F1 | Gp Germania, PRESENTAZIONE di Gian Carlo Minardi “Occhio alla Red Bull”

A distanza di un anno torna il Gran Premio di Germania, sul tracciato di Hockenheim che vedrà l’esordio delle gomme maggiorate Pirelli. Il costruttore milanese porterà le mescole Medium, Soft e UltraSoft. Hamilton e Vettel si sono “marcati” ad uomo con i medesimi numero di set per ciascuna mescola, mentre Bottas e Raikkonen hanno diversificato la scelta.

Arriviamo al giro di boa di un campionato molto lungo con una Ferrari che si presenterà ai nastri di partenza col morale alto e in vetta ad entrambe le classifiche e una Mercedes che non può più commettere errori. Da non sottovalutare però le due Red Bull che potrebbero emergere, sfruttando l’ottimo telaio, soprattutto nella parte mista/lenta della pista. Come giù successo quindici giorni fa a Silverstone, avremo una qualifica combattuta sul filo dei millesimi e una gara determinata dalle strategie e dal meteo, che potrebbe avvantaggiare le rosse visto che per la domenica si attende un bel sole.

Mi fa piacere rivedere in azione Antonio Giovinazzi sull’Alfa Romeo Sauber. Spero possa essere di buon auspicio per il suo futuro. Non sarà facile trarre delle conclusioni poiché i programmi dei team del venerdì prevedono di norma un lavoro diversificato tra i proprio piloti per raccogliere il maggior numero di indicazioni in vista di qualifica e gara.

In questi giorni si è parlato molto della nuova proposta di Liberty Media legata al cambio del sistema del punteggio. Fernando si è detto contrario poiché aprire la zona punti a 20 piloti sminuirebbe il suo valore portando l’esempio del clamore che aveva suscitato il nono posto conquistato da Jules Bianchi con la Marussia, frutto di un capolavoro a Montecarlo. Per molti anni mi sono trovato a lottare con le mie macchine per entrare nella top-six, pertanto la possibilità di allargare la classifica potrebbe essere anche positivo. Aiuterebbe ad aumentare lo spettacolo nelle retrovie con maggiori bagarre.

Ho l’impressione che si voglia deviare l’attenzione da argomenti ben più importanti, poiché bisognerebbe dare la priorità ai Regolamenti Tecnici, anziché Sportivi che non cambiano l’immagine della F1. Bisogna sciogliere il nodo sulle prossime motorizzazioni, anche se i quattro costruttori sembrano orientati a voler proseguire con le Power Unit.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Inghilterra, l’angolo della tecnica

Silverstone, 8 Luglio 2018. Un weekend pieno di azione e colpi di scena, che ha visto ribaltare completamente ogni pronostico.

Andiamo ad analizzare l’interessantissimo quadro tecnico emerso durante le qualifiche!

Per prima cosa delineiamo le caratteristiche del circuito.
Quello di Silverstone è un circuito molto difficile e tecnico vista la presenza di curve veloci e lente, frenate impegnative e diverse zone di allungo. Proprio per questo è più che mai importante massimizzare l’efficienza aerodinamica delle vetture (da qui la scelta da parte di molti team di scendere in pista con ali posteriori “a cucchiaio”).

Importante sottolineare che con i livelli di carico aerodinamico raggiunti dal solo corpo vettura, Silverstone è diventato quasi un circuito di motore.

Red Bull ha infatti affermato che l’82% del giro viene effettuato a farfalla completamente aperta.

Il primo settore è un settore di carico, fondamentale per affrontare al meglio la prima e la seconda curva, ma anche di trazione nella sequenza di curva 3-4-5.

Il secondo settore è sempre un intermedio di carico, ma risulta fondamentale anche un ottimo telaio e un ottimo bilanciamento aerodinamico, per affrontare al meglio la veloce sequenza di curve dalla 10 alla 14.

Il terzo è invece un settore in cui serve efficienza in rettilineo (quindi un buon motore e un Cx basso), ma anche dei buoni sforzi di trazione per uscire al meglio dalla stretta sequenza finale di curve.


Il grafico con il confronto fra il tempo realmente segnato nel Q3 e il giro “ideale” (dato dalla somma dei migliori settori) non nasconde sorprese. In generale possiamo notare che i piloti non si sono discostati molto dal loro tempo ideale, e solo Raikkonen (nonostante un errore nel secondo settore che gli è costato la pole) e Magnussen sono riusciti a segnarlo.


Il grafico con l’evoluzione del distacco percentuale rispetto alla pole position delinea chiaramente la rottura del trend negativo iniziato dalla Ferrari dopo il Gp di Spagna, facendo tornare la linea di tendenza con la punta verso il basso.

Red Bull al contrario, ha sofferto per l’ennesima volta il gap di potenza della PU Renault, su una pista che come ho sottolineato prima ha visto aumentare l’importanza dell’unità motrice in termini di tempo sul giro. Mentre la maggioranza dei team ha optato per delle ali posteriori a cucchiaio, le Red Bull sono dovute scendere a compromessi, optando per dei profili la cui sezione frontale può essere paragonata a quelli normalmente usati in piste come Spa. La mancanza di sezioni in cui gli sforzi di trazione possono essere preponderanti e problemi al DRS per Ricciardo nel Q3 chiudono il quadro di un sabato decisamente negativo per il team austriaco.

Il grafico con il confronto tra la posizione di qualifica e le velocità alla speed trap ci offre un primo interessante elemento di analisi. Dopo diversi Gp in cui abbiamo potuto osservare un appaiamento nelle zone di allungo tra Mercedes e Ferrari, a Silverstone le Rosse sono tornate ad avere un leggero vantaggio sulle frecce d’argento.

I dati numerici che ci giungono dalla FIA possono sembrare in contrasto con quanto detto da Vettel nelle interviste post qualifica, che ha dichiarato di aver perso rispetto alla Mercedes in rettilineo.

Quanto affermato da Vettel è parzialmente corretto in quanto la Ferrari nel Q3 guadagnava sulla Mercedes in rettilineo, ma davvero poco rispetto alle prime due sessioni di qualifica, a causa del vento contrario che si è alzato in pista. Fenomeno estremamente penalizzante in rettilineo ma al contempo molto utile in sezioni tecniche come le Becketts.

Con il pacchetto aerodinamico portato in pista questo weekend (gli aggiornamenti riguardavano principalmente il fondo piatto), la Ferrari è tornata ad avere quel bilanciamento (aerodinamico) che l’aveva contraddistinta ad inizio campionato.

La maggiore efficacia del fondo ha permesso alla Rossa di optare per un assetto leggermente più scarico, abbinato poi a qualche (probabile) cambiamento nella gestione della potenza erogata dall’ERS (dagli onboard la sensazione è quella di un maggiore allungo piuttosto della maggior efficacia in uscita di curva che si notava negli scorsi Gp).

La mappa con il confronto fra i micro settori di Vettel ed Hamilton evidenzia in maniera cristallina quanto ho appena scritto.

Il macro settore più critico per le rosse (si guardi il grafico con il distacco percentuale nel secondo settore) è stato il secondo, dove entrambi i piloti si sono giocati la possibilità di segnare la pole a causa di un errore.
In particolare analizzando gli onboad di Vettel ed Hamilton, si nota benissimo dove il tedesco ha perso terreno.

Arrivati in curva 11 con Vettel in leggero vantaggio su Hamilton, si può notare che la rossa pur seguendo un impostazione di curva identica rispetto ala Mercedes, cade in un marcato sottosterzo (si noti l’angolo di volante che deve usare il tedesco rispetto al suo avversario).

Da lì Hamilton si prende un piccolo vantaggio che si porta avanti fino a metà del rettilineo, dove poi Vettel lo riprende (Vettel perde terreno anche in curva 15 ma li è davvero difficile notare differenze di traiettoria fra i due ).

Questi fotogrammi ci confermano che la Ferrari continua ad avere qualche problema di sottosterzo, ma si parla di qualcosa di molto meno marcato rispetto agli scorsi Gp.

Conoscendo la grande sensibilità di queste Pirelli 2018, si potrebbe supporre che si tratti di momentanei aumenti di temperatura della gomma a causa delle forti accelerazioni laterali a cui sono sottoposte le gomme in questa sezione ad alta velocità.

Lo stesso Bottas ha avuto problemi di surriscaldamento delle coperture anteriori una volta arrivato nel terzo settore. Guardando il grafico con il distacco percentuale nel terzo settore possiamo infatti notare che è la zona del circuito dove ha perso di più.

Lo stesso si può dire di Hamilton, che nella penultima curva si è quasi giocato la pole.

Proprio in uscita da curva 17 l’inglese ha avuto un forte sovrasterzo, che ha persmesso ha Vettel di recuperare terreno in accelerazione e riportarsi sotto la soglia del decimo di distacco.

Difficile dire se questa sbavatura sia frutto di un errore del pilota o dell’eccessivo surriscaldamento delle coperture.

Fattostà che in Mercedes continuano a togliere le termocoperte delle gomme posteriori con grande anticipo, a conferma dei loro problemi di gestione della finestra di temperatura.
Passiamo ora alla gara!

 Le finestre di utilizzo delle Pirelli 2018.


Componenti della Pu utilizzati da ogni pilota fino ad adesso.

Evoluzione del campionato costruttori.


Evoluzione del distacco (inteso come punti nel mondiale) tra Vettel ed Hamilton.

GRAFICI SULLA GARA (a cura di Niccolò Arnerich)

SIMULAZIONI E IPOTESI PRE-GARA
Non si è visto molto degrado della gomma nel venerdi dedicato alle simulazioni di gara. Le squadre si sono principalmente concentrate nel capire al meglio il funzionamento delle mescole Soft e Medie. Solo Bottas, tra i top team, ha provato la gomma Hard, portata per la prima volta quest’anno dalla Pirelli.

I long-run sono stati fatti con una temperatura dell’asfalto di circa 50°C. I team non hanno quindi avuto gli inconvenienti avuti in Austria, dove durante il venerdì avevano fatto le simulazioni con una temperatura dell’asfalto molto bassa, che poi non hanno ritrovato in gara la domenica.

I team si sono quindi orientati su una sola sosta per la gara. A differenza di altri gran premi, quasi tutti hanno scelto la Soft per partire. Per il secondo stint tutti hanno scelto la gomma Media, scartando la gomma Hard.

Per cui, durante i long-run, non si è evidenziato del graining e neppure il tanto atteso blistering, dovuto all’alta temperatura che si sarebbe potuta generare nei curvoni veloci del circuito di Silverstone.


Come evidenzia il grafico delle simulazioni, la strategia più veloce era quella ad uno stop Soft-Medie (linea blu)

LA STRATEGIA DI GARA
CONDIZIONI DEL TRACCIATO
Durante la domenica, le temperature dell’asfalto si sono aggirate sui 50°C, stesse temperature del venerdì. 26°C per quanto riguarda la temperatura dell’aria. Inoltre, alcuni team hanno avvertito i propri piloti di un vento laterale abbastanza forte in curva 4.

LA PARTENZA DEL GRAN PREMIO
Hamilton è scattato molto male dalle pole position, facendo pattinare molto le gomme, perdendo la posizione su Vettel.

Ferrari, al momento, sembra avere un sistema di partenza migliore rispetto a Mercedes. In curva 3 Raikkonen ha tentato l’attacco su Hamilton, toccandolo, però, sulla sua ruota posteriore destra e provocando cosi un incidente. Sia Hamilton che Raikkonen non hanno riscontrati perdite di carico, quindi non ci sono stati danni.


Prima di cominciare con l’analisi, proponiamo il grafico che mette in evidenza in modo chiaro le strategie utilizzate dai piloti durante la gara.

IL PRIMO STINT
Vettel, in prima posizione, ha spinto molto con la gomma Soft per creare un gap di sicurezza sulla Mercedes di Bottas. Verso il 17° giro, però, la gomma ha cominciato a degradare e si è visto un po’ di blistering sulla anteriore sinistra, che su questo tracciato è la più sollecitata. Per quanto riguarda Bottas, le sue gomme sembravano più pulite rispetto a quelle della Ferrari.

La pista di Silverstone è considerata “front-limited”, ossia una pista in cui l’anteriore è più difficile da gestire. Come F1Blogtech sottolinea già da molte gare, la SF71H soffre di sottosterzo in entrata. Soprattutto a inizio gara, con il pieno di carburante, il sottosterzo è stato più marcato. Ciò ha stressato maggiormente le gomme anteriori provocando il blistering. Dopo la gara Vettel ha anche ammesso di aver spinto troppo nel primo stint e di aver quindi messo in difficoltà le sue gomme.

Hamilton, trovandosi in ultima posizione, ha iniziato la sua rimonta. Il box, ovviamente, ha autorizzato il suo pilota ad utilizzare mappature “più estreme”, così da non perdere troppo tempo nel traffico di vetture più lente. Quando ha trovato spazio libero davanti a sè, ha potuto spingere e ha fatto segnare ottimi tempi. Nelle fasi iniziali lamentava molto sovrasterzo che poi si è ridotto con il passare dei giri.

La gara di Raikkonen è stata compromessa dal suo errore alla start, che gli è costato una penalità di 10 secondi. La sua gara, infatti, da quel momento era orientata sulle due RedBull e sulla Mercedes dell’inglese.

Le due RedBull hanno cercato di tenersi vicino a Raikkonen, che nel primo stint non aveva un buon passo.


Come si può ben vedere dal grafico dei passi gara con la correzione dell’effetto peso, Hamilton, con strada libera, ha potuto tenere il suo ritmo. Molto vicini Raikkonen e Ricciardo mentre Vettel nella prima parte dello stint ha tenuto un passo molto più veloce

Il grafico mostra il degrado della gomma Soft nel primo stint. Le linee di tendenza polinomiali evidenziano il trend della performance della gomma.

Durante il week-end c’è stato un caldo straordinario in Inghilterra. Ciò ha aiutato maggiormente la Ferrari ad utilizzare le gomme HWR con una finestra di utilizzo più alta che finora si adattavano meglio alla Mercedes. La W09 ha sempre messo molta temperatura nella gomma e quindi si è sempre adattata bene alle gomme con una finestra più alta. Le temperature così alte però, hanno contribuito a mettere ancora più temperatura nella gomma e a mettere in crisi la gestione delle gomme.
Tutto ciò ha aiutato un po’ la SF71H che non surriscaldando troppo le coperture, con temperature più alte dell’asfalto, riesce a far lavorare bene anche le High Working Range.

Come detto in precedenza, la Ferrari soffre di sottosterzo e quindi, se la Pirelli avesse portato le mescole “normali” (con i 0,4 mm), la Ferrari avrebbe avuto ancora più blistering di quanto ha avuto nel primo stint. Mercedes, che stressa meno l’asse anteriore, non avrebbe avuto questi problemi.

IL SECONDO STINT
A fine stint, Bottas si è potuto avvicinare e tentare quindi il sorpasso con la strategia. Gli strateghi Ferrari erano consapevoli di quanto sarebbe potuto essere potente un undercut Mercedes e hanno quindi deciso di richiamare ai box Vettel. Al 21° giro il tedesco si è fermato e ha montato la gomma Media, mentre Bottas ha tentato l’overcut fermandosi al giro successivo, ma non ha funzionato.

Il finlandese della Ferrari si è fermato al 15° giro, al limite per mantenersi su una strategia ad una sola sosta. Una sosta così precoce per non perdere troppo tempo sulle due RedBull e al fine di difendersi dalla rimonta di Hamilton.

Al giro 25 si è fermato anche l’inglese e ha montato la gomma Media. Il distacco dai primi rimaneva ampio e doveva quindi sperare nell’uscita di una Safety Car che ricompattasse tutto il gruppo.
Safety Car che è entrata al giro 34 per l’incidente di Ericsson.

Ricciardo ha montato la Soft pochi giri prima della Safety Car e le vetture davanti a lui hanno potuto fare un free stop.

Ciò che emerge dal grafico è l’ottimo passo di Raikkonen con la media nella prima parte del secondo stint.


Anche per il secondo stint proponiamo il grafico dell’evoluzione del degrado. Si vede molto bene il miglioramento di Hamilton nell’ultima parte dello stint. Ricciardo e Raikkonen hanno invece alzato i loro tempi nella parte finale dello stint.

IL TERZO STINT
Il terzo stint non era previsto prima della gara, a meno che non ci fossero state le condizioni per un secondo stint, come più volte è successo quest’anno, o il degrado si fosse rivelato più marcato del previsto.

Come detto, la Safety Car per l’uscita di Ericsson in curva uno ha rimescolato le carte. Vettel ha approfittato della Safety Car per pittare e montare un altro treno di Soft mentre Bottas è rimasto fuori.
Mercedes ha deciso di tenere fuori il finlandese poiché pittando si sarebbe sicuramente trovato dietro a Vettel, mentre, non fermandosi, avrebbe avuto maggiori possibilità di vittoria. Hanno quindi scartato a priori la possibilità di un sorpasso in pista da parte di Bottas.

La scelta si è rivelata poi sbagliata, ma avrebbe potuto funzionare nel caso di una VSC. In quel caso, se Vettel si fosse fermato, facendo restare fuori il loro pilota, avrebbero potuto gestire un gap più ampio su Vettel fino al traguardo. Essendo uscita una SC, non c’era nessun gap che avrebbero potuto gestire con gomma usata, visto che la vettura di sicurezza ricompatta tutti.

Anche Raikkonen ha pittato per montare una Soft nuova mentre Hamilton non è rientrato poichè avrebbe perso la terza posizione e ha deciso di difenderla in pista con gomma usate.

Infine Vettel è riuscito a sopravanzare Bottas il quale ha degradato molto e ha perso la posizione sia sul suo compagno di squadra che su Raikkonen. Il finlandese aveva spinto molto a inizio stint e ciò ha messo in difficoltà la gomma. Verstappen si è ritirato per problemi al Brake By Wire negli ultimi giri e Ricciardo ha guadagnato la quinta posizione.

Dal grafico dell’evoluzione del passo gara notiamo che Ricciardo negli ultimi giri ha spinto per provare a prendersi la posizione su Bottas, che era andato in difficoltà.


Il grafico dell’evoluzione del degrado durante il terzo stint, molto corto. Ogni valore è generato dalla differenza tra il tempo sul giro ed il tempo sul giro precedente.

Per cominciare l’analisi della gara nel complesso, prendiamo in analisi l’evoluzione del passo gara senza Fuel Weight Effect


Dopodichè proponiamo un grafico più interessante, quello del passo gara, ma con la correzione dell’effetto peso. L’effetto peso, ricordiamo, è la perdita di peso della vettura dovuta al consumo di carburante.


Inoltre, proponiamo un nuovo grafico. Questo grafico è ottimo per capire quale è stato l’andamento della gara nel suo complesso. Ogni tempo è comparato ad un tempo sul giro di riferimento. Si nota molto chiaramente il recupero di Raikkonen dopo il primo stop. Il più veloce nell’arco della gara si può ben vedere che è stato Hamilton.

Infine il grafico del degrado non lineare che abbiamo proposto in dettaglio nell’analisi dei vari stint.

L’ANALISI DEI TEAM MINORI
Per quanto riguarda i team minori, prendiamo in analisi Hulkemberg, Ocon, Alonso e Magnussen. Ottima la gara di Hulkemberg che, partito in undicesima posizione, è partito con la Soft e poi ha montato la Hard, utilizzata solo dalla coppia della Renault. Molto buona anche la gara di Alonso che dalla tredicesima posizione è risalito fino all’ottava. Lui ha seguito una strategia più aggressiva, a due stop. Alla fine, però, non è riuscito a superare Ocon che ha concluso settimo dopo essere partito decimo. Infine Magnussen, autore di una gara un po’ opaca, partito dalla settima ha perso due posizioni finendo nono.


Il primo grafico da analizzare è quello del passo gara con la correzione dell’effetto peso.

Proponiamo anche il grafico dell’evoluzione del degrado. Questo grafico dà una chiara idea di come si sono comportate le mescole durante l’evolversi della gara. L’evoluzione è evidenziata dalle linee di tendenza polinomiali.

Per concludere l’analisi dei team minori è proposto il grafico dei distacchi. Ogni tempo è comparato ad un tempo di riferimento. Da questo grafico si può be vedere come Alonso abbia recuperato molto nello stint centrale della sua gara. Dal grafico possiamo anche capire chi è stato il più veloce durante l’arco della gara e in questo caso il più veloce è stato Ocon.

Per il momento è tutto, ci vediamo in Germania!
Ciao e #alwayskeepushing !!

di Gianluca Medeot

F1 | Gp Inghilterra, PRESENTAZIONE di Gian Carlo Minardi

Prosegue il tour-de-force del mese di luglio. Dall’Austria ci spostiamo in Inghilterra, sullo storico tracciato di Silverstone, per poi proseguire il viaggio itinerante verso Germania e Ungheria che darà inizio alle vacanze estive di agosto.

Tracciato molto tecnico e impegnativo anche per le gomme con sollecitazioni laterali di 5G. Per questo la Pirelli ha optato per le mescole Hard, Medium e Soft (con battistrada ribassato di 0,4 millimetri) per provare a compensare l’eccessivo degrado. Dopo la corsa si è sentito e letto molto delle gomme e non capisco la necessità di intervenire per cambiare, nascondendosi dietro il problema della sicurezza. Se le gomme si consumano eccessivamente ci si ferma ai box per sostituirle.

Quella di Silverstone si preannuncia una tappa importante soprattutto per chi ha accusato dei problemi di affidabilità al Red Bull Ring poiché il tempo per intervenire è stato veramente poco.

Il meteo resta un’incognita, anche se per il momento le previsioni parlano di un weekend caldo, così come la safety car. L’anno scorso Lewis Hamilton si impose davanti al suo pubblico e anche per quest’anno la Mercedes resta la favorita alla vittoria, con una Ferrari che arriva rinvigorita dalla conquista della vette in entrambe le classifiche, anche se non è stata esente da errori con la penalizzazione che ha colpito Vettel per aver rallentato in qualifica (Q2) Carlos Sainz. Si sta confermando un mondiale caratterizzato e condizionato dagli errori (piloti e team) e chi saprà sbagliare di meno, con molta probabilità, si porterà a casa la corona 2018.

Dopo il ritiro di domenica, il campione britannico si presenterà in pista carico e con una gran voglia di riscatto. Sarà una bella sfida da seguire fin dalle prove libere.

Personalmente ho dei bellissimi ricordi legati a questo circuito, in particolar modo dell’edizione ’89 conclusa col quinto e sesto posto di Martini e Sala. Fu un weekend decisivo per la sopravvivenza del Minardi Team. Lo spettro delle pre-qualifiche era dietro l’angolo così come la perdita dei diritti televisivi. Avevamo l’obbligo di segnare due punti. Salutammo l’ottavo round con tre punti in tasca. Per noi fu come vincere il mondiale. La M189 si dimostrò una buona macchina in costante crescita che ci regalò diverse soddisfazioni.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Austria, Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Spielberg, 1 Luglio 2018. Una gara che al sabato sembrava già segnata per le rosse, si stravolge con il ritiro delle due frecce d’argento che perdono la leadership nel campionato piloti e costruttori.

Nonostante ciò la Ferrari non può essere completamente soddisfatta del weekend in Austria a causa del quadro tecnico emerso durante le qualifiche. Scopriamo assieme perché!

Per prima cosa è fondamentale un richiamo alle caratteristiche del tracciato di Spielberg.

E’ un circuito da medio carico aerodinamico, molto severo per l’impianto frenante e per l’unita motrice (il 74% del giro viene percorso a farfalla completamente aperta).

Nel primo settore conta, formato da due rettilinei e una curva a destra, conta soltanto l’efficienza in rettilineo (intesa come connubio tra Cx e potenza della PU)

Nel secondo settore è più importante l’efficienza generale, vista la compresenza di zone di allungo e di curve veloci. Molto importante anche il bilancio aerodinamico in modo da non avere del dannoso sottosterzo.

Stessa storia per il terzo settore, formato da 4 curve piuttosto tecniche, in cui c’è bisogno di carico e bilancio, ma anche di ottimi sforzi di trazione per uscire da curva 10. L’asfalto è liscio e poco abrasivo, e a causa delle forti e continue frenate, le gomme sono soggette a importanti forze longitudinali.


Analizzando in primis il grafico con il confronto tra il tempo segnato nel Q3 e il tempo “ideale” dato dalla somma dei migliori settori, notiamo che Ricciardo e Hulkenberg sono gli unici piloti che si sarebbero potuti migliorare di qualche decimo.

Parlando di “ideal” è importante sottolineare che Hamilton e Vettel (a differenza di Bottas) hanno entrambi sbagliato il loro primo tentativo di giro lanciato nel Q3, dovendo affrontare il secondo tentativo con addosso una maggiore pressione psicologica, che ha permesso ad un più “rilassato” Bottas di conquistare la pole.


Analizzando le linee di tendenza (polinomiali) del grafico in cui viene riportato il distacco percentuale dalla pole position, possiamo cogliere un primo interessante elemento di analisi.

Sebbene non perfettamente veritiere, le linee di tendenza dei tre team evidenziano un trend molto negativo per Ferrari (e Red Bull) partendo dal Gp di Spagna, che si è ulteriormente accentuato negli ultimi due Gp.

Ritengo inutile sottolineare per l’ennesima volta che dal Gp di Spagna sono state introdotte le Pirelli ribassate, e preferisco concentrarmi su altri aspetti.

Nel Gp di Spagna infatti la Ferrari ha introdotto degli aggiornamenti importanti che sembrano aver portato fuori strada i tecnici della Rossa per quanto riguarda la scelti degli assetti e la conseguente l’efficacia del bilancio della vettura a serbatoio scarico.

La problematica più evidente è il sottosterzo nelle curve medio/veloci che si è fatto sentire nelle qualifiche in Spagna, Francia e Austria (tracciati in cui sono presenti molte curve veloci), poi attenuatosi in gara grazie al maggior peso del carburante imbarcato.

Al contrario, mentre Ferrari è “ferma” a ritrovare il bilancio della vettura, Mercedes, dopo qualche leggero aggiornamento in Spagna, ha fatto un grande step motoristico in Francia, migliorando gli sforzi di trazione (per i quali aveva tanto perso in Canada) e appaiandosi a Ferrari in quanto a velocità in rettilineo.

In Austria è arrivato poi il primo grande pacchetto aerodinamico, con un grosso lavoro sulla zona delle pance, migliorando probabilmente l’efficienza aerodinamica della vettura.

Il grafico con il confronto tra le velocità massime registrate alla speed trap e la posizione di qualifica, ci conferma la maggior importanza dell’efficienza in rettilineo rispetto a quella in curva sul Red Bull ring, ma ci conferma anche l’appaiamento in quanto a top speed tra Mercedes e Ferrari.

Di rilievo anche i rilevamenti velocistici delle Haas, mentre i motorizzati Renault continuano nel loro calvario.

Passando all’analisi dei distacchi percentuali nei tre settori, è necessario fare prima un importante premessa.

Nel primo settore a farla da padrone sono le Mercedes grazie ad una maggiore precisione nell’inserimento di curva uno, dove Vettel ha commesso anche un piccolo errore, perdendo 10km/h in uscita.

Nel secondo settore è invece Vettel il più veloce, con Raikkonen al pari delle Mercedes.

La Ferrari guadagnava molto in uscita da curva 3, a conferma degli eccellenti sforzi di trazione della Rossa emersi in particolare (nel confronto con la Mercedes) in questi ultimi tre Gp, e nella frenata di curva 4. (questi particolari si potevano notare dagli onboard live, che non sono più reperibili su internet).

Dunque un settore Mercedes e uno Ferrari… sommando i tempi nei due intermedi si nota infatti che i due top team sono appiccicati, con soli 57 millesimi di secondo a dividere Raikkonen da Bottas.

Esattamente come in Canada la qualifica si è giocata tutta nel terzo (e più tecnico) settore.

Qui i ferraristi hanno rimediato rispettivamente 1,24 e 2,38 % di distacco dalle Mercedes. Numeri che oserei definire spaventosi.

Prendendo in analisi Vettel, il distacco in termini cronometrici è di 0,238 secondi, che divisi per le 4 curve del terzo settore, significano che ad ogni curva Sebastian ha perso 0,060s.

Questa è una media indicativa, perché come confermato anche dal Ferrarista il vero problema era curva 7 (ma anche la 9 e la 10 non erano il massimo..).

Dopo essere arrivate all’entrata di curva 7 praticamente alla stessa velocità della Rossa, in percorrenza le frecce d’argento guadagnavano 10km/h (o qualcosina di più).

Un vantaggio enorme, che di conseguenza si portavano avanti (e aumentavano) anche nel rettilineo tra curva 8 e 9, l’unico del circuito dove non si può utilizzare il DRS.

Stessa cosa per curva 9, mentre nella più stretta curva 10 la situazione è migliore, con velocità di uscita (e di successivo allungo) non troppo distanti dalla Mercedes (si guardi il grafico con le velocità nel terzo settore).

Il quadro generale che emerge da queste qualifiche è piuttosto rassicurante per la Mercedes in vista di Silverstone se pensiamo che ci saranno gomme dure low working range (molto più adatte ad una vettura che mette molta temperatura sullo pneumatico)ribassate e questo tracciato è famoso per le sue sezioni guidate piene di curve veloci.

Niente da dire per un anonima (in qualifica) Red Bull, dunque passiamo alla più interessante e movimentata gara!


Range di utilizzo per le Pirelli 2018.

Componenti della PU utilizzati da ogni pilota dopo il Gp d’Austria.


Evoluzione del campionato costruttori.


Propongo anche un interessante grafico con l’evoluzione del distacco fra i due contendenti al titolo, che evidenzia perfettamente quanto sia aperto questo mondiale dopo 9 gare.

GRAFICI SULLA GARA (a cura di Niccolò Arnerich)

LE IPOTESI PRE-GARA E LE SIMULAZIONI DEL VENERDI’
E’ stato un venerdì molto interessante e complesso quello del gran premio d’Austria.

Innanzitutto, c’è da sottolineare che le temperature dell’asfalto non sono mai andate oltre i 30°C durante la giornata dedicata alle prove libere. Le simulazioni non si sono concentrate su delle mescole in particolare, ma, al contrario, i team hanno fatto dei long-run provando tutti e tre i tipi di gomma disponibili.

Le gomme non mostravano particolare degrado, a differenza dell’anno scorso. Dopo alcuni giri, però, su alcune vetture, si è incominciato a vedere del graining sia sull’anteriore che sul posteriore. Il fenomeno era dovuto al sottosterzo che si crea a causa dei cambi di pendenza in più curve del tracciato. Perciò, lavorando sul set up, le squadre che lo soffrivano sono riuscite a ridurlo notevolmente.

Su un circuito come quello del Red Bull Ring, con più punti da trazione e curve ad ampio raggio, dove si sviluppa molta energia, la gomma rischiava di scaldarsi molto creando problemi di blistering. Tuttavia, durante il venerdì, con soli 30°C di asfalto, il problema non si è presentato.

Per cui, tutti i team si sono orientati senza dubbi su una gara ad un unico stop. Visto il delta ristretto tra la gomma US e SS, ai team rimaneva da decidere con che gomma partire. Ferrari ha deciso di partire con la più morbida del lotto, la US, per avere il massimo grip disponibile alla partenza. Mercedes ha optato invece per la SS, come la RedBull, al fine di andare più lunghi nel primo stint e sfruttare magari una Safaty Car o una Virtual per effettuare il pit.


Da questo grafico si capisce bene quali siano le strategie più veloci. In questo caso la verde e la blu, ossia la D e la A.


Questi grafici potete trovarli sui nostri social (Twitter, Instagram e FaceBook) durante i week-end di gara.

LA STRATEGIA DI GARA

LA PARTENZA DELLA GARA
Alla partenza Raikkonen ha avuto un buono spunto e si è inserito tra le due W09. In curva otto, però, è stato superato da Verstappen che ha guadagnato la terza posizione. Vettel, partito sesto per la penalità ricevuta in Q2, ha perso due posizioni dopo il primo giro.

LE CONDIZIONI DEL TRACCIATO
Molto diverse le condizioni della pista durante la domenica. La temperatura dell’asfalto si è alzata notevolmente passando da 30°C a 48°C. Inoltre, domenica si è anche alzato il vento.

IL PRIMO STINT
Hamilton ha cominciato a fare il ritmo, ma non è riuscito a creare un gap molto facilmente. Durante il primo stint, Hamilton con le SS dava 4 decimi a Verstappen, in terza posizione. Rispetto a Raikkonen, invece, l’inglese girava 6 decimi al giro più veloce. Al giro 13, Hamilton era riuscito a costruire un gap di non più di 5s.

Per quanto riguarda Vettel, il tedesco ha incominciato la sua rimonta per togliersi dal traffico di vetture più lente arrivando a ridosso di Ricciardo.

Per l’analisi del primo stint prendiamo in considerazione il grafico dei passi gara con la correzione dell’effetto peso. Hamilton sulla SS ha comunqnue tenuto un ritmo molto buono, come sottolineato in precedenza.


Proponiamo inoltre il grafico dell’evoluzione del degrado nel primo sint. Le linee di tendenza di Vettel, Hamilton e Raikkonen convergono verso il basso evidenziando un miglioramento della performance. Questo perchè si sono fermati molto presto, quando la gomma riusciva ancora a migliorare i suoi tempi.

IL SECONDO STINT
Al giro 14 c’è stata la svolta della gara: Bottas si deve ritirare per problemi alla pressione idraulica del cambio. In quel momento e’ uscita la Virtual Safety Car che ha neutralizzato le posizioni. Sia Ferrari che RedBull hanno pittato sotto regime VSC e hanno perso solamente 11/12 s per la sosta. Mercedes non è rientrata ai box e ha mantenuto la leadership. Alla ripartenza, Hamilton si è ritrovato con un vantaggio sulla RedBull di 13s, ma senza aver effettuato il pit. I muretti Ferrari e RedBull hanno quindi informato i piloti della scelta Mercedes e hanno chiesto loro di mantenersi nella finestra di pit stop dell’inglese.

La domanda è perchè Mercedes non si è fermata. Ciò che possiamo dire a riguardo è che il Team ha esitato a pittare poichè non volevano essere gli unici a fare la sosta. Chi ha il dominio del gran premio deve sempre avere più prudenza nella sue scelte, mentre chi insegue, non avendo nulla da perdere, può effettuare più velocemente scelte senza pensare troppo se esse siano avventate o meno.

A quel punto Mercedes poteva fermarsi subito e cercare di riparare i danni oppure allungare lo stint il più possibile e poi montare la gomma più morbida per affrontare l’ultimo stint, che sarebbe dovuto essere molto aggressivo.

La squadra ha deciso di richiamare Hamilton alcuni giri dopo, al 25°passaggio, così da uscire davanti a Vettel e limitare i danni. Gli strateghi hanno reputato la scelta di andare più lunghi con la SS imprudente e inutile. Con la gomma SS non sarebbero mai riusciti ad allungare così tanto da poter montare la US e avrebbero dovuto montare comuqnue la Soft. Stando fuori avrebbero perso parte del gap costruito su Verstappen e alla fine non avrebbero neanche avuto il vantaggio della gomma Ultra, per cui non avrebbe avuto senso.

Avrebbe avuto senso solo nel caso in cui pochi giri più tardi fosse uscita una SC o una VSC per cui Hamilton avrebbe potuto fare un free-stop, dopodichè avrebbe perso troppo sulle due Ferrari e le due RedBull che sopraggiungevano.

Intanto Ricciardo è riuscito a superare Kimi in curva 4. Hamilton, uscito dal pit, non è riuscito subito a trovare ritmo con la gomma gialla ed è stato superato da Vettel.

Pochi giri dopo sia sulle posteriori che sulle anteriori di Ricciardo è comparso del blistering molto marcato. Come detto, con le alte temperature, su questo tracciato, non era inaspettato. Raikkonen si è ripreso la posizione su Ricciardo che al giro 39 è rientrato al box per montare la SS.

Stessi problemi di blistering anche per Hamilton, che è comunqnue riuscito a far segnare ottimi tempi. Il graining sulla Soft era difficile che si pulisse velocemente, visto che è una gomma che degrada su un arco di tempo più ampio. Hamilton avvertiva anche molte vibrazioni e, per questioni di sicurezza, il team ha deciso di fermarlo al giro 52 per montare la SS.

La gomme Ferrari, dagli on-board, sembravano piuttosto pulite anche se non possiamo escludere che anche per loro ci fossero dei surriscaldamenti interni che però non hanno portato al blistering.

Infine, Ricciardo, al giro 52, si ritira e poco dopo anche Hamilton per problemi con la pressione della benzina. Da li in poi le due Ferrari sono andate a caccia di Verstappen, in prima posizione, il quale ha saputo gestire bene il suo vantaggio pur accusando anche lui un po’ di graining. (non tanto quanto Ricciardo)


Anche per il secondo stint analizziamo in grafico relativo ai passi gara con la correzione del fuel weight effect. Si nota subito un Hamilton che, come detto, nella prima parte dello stint non è riuscito a trovare il ritmo con la gomma Soft.


Il grafico dell’evoluzione del degrado ci offre un’interessante riflessione per quanto riguarda il fenomeno del blistering che molte vetture hanno accusato nel secondo stint.
A quanto pare, seppur la gomma soffra di blistering, questo non peggiora la performance della gomma. Come si può ben vedere, infatti, la linee di tendenza sono quasi orizzontali.


Infine proponiamo una tabella riassuntiva dei passi gara durante i vari stint.


Per l’analisi complessiva della gara, incominciamo analizzando il grafico del passo gara tradizionale senza la correzione dell’effetto peso.

Inoltre proponiamo anche un grafico che evidenzia le strategie utilizzate dai piloti


Continuando l’analisi dei passi gara, proponiamo il grafico dei passi gara con il calcolo dell’effetto peso, ossia la perdita di peso della vettura a causa del consumo di carburante.

Il grafico dell’evoluzione del degrado non lineare durante l’arco della gara.

I TEAM MINORI
Eccezionale la gara di Grosjean che conclude quarto, subito davanti al compagno di squadra Ericsson. Buona anche la gara di Ocon che con la sua Force India si è piazzato sesto. Notevole la gara delle due Alfa Romeo Sauber che per la rpima volta dal 2015 hanno portato entrambe le vetture a punti.

Il grafico del passo gara con la correzione dell’effetto peso ci fa notare che tutti questi piloti hanno usufruito della VSC del 14° giro provocata dallo stop di Bottas. Grosjean, Alonso e Ocon hanno pittato sotto regime di VSC e poi hanno gestito la gomma per arrivare fino in fondo alla gara. Nel primo stint Leclerc ha fatto un errore in curva sette, ma poi ha fatto un buonissimo lavoro nel secondo stint nel gestire la mescola Soft. Il suo compagno di squadra non ha usufruito della VSC, ma ha allungato lo stint e poi è finito dietro al pilota del Principato.

Il grafico dell evoluzione del degrado relativo ai team minori.

F1 | Gp Austria, PRESENTAZIONE di Minardi “In Francia Vettel ha usato l’ultimo bonus”

Archiviato il gran premio di Francia, ci apprestiamo ad entrare in un mese di Luglio caldo con quattro appuntamenti racchiusi in cinque weekend. Si partirà questo fine settimana dall’Austria prima di trasferirsi in Inghilterra (7-8 luglio), Germania (21-22 luglio) e Ungheria (28-29 luglio). Un vero e proprio tour-de-force per team e piloti alla fine del quale avremo un quadro significativo di questo mondiale.

A Le Castellet, oltre alla supremazia Mercedes, abbiamo assistito ad una corsa ricca di errori, a partire da Sebastian Vettel che col quinto posto ha lasciato indietro punti importanti in ottica mondiale. Il tedesco della Ferrari è strato troppo irruento cercando il sorpasso ai danni di Bottas fin dalla prima curva, arrivando al contatto e subendo la penalità di 5”. Deve ricordarsi di essere un quattro volte campione del mondo.

In un mondiale così al limite dove a fare la differenza saranno proprio gli errori, Seb si è giocato già tutti i bonus ritrovandosi in classifica alle spalle del diretto avversario, distaccato di 14 punti.

Bisogna tenere in considerazione anche la crescita della Red Bull supportata da un telaio fantastico che sopperisce, in parte, alle mancanze della power unit Renault. Con il passaggio al propulsore Honda, l’handicap del motore si farà sentire maggiormente, ma resta l’arbitro di questo mondiale portando via punti e podi importanti a Vettel ed Hamilton.

Sarà un mese caldo anche per i team di fascia b, capitanati dalla Renault davanti alla McLaren, Force India, Haas e Toro Rosso, che arriva da due weekend difficili conclusi senza punti a differenza di una Haas in crescita, ma a corrente alternata, nonostante un Grosjean ancora a “secco” e una Force India in ripresa e disturbata da questioni non tecniche.

Il Red Bull Ring è un tracciato impegnativo e ricco di insidie con la ghiaia ai bordi della pista caratterizzata da sali-scendi, curve veloci, lunghi rettilinei e frenate impegnative in cui il clima è una componente importante. Sul fronte mescole la Pirelli porterà Soft, Supersoft e Ultrasoft coi piloti Ferrari che hanno scelto 9 set della mescola più morbida contro gli otto di casa Mercedes e Red Bull. Si prospetta una gara con strategie diverse.

Gian Carlo Minardi

F1 | McLaren-Williams, Minardi “Manca un timone alla guida”

Con il gran premio di Francia tornato in calendario a distanza di dieci anni dall’ultimo apparizione, McLaren e Williams hanno mostrato l’entità di una crisi che non sembra voler finire. Dal gran premio di Spagna Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne non segnano punti e a Le Castellet il belga ha chiuso solamente al dodicesimo posto con il vincitore della 24 Ore di Le Mans costretto al ritiro per la rottura della sospensione posteriore a pochi chilometri dal traguardo

Addirittura peggiore la situazione in casa Williams, relegati al decimo e ultimo posto della classifica costruttori, alle spalle della Sauber. Su otto appuntamenti, solamente in due weekend il team di Grove è entrato nella top-ten e da quattro gara la casella resta inesorabilmente vuota. Entrambi i team , in qualifica, non sono riusciti a superare la barriera della Q1.

Una situazione che fa male al cuore pensando che stiamo parlando delle due scuderia più vincenti della storia della Formula 1, dopo la Ferrari. Insieme vantano 19 Mondiali piloti, 17 Costruttori e 296 vittorie.

In tutte le due realtà manca un timone. Da quando Ron Dennis è stato allontano dalla McLaren è iniziata una débâcle di cui non ci vede la fine. Una McLaren che per tre anni ha puntualmente dato la colpa alla Honda di tutti i problemi, quando invece si sarebbe dovuto guardare all’interno del team. A pagarne le spese è stato Dennis, autore del ritorno del binomio che nel passato aveva scritto pagine memorabili di questo sport” analizza Gian Carlo Minardi

Nonostante non abbia mai avuto un rapporto felice con Dennis, causa della sua arroganza e voracità, si è sempre dimostrato un personaggio abile nel guidare i suoi uomini. Nonostante un due volte Campione del Mondo non riescono ad uscire da questa crisi e per loro non sarà facile, nel futuro prossimo, convincere piloti di un certo calibro. Stessa situazione in casa Williams, dove si sente la mancanza di Frank. Ad ogni GP commettono errori inspiegabili. Inoltre quest’anno si concluderà il rapporto con la Martini e non sarà facile attirare nuova linfa” prosegue il manager faentino che conclude “E’ un peccato mortale assistere a questa caduta, perché parliamo dei due team più vincenti della storia dopo la Ferrari

F1 | Ricciardo al centro del mercato-piloti 2019. Hamilton la chiave di volta

Ferrari, Mercedes, McLaren, Renault e, naturalmente, Red Bull. Mai come in questo Daniel Ricciardo che, è al centro del mercato piloti.

Si è dato dieci giorni di tempo per decidere. La Red Bull dal prossimo anno abbandonerà i propulsori Renault per passare alla forniture giapponese che equipaggia già i cugini della Toro Rosso. Un’incognita in più per l’australiano, anche se la Power Unit Honda, rispetto alle catastrofiche stagioni con la McLaren, ha dimostrato di aver compiuto passi da gigante in termini di affidabilità e prestazioni.

La vittoria nella 24 Ore di Le Mans e la poca competitività della McLaren, potrebbero spingere Fernando Alonso a salutare la F1 già a fine di questa stagione puntando verso nuove sfide liberando di fatto un sedile a Woking. Per Ricciardo ci sarebbe pronto un contratto da 20 milioni di dollari, ma alla porta dell’australiano avrebbe bussato anche la Renault. Ci potrebbe essere uno scambio con Carlos Sainz attualmente ancora sotto contratto con il team di Milton Keynes.

Sebastian Vettel si sarebbe opposto all’arrivo di Daniel Ricciardo in Ferrari, chiudendo di fatto le porte di Maranello all’ex compagno di scuderia, nonostante Kimi Raikkonen abbia ventilato la voglia di concludere definitivamente la sua avventura nel mondiale di F1, lasciando libero un sedile molto appetibile che potrebbe essere occupato dal monegasco Leclerc.

Non ho ancora vinto un mondiale e, nonostante McLaren e Renault non siano le mie principali scelte, un eventuale approdo non si tramuterebbe in un passo indietro nella mia carriera, ma semplicemente un investimento nel futuro. L’obiettivo è cercare di avere una monoposto per puntare al massimo traguardo, ma se questo non fosse possibile, allora subentreranno altre valutazioni” commenta Daniel RicciardoL’arrivo di Honda in Red Bull non è stato una notizia shock, poiché sapevo di questa possibilità. Ora cercherò di capire quali saranno gli sviluppi. Con Toro Rosso Honda ha fatto dei passi in avanti

Prima di prendere una qualsiasi decisioni Ricciardo guarderà anche a Brackley dove c’è Lewis Hamilton in scadenza di contratto a fine 2018.

Ad oggi Hamilton non ha ancora firmato il prolungamento di contratto con la Mercedes e Ricciardo aspetterà di vedere cosa succederà in casa Mercedes prima di prendere qualsiasi decisione. Qualora Hamilton non dovesse rinnovare si scatenerebbe un effetto a catene nel paddock con un giro di sedili importanti. In questo fanta-mercato, fossi nella Ferrari, non mi farei sfuggire il britannico per costruire un Dream-Team con Vettel, nonostante il tedesco abbia imposto il suo veto sull’arrivo dell’australiano” commenta Gian Carlo Minardi

Per Maranello sarebbe un grande colpo avere in squadra due grandi piloti per puntare sia al titolo piloti che costruttori, portando via alla concorrenza il principale attore e avversario. In alternativa l’idea giovane di Leclerc mi piace molto che, a sua volta, liberebbe un posto in Sauber per Giovinazzi” prosegue il manager faentino che si dice sempre più convinto di un ritiro dalla F1 del neo-vincitore della 24 ore di Le Mans Fernando Alonso “McLaren avrà bisogno di un top driver così come la Renault. Potrebbe essere un mercato scoppiettante, ma molto dipenderà da Hamilton

F1 | Gp Francia, PRESENTAZIONE di Gian Carlo Minardi

Con le prove libere di venerdì la Francia ritroverà, dopo dieci anni, il suo Gran Premio. La Formula 1 tornerà però al Paul Ricard, uscito dal calendario nel lontano 1990 col successo di Alan Prost su Ferrari.

Dopo la vittoria a Montreal, Sebastian Vettel guida la classifica mondiale con un punto di vantaggio su Lewis Hamilton. Il Mondiale ricomincia e sarà importante non commettere errori e la Ferrari dovrà continuare a fare la corsa sul britannico di casa Mercedes. La Red Bull, che ha annunciato la nuova collaborazione con Honda a partire dal 2019, abbandonando la Power Unit Renault, potrebbe essere svantaggiata rispetto alle dirette avversarie proprio sul fronte motore, anche se Ricciardo e Verstappen restano avversari temibili nonché possibili arbitri del mondiale.

Sul fronte Costruttori, a Maranello hanno bisogno del contributo di Raikkonen che dovrà cambiare approccio ai GP portando punti importanti alla squadra. Diversamente si farà fatica a vincere il titolo nonostante una macchina che si sta dimostrando competitiva.

Si torna su un tracciato rinnovato nelle strutture e sul fronte sicurezza, anche se in queste settimane erano in corso dei lavori per sostituire parzialmente l’asfalto nelle vie di fuga in favore della ghiaia. Il layout sarà quello utilizzato fino al 1985, anno del mio debutto in F1, con la prima variante “Verriere” resa più lenta e il lunghissimo rettilineo Mistral è stato “spezzato” da una chicane.

Sul fronte gomme la Pirelli porterà le Soft, le Supersoft e le Ultrasoft col battistrada ribassato di 0,4 millimetri che in Spagna hanno fatto tanto discutere. Negli ultimi GP le gomme hanno disatteso le aspettative sul numero di pit-stop, degrado e differenza di prestazione tra una mescola e l’altra.

A partire da questo fine settimana, la griglia di partenza si arricchisce di un nuovo titolo, grazie alla vittoria di Fernando Alonso alla 24 Ore di Le Mans.

Gian Carlo Minardi

F1 | Al Paul Ricard torna il battistrada ridotto. Minardi “Pirelli dovrebbe darci delle spiegazioni”

A distanza di dieci anni dall’ultima edizioni vinta da Felipe Massa su Ferrari (sul tracciato di Magny-Cours), torna in calendario in Gran Premio di Francia, sulla pista del Paul Ricard. Contestualmente faranno il loro ritorno le gomme Pirelli col battistrada ridotto di 0,4 millimetri dopo l’esordio nel gran premio di Spagna (vinto dalla Mercedes con Lewis Hamilton) tra non poche polemiche.

Abbiamo interpellato Gian Carlo Minardi “La Pirelli dovrebbe darci qualche spiegazione poiché puntualmente i pronostici sulle strategie e sulla durata delle mescole vengono disattese. Nonostante l’inserimento delle due nuove mescole Hypersoft e Ultra-Hard che hanno fatto a salite a sette la gamma dei pneumatici slick, negli ultimi gran premi è mancata la differenza di prestazione tra una mescola e l’altra. C’è troppa omogeneità che livella le prestazioni a discapito dello spettacolo” commenta

Il Paul Ricard sarà un appuntamento cruciale sotto questo aspetto considerando l’asfalto molto abrasivo, la presenza di alcune curve ad ampio raggio e le mescole scelte dal costruttore milanese (soft, super soft e ultra soft n.d.r). Diversamente diventa inutile avere tutta questa scelta che si tramuta solamente in un costo eccessivo senza un ritorno tecnico” conclusa il manager faentino

Appuntamento quindi tra una settimana col Gran Premio di Francia, ottavo round del mondiale.

Le Mans | Minardi “Toyota corre contro il suo passato”

Questo fine settimana tutta l’attenzione degli appassionati sarà rivota verso il circuito della Sarthe che ospita l’86esima edizione della 24 Ore di Le Mans. Mai come quest’anno vede già la favorita alla vittoria finale: la Toyota TS050-Hybrib che vedrà al via due equipaggi composti da Alonso-Buemi-Nakajima e Conway-Kobayashi-Lopez.

Sarà tutt’altro che una passeggiata per la squadra giapponese, se in una 24 ore possiamo utilizzare questa parola. Dopo il ritiro di Porsche e Audi, partono certamente come favoriti, ma il loro compito non sarà certamente cosa facile poiché le incognite di una maratona come Le Mans sono innumerevoli e imprevedibili. Non dimentichiamoci come sono finite le ultime due edizioni in cui hanno regalato la vittoria ai diretti avversari a poche ore dalla bandiera a scacchi causa ritiri. Il loro principale avversario sarà l’affidabilità, ma avranno certamente fatto tesoro degli errori commessi nel recente passato” analizza Gian Carlo Minardi

Oltre all’affidabilità le due Toyota avranno come avversari principali la Rebellion R13 e la BR “E’ un’edizione della maratona con poche LMP1 in cui mi Toyota dovrà salvaguardare anche la sua immagina correndo su ritmi importati senza risparmiarsi pur di puntare alla vittoria. Diversamente sarebbe una delusione” prosegue il manager faentino.

Occhi puntati su Fernando AlonsoInsieme ad Alonso ci sono tantissimi piloti con un passato in F1 (sono addirittura 24 i piloti presenti in griglia che corrono o hanno corso nel mondiale n.d.r), ma per lo spagnolo quest’edizione potrebbe essere il trampolino di lancio verso nuovi lidi, lontani dalla F1. La non competitività della McLaren e la contestuale non disponibilità di sedili importanti porterà un pilota di 37anni a guardarsi intorno, puntando verso la Indy o le gare endurance dove quest’anno è già impegnato nel FIA WEC. Da quanto si apprende, in casa Ferrari Sebastian Vettel avrebbe imposto il suo veto all’arrivo di Daniel Ricciardo che resterà in Red Bull a fianco di Max Verstappen

Grande interesse per i colori italiani sarà rivolta nella classe GTE Pro, con uno schieramento a tre punte da parte di Ferrari che vedrà l’esordio anche di Antonio Giovinazzi, con una sfida tra Porsche, Ford, Aston Martin e Chevrolet “La sfida in GTE sarà molto interessante, considerando anche la lotta tra Ferrari e Porsche con l’ex Gimmi Bruni, anche se il BoP non sembra essere a vantaggio della vettura di Maranello penalizzata nelle velocità di punta. La Ferrari si presenta al via con tre equipaggi di tutti rispetto capitanati da Rigon e Pier Guidi a cui ci è aggiunto anche Giovinazzi sulla terza Ferrari 488 di AF Corse insieme a Vilander e Derani

F1 | Gp Canada, PRESENTAZIONI di Gian Carlo Minardi

Questo fine settimana la Formula 1 arriva a casa di Gilles Villeneuve, su una pista decisamente diversa da Montecarlo caratterizzata da velocità elevate seguite da frenate importanti che dovrebbero regalarci sorpassi, dove le condizioni atmosferiche e la safety-car sono terreno fertile per variabili importanti.

Un gran premio che parte già in salita per Daniel Ricciardo e la Red Bull, costretta a sostituire la MGU-K andata in crisi durante il gran premio di Montecarlo (vinto comunque dell’australiano), pagando dieci posizioni di penalità sulla griglia. Occhio però a Verstappen che potrebbe diventare il terzo incomodo nella lotta tra Ferrari e Mercedes. La Renault poterà una versione aggiornata della sua Power Unit così come la Mercedes che doterà tutti i team della specifica 2.

Sul fronte pneumatici la Pirelli preannuncia numerosi pit-stop confermando le mescole viste quindici giorni fa con hypersoft, ultrasoft e supersoft. Diversa strategie in casa Ferrari e Mercedes con Maranello che predilige la mescola più morbida, al debutto in Canada, con otto set per ciascun pilota contro i cinque per Hamilton/Bottas.

Sono state due settimane interessanti contraddistinte dall’annuncio del cambio di casacca “speedy” di Simone Resta che saluta Maranello per approdare immediatamente alla Sauber. Questa operazione mi fa pensare che sia un’ulteriore passo verso il ritorno concreto dell’Alfa Romeo in F1 che proprio in questi giorni ha lanciato la nuova supercar 8C. La Ferrari ha bisogno di un junior team, soprattutto dopo quanto visto nel principato col sorpasso facile di Hamilton ai danni di Ocon al volante della sua Force India motorizzata Mercedes.

Sinceramente non mi scandalizzo per questi episodi poiché ci sono sempre stati anche tra Red Bull e Toro Rosso. La Mercedes sta investendo molto denaro sia in piloti che nella Force India che ha chiuso gli ultimi due campioni al quarto posto, quindi mi auspico che presto anche la Ferrari vada in questa direzione aiutata, magari, da una Sauber più competitiva. Inoltre un maggiore coinvolgimento di Maranello potrebbe essere anche un aiuto per i nostri piloti.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Montecarlo, si accende il mercato piloti. Ricciardo-Ferrari, ma Vettel punta su Raikkonen

Per il sesto appuntamento del mondiale, questo fine settimana la Formula 1 farà tappa a Montecarlo. Come da trazione i motori si accenderanno con un giorno di anticipo – il giovedì per le prove libere – fermandosi venerdì. Dopo le ultime due vittorie conquistate dalla Mercedes, la Ferrari è chiamata a dare una risposta concreta cercando di ripetere il risultato 2017, archiviato con la doppietta Vettel-Raikkonen davanti alla Red Bull di Ricciardo.

E’ fuori discussione che, stando ai risultati dei primi cinque gran premi (con due vittorie a testa per Lewis Hamilton e Sebastian Vettel) saranno le strategie e gli errori a fare la differenza. L’attuale distacco tra i due piloti (17 punti a vantaggio del britannico) è dettato dai migliori piazzamenti. Sulla carta la Ferrari ha davanti a se due appuntamenti (Montecarlo e Canada) favorevoli e sarà importante sfruttarli al massimo.

Oltre alla lotta tecnica tra Mercedes, Ferrari e Red Bull il lungo weekend monegasco sarà cruciale per l’inizio del mercato piloti. Da sempre il principato è teatro di innumerevoli riunioni, soprattutto durante la pausa del venerdì, che andranno a disegnare la griglia del 2019, anche perché con l’arrivo del mese di giugno partiranno i programmi tecnici legati alla nuova vettura.

A guidare le fila ci sarà ancora una volta la Ferrari con Kimi Raikkonen il cui contratto è in scadenza a fine anno. Maranello ha un’opzione su Daniel Ricciardo il quale potrebbe approdare anche in Mercedes al posto di Valtteri Bottas. Di contro Sebastian Vettel non vede di buon occhio l’arrivo dell’australiano (con cui ha già diviso i box in casa Red Bull) puntando ad un prolungamento del rapporto col finlandese. Se questo dovesse accadere sarebbe abbastanza allucinante poiché per tornare a vincere il Mondiale Costruttori la Ferrari ha bisogno di due top driver e, soprattutto, creare un confronto diretto tra i due piloti.

Al momento ci sono molti nodi da sciogliere:

– In casa Red Bull è in scadenza il contratto per la fornitura dei propulsori Renault. I transalpini hanno già fatto sapere che potrebbero proseguire l’avventura in F1 anche senza fornire le Power Unit alla Red Bull che, dal canto suo, può raccogliere informazioni sul fronte Honda tramite la Toro Rosso.

– In casa Toro Rosso tiene banco il caso Brendon Hartley, autore di numeri errori e di un inizio di stagione negativo, soprattutto se paragonato col compagno Gasly. Si è fatto il nome di Pascal Wehrlein (pilota Mercedes), ma nelle ultime ore anche Lando Norris avrebbe bussato alle porte di Franz Tost soprattutto dopo l’arrivo in casa McLaren dei nuovi capitali canadesi di Mr. Latifi. Sarebbe uno scenario inconsueto poiché per la prima volta Red Bull si troverebbero a dover cercare un driver fuori dal suo gruppo. Al momento esiste solo un’opzione con Carlos Sainz che potrebbe essere richiamato per rimediare all’eventuale partenza di Ricciardo.

– Nelle prove libere e nei test collettivi al Montmelò abbiamo rivisto al volante Robert Kubica che ha dimostrato quanto sia ancora importante il pilota nella F1 moderna. Il polacco è riuscito a dare al team numerose indicazioni per lo sviluppo di una vettura che sta relegando un team storico e vincente come la Williams all’ultimo posto. E’ evidente che la scelta giovane correlata al business non sta dando i risultati sperati.

– In casa Alfa Romeo Sauber sta pagando invece la scelta di Charles Leclerc. Il monegasco ha già conquistato 9 punti ( sette in più del compagno Ericsson). Arrivare sui tracciati già conosciuti, gli ha dato quella tranquillità fondamentale per concentrarsi sullo sviluppo della macchina, oltre che accumulare quel chilometraggio indispensabile per raggiungere il feeling pilota-vettura.

– In Spagna abbiamo rivisto al volante di Sauber e Ferrari anche Antonio Giovinazzi, autore di un grande lavoro. Sarebbe bello vederlo in pista regolarmente.

Gian Carlo Minardi

F1BlogTech | Tante chiacchiere ma niente arrosto…

Barcellona, 13 Maggio 2018. Un weekend pieno di polemiche e discussioni che hanno nascosto un complicato ma davvero interessante quadro tecnico. Andiamo dunque ad analizzare i motivi delle diverse performance dei tre top team.

Queste le caratteristiche del circuito di Barcellona: è un tracciato da medio/alto carico aerodinamico e di media severità per i propulsori.

Presenta una configurazione molto completa e si tratta infatti di un circuito che può ben delineare ed esaltare le caratteristiche di una vettura.

Il primo settore è molto veloce quindi conta l’efficienza aerodinamica in rettilineo. Non dimenticandoci però di curva tre dove c’è bisogno di un ottimo bilancio aerodinamico ( rapporto tra il carico sull’asse anteriore e il carico totale). Bilancio aerodinamico che ritorna molto importante nel secondo settore, abbinato al giusto carico aerodinamico.

Il terzo settore è invece un intermedio in cui conta più di tutto la motricità e dunque la capacità di scaricare i cavalli a terra, assieme anche ad un comportamento equilibrato nella sequenza di curva 13.14 e 15.

In primis risulta importante evidenziare qual’è stata e cosa comporta la tanto discussa modifica sulle gomme.

Sono stati eliminati 0,4 mm di battistrada alla mescola (ovvero il 12% del suo totale). Una modifica molto “leggera” ma che comunque porta ad una diminuzione della parte della gomma sottoposta a deformazione. In questo modo si va a diminuire l’energia (in questo caso calore) che viene trasferito alla gomma.

Un’operazione comunemente attuata quando è necessario eliminare del calore in eccesso che si genera sullo pneumatico (si parla di 7/10° in meno).

In questo caso Pirelli è intervenuta per evitare i dannosi (dal punto di vista della performance) e pericolosi fenomeni di blistering che si erano evidenziati su diverse vetture durante i test invernali.

La modifica non va dunque a diminuire le performance della gomma, ma influisce invece sulla sua durata. Questa premessa ci fornisce un primo importante elemento di analisi, da collegare ai prossimi dati.

Il grafico con il distacco percentuale rispetto alla pole position evidenzia un inversione di posizione rispetto a Baku tra la Ferrari e la Mercedes, evidenziando da subito come i dati emersi dalle qualifiche non siano tragici per i tifosi della Rossa.

Un weekend con un piccolo scivolone ci può stare, basti guardare alla Mercedes in Cina e alla sua successiva riscossa.

Più negativo il quadro per la Red Bull, che con la sua linea di tendenza, va a creare, assieme a quella della Mercedes, quasi un iperbole. Si evidenzia così un trend esattamente inverso rispetto alle Frecce d’argento.

Spostandoci sul grafico con il confronto fra il tempo realmente segnato in Q3 e quello “ideale” (dato dalla somma dei migliori settori), notiamo che i piloti, a differenza degli scorsi appuntamenti, sono riusciti in media a mantenere delle performance molto vicine ai loro ideali.

Ricciardo è l’unico che poteva aspirare a qualcosa di più, portandosi a ridosso di Raikkonen e davanti al compagno di squadra.

Questa discrepanza molto contenuta fra i tempi (reali e ideali) delinea una generale facilità a portare la gomma in temperatura una volta compreso quale fosse la mescola migliore per la propria vettura e per il proprio feeling. Inoltre la scelta poteva anche essere influenzata dall’analisi del guadagno che si poteva avere montando la SS. Si sapeva infatti che la SS tendeva a calare di performance (e a surriscaldarsi) già nel terzo settore, ed era dunque fondamentale capire se effettivamente il guadagno nel primo e nel secondo settore era tale da compensare il tempo perso nel terzo.

Il grafico con il confronto tra la posizione di qualifica e la velocità massima rilevata alla speed trap non ci offre particolari spunti di analisi.

Notiamo un generale livellamento tra i vari rilevamenti, in particolare tra Mercedes e Ferrari, a conferma dell’efficacia degli ulteriori aggiornamenti per la mappatura da qualifica apportati sulle frecce d’argento dopo il Gp di Baku. Situazione inversa per la Ferrari che si si è ritrovata a dover essere più cauta dopo i problemi nelle PL2, che hanno portato ad un grave danneggiamento dell’ICE 1 sulla vettura di Raikkonen.

Analizzando i grafici con i distacchi percentuali nei diversi settori, si può subito notare che Mercedes ha fatto davvero la differenza rispetto alla Ferrari nel secondo settore.

Dagli onboard si nota che Vettel ha avuto del sottosterzo in curva 4 e in curva 5 che gli ha fatto perdere molto tempo. Si è poi portato avanti questo distacco fino al terzo settore.

Vettel in questo intermedio è risultato invece il più veloce insieme a Ricciardo (comunque un buon segnale in vista di Montecarlo), recuperando parzialmente il gap formatosi precedentemente.

Entrambi i piloti si trovavano su gomma soft che, come ho sottolineato prima, garantiva una performance più continua nell’arco dell’intero giro.

Proprio qui le due Mercedes ( e Verstappen) su gomma supersoft sono state relegate ad un distacco dello 0,60%. Parlando della Ferrari ci tengo a sottolineare come, i vari complottisti e tutti gli “esperti” che attribuiscono la causa delle performance Ferrari solo alle nuove gomme, si sbaglino.

Negli scorsi gran premi abbiamo potuto constatare come la SF71H fosse una delle vetture in griglia con la migliore gestione della finestra termica delle gomme. Chiaramente ci sono state delle difficoltà anche per loro, (perché di fatto nessun team ha ancora realizzato un tyre model e capito esattamente come funzionino queste Pirelli 2018) ma di sicuro non erano impiccati agli estremi delle finestre operative come ad esempio lo è o lo era (questo lo capiremo nei prossimi Gp) la Mercedes.

Capite dunque che è estremamente improbabile che con un cambiamento così, definiamolo “moderato”, una vettura passi dall’avere una gestione ottimale della gomma alla situazione di non riuscire neanche a mandarla in temperatura (in certi momenti).

Ci devono essere state per forza altre variabili che hanno causato tale performance.

La prima è legata ad un livellamento delle potenze delle PU (come vi ho accennato prima).

La seconda a rigor di logica è legata ad un set up meccanico non ottimale della vettura. Sappiamo infatti che la Ferrari è scesa in pista con diversi aggiornamenti tecnici al posteriore, fra i quali il più importante è un nuovo attacco del braccio del mozzo posteriore.

E’ dunque probabile che i tecnici abbiano riscontrato delle difficoltà nella scelta del set up, che abbinato alle variazioni sulle gomme, hanno portato la rossa ad una cattiva gestione della SS in qualifica. La scelta per il Q3 è dunque ricaduta sulla soft, con la quale i piloti avevano un miglior feeling ma che ovviamente non poteva garantire performance da pole.

In gara invece ci sono stati degli errori di strategia causati forse da una previsione errata del degrado della gomma (gara che adesso analizzeremo nel dettaglio).

Ritengo dunque assolutamente inutile qualsiasi polemica esterna su quanto accaduto questo weekend.

Sta ai team giudicare il tutto e solo i prossimi gran premi potranno darci conferma di quanto abbia inciso il fattore gomme e di quale sia il ranking parziale della stagione (essendoci state troppe variabili durante questo Gp).

GRAFICI SULLA GARA (a cura di Niccolò Arnerich)

LE SIMULAZIONI DI GARA DEL VENERDI’ Nelle prove libere non si è vista molta differenza tra la gomma SS e la gomma S, con quest’ultima che sembrava perfino avere una miglior performance. La SS, secondo quanto riportato dalla Pirelli, non garantiva una buona stabilità in frenata.

Questo è stato uno dei fattori per cui i team hanno deciso di non usare le SS in gara. Inoltre i team non hanno usato la gomma rossa anche per tentare la strategia ad una sola sosta, partendo con la S e montando poi la M. Due tipi di gomma che non davano problemi in frenata, a differenza della SS, e che offrivano una buona prestazione.

Tutti i team delle prime file hanno quindi optato per questa strategia e nessuno ha provato qualcosa di differente.

Solo Alonso è partito con SS e ha provato la strategia ad unica sosta SS-M.

Grafici sulle simulazioni di strategia. Li potete trovare su nostri social (Twitter e Facebook) durante ogni weekend di gara dopo le seconde prove libere.

LA STRATEGIA DI GARA, LA PARTENZA Molto importante lo start a Barcellona poichè la pista offre pochi punti di sorpasso e guadagnare alcune posizioni in partenza è fondamentale. I primi tre hanno avuto una partenza molto pulita con Vettel che è riuscito a sopravanzare Bottas prendendogli la scia prima di curva uno.

Per quanto riguarda i passi gara, le performance tra Ferrari e Mercedes durante le prove libere erano piuttosto simili

LE CONDIZIONI DELLA PISTA Le temperature dell’asfalto non sono andate oltre i 35°C. A metà gara si è scesi per alcuni minuti a 29°C per poi tornare sui 35°C.

IL PRIMO STINT Al primo giro è entrata la SC in pista, ma nessun team, giustamente, ha pittato.

Nel primo stint Hamilton è riuscito a tenere un passo molto competitivo su S, ( una mescola HWR). Infatti era di ben 4 decimi al giro più veloce di Vettel e di 5 rispetto a Bottas. L’inglese ha quindi costruito un gap di sicurezza molto ampio sui due piloti alle sue spalle e si è messo a fare il ritmo.

Vettel non è mai riuscito a mantenere la gomma Soft nella giusta temperatura. Ciò ha provocato non pochi problemi di bilanciamento alla SF71H e, alla lunga, ha generato anche un degrado più marcato rispetto alla W09. Vettel è comunque riuscito a difendersi da Bottas che in diverse volte si è avvicinato di molto.

Dal grafico del passo gara con la correzione dell’effeto peso si nota molto chiaramente come il ritmo di Hamilton sia stato molto competitivo e anche come Vettel abbia avuto un degrado della gomme ben più marcato rispetto agli altri top drivers.

Il degrado maggiore è stato causato soprattutto da un assetto non perfetto della vettura durante tutto il week-end. Il degrado, ripetiamo, non è stato causato dai 0,4mm di spessore tirati via dai compound dalla Pirelli per questa gara e dal conseguente minor moving sensation della gomma.

Per quanto riguarda il primo stint analizzando anche l’evoluzione del degrado troviamo conferma di ciò che è già stato visto nel grafico precedente.

Inoltre, da questo grafico si può ben vedere il miglioramento della Red Bull durante lo stint. Questa, ormai, è una caratteristica della RB14. Infatti, la vettura non manda in temperatura subito la mescola, ma ci mette alcuni giri e per questo non riescono subito ad esprimere la loro performance.

IL SECONDO STINT E IL TERZO STINT (focus su Vettel) La Ferrari non poteva neanche impensierire Hamilton prima dello stop. Doveva piuttosto preoccuparsi del possibile under-cut di Mercedes con Bottas. Per coprire questo tentativo, infatti, Vettel si è fermato per primo al 17°giro e ha montato la Media per andare fino in fondo. Una sosta comunque molto anticipata, sintomo di un degrado maggiore.

Bottas si è fermato al giro successivo, mettendo la M anche lui, e provando l’overcut su Vettel. Questa strategia avrebbe potuto funzionare perchè il tedesco era rallentato dalla Haas di Magnussen, ma lo stop Mercedes è stato molto lento (3,9s). Ciò non ha permesso al finlandese di scavalcare la Ferrari.

Al 25° giro Raikkonen ha avuto dei problemi alla Power unit e la Mercedes, pensando ad una VSC, ha fermato Hamilton il quale è passato quindi alla Media. Notevoli i giri di Hamilton prima del pit stop, ancora molto competitivi.

Decisiva la VSC, dovuta allo stop di Ocon, al 42° giro. Il muretto Mercedes ha fatto uscire i propri uomini facendo pensare alla Ferrari di voler fare un free stop e montare una gomma nuova per fare un ultimo stint da qualifica e tentare il sorpasso su Vettel in pista, guadagnando così il secondo posto. Gli strateghi Ferrari, memori anche del gp della Cina, hanno deciso di coprire questa strategia e di fermare Vettel.

La Mercedes, però, non si è fermata e la gomma nuova non ha dato quel miglioramento sperato. Per di più, il pit stop Ferrari è stato molto lento e facendo così perdere la posizione anche su Verstappen.

Si sapeva che non c’era molta differenza tra gomma nuova e usata e soprattutto si sapeva che in un circuito come quello di Barcellona è difficile superare. Per questi motivi, a nostro parere, la decisione di fermarsi sotto regime di VSC era sbagliata, anche nel caso che se non si fossero fermati loro, si sarebbe fermato Bottas. Questa strategia non avrebbe fruttato e tenere la posizione su Bottas sarebbe stato più sicuro.

Vettel nell’ultimo stint non è riuscito a sorpassare Verstappen, il quale stava correndo anche con l’ala danneggiata. I due Mercedes, in prima e seconda posizione, hanno continuato a tenere un ritmo molto buono soprattutto perché rallentando il loro passo avrebbero fatto uscire la gomma dalla giusta finestra operattiva.

Grafico del Race Pace con l’Effetto Peso. Si nota un miglioramento di Vettel, anche se non ai livelli di Mercedes, che stava controllando la gara.

Bottas e Hamilton stavano gestendo, ma comunque continuavano a fare tempi molto buoni poichè, stando a quanto detto dal finlandese, dovevano mantenere in temperatura le gomme. 21 L’evoluzione del degrado durante il secondo stint

In questa tabella si riassumono in numeri i passi gara dei primi quattro piloti

Nel primo grafico si analizza il passo gara “puro”, ossia senza il Fuel Weight Effect.

Questo grafico invece mostra il passo gara tenendo conto del Fuel Weight Effect, ossia la perdita di peso della vettura durante la gara a causa del consumo di carburante.

Infine il grafico dell’evoluzione del degrado durante tutto l’arco della gara.

I TEAM DI SECONDA FASCIA Per la consueta analisi dei team minori, analizzeremo Magnussen, Sainz, Alonso e Perez.

I primi due si sono tenuti sulla strategia considerata più “sicura” ossia quella ad uno stop S-M. Alonso ha provato qualcosa di diverso utilizzando nel primo stint la gomma SS. Per questo ha dovuto allungare di un po’ il secondo stint su gomma gialla. Perez è andato su una strategia a due soste dopo essersi accorto che la gomma media, montata al primo stop, non funzionava. Ha quindi pittato per montare una gomma Soft, più adatta alla vettura.

Sottolineiamo nuovamente come la Renault abbia un eccessivo degrado. Infatti, nelle ultime gare, sono sempre stati tra i primi a doversi fermare. Ovviamente, fermarsi troppo presto li relega nel traffico e ciò rende la gara più difficile.

Anche per i team minori proponiamo il grafico del Fuel Weight Effect.

Infine anche il grafico del degrado cosiddetto “non lineare”

Per il momento è tutto! Ci vediamo a Montercarlo!! 😉

ps: occhio alle sorprese che ci potrebbero regalare le Red Bull

Gianluca Medeot