ogni situazione nel migliore dei modi.
Emblematico quanto accaduto subito dopo la partenza. Superato da Max Verstappen, Antonelli non ha cercato una reazione immediata che avrebbe compromesso la gestione della power unit. Ha lasciato sfilare l’olandese senza perdere regime del motore, si è inserito nella sua scia e lo ha ripassato pochi istanti dopo. Una manovra tanto semplice quanto intelligente, che testimonia la maturità raggiunta da un pilota di appena diciannove anni.
Da quel momento ha imposto un ritmo eccezionale, gestendo perfettamente anche la Virtual Safety Car e controllando con autorevolezza la pressione di Charles Leclerc, autore a sua volta di un’ottima gara. È un successo pienamente meritato che rappresenta anche il giusto riscatto dopo la sfortuna che lo aveva penalizzato a Silverstone.
Mercedes continua a confermarsi la vettura di riferimento del campionato, ma la Ferrari esce dal Belgio con indicazioni estremamente incoraggianti. Se fino al venerdì il divario sembrava importante, tra qualifiche e gara la Scuderia ha compiuto un notevole passo avanti, confermando nei long run un potenziale che già nelle prove libere si era soltanto intravisto. Su circuiti con caratteristiche differenti potrebbe rivelarsi ancora più competitiva e continuare a lottare per la vittoria.
Proprio per questo il secondo posto conquistato da Charles Leclerc assume un valore importante. Ferrari conferma la crescita mostrata nelle ultime settimane e dà continuità ai risultati, alimentando la fiducia in vista dei prossimi appuntamenti.
L’episodio che ha coinvolto Lewis Hamilton e George Russell nel corso del primo giro mi ha lasciato qualche perplessità. Personalmente lo avrei considerato un normale incidente di gara, uno di quei contatti che possono verificarsi nelle fasi iniziali quando il gruppo è ancora molto compatto. La penalità di cinque secondi inflitta a Hamilton mi è sembrata piuttosto severa, anche se va riconosciuto che in situazioni analoghe i commissari hanno utilizzato lo stesso metro di giudizio. Probabilmente gli ha impedito di giocarsi il podio.
Alle spalle dei primi continua a crescere anche la McLaren. Il giro più veloce realizzato da Lando Norris conferma i progressi della vettura, anche se la squadra deve ancora migliorare soprattutto in qualifica per trasformare il buon passo gara in risultati ancora più importanti.
Interessante anche la sfida per il quinto posto nel Mondiale Costruttori. Racing Bulls continua a raccogliere risultati importanti, mentre Alpine resta in corsa grazie al decimo posto conquistato da Franco Colapinto. Sarà una battaglia che potrebbe proseguire fino all’ultima gara.
Il successo di Antonelli assume un peso ancora maggiore anche nella classifica iridata. Con 204 punti il giovane pilota della Mercedes allunga nei confronti dei suoi principali inseguitori, Lewis Hamilton, fermo a 159, e George Russell, a quota 154. È un vantaggio importante che gli permetterà di affrontare con maggiore serenità una fase della stagione nella quale la gestione delle componenti della power unit e le eventuali penalità in griglia potrebbero diventare determinanti.
Con il Gran Premio d’Ungheria, ultimo appuntamento prima della pausa estiva, entriamo nella fase decisiva del campionato. Sarà un weekend importante anche in ottica strategica, perché molti team inizieranno a valutare la gestione delle componenti della power unit in vista della parte conclusiva della stagione.
Si chiude inoltre un altro fine settimana positivo per il motorsport italiano. Il secondo posto di Brando Badoer in Formula 3 e il quinto di Gabriele Minì in Formula 2 confermano l’ottimo momento dei nostri giovani piloti, sempre più protagonisti a livello internazionale.
Per gli appassionati italiani è motivo di grande soddisfazione vedere un ragazzo di appena diciannove anni guidare il Mondiale di Formula 1 e, allo stesso tempo, una Ferrari tornata stabilmente in lotta per la vittoria. Se questi segnali verranno confermati anche nelle prossime gare, ci sono tutti i presupposti per vivere un finale di stagione entusiasmante, con Monza che si preannuncia già oggi come uno degli appuntamenti più attesi dell’anno.
Tra una settimana il Mondiale farà tappa in Ungheria per l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Ci aspetta un’altra gara molto importante, prima di entrare nella fase conclusiva di un campionato che, gara dopo gara, si conferma sempre più aperto e combattuto.
Gian Carlo Minardi









Ho vissuto una delle giornate più emozionanti dei miei 55 anni nel motorsport.


Andrea Kimi Antonelli ha fatto suonare ancora una volta l’Inno di Mameli in Florida, poche ore dopo il successo di Gabriele Minì in F2. Per chi ama questo sport, è una giornata che ha un valore speciale.
Dopo la Cina, Andrea Kimi Antonelli si conferma ad altissimo livello, conquistando a Suzuka un risultato completo: pole position, vittoria, giro veloce e leadership del mondiale.
È un momento storico per l’automobilismo italiano. Vent’anni dopo Giancarlo Fisichella, Andrea Kimi Antonelli riporta il tricolore sul gradino più alto del Mondiale di Formula 1. Un successo straordinario, impreziosito da pole position, giro veloce e vittoria: un risultato che per un pilota italiano mancava da oltre cinquant’anni.
Il nuovo ciclo della Formula 1 si è aperto con un fine settimana ricco di colpi di scena, a partire dall’errore in Q1 di Max Verstappen, episodio che ha contribuito a rendere la gara particolarmente interessante. Tra gli errori da segnalare anche quello di Oscar Piastri, che ha inaugurato la stagione con uno zero in classifica, e di Kimi Antonelli in FP3.
Il Mondiale 2025 si chiude con il trionfo di Lando Norris, un epilogo giusto per quanto visto lungo i 24 Gran Premi. Il britannico ha attraversato alti e bassi come ogni protagonista del campionato, ma ha saputo ricucire il distacco dal compagno di squadra e imporsi con maturità. Ha vinto la squadra più completa e il pilota che, nell’arco dell’intera stagione, ha dimostrato di meritare questo titolo.
Max Verstappen rilancia la propria candidatura al titolo con una vittoria netta in Qatar. Il successo, unito al secondo e quarto posto conquistati da Piastri e Norris, consente all’olandese di ridurre a dodici le lunghezze che lo separano dal britannico. È stato un weekend particolarmente intenso, caratterizzato da strategie complesse incentrate sulla gestione delle gomme, fattore decisivo sull’asfalto di Losail.
Il Gran Premio di Las Vegas ci ha regalato un colpo di scena degno dei migliori thriller, se non addirittura horror per Norris e Piastri, con la doppia squalifica McLaren arrivata a gara conclusa per irregolarità nel pattino. Un evento che riapre la corsa al Mondiale, non solo tra i due piloti McLaren, ma anche grazie all’inserimento di Max Verstappen, protagonista ancora una volta di una partenza straordinaria e di una gara perfetta, in cui è riuscito non solo a gestire il vantaggio, ma anche a lanciare un segnale forte e deciso ai diretti avversari negli ultimi tre giri, marcando costantemente la miglior prestazione.