Gp Bahrein – IL PUNTO

Nel gran premio più tirato ed esaltante di questo inizio 2013 è purtroppo venuto a mancare uno dei protagonisti, Fernando Alonso, rallento dal primo problema tecnico. Un gran premio ricco di lotte, sorpassi e controsorpassi al limite del regolamento  dettati da una grande tenacia.

Abbiamo avuto un Perez veramente scatenato nei confronti di un Button che non voleva mollare la leadership all’interno del team McLaren e un Rosberg penalizzato purtroppo dal degrado delle gomme. Il suo giro in qualifica è stato vicino alla perfezione, lasciandosi dietro due campioni del mondo del calibro di Vettel e Alonso. In gara sapevano benissimo che la situazione si sarebbe capovolta a causa del consumo eccessivo dei pneumatici posteriori. La bagarre di inizio gran premio non lo ha aiutato. Ottima gara per Lewis Hamilton che è riuscito a risalire fino al quinto posto riuscendo a sfruttare meglio le sue Pirelli. I due/tre giri in più prima dell’ultimo pit stop gli hanno permesso di arrivare a fine gara con gomme più “fresche”, riuscendo ad avere la meglio su Webber e Perez.

Una corsa dai numerosi spunti, fin dal sabato con tutti i top driver racchiusi in pochi decimi,  ma amara per i nostri colori, con Alonso rallentato dal non funzionamento del DRS e un Massa da due forature che richiederanno un’analisi approfondita. Lo spagnolo ha messo in piazza una prova esemplare: nonostante il pit stop anticipato e la mancanza del DRS è stato autore di una corsa eccezionale e i 37” di distacco da Vettel sono veramente pochi. Visto come si erano messe le cose ad inizio corsa sono tre punti guadagnati, anche se senza dubbio la Ferrari ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Al di la dell’ottima prestazione e dalla nuova vittoria, diventa difficile giudicare Sebastian Vettel autore di una corsa in solitaria e senza pressione dopo i due sorpassi di Alonso e Rosberg. Credo comunque che abbia ancora un buon margine nonostante i suggerimenti del team di non spingere e i giri veloci segnati in gara. Al contrario Webber non è stato all’altezza della situazione. Difficile fare un’analisi, in quanto è andato in crisi con le gomme. Purtroppo per lui è rimasto immischiato in numerose battaglie che portano ad un maggiore consumo delle gomme.

Raikkonen e un ritrovato Grosjean completano il podio del Bahrein regalando punti preziosi ad una Lotus costantemente presente nelle zone alte che si conferma terza forza sia sul fronte costruttori che piloti. Dopo aver sofferto un Kimi in forma eccezionale che sfrutta al massimo un’ottima macchina, Grosjean ha ritrovato la retta via, aiutato anche dal cambio della scocca. La E21 lavora molto bene con le gomme e ha già raccolto più punti della passata stagione.

Da applausi anche la Force India con un Di Resta che chiude ai piedi del podio. E’ una presenta costante in Q3 e si sta inserendo nella lotta per la sesta posizione. Senza il contatto da inizio gara anche Sutil avrebbe potuto portare punti importanti. E’ una bella realtà che riesce a disturbare e lottare con i big.

Ora abbiamo tre settimana prima dell’arrivo del Mondiale in Europa. A questo punto della stagione team e piloti hanno il panorama completo dei compound, oltre ad aver girato in diverse condizioni atmosferiche. Si arriva su un tracciato che non ha segreti come Barcellona, essendo sede dei test invernali. Red Bull rimane certamente la macchina di riferimento con una Ferrari però più vicina, anche in qualifica. In questa lotta però ci sono outsider molto insidiosi come la Mercedes, veloce sul giro secco, e una Lotus costantemente presente nelle zone calde della classifica. Con questo livellamento delle prestazioni però ogni errore viene pagato il doppio. Bisognerà stare molto attenti. Ci sono ancora quindici gran premi e quindi tutto potrà succedere. In Spagna vedremo numerose novità .

 

Sakhir, gara

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 57 giri
2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +9″1
3. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +19″5
4. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +21″7
5. Lewis Hamilton – Mercedes – +35″2
6. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +35″9
7. Mark Webber – Red Bull-Renault – +37″2
8. Fernando Alonso – Ferrari – +37″5
9. Nico Rosberg – Mercedes – +41″1
10. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +46″6
11. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’06″4
12. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +1’12″9
13. Adrian Sutil – Force India-Mercedes – +1’16″7
14. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1’21″5
15. Felipe Massa – Ferrari – +1’26″3
16. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +1 giro
17. Charles Pic – Caterham-Renault – +1 giro
18. Esteban Gutierrez – Sauber – +1 giro
19. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +1 giro
20. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +1 giro
21. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +2 giri

La classifica del Mondiale Piloti:

1. Vettel 77; 2. Raikkonen 67; 3. Hamilton 50; 4. Alonso 47; 5. Webber 32; 6. Massa 30; 7. Grosjean 26; 8. di Resta 20; 9. Rosberg 14; 10. Button 13; 11. Perez 10; 12. Ricciardo e Sutil 6; 14. Hulkenberg 5; 15. Vergne 1.

La classifica del Mondiale Costruttori:

1. Red Bull-Renault 109; 2. Lotus-Renault 93; 3. Ferrari 77; 4. Mercedes 64; 5. Force India-Mercedes 26; 6. McLaren-Mercedes 23; 7. Toro Rosso-Ferrari 7; 8. Sauber-Ferrari

Gp Cina – IL PUNTO

Prima di iniziare una piccola premessa che mi ha fatto sorridere. Il commento di Andrea Stella verso Fernando Alonso (lo avvisa che non c’era bisogno di spingere) e la risposta dello spagnolo (Non sto spingendo)  negli ultimi giri del gran premio di Cina mi hanno riportato indietro con la mente al 1999 quando Nando provò la Minardi F1 sotto la pioggia di Jerez. In quell’occasione, dopo soli tre giri segno’ il miglior tempo dimostrandosi di 1 secondo e mezzo più veloce di ogni altro tester . A quel punto lo avvisammo di non spingere, trattandosi solamente di un test e, anche allora, Alonso rispose che non stava facendo nulla di particolare, anzi che si poteva migliorare ulteriormente …

A Shanghai abbiamo assistito ad un gran premio ricco di suspance, sorpassi, contatti e nuovi errori (anche gravi) ai pit stop. Fin dalle qualifiche le strategie e le gomme Pirelli hanno fatto la storia del terzo appuntamento. Cinque campioni del mondo nelle prime cinque prime posizioni appartenenti a cinque team diversi, guidati da un Fernando Alonso perfetto che ha attaccato dal primo all’ultimo passaggio firmando la prima vittoria stagionale. Perfetta la strategia e la prestazioni della Ferrari e degli uomini in rosso ai box e al muretto.

Week end invece non certamente privo di sbavature per Red Bull, sia per la strategia di Vettel che per l’errore di benzina sulla vettura di Webber. A tal proposito è la seconda volta che succede in due anni al team, ma la cosa più sospetta è che per la terza volta la gara di Webber viene condizionata da errori banali dopo il verificarsi di problemi tra il team e il pilota australiano nella corsa precedente…. L’episodio malese potrebbe essere anche la causa di certi errori, che sono gravi per un team che ha vinto gli ultimi tre titolo mondiali costruttori.

Ottima prestazioni per Lotus e Mercedes che con i loro alfieri Raikkonen ed Hamilton saranno certamente gli animatori del prossimo gran premio, in programma tra una settimana. Ottima anche la difesa di Jenson Button che chiude al quinto posto, alle spalle di Vettel, con una McLaren in crescita. Meno esaltante la gara di Grosjean e Massa, anche se grazie ai loro piazzamenti Lotus e Ferrari occupano la seconda e terza posizione nel mondiale.

Fantastici Daniel Ricciardo e Toro Rosso che, dopo la Q3, salutano il fine settimana con un settimo posto e nuovi punti che li lanciano al settimo posto nel mondiale davanti alla Sauber, che si è difesa con il decimo posto di Hulkenberg.

Tra una settimana, con il quarto gran premio in Bahrain potremmo avere il quadro definitivo delle mescole 2013 Pirelli. Per l’occasione team e piloti avranno a disposizione le P Zero Yellow(Morbide) e P Zero Orange(Dure).

 

 

 

 

 

 Shanghai, gara

1. Fernando Alonso – Ferrari – 56 giri

2. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +10″1
3. Lewis Hamilton – Mercedes – +12″3
4. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +12″5
5. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +35″2
6. Felipe Massa – Ferrari – +40″8
7. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +42″6
8. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +51″0
9. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +53″4
10. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +56″5
11. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +1’03″8
12. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1’12″6
13. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1’33″8
14. Pastor Maldonado – Williams-Renault – +1’35″4
15. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +1 giro
16. Charles Pic – Caterham-Renault – +1 giro
17. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +1 giro
18. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +1 giro

La classifica del Mondiale Piloti:

1. Vettel 52; 2. Raikkonen 49; 3. Alonso 43; 4. Hamilton 40. 5. Massa 30; 6. Webber 26; 7. Button e Rosberg 12; 9. Grosjean 11; 10. di Resta 8; 11. Sutil e Ricciardo 6; 12. Hulkenberg 5; 13. Perez 2; 14. Vergne 1.

La classifica del Mondiale Costruttori:

1. Red Bull-Renault 78; 2. Ferrari 73; 3. Lotus-Renault 60; 4. Mercedes 52; 5. Force India-Mercedes e McLaren-Mercedes 14; 7. Toro Rosso-Ferrari 7; 8. Sauber-Ferrari 5.

Gp Malesia: IL PUNTO

E’ stato un gran premio all’insegna degli errori, che potrebbero diventare il leitmotiv della stagione. Quando le squadre sono costrette a fare tre-quattro soste per macchina, giocando sul filo dei decimi, l’inconveniente è dietro l’angolo. Se poi aggiungiamo anche la frenesia della strategia, il meteo e la ricerca esasperata nell’effettuare pit stop sempre più veloci (siamo nell’ordine dei 2”) il quadro è completo.

A farne le spese in Malesia i piloti della Force India, rallentati da problemi tecnici alle pistole o al porta mozzo e Jenson Button (problema all’anteriore destra) oltre ad Hamilton che ha pensato bene di fare un saluto ai suoi vecchi meccanici. Non possiamo dimenticarci di Fernando Alonso e la Ferrari. Dopo pochi chilometri abbiamo perso un grande protagonista che non commetteva un errore da diversi gran premi. Autore di un errore di valutazione, a cui però bisogna sommare anche la decisione, molto strana, del muretto di non fermarlo immediatamente per la sostituzione dell’ala danneggiata. Si sarebbe potuto giocare con una strategia azzardata, ma era fondamentale arrivare almeno in zona punti.

In un mondiale di diciannove gare i piazzamenti sono fondamentali, come il 2012 ci ha insegnato. Titolo perso solamente per tre lunghezze. A volte si esasperano le strategie o la voglia di raggiungere risultati anche davanti a realtà che sono molto diverse da quelle che si prospettano. In questo caso sono stati corsi troppi rischi. Eravamo solo al secondo passaggio e si doveva cercare di contenere il danno portando a casa punti determinanti in un campionato che si delineando come molto duro e competitivi.

Recuperare questo zero non sarà facile in quanto la lotta non è racchiusa solamente a due piloti, ma abbiamo ben cinque pretendenti, senza dimenticarci gli outsider Williams, Force India e Sauber. L’anno scorso Fernando ha perso il mondiale arrivando due volte secondo in Spagna e Abu Dhabi dietro a Maldonado e Raikkonen, due macchine che all’inizio non erano candidate alla vittoria.

La Red Bull si è dimostrata anche una volta la vera macchina da battere anche se ora dovranno risolvere un problema interno non da poco. Non sarà facile per Horner e Newey gestire i due piloti. Già al secondo gran premio si è innescato una strategia che potrà creare nervosismo. Anche in Mercedes sono state date indicazioni ben precise ai piloti. Questa è la nota stonata in un gran premio bello, ricco di sorpassi, staccate e lotte interne, combattuto molto al limite in certe occasioni.

Ancora una volta i pneumatici l’hanno fatta da padrona, grazie anche ai cambi di temperatura durante la gara che hanno modificato le forze in campo. I team stanno ancora imparando a conoscere ed interprete le mescole e così abbiamo avuto un cambio di posizioni rispetto all’Australia, dove avevamo avuto una Lotus vincente e una Mclaren indietro. Nonostante tutti dessero per morta la scuderia di Walking, Button stava lottando per le zone alte della classifica. Grazie alla sua esperienza e ad una buona gestione delle gomme hard sta facendo la differenza rispetto al suo più giovane compagno Perez, alla prima esperienza in un top team e alle prese con una macchina non ancora al top.

Buon inizio di stagione per Felipe Massa che in entrambi i week end ha segnato ottime prestazioni in qualifica portando a termine una discreta gara. La sua Ferrari è stata in difficoltà con le gomme medie. Con il bagnato non reggeva il passo degli altri e ha sofferto quando la pista era ancora fredda. Il quinto posto oggi era il massimo, vista la competitività di Red Bull e soprattutto Mercedes.

Ora ci aspettano tre settimane di stop prima di andare in Cina dove i team, oltre e portare numerosi upgrade, si dovranno confrontare per la prima volta con le gomme soft Pirelli. A quel punto avremmo il panorama completo delle compound di questa stagione

 

 

 

 

 

Sepang – Gara

1. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – 56 giri
2. Mark Webber – Red Bull-Renault – +4″2
3. Lewis Hamilton – Mercedes – +12″1
4. Nico Rosberg – Mercedes – +12″6
5. Felipe Massa – Ferrari – +25″6
6. Romain Grosjean – Lotus-Renault – + 35″5
7. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – +48″4
8. Nico Hulkenberg – Sauber-Ferrari – +53″0
9. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +1’12″3
10. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1’27″1
11. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1’28″6
12. Esteban Gutierrez – Sauber-Ferrari – +1 giro
13. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +1 giro
14. Charles Pic – Caterham-Renault – +1 giro
15. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +1 giro
16. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +2 giri
17. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +3 giri
18. Daniel Ricciardo – Toro Rosso-Ferrari – +5 giri

La classifica del Mondiale Piloti:

1. Vettel 40; 2. Raikkonen 31; 3. Webber 26; 4. Hamilton 25; 5. Massa 22; 6. Alonso 18; 7. Rosberg 12; 8. Grosjean 9; 10. Sutil 6

La classifica del Mondiale Costruttori:

1. Red-Bull Renault 66; 2. Lotus-Renault e Ferrari 40; 4. Mercedes 37; 5. Force India-Mercedes 10; 6. Sauber-Ferrari e McLaren-Mercedes 4; 8. Toro Rosso-Ferrari 1.

Gp Australia – IL PUNTO

Finalmente siamo partiti. Il semaforo verde si è acceso e si è alzato il sipario sul mondiale 2013 di Formula 1. Una partenza che non ha deluso le attese, sia per la pioggia battente che ha condizionato lo svolgimento delle qualifiche (divise su due giorni) sia per un gran premio che ha visto la scena dominata dai primi cinque della classe, con la delusione McLaren e la sorpresa Force India.

Abbiamo avuto tre campioni del mondo sul podio e quattro nei primi cinque classificati. Questo è un segnale importante di quanto difficile e competitivo potrà essere questo mondiale. Gara stupenda per Lotus e Kimi Raikkonen che hanno dimostrato di saper gestire molto bene i pneumatici, mandando in archivio la prima tappa con soli due pit stop, contro i tre dei principali avversari. Il finlandese si è inserito prepotentemente nella lotta per il titolo e la sua Lotus ha tutte le carte in regola per poter disturbare i pretendenti al titolo. Hanno confermato quanto di buono fatto vedere nei test.

Inizio intenso per Fernando Alonso. Il sorpasso su Hamilton nei primi passaggi è certamente la ciliegina sulla torta. Ha dimostrato freddezza, controllo e lucidità. Ha condotto una gara su livelli da qualifica giro dopo giro. La Ferrari ha dimostrato di essere molto vicino alla vetta in gara, mentre le manca qualcosa sul giro secco, contrariamente a quanto succede in casa Red Bull dove la fa da padrona. La squadra di Maranello ha dimostrato un’ottima gestione della strategia e dei pit stop. Il quarto posto di Massa permette agli uomini in rosso di iniziare la stagione in testa al mondiale.

La Force India guida il gruppo dei team di seconda fascia, conquistando prima la Q3 con Di Resta e poi la zona punti con entrambi i piloti. Ottimo rientro per Sutil che insieme al compagno ha fruttato molto bene la macchina andando subito a punti. Pollice verso invece per la McLaren. Mi sarei aspettato certamente qualcosa in più da Button. E’ sempre andato molto bene a Melbourne dimostrando una buona gestione delle gomme. La macchina ha evidenziato delle lacune costringendo i piloti a correre in difesa. Le scelte 2013 del team di Woking forse sono state dettate più da esigenze economiche che tecniche. A fine anno dovrà rimpiazzare la Vodafone e l’arrivo di Perez potrebbe essere letto anche in questo senso, visto che è appoggiato dall’uomo più ricco al mondo. Di conseguenza Hamilton avrà ritenuto opportuno guardarsi intorno puntando su una casa costruttrice come la Mercedes, cresciuta rispetto alla passata stagione. Si difende molto bene sul giro secco, anche se deve lavorare su affidabilità e ritmo gara.

Chiude la top team e la zona punti Grosjean, autore di una corsa da seconda guida. In partenza non ha voluto prendere rischi difendendo un punticino importante per la classifica.

Tornando alle qualifiche credo che Charlie Whiting & C siano stati troppo conservatori e cautelativi. Credo che si dovesse avere più rispetto per gli spettatori che avevano pagato il biglietto per assistere alle qualifiche, aspettando diverse ore anche sotto una pioggia battente.

Tra sette giorni si tornerà in pista con il GP della Malesia dove la Pirelli porterà compound diverse (P Zero Orange hard e il P Zero White medium). Solo dopo i primi gran premi potremmo avere un termometro più chiaro, anche perché dopo Sepang ci saranno tre settimane di stop in attese della Cina dove i team si scateneranno con gli sviluppi.

 

 

 

 

 

Melbourne – Gara
1. Kimi Raikkonen – Lotus-Renault – 58 giri
2. Fernando Alonso – Ferrari – +12″4
3. Sebastian Vettel – Red Bull-Renault – +22″3
4. Felipe Massa – Ferrari – +33″5
5. Lewis Hamilton – Mercedes – +45″5
6. Mark Webber – Red Bull-Renault – +46″8
7. Adrian Sutil – Force India-Mercedes – +1’05″0
8. Paul di Resta – Force India-Mercedes – +1’08″4
9. Jenson Button – McLaren-Mercedes – +1’21″6
10. Romain Grosjean – Lotus-Renault – +1’22″7
11. Sergio Perez – McLaren-Mercedes – +1’23″3
12. Jean-Eric Vergne – Toro Rosso-Ferrari – +1’23″8
13. Esteban Gutierrez – Sauber-Ferrari – +1 giro
14. Valtteri Bottas – Williams-Renault – +1 giro
15. Jules Bianchi – Marussia-Cosworth – +1 giro
16. Charles Pic – Caterham-Renault – +2 giri
17. Max Chilton – Marussia-Cosworth – +2 giri
18. Giedo van der Garde – Caterham-Renault – +2 giri

 

 

F1 – Gp Brasile: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

brasile.jpg'FAENZA – Si è chiuso uno dei Mondiali più emozionanti e intensi degli ultimi anni e anche il Brasile non ha tradito le attese con una corsa ricca di colpi di scena, oltre che difficile dal punto di vista della gestione.
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F1 – GP USA: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

FAENZA – Il primo gran premio di Austin è stato spettacolare sia per la scenografia del tracciato che per i sorpassi. Abbiamo avuto una McLaren che ha rispettato quanto avevamo già pronosticato dimostrandosi particolarmente a suo agio con le mescole “hard” e “medie”, con un Hamilton determinato a salutare il suo team lasciando un segno pesante.

Sebastian Vettel è stato estremamente competitivo per tutto il week end anche se avrà corso con la paura di poter incorrere nel medesimo problema tecnico che ha fermato il suo compagno di squadra. Ancora una volta la Ferrari e Fernando Alonso hanno ottimizzato sia la strategia sia il risultato della gara conquistando un preziosissimo terzo posto che gli permette di giocarsi il tutto per tutto tra sette giorni in Brasile. Non sarà certamente un’impresa facile, soprattutto se guardiamo il distacco dai primi due. Inoltre nelle ultime stagioni Interlagos non ha sorriso alla scuderia di Maranello.

Visto il pochissimo tempo a disposizione non mi aspetto grandi novità tecniche sulle monoposto. Gomme e agenti atmosferici saranno le variabili che potrebbero influire sul risultati finale. La Ferrari deve certamente migliorare sul profilo aerodinamico mentre il suo punto forte rimane l’affidabilità, a differenze di Red Bull e McLaren. Al di la di un piccolo errore del sabato per aver tentato il tutto per tutto con gomme già rodate, la Ferrari negli ultimi appuntamenti non ha sbagliato niente dimostrandosi la migliore squadra. I problemi Red Bull, che domenica ha comunque vinto il terzo titolo Mondiale Costruttori, derivano invece da un’estremizzazione dell’aerodinamica. Con solo più una gara in calendario e visto il distacco di Alonso, gli zeri del ferrarista dovuti ad incidenti causati da terzi pesano enormemente, soprattutto se paragonati ai ritiri di Vettel dovuti a problemi tecnici della sua monoposto.

Un plauso va fatto certamente a Felipe Massa che, dopo aver accettato con serenità gli ordini di scuderia, ha portato a termine un’importante rimonta chiudendo alle spalle dello spagnolo segnando il secondo miglior giro della gara. Questo è il Massa che serve alla Ferrari e che nel circuito di casa potrebbe essere determinante per portare via quei 13 punti che dividono Vettel e Alonso.

Week end da pollice in su per Lotus, che piazza ancora una volta i suoi due piloti nella top 10 con un Raikkonen che sta lottando con i denti per conservare la terza posizione ai danni di Hamilton, e Williams. Purtroppo la Sauber ha perso l’occasione per sferrare l’attacco definito ai danni della Mercedes e agguantare quel quinto posto che vale un mondiale. Ancora un week end deludente e senza punti per la scuderia tedesca.

In vista del gran finale di Interlagos Raikkonen e la McLaren potrebbero essere le variabili in favore della Ferrari, che oggi è inferiore alla concorrenza.

Gian Carlo Minardi

F1 – Gp Abu Dhabi: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

Abbiamo assistito ad un bellissimo gran premio con quattro campioni del mondo nei primi quattro posti. Bella corsa di Fernando Alonso che ancora una volta è riuscito ad ottimizzare al meglio il potenziale della sua Ferrari con un Raikkonen che finalmente ha raggiunto il gradino più alto del podio con la sua Lotus.

Come avevamo già sottolineato nelle passate settimane Kimi ed Hamilton potranno essere i veri “guastafeste” di questo campionato, anche se ancora una volta l’inglese di casa McLaren è stato tradito dall’affidabilità della sua macchina. Affidabilità che invece continua a supportare la casa di Maranello e che ha contribuito a recuperare un week end difficile. Più di questo Fernando non avrebbe potuto fare. Ottima la partenza e la strategia (rischiosa) caratterizzata da un minor carico aerodinamica. Lo spagnolo è stato molto bravo a gestire la macchina fin dall’inizio con molto carico di benzina, senza commettere il minimo errore compiendo tutti “giri da qualifica”. Ha recuperato tre punti molto importanti in vista delle ultime due tappe, chiudendo alle spalle di un ottimo Raikkonen che ha firmato il 18mo risultato utile, consolidando la terza posizione in classifica. Ottima prestazione sicuramente per Sebastian Vettel che, dopo un grosso errore da parte del suo team (o del fornitore del motore) è riuscito a compiere un insperato recupero supportato da un’ottima Red Bull, ma aiutato anche dalla fortuna. Le due ripartenze della Safety Car sono state l’arma vincente del tedesco per conquistare la terza posizione. Un pit stop effettuato un giro dopo avrebbe potuto cambiare tutto. Inoltre si sono eliminate davanti a lui macchine che lo avrebbero potuto mettere in difficoltà, senza dimenticare l’alleanza con la Scuderia Toro Rosso che lo ha agevolato nei due sorpassi.

Ci avviamo verso un finale elettrizzante con una lotta racchiusa matematicamente a “due”. Indubbiamente Fernando non può sbagliare niente, dovendo confidare anche negli errori altrui. Sotto pressione le Red Bull si sono dimostrate vulnerabili. Come vettura il team anglo-austriaco è sicuramente migliore, ma come affidabilità e organizzazione del team sono ancora secondi alle “rosse”. Abu Dhabi ha messo in evidenza ancora una volta i limiti della Ferrari nel portare in temperature le gomme. Nelle ripartenze, oltre che in qualifica, la Ferrari regala qualcosa mentre successivamente si difende egregiamente, come dimostrano i giri veloci, battuti solamente all’ultimo passaggio da un Vettel con gomme soft.

Sono mancati le due secondo guide, Webber e Massa. L’australiano è stato autore di una brutta partenza e non è riuscito a recuperare. Il Brasiliano invece ha commesso un errore dopo il contatto con il driver RB. Non ha avuto la freddezza di gestire la situazione. Con ogni probabilità Webber avrebbe dovuto restituirgli la posizione per non incappare in un’ammonizione. Inoltre avrebbe potuto dare del filo da torcere a Vettel.

Ancora una delusione per la Mercedes, fuori dalla zona punti, mentre ottima prestazione per Williams, Sauber e Force India. Bella gara per Maldonado nonostante il problema al KERS e per Senna, coinvolto in un incidente nelle prime fasi che lo avevano fatto scivolare a fondo classifica. Purtroppo ancora una volta Perez è stato vittima di errori di gioventù che hanno privato il suo team di punti importanti per il mondiale.

Ora ci aspettano due appuntamenti dove sarà difficile fare previsioni. Si giocherà tutto fino all’ultimo e i piloti fuori dai “giochi” potranno essere il vero ago della bilancia.

Gian Carlo Minardi

F1 – GP India: IL PUNTO… di Gian Carlo Minardi

In attese delle verifiche tecniche sulla vettura di Sebastian Vettel il gran premio d’India ci ha dato un segnale importante. Ancora una volta la Red Bull non si è dimostrata perfetta nell’affidabilità, anche se per loro fortuna ha colpito la vettura di Webber e non quella di Vettel.

Abbiamo assistito ad uno straordinario Fernando Alonso che necessita però del supporto di una vettura che regala qualche decimo di troppo in qualifica riuscendo poi limitare i danni in gara, anche se non conosciamo il vero potenziale della RB con Vettel, troppo poco impegnato. Ci aspetta un finale di stagione esaltante con ancora 75 punti in palio. L’ultimo giro fotografa molto bene quanto sia difficile decifrare questa campionato con Vettel-Alonso e Button che in sequenza segnano il giro più veloce della gara. Ormai la lotta è racchiusa a due anche se, come ha detto Alonso nei giorni scorsi, il ferrarista sta lottando principalmente contro Newey. Allo spagnolo non gli si può imputare niente. E’ concentrato e determinato. La Ferrari deve trovare nuove soluzioni, cosa non facile a fine stagione. Recuperare le 13 lunghezze non sarà cosa facile, ma neanche impossibile.

L’ordine di arrivo rappresenta molto bene l’attuale potenziale dei team, con Red Bull davanti a Ferrari e McLaren e Lotus, anche se non abbiamo una distinzione così netta come succedeva negli anni passati. La Ferrari ha dalla sua parte l’affidabilità che le permette di rimanere attaccata al secondo posto con una McLaren che si conferma più performante con le gomme hard, con le quali ha vinto i gran premi in questa stagione. Hamilton ha cercato l’affondo su un Webber in difficoltà con il KERS mentre Alonso ha provato a mettere sotto pressione Sebastian Vettel. Raikkonen si è dovuto però accontentare del settimo posto, restando in scia ad un buon Massa. Ad oggi la top six sembra essere di proprietà dei primi tre della classe. Il finlandese, grazie alla sua costanza, conserva la terza posizione in classifica generale anche se non sarà facile resistere all’australiano.

La Lotus, grazie al nono posto di Grosjean, piazza due macchine in top 10 e insieme a Williams, Force India e Sauber, sono i team di “serie b” che cercano di conquistare un posto al sole. Week end più sofferto per Sauber con entrambi i piloti, anche se il quinto posto sembra essere intoccabile. La gara di Perez, come quella di altri piloti, è stata segnata dalla foratura del pneumatico in seguito al contatto con l’ala anteriore dell’avversario, che considero eccessivamente larga. Credo che sia già oggetto di discussione in quanto non servono ad eliminare i possibili contatti tra le ruote. Di conseguenza mi sembrano troppo larghe e basta un niente per rovinare la corsa di entrambi i piloti.

Tra sette giorni si torna in pista a Yas Marina. La Ferrari dovrà trovare quella soluzione tecnica che permetta a Fernando e Felipe di limare i 5 dec che li separano ancora in qualifica dalle Red Bull e in gara di stare alla pari con un Vettel che negli ultimi gp non è mai stato impegnato, riuscendo anche a superare il record di giri al comando detenuto da Senna.

Gian Carlo Minardi

F1 – Gp Corea: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

Un Gran Premio della Corea all’insegna della bandiera Red Bull. A questo punto ci vorranno degli arpioni possenti per restargli attaccati. Si stanno delineando le due forze in campo, con Red Bull e Ferrari alla guida del gruppo. Massa ha confermato di esser uscito dalla profonda crisi, ma la Ferrari dovrà per forza di cose inventarsi qualcosa.

Dalle prove libere alla gara la Red Bull ha imposto la sua supremazia. Non hanno accusato nessun problema gestendo molto bene le due mescole, imponendo un ritmo difficilmente attaccabile da chiunque. Alonso e Massa hanno sfruttato al massimo il potenziale a loro disposizione ma la concorrenza ha dimostrato di avere una marcia in più.

Hanno conquistato il secondo posto nel mondiale, che però non è l’obiettivo principale in quanto vogliono vincere il titolo piloti con Fernando. In questo momento faccio fatica a pensare che si possa trovare la soluzione giusta per pareggiare il divario tecnico con le prestazioni velocistiche di casa RB. I due zeri, arrivati per colpe esterne, ora pesano enormemente. Inoltre in India (dove si correrà tra due settimane) ci sono dei problemi doganali, quindi sarà difficile avere importanti aggiornamenti strutturali alla vettura.
Gran premio sofferto per Hamilton che si è trovato in difficoltà fin dall’inizio con l’usura delle gomme. La McLaren sta perdendo colpi importanti e al momento non può pensare di impensierire la casa austriaca. Potevano essere l’ago della bilancia, ma al momento sono fuori da qualsiasi lotta. Button purtroppo è stato messo fuori dai giochi dopo pochi metri, mentre Hamilton dovrà cercare perlomeno di agguantare quel terzo posto, occupato da un ottimo Raikkonen che continua a rosicchiare punti. Soffrono molto le super soft e soft. Con il ritorno alle mescole più dure potrebbero recuperare la competitività.

Quinto posto molto importante per Lotus e Raikkonen. Non dobbiamo dimenticarci che tra i team di vertice non sono certamente i più competitivi sul fronte budgets. Il finlandese ha sfruttato al meglio le novità della sua monoposto confermandosi come terza forza del mondiale.

Dopo il podio di soli sette giorni fa week end sofferto per la Sauber che ha cercato una strategia estrema, senza però fortuna. Koba è stato coinvolto immediatamente nell’incidendo sfilando ultimo mentre Perez ha cercato di lottare fino all’ultimo giro per agguantare un punto ai danni di Hamilton. Buona gara invece per le due Toro Rosso con conquistano la zona punti, rilanciandosi dopo un inizio difficile. E’ bello vedere che il podio di oggi è composto da ragazzi partiti da Faenza, tra Minardi (Alonso e Webber) e Toro Rosso (Vettel). La Force India, insieme al team svizzero, è certamente la rivelazione 2012. Nelle ultime gare sono sempre stati presenti nella top 10 e, nonostante i problemi, si riesce a difendere sfruttando tutto il potenziale tecnico.

Chi dovrà certamente rimboccarsi le maniche è la Mercedes. Rosberg è stato tagliato immediatamente fuori, ma il 13mo posto di Schumacher dimostra che il lavoro da fare è veramente tanto. Indubbiamente le operazioni di mercato sono indice di volontà di crescita. Purtroppo il morale è molto basso e anche le dichiarazioni di Hamilton (dice che sarà difficile vincere un gp) non lasciamo molto sperare. Mi sembra che l’inglese abbia poca fiducia sul programma….

Gian Carlo Minardi

F.1 – Gp Giappone – IL PUNTO… di Gian Carlo Minardi

Si conferma un campionato condizionato dagli outsider e dalle “seconde file”, come dimostrano i podi di Felipe Massa e Kamui Kobayashi. E’ chiaro che la supremazia mostrata in gara dalla Red Bull ci faccia pensare a cinque gran premi caldi e che la lotta sia ormai ristretta tra Alonso e Vettel.

Sicuramente per la Ferrari non ci voleva questo zero, anche se così si vanno ad equiparare tutte le “negatività” subite da tutti i piloti durante l’arco della stagione. Con la Korea inizierà un mini campionato composto da soli cinque appuntamenti.

A Maranello ci sarà molto lavoro da fare perché lo strapotere di Vettel è abbastanza allarmante. Storicamente il Giappone non era un circuito avverso alla “rossa” come ha poi dimostrato il secondo posto del brasiliano. Oggi lo spagnolo avrebbe potuto essere in testa con molto più punti. Sarà importante ritrovare la via del gradino più alto del podio. Naturalmente Alonso non è indenne da responsabilità anche se Kimi non sarebbe mai riuscito a passare in quel punto. Credo che la responsabilità si possa dividere al 50%. Si dovranno rimboccare la maniche. Partendo una fila più avanti hai sicuramente meno possibilità di rimanere coinvolto in incidenti.

Quattro punti di vantaggio sono pochi, ma abbastanza per restare al comando. Nelle ultime due-tre gare si sono visti azzerare il vantaggio e ora bisogna continuare a lavorare con lucidità. Massa ha fatto una bella gara portando al team punti importanti. Ha confermato di essere in crescita mettendo in difficoltà la Ferrari che, a mio avviso, sta pensando ad un soluzione a lungo raggio, che vada oltre al 2013.

Indietro invece le McLaren. Quando si verificano cambiamenti così importanti durante una fase calda della stagione si possono creare delle destabilizzazioni. Probabilmente la scelta di Hamilton ha portato delle problematiche all’interno del team. La precisazione del comunicato del team dopo la qualifiche può essere un campanello d’allarme. Hamilton e Webber ormai sono tagliati fuori dalla lotta anche se l’inglese dovrà cercare di recuperare punti per conquistare almeno il terzo posto nel mondiale.

La gara dell’australiano di casa Red Bull è stata sicuramente danneggiata dall’ennesimo “incidente alla Grosjean”. Se non “trovava” Webber sarebbe sicuramente finito fuori pista…. Nonostante le ammonizioni continua a commettere i medesimi errori. E’ un ragazzo veloce, ma che commette errori troppo importanti sia per lui che per il team. La Lotus potrebbe lottare per il terzo posto con la Ferrari. La Lotus si sta dimostrando come termometro del mondiale, anche per quanto riguarda gli episodi negativi.

Continua la stagione eccezionale della Sauber. Purtroppo un errore banalissimo di Perez al tornantino, li ha privati di altri punti. Questa vettura ha ottime prestazioni e Kobayashi è riuscito a resistere agli attacchi di Button conquistando il suo primo podio proprio davanti al suo pubblico. Il Giappone, dopo i ritiri di Toyota, Honda e Bridgestone, aveva bisogno di ritrovare lo spirito nazionalistico sul quale tifare.

Bella corsa anche per Force India, Williams e Toro Rosso. Mandonato è stato autore di una gara priva di errori, così come Ricciardo che ha resistito agli attacchi di Schumacher. Ora ci avviamo verso dei gran premi dove Sauber e Lotus potrebbero inserirsi nella spartizione dei punti, senza dimenticare ovviamente la McLaren.

Gian Carlo Minardi

F1 – GP Singapore: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

La lotta di Alonso e della Ferrari contro McLren, Red Bull e Lotus è il leitmotiv di questa stagione. A turno abbiamo un avversario che ambisce a portare via punti. L’affidabilità torna ad avere un ruolo determinante e oggi la sfortuna ha colpito Hamilton, mentre a Monza era stato il turno di Vettel.

Passare indenni un gran premio come quello di Singapore caratterizzato anche da numerosi incidenti è sicuramente positivo, soprattutto se conquisti un terzo posto dopo un inizio di fine settimana non facile. Maranello deve trovare qualche decimo per aiutare Alonso, in quanto non si può sempre sperare nei miracoli. Con ancora quattro pretendenti al trono e 29 punti di vantaggio su Vettel, i piazzamenti potrebbero essere sufficienti, ma bisogna sicuramente migliorare le prestazioni e la ricerca.

Dal punto di vista delle emozioni il gp di Singapore non è stato certamente all’altezza della stagione che stiamo vivendo, anche se abbiamo visto qualche lotta con i cambi gomme e incidenti, uno su tutti quello di Schumacher. Il week end era nelle mani di Hamilton, l’unico che ha saputo contrastare lo strapotere del tedesco di casa Red Bull. Dopo aver spezzato il dominio di Vettel con un giro spettacolare nelle qualifiche stava dominando anche la gara. Senza il problema idraulico non ci sarebbe stata storia. Per tenere il passo dell’inglese Vettel stava rischiando molto. Positiva la gara di Massa. Purtroppo partendo così indietro c’è sempre il rischio di cadete in qualche contatto. Dopo esser sfilato ultimo e aver cambiato al volo la strategia è riuscito a rimontare fino all’ottava posizione compiendo anche dei bei sorpassi. Probabilmente sta tornando il Massa di qualche anno fa.

Con le mescole soft e super soft mi sarei aspettato qualcosa in più dalla Lotus, ma forse la macchina rende meglio con le medie. Sono riusciti comunque a piazzare due piloti nei primi dieci. Grosjean è stato un ottima seconda guida per Raikkonen, che occupa la terza posizione del mondiale nonostante manchi la vittoria. Abbiamo diversi outsider come Di Resta e Maldonado che, potendo contare su macchine competitive, si possono trasformare nell’ago della bilancia per la spartizione dei punti. La Sauber ci ha abituati ad alti e bassi. Anche lei si è dimostrata più competitiva con le gomme medie ed hard. Con quel tipo di mescole puoi anche permetterti strategie più “rischiose” che a volte possono pagare con belle prestazioni.

Gara onesta per Rosberg che lancia la Mercedes verso il quinto posto. Questo deve far certamente pensare. Se avessero “due Rosberg” potrebbero lottare per i primi quattro posti. La reazione del muretto all’errore di Schumacher è stata emblematica e credo che sia arrivato il momento di cambiare, anche se difficile l’arrivo di Hamilton. Negli ultimi tre anni la McLaren è stato il team che ha conquistato il maggior numero di successi… Se la casa della “stella a tre punte” vuole pensare di crescere deve affiancare a Rosberg un giovane promettente (vedi Di Resta) oppure guardarsi intorno.

Gian Carlo Minardi

F1 – Gp d’Italia: IL PUNTO… di Gian Carlo Minardi

Monza è stato un fine settimana sicuramente “faticoso” per la Ferrari e per Fernando Alonso. Dopo la gufata dei 23 gp corsi senza problemi hanno vissuto sette giorni travagliati tra GP di Spa, prove libere, qualifica e gara di Monza.

E’ chiaro che di fronte alle difficoltà è emerso il campione che sa sfruttare ogni occasione portando a casa il risultato. Nei primi giri Fernando ha dimostrato il reale potenziale della Ferrari. Ottima partenza accompagnata da importanti sorpassi, mettendo subito in chiaro che il risultato di sabato era dovuto solamente ad un infortunio tecnico. Sabato la macchina era da pole e in gara avrebbe potuto puntare al gradino più alto del podio. I 37 punti di vantaggio su Hamilton possono sembrare pochi, ma al tempo stesso dimostrano la lucidità e l’ottima prestazione del team. In tutto il week end anche Massa ha portato a termine un ottimo lavoro. Ha sofferto lo strapotere di Fernando, ma ora si è fatto una ragione della sua posizione nel mondiale. Si è reso autore di una bella partenza e di una positiva gestione della gara. E’ stato un ottimo supporto al team e seconda guida. Ha conquistato parecchi punti in suo favore in un momento in cui il Cavallino non ho ancora preso una decisione sul futuro.

Al di là del problema in qualifica la “rossa” ha dimostrato una maggiore affidabilità rispetto alla concorrenza. Anche questo può essere letto come un piccolo vantaggio. La Red Bull ha grossi problemi a segnare la sua supremazia come faceva invece in passato mentre l’errore ai box di Button al 23mo giro e il ritiro al 32mo passaggio dimostrano che anche questa McLaren ha il suo punto debole. Proprio Alonso ha sempre individuato in Hamilton il suo avversario principale. Nonostante questo bisogna continuare a lavorare cercando di attaccare con nuove soluzioni.

Mi sarei aspettato qualcosa di più dalla “formichina Raikkonen” che comunque è riuscito a portare a casa punti importanti che lo lanciano al terzo posto in classifica, ad un solo punto da Hamilton. Questo suo modo di lavorare potrà regalargli un grande risultato. Stiamo vivendo il mondiale più bello della storia, dove ci possono essere sorprese importanti anche dai team non in lotta per il mondiale, come il risultato di Perez. Ci sono diversi outsider (Sauber, Force India, Williams e Mercedes) che potranno essere gli arbitri. Ottima strategia del team di Peter Sauber supportato da una buonissima macchina, come in altre occasioni. E’ chiaro che partendo per non vincere puoi rischiare certe strategie che possono ripagare con un bel podio. Perez ha esaltato al massimo la strategia, le gomme e la macchina. Ora il team svizzero si trova in lotta con la Mercedes per il quinto posto nel mondiale costruttore. Un grandissimo risultato per una scuderia a dimensione d’uomo, in cui mi identifico particolarmente. La Mercedes è un po’ la delusione 2012. Schumacher e Rosberg hanno ottimizzato il potenziale anche se ad inizio anno ci si aspettava qualcosa in più. Sono costantemente in lotta per la quinta-settima posizione.

Ora si vola a Singapore, circuito cittadino in cui cambieranno le mescole. Entriamo nella parte in discesa della stagione. Ci lasciamo alle spalle un bel gran premio d’Italia, ricco di sorpassi dovuti anche alle strategie. Per quanto riguarda il duello Vellel-Alonso mi trovo d’accordo con la decisione del commissari. Il tedesco è stato estremamente duro con lo spagnolo. Vorrei sottolineare l’operato di Pirro e la severità usata per l’episodio. Da quindici giorni a questa parte la FIA ha cambiato registro imponendo un severo controllo sugli errori. Bisogna essere coerenti e Pirro è un ottimo esecutore e collaboratore dei commissari sportivi. Tengo a sottolineare l’importanza di avere un’uniformità di veduta, attraverso un unico staff che prenda le decisioni. Pirro è un ottimo interprete. Ha corso in tutte le categorie ed è un pilota che conosce le ultime tecnologie applicate alla F1. In alcuni casi invece la FIA si è affidata a piloti troppo veterani, da troppo tempo lontani dalla F1 e dalle corse.

Per chiudere vorrei fare un plauso al pubblico italiano e a Monza. Nonostante il momento poco felice tantissima gente non ha voluto perdersi questo appuntamento.

Gian Carlo Minardi

F1 – Gp Belgio: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

Il gran premio di Spa purtroppo è stato falsato dall’incidente di Grosjean che dopo pochi metri dal via ha tolto gli attori principali. Non è la prima volta che Spa ci regala questo spettacolo, così come il pilota svizzero francese. Credo che la penalizzazione sia giusta in quanto non si possono commettere sette errori su dodici partenze. Si sarebbe dovuto intervenire addirittura prima.

Ho letto delle polemiche sui giovani che andrebbero maggiormente controllati. Come Scuola Federale e ACI Sport stiamo lavorando anche in questa direzione, ma i frutti si potranno vedere solamente tra qualche anno.

Tornando alla corsa di domenica, il contatto del pilota Lotus ci ha privato di un gp interessante anche per i tifosi della Ferrari, soprattutto vedendo le performance di Felipe Massa. Fernando forse avrebbe potuto conquistare una prestazione buona portando a casa punti preziosi in ottica mondiale. Dopo ventitré risultati positivi, per la legge dei grandi numeri, c’era da aspettarsi uno stop che ha fatto avvicinare i pretendenti. Ad oggi comunque il ferrarista può contare ancora su un buon margine.

Con il famoso gioco delle gomme Jenson Button è tornato competitivo, così come era successo negli altri gp con le medesime mescole. Il pilota inglese riesce ad interpretarle bene, supportato anche da una McLaren in crescita e lo stesso Fernando vede in Hamilton il pericolo numero 1, anche se io non sottovaluterei la Lotus e Raikkonen. Anche in questo week end hanno ricoperto il ruolo di primi attori dimostrandosi costanti in tutte le condizioni.

Il finlandese sta rosicchiando punti dopo punti diminuendo il divario con i primi. Se riusciranno a mantenere il passo dei top nello sviluppo, potranno contare su un’ottima macchina anche se gli manca la vittoria. Questa competitività potrà essere un aiuto indiretto in più per Alonso. Ad oggi abbiamo quattro pretendenti al titolo, quattro piloti che sono pronti a rubarsi punti. Se poi ci aggiungiamo anche Button, allora il risultato finale diventa ancora più incerto.

Tra pochi giorni la Formula 1 farà tappa a Monza, circuito velocissimo dove la Ferrari potrebbe soffrire, anche se sono in programma aggiornamenti aerodinamici. Non è sicuramente un circuito facile anche se il risultato di Massa potrebbe far ben sperare. Avremo le stesse mescole di Spa e per questo mi aspetto una bella battaglia tra Lotus e McLaren, anche se bisognerà fare attenzione alla prima curva.

Gian Carlo Minardi