F1 | Gp Spagna, PRESENTAZIONE di Gian Carlo Minardi


Prima di tuffarci nel Gran Premio di Spagna, quinta tappa del Campionato del Mondo di Formula 1, ci tengo particolarmente a ringraziare tutti i protagonisti e gli appassionati che hanno trasformato il sogno dell’Historic Minardi Day in un successo. Grazie particolare a Toto Wolff e alla Mercedes che ancora una volta si sono dimostrati grandi appassionati e sportivi che ha regalato al suo progettista, Aldo Costa, la possibilità di debuttare al volante di una F1: la Mercedes W04.

Salutato Baku, questo fine settimana il Circo farà il suo ingresso in Europa su un tracciato – Montmelò – teatro dei test pre-campionato. I team avranno a disposizione riferimenti realistici, anche se ci saranno delle differenze notevoli rispetto a due mesi fa.

Sul fronte gomme la Pirelli porterà le Soft, Supersoft e Medium, ma sopratutto avremo 4 millimetri in meno di battistrada dei pneumatici – questo perchè l’asfalto è decisamente meno abrasivo rispetto al passato – e condizioni più calde rispetto ai mesi di febbraio e, sopratutto, marzo. La differenza nel battistrada si farà sentire sopratutto in gara coi long run.

Arriviamo a Barcellona dopo quattro appuntamenti in cui errori e strategie sono stati prioritari nei risultati finali in un gruppo di tre team – Ferrari, Mercedes, Red Bull – molto vicini tra loro. Sul fronte delle scelte team e piloti hanno studiato delle strategie diverse rispetto alle prove dove la squadra di Stoccarda aveva coperto quasi la totalità dei chilometri con le medium. Rispetto a Vettel e Ricciardo, i due piloti Mercedes hanno optato per due set in meno di Supersoft e una in più di mescola Media.

Sarà ancora una volta un weekend avvincente. Vedremo se sarà battuto il nuovo record della pista segnato dalla Ferrari durante le prove collettive (1’17.182)

Gian Carlo Minardi

F1 | Minardi “Inizio al cardiopalma ma i team stanno cercando la loro dimensione”

Ci stiamo avvicinando solamente al terzo gran premio, in programma in Cina questo fine settimana, ma tra Australia e Bahrain i colpi di scena e i momenti di alta tensioni non sono mancati, vedi i problemi di affidabilità al cambio accusati dai due piloti Mercedes, gli errori in casa Red Bull, l’arrivo di Sakir con solamente 6 decimi di distacco tra Vettel e Bottas passando per la bellissima sorpresa Toro Rosso.

Siamo in un momento in cui i team stanno cercando la loro dimensioni poiché il mondiale è iniziato solamente dopo otto giornate di test, di cui condizioni dal maltempo e dalla pioggia. Certamente insufficienti. Le reali forze in campo non sono ancora emerse. Abbiamo avuto prestazioni altalenanti tra qualifica e gara, anche se la Ferrari ha conquistato due vittorie meritare con Sebastian Vette. Una Ferrari che ha sfruttato il 101% del potenziale della sua vetture e del suo pilota coprendo un numero impressionante di giri mai provato con le Soft.

Analizzando i tempi abbiamo però ancora una Mercedes molto veloce, soprattutto con le mescole Medium e in Cina la Pirelli le riproporrà insieme alle Soft e Ultra Soft. Pertanto sarà interessante vedere il comportamento e le strategie che verranno adottata su una pista che tradizionalmente gioca in favore degli uomini di Toto Wolff. Il gap tra le mescole scelte per Shanghai è piuttosto ampio e questo dovrebbe favorire un maggior numero di strategie.

In casa Toro Rosso sono stati abilissimi a sfruttare con Gasly, protagonista di un fine settimana eccezionale, la debacle Red Bull. La sua sequenza di giri è stata impressionante e gli ha permesso di mettere in sicurezza il risultato da un eventuale attacco di Magnussen agguantando un quarto posto incredibile. Mi auguro che possano continuare su questa strada e che l’aria della Motor Valley faccia bene anche alla Power Unit Honda.

Le novità più interessanti rispetto alla stagione passata stanno arrivando proprio dalla seconda parte della griglia con la sorpresa TR accompagnata dalle ottime prestazioni di Haas e da una buona difesa di Renault con la McLaren che si è portata attualmente al terzo posto nel mondiale. Decisamente sotto le aspettative i risultati di Force India, che arriva da due stagione concluse al quarto posto, e dalla Williams.

Auspici di poter assistere ancora a gran premi così interessanti e carichi di adrenalina con un notevole compattamento della griglia. La qualifica di Sakir ci ha consegnato venti macchine racchiuse in una forbice di 3”.

Gian Carlo Minardi

L’angolo di F1BlogTech | Always keep pushing

di Gianluca Medeot

Melbourne, 25 Marzo 2018. Esattamente un anno dopo la Ferrari ci sorprende di nuovo con un’inaspettata vittoria nell’atipico circuito cittadino dell’Albert Park. Un successo forse non meritato come lo scorso anno, viste le diverse variabili che lo hanno determinato. Comunque un successo importante, sintomo di una squadra forte e unita che ci ha creduto fino alla fine…

Per prima cosa, al fine di una analisi più chiara ed efficace, risulta importante delineare le caratteristiche del circuito dell’Albert Park

Con i suoi 5.3 km è uno dei circuiti più lunghi del mondiale e per le sue numerose curve e sezioni tecniche richiede un livello medio alto di carico aerodinamico.

Si presenta come un circuito impegnativo per il consumo dei carburante e molto stressante per i freni.

Il primo settore è quello più veloce, che predilige una buona efficienza in rettilineo (intesa come connubio tra potenza della PU e cx ), ma richiede anche dei buoni sforzi di trazione per la sequenza di curva 3/4/5.

Nel secondo settore servono invece un ottimo bilancio aerodinamico e tanto carico per poter affrontare al meglio i curvoni e i veloci cambi di direzione.

Nel terzo settore, infine, servono carico e tanta trazione per le curve tecniche come la 13, la 14 e il tornantino della 15.

Premesse le caratteristiche del tracciato andiamo dunque a vedere cos’è emerso dalle qualifiche, in particolare prenderemo in analisi le 10 vetture entrate nel Q3 (i valori di Bottas non sono da considerarsi veritieri in quanto inerenti al suo giro in Q2).


% di distacco dalla pole dei tre top team ( Mercedes, Red Bull e Ferrari).


% di distacco dalla pole (Mclaren, Haas, Renault, Williams e Force India).

I grafici con i distacchi percentuali rispetto alla pole position, al momento non sono significativi, ma a campionato inoltrato risulterà interessante tenerli d’occhio così da poter capire i trend di evoluzione (o di involuzione) dei diversi team.


Confronto tra i tempi segnati nel Q3 e i tempi ideali dati dalla somma dei migliori crono nei tre settori del circuito.

Analizzando il grafico con il confronto tra i tempi segnati nel Q3 e i tempi “ideali” notiamo in primis che quasi tutti i piloti sono riusciti a segnare il loro miglior crono nel momento fondamentale, cosa non banale in un circuito cittadino e con gomme con finestre di utilizzo così ristrette.

Importante sottolineare che Verstappen si sarebbe potuto qualificare in prima fila assieme ad Hamilton, scavalcando così le due Ferrari. Stessa cosa per Sainz che aveva la possibilità di piazzarsi addirittura in sesta posizione.

Abissale il distacco inflitto da Hamilton agli avversari. Credenza comune vuole che tutti i meriti di queste performance aliene vengano date al famoso “bottoncino Mercedes”, non tenendo assolutamente conto del fattore umano. Dopo un primo stint su gomme usate, Lewis nel secondo stint è riuscito davvero a fare la differenza rispetto ai suoi avversari, sfoderando una guida estremamente pulita e al contempo molto aggressiva.

In particolare Hamilton ha guadagnato tantissimo tempo nelle staccate (fattore ben visibile negli on-board), e nel primo settore.

Confronto fra le velocità massime registrate alla speed trap e la posizione in cui il pilota si è qualificato.

Il grafico con il confronto tra le velocità massime e il risultato in qualifica ci fornisce i primi fondamentali elementi di analisi. In primis si può notare che le Ferrari sono risultate le più veloci, a conferma del tanto discusso alleggerimento aerodinamico attuato dalla casa di Maranello.

A suffragare le capacità della PU Ferrari, la Haas si piazza terza nella classifica delle velocità massime, poco distante dalla Mercedes.

Estremamente bassi i valori segnati dai quattro motorizzati Renault, con la PU Francese che soffre in maniera evidente il confronto con gli avversari in quanto a potenza massima.

Passiamo ora all’analisi vera e propria dei distacchi percentuali e delle velocità massime nei tre settori del circuito. Questa volta la FOM oltre ai tempi nei settori, ha fornito una mappa con la divisione della pista in mini settori, nella quale viene riportato chi sia stato il più veloce nel confronto tra Hamilton (azzurro) e Raikkonen (rosso).

Guardando la mappa dei micro settori si può subito notare che nei rettilinei e in generale nelle zone di minimo allungo, è stata la Ferrari a farla da padrone.

La squadra di Maranello ha lavorato molto sull’efficienza in rettilineo, ottenendo ottimi risultati.

Questa scelta sembra che sia stata dettata dai problemi relativi all’elevato consumo di carburante della PU.

Un evidente (numericamente parlando) alleggerimento aerodinamico, che si è rivelato fondamentale per affrontare una gara dove i team devono usare (secondo le simulazioni) 104 dei 105kg di carburante a bordo.

Chiaramente tutto ciò ha anche delle conseguenze negative che si riflettono nelle velocità di percorrenza in curva e in frenata, portando i piloti a dover frenare leggermente in anticipo.

Dall’analisi dei settori risulta infatti che proprio nella sezione più tecnica del circuito (ovvero il terzo intermedio) la Ferrari ha racimolato il distacco più alto. In particolare dall’analisi degli on-board risulta che tra curva 11 e 12 Raikkonen si sia preso quasi due decimi. Un’eternità, proprio nel veloce cambio di direzione dove lo scorso anno le rosse uscivano 10 km/h più veloci delle Mercedes.

Una spiegazione potrebbe essere il passo più lungo della vettura (anche se non ancora lungo come quello della Mercedes), scelta tecnica con la quale i piloti ma anche i tecnici stessi (nel momento della scelta dell’assetto) possono trovare delle iniziali difficoltà.

In generale la vettura sembra composta e non tendente al sovrasterzo, a differenza della Mercedes, la quale invece fa di uno dei suoi punti di forza l’inserimento in curva. I piloti possono tenere traiettorie molto interne e tagliare i cordoli senza che la macchina salti e si scomponga. Questo è storicamente uno dei vantaggi delle frecce d’argento, sulle quali quest’anno è stata introdotta un’ulteriore evoluzione del terzo elemento idraulico, a differenza della Ferrari che si mantiene su una soluzione più classica a molla.

Analizzando i grafici si nota subito che nel primo settore Hamilton ha fatto davvero la differenza rispetto ad ogni altro pilota, un gap che credo trovi spiegazione solo nelle qualità del pilota.

Passando alla Red Bull invece, saltano subito all’occhio le velocità molto basse in ogni settore, causate dai noti problemi di PU, ma anche dalla volontà del team di mantenere un assetto carico (o almeno così sembra guardando la sezione frontale della vettura).

Rumors parlano di una Red Bull con velocità pari a quelle Mercedes in curva, ma non ci sono ancora i dati per confermare queste voci.

Ad ogni modo, guardando il gap nel terzo settore si può notare che la Red Bull è stata la scuderia che più si è avvicinata alla Mercedes grazie alle sue doti telaistiche e ai suoi eccellenti sforzi di trazione.

Anche la RB14 è una vettura che si può permettere di affrontare i cordoli con aggressività, caratteristica che si sposa perfettamente con lo stile di guida dei suoi due giovani piloti.

Infine una menzione per Haas e Renault che grazie ad un buon pacchetto complessivo sono risultate molto competitive sia in gara che in qualifica.

Spingersi oltre nell’analisi porterebbe a cadere in errori anche banali. Mi riservo dunque di aspettare i prossimi due Gp per trarre qualche conclusione più approfondita.

Passiamo ora alla gara!

Tabella con i componenti della PU usati da ogni pilota.

Punti nel mondiale costruttori.

GRAFICI SULLA GARA (a cura di Niccolò Arnerich)

Fin dalle simulazioni di gara del venerdì, la strategia piú veloce sembrava essere quella ad un solo pit-stop in cui si partiva con la US, gomma usata nella Q2, e si cambiava mescola al 21° passaggio passando alla gomma Soft. Altre strategie, come quella provata dalla RedBull, SS-S, erano di alcuni secondi più lente, ma nel caso del team inglese non sono risultate efficaci per via del traffico.

Simulazioni strategie di gara con i dati del venerdì.

LA STRATEGIA DI GARA
IL PRIMO STINT
Lo start è stato lineare con i piloti nelle prime file che hanno mantenuto le loro posizioni. La Ferrari si è trovata con una chance molto importante fra le mani: giocare con le strategie di Raikkonen e Vettel provando a sopravanzare Hamilton. Gli strateghi della Ferrari, con a capo Inaki Rueda, hanno provato quindi un undercut con Raikkonen e un overcut con Vettel.

L’undercut di Raikkonen non è riuscito poiché il pilota non è stato in grado di “copiare” i tempi della Mercedes di Hamilton, come si nota dal grafico sotto, e quindi al momento del pit-stop, al giro 18, si è trovato ad avere un gap di 3,8 secondi, non sufficiente per stare davanti.

La squadra ha quindi deciso di tenere fuori Vettel e sfruttare magari qualche variabile. Se non fosse accaduto niente, il team gli avrebbe montato la SuperSoft e non la Soft come a Raikkonen per provare qualcosa di differente.

La VSC provocata dallo stop di Grosjean, al giro 26, ha determinato l’entrata di Vettel ai box. Il tedesco è stato perfetto nel limare, durante la VSC, quei decimi utili a uscire davanti a Hamilton perchè la strategia era al limite e l’overcut, molto probabilmente, non avrebbe avuto successo (Vettel era davanti di soli 13 secondi e Hamilton ne aveva già 1,7 s). Durante i giri successivi di SC, Vettel è riuscito a scaldare bene la Soft che ha un range di temperature piu’ alto.

Passo gara nel primo stint ( Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo) con la correzione dell’effetto peso dovuto al consumo di carburante. Correzione effettuata con dati magneti marelli 2017 (praticamente corrispondente ai dati 2018).

Qui sopra il grafico del vero passo gara tenendo conto del Fuel Weight Effect ossia della perdita di peso della vettura a causa del consumo di carburante in gara. In questo modo, togliendo la variabile del consumo di carburante, si evidenzia meglio il reale degrado della gomma durante la gara.

Evoluzione del degrado nel primo stint (Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo). Le linee curve sono le linee di tendenza polinomiali, utili a comprendere meglio l’evoluzione del degrado.

Qui è invece analizzata l’evoluzione del degrado durante la gara. I valori nel grafico sono il gap in secondi tra un giro e il suo precedente.

IL SECONDO STINT
Nel secondo stint Vettel ha dovuto tenere dietro Hamilton e non farsi passare. Seppure il pilota inglese sia stato molte volte in zona DRS e abbia avuto l’autorizzazione dal Team a utilizzare mappature più estreme, non è riuscito a sorpassare la SF71H che si è dimostrata molto competitiva dal punto di vista della velocità massima; oltre che una perfetta gestione della fase di difesa da parte di Vettel.

Hamilton ha poi commesso un errore in curva dovuto probabilmente a un settaggio sbagliato del Brake Balance. Infine la W09 di Hamilton ha avuto problemi di surriscaldamento alla Power Unit, non essendo stata la macchina sviluppata per stare in scia ad un’altra vettura.

A Raikkonen è stato chiesto dal suo nuovo ingegnere Carlo Santi se volesse fare un Free-stop, ossia pittare senza perdere la sua posizione e montare la gomma SS per fare un ultimo stint di gara piú aggressivo, ma l’opzione è stata poi scartata perché reputata incerta.

Passo gara nel secondo stint ( Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo) con la correzione dell’effetto peso dovuto al consumo di carburante. Correzione effettuata con dati magneti marelli 2017(praticamente corrispondente ai dati 2018).


Evoluzione del degrado nel primo stint (Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo). Le linee curve sono le linee di tendenza polinomiali, utili a comprendere meglio l’evoluzione del degrado.

Questo è il grafico del passo gara con la correzione del Fuel Weight Effect. Le linee di tendenza evidenziano il degrado gomma effettivo durante lo stint. Dal grafico si evince come il degrado tra la SF71H e la W09 sia molto simile. Ciò significa che la performance in gara delle due vetture è piuttosto simile.

Grafici sulla gara completa:

Evoluzione del degrado durante la gara (Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo). Le linee curve sono le linee di tendenza polinomiali, utili a comprendere meglio l’evoluzione del degrado.


asso gara ( Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo) con la correzione dell’effetto peso dovuto al consumo di carburante. Correzione effettuata con dati magneti marelli 2017 (praticamente corrispondente ai dati 2018).


Passo gara ( Vettel, Hamilton, Raikkonen e Ricciardo) .


Passo gara (Alonso, Perez, Grosjean e Hulkenberg) con la correzione dell’effetto peso dovuto al consumo di carburante. Correzione effettuata con dati magneti marelli 2017 (praticamente corrispondente ai dati 2018).


Evoluzione del degrado durante la gara (Alonso, Perez, Grosjean e Hulkenberg). Le linee curve sono le linee di tendenza polinomiali, utili a comprendere meglio l’evoluzione del degrado.

Per il momento è tutto. Ci vediamo in Bharain!! 😉

F1 | Melbourne, Leclerc “Esordio positivo”

Esordio positivo per Charles Leclerc al volante della Sauber motorizzata Ferrari. Il monegasco ha chiuso la gara al tredicesimo posto senza commettere errori nonostante un weekend non facile iniziato con pista bagnata e su un tracciato studiato solamente al simulatore.

Ha vinto la sua personale sfida, lasciandosi alle spalle sia la Williams di Lance Stroll (staccato di quasi 2,5 secondi) che la Toro Rosso di Brendon Hartley.

Siamo solamente al primo gran premio, ma il campione in carica della Formula 2 non ha tradito le attese concludendo la prima qualifica a soli 80 centesimi dal ben più esperto compagno di squadra Ericsson, sfiorando la Q2 sfuggita per una sbavatura alla curva 4

Gian Carlo Minardi

F1 | Melbourne, Haas “Risultati favoriti dalla collaborazione con Ferrari”

Insieme alla McLaren sono stati la rivelazione dell’Albert Park. Purtroppo l’ottimo lavoro in qualifica e in gara è stato vanificato da due errori racchiusi in due minuti al pit-stop, anche se questo importante salto in avanti rispetto alla passata stagione è stato possibile grazie ad un’intensificazione della partnership con il reparto corse Ferrari.

Da quest’anno la scuderia americana può contare sulla versione 2018 della power-unit realizzata a Maranello oltre ad un maggior coinvolgimento nella progettazione del telaio, molto simile alla SF71H. Proprio per questo non mi stupiscono questi risultati.

Il sabato Romain Grosjean e Kevin Magnussen avevano piazzato le due Haas in terza fila forti del quinto e sesto miglior tempo, dietro alla Red Bull di Max Verstappen, ma davanti alla Renault di Nico Hulkenberg. Domenica erano in riusciti a fare un ulteriore balzo in avanti sfruttando anche l’errore dell’olandese della Red Bull.

Col doppio ritiro hanno lasciato per strada punti pesanti, ma già in Bahrain avranno occasione del pronto riscatto.

Gian Carlo Minardi

F1 | Melbourne, McLaren “Sorpresa del weekend”

Sono stati la sorpresa in positivo del weekend australiano portando entrambe le vetture in zona punti. Straordinario Fernando Alonso che ha piazzato la sua McLaren in mezzo alle due Red Bull nonostante una vettura inferiore dal punto di vista del telaio.

Erano reduci dai test invernali di Barcellona poco confortanti, ma sono riusciti a fare dei passi in avanti importanti nonostante i grossi problemi di budget. Alonso ha dimostrato di essere ancora un campione con una grande abilità di guida come ha dimostrato durante il regime di VSC in cui è riuscito a fare il grande miracolo “giocando” sulle traiettorie nonostante il limite di velocità da rispettare.

Un risultato e punti che danno ossigeno ad una scuderia in cerca di sponsor il cui settore Automotive, da quanto si apprende, sarebbe in vendita con un gruppo tedesco (BMW) interessato al suo acquisto.

Gian Carlo Minardi

F1 | Melbourne, Red Bull può giocarsela con Ferrari e Mercedes

Weekend dai due volti in casa Red Bull che archivia il Gran Premio di Melbourne col quarto e sesto posto di Daniel Ricciardo e Max Verstappen.

Se l’olandese non è stato esente da errori che ne hanno condizionato il risultato finale, l’australiano si è reso protagonista di una prova solida chiusa alle spalle di Kimi Raikkonen nonostante sia stato costretto a partire dall’ottava posizione per un’eccessiva severità dei commissari nei suoi confronti.

A dimostrazione della competitività della RB14, Daniel Ricciardo ha marchiato anche il giro più veloce della gara scendendo sotto il muro del 1’26 (1’25.945) contro 1’26.373 della Ferrari e 1’26.444 della Mercedes.

Gli uomini di Horner animeranno certamente la lotta a tre con Ferrari e Mercedes.

Gian Carlo Minardi

F1 | Melbourne, Mercedes “La W09 resta la vetture migliore”

Pole position e secondo posto per la Mercedes e Lewis Hamilton che a Melbourne hanno confermato tutta la validità tecnica della W09, sia in termini di potenza che affidabilità, mostrate già a Barcellona. Sono i Campioni del Mondo e sono la vettura di riferimento per tutto il Circus.

Il divario in qualifica tra loro e la Ferrari (6 dec) è reale anche se la domenica diminuisce lievemente, ma sarà una stagione giocata molto sulla strategia e sugli errori. In gara non sono stati perfetti poiché hanno seguito Kimi Raikkonen lasciando libero Sebastian Vettel che ha sfruttato al massimo l’occasione creata col ritiro della Haas trovandosi al colando della corsa. Lewis Hamilton le ha poi provate tutte per cercare il sorpasso ai danni del ferrarista, senza trovare il settaggio ottimale che gli ha permesso di conquistare la pole position, mettendo in mostra anche i limiti del tracciato australiano nonostante le tre zone DRS.

L’errore in qualifica di Bottas ha giocato in modo negativo poiché il britannico si è trovato solo contro i due ferraristi. A Maranello dovranno però stare attenti poiché gli uomini di Toto Wolff non sbaglieranno due volte consecutivamente. In Bahrain, tra dieci giorni, ripartirà la sfida.

Gian Carlo Minardi

F1 | Melbourne, Ferrari: vittoria capolavoro dei box

La Ferrari, con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, ha inaugurato il Mondiale nel migliore dei modi facendo (quasi) bottino pieno, grazie ad un primo e terzo posto. In Bahrain, tra dieci giorni, si presenteranno in vetta ad entrambe le classifiche. Una bella iniezione di fiducia.

Una vittoria che è stata certamente frutto di un capolavoro del muretto box, coadiuvato da un pizzico di fortuna dovuto alla débâcle Haas. Dal canto suo Vettel è stato abilissimo a sfruttare ogni centimetro delle traiettorie durante il regime di VSC dando il massimo in corsia di box dov’è permessa una velocità maggiore (su questo punto del regolamento ci sarebbe da discutere).

Weekend positivo anche per Kimi Raikkonen che si è trascinato dietro Lewis Hamilton facendogli perdere il contatto col tedesco. Il finlandese è partito col piede giusto e auspichiamoci che durante il campionato non abbia più quegli alti e bassi che hanno condizionato le ultime stagioni poiché la Ferrari, per provare a vincere il mondiale, avrà bisogno anche di lui. A Melbourne abbiamo visto quanto le strategie siano fondamentali, al di la della competitività della vettura.

Gian Carlo Minardi

F1 | Minardi “Ferrari e Red Bull a caccia della Mercedes”

La Ferrari ha salutato i test spagnoli in vetta alla classifica con entrambi i suoi piloti, forte del nuovo record segnato da Sebastian Vettel con le hypersoft (1:17.182) seguito a 39 millesimi da Kimi Raikkonen (1:17:221) con 929 giri all’attivo e 4324 chilometri coperti durante gli otto giorni di test.

Al terzo posto chiude la McLaren-Renault di Fernando Alonso che proprio nell’ultima giornata ha piazzato la zampata scendendo sotto il muro dell’ 1:18 con le mescole Pirelli più morbide (1:17:784) davanti a Daniel Ricciardo (1:18.047) che con la Red Bull ha coperto 1694 km, che salgono complessivamente a 3644 col lavoro di Max Verstappen.

Bisogna scendere solamente all’ottavo posto per trovare la prima Mercedes W09. Lewis Hamilton non è andato oltre 1:18.400 con le ultrasoft coprendo un complessivo di 456 tornate e 2123 chilometri (4842 km in totale insieme a Bottas)

E’ una classifica che non rispecchia le forze in campo, anche se emerge la buona affidabilità raggiunta da parte di quasi tutti i team e un compattamento dei riscontri cronometrici. Nonostante i tempi segnati dalla Ferrari, le dichiarazioni rilasciate da Mario Isola relativamente al gap tra le varie mescole unitamente al programma di lavoro portato avanti da Hamilton e Bottas (che hanno girato prevalentemente con le gomme Medium), evidenziano che la Mercedes abbia nuovamente una marcia in più rispetto al gruppo. Bisognerà tenere d’occhio anche la Red Bull, che a mio avviso non ha svelato completamente il potenziale. Ci sarà un testa a testa con la Ferrari” commenta Gian Carlo Minardi

TORO ROSSO la sorpresa. MCLAREN e SAUBER le delusioni
Tra meno di due settimane a Melbourne le scuderie saranno chiamate a scoprire le carte e avremo un primo quadro della situazione più delineato” prosegue il manager faentino che si dice sorpreso dalla Toro Rosso per i numerosi chilometri portati a termine coi suoi due piloti, ma deluso dalla McLaren e Sauber “Nonostante le temperature non certo elevate in casa McLaren hanno avuto diversi problemi di surriscaldamento arrivando a cambiare anche due unità motrici. Dopo gli avvicendamenti in casa Sauber con l’innesto di nuovi tecnici e l’arrivo della PU Ferrari 2018 mi aspettavo un distacco minore

LE POWER UNIT: STRATEGIA NELLA STRATEGIA
Prima di concludere il suo intervento, il manager faentino pone l’attenzione anche su un altro aspetto che avrà un ruolo importante nella stagione “Oltre alle strategie legate alle mescole e ai consumi, sarà interessante seguire i movimenti dei motori. Diversi team potranno arrivare ad usare uno o più unità rispetto alle tre consentite dai regolamenti per ciascun pilota – incappando certamente in penalità – ma poter sfruttare al meglio un motore vuol dire avere più potenza a disposizione” conclude Minardi.

F1 | Gian Carlo Minardi “Mercedes senza rivali. A Barcellona può girare in 1.16”

A Barcellona sono andati in archivio anche gli ultimi quattro giorni di test. Per fortuna, a differenza della settimana precedente, il clima è stato decisamente più clemente permettendo ai piloti di coprire un gran numero di chilometri. Il dato più importante che salta all’occhio è proprio l’affidabilità raggiunta dai team – ad eccezione della McLaren – e dal compattamento del gruppo. Si prospetta un inizio di stagione con qualche cambiamento sulla griglia.

La sorpresa più importane arriva dalla Toro Rosso che, lasciando da parte i riscontri cronometrici, ha coperto molti giri a dimostrazione che il connubio telaio-motore Honda funziona. Riscontri positivi sono arrivati anche dal fronte della Renault. Hulkenberg e Sainz hanno messo a segno prestazioni interessanti preparandosi a compiere un bel balzo in avanti in classifica.

Impressionante il passo di Hamilton e Bottas al volante della Mercedes che hanno lavorato principalmente con le mescole Medium. Nella sola giornata conclusiva hanno superato le 200 tornate arrivando a coprire la distanza di quasi un’intera stagione nelle due sessioni ( 4.841km).

Stando alle indicazioni fornite dalla Pirelli possiamo avere un indicazione del potenziale delle vetture, anche se resta l’incognita del quantitativo di benzina a bordo. Il fornitore ha dichiarato un gap tra le Hypersoft e le Medium di 2”5 (Medium-Soft 0,8 dec –> Soft-Supersoft 0,4 dec –> Superfoft-Ultrasoft 0,6dec –> Ultrasoft-Hypersoft 0,7). Sulla base dell’ 1’18”8 segnato da Bottas con le Medium, la W09 potrebbe fermare il cronometro ad 1.16 basso, contro l’ 1’17”1 segnato da Vettel e 1’17”2 da Raikkonen con le mescole rosa. In questo gioco dei numeri bisogna tenere in forte considerazione anche alla Red Bull.

Tra quindici giorni a Melbourne i team saranno costretti a scoprire le carte e il mosaico coi distacchi reali verrà fuori. Sarà una stagione intensa e molto tattica non solamente sulle gomme, ma anche sulla gestione delle power unit. Qualcuno potrebbe sacrificare dei posti sulla griglia, pagando penalizzazione per l’utilizzo di un numero maggiore di power-unit rispetto alle tre unità previste da regolamento.

Discorso a parte lo merita la McLaren che nonostante le temperature miti, ha accusato diversi problemi di surriscaldamento arrivando a sostituire due power unit. Il crono di 1’17”7 segnato da Fernando Alonso è un buon tempo, ma arrivato quasi certamente con poco carico di benzina a bordo e un motore fresco. Segnali poco felici anche in casa Williams dove per il momento i due giovani non stanno dando le risposte che il team si aspetta con Sirotkin che sta mettendo pressione a Stroll, anche se Robert Kubica si sta dimostrando il più performante dei tre. Rispetto alle ultime due stagioni la Force India sembra in ritardo, mentre dalla Sauber non sono arrivati quei segnali di ripresa che ci poteva aspettare dopo un 2017 disastroso.

Gian Carlo Minardi

Test Barcellona, domani si accendono i riflettori sulla stagione 2018

Tradizione confermata. Anche quest’anno sarà il tracciato di Montmelò a battezzare le nuove monoposto che hanno visto la luce nei giorni scorsi (ad eccezione della Force India). Si partirà lunedì 26 con il primo dei due turni di test collettivi, composto ciascuno da quattro giorni (dal 26 al 1 marzo e 6-9 marzo), prima della partenza verso il primo gran premio della stagione in Australia sul circuito cittadino di Melbourne.

Team e piloti saranno chiamati ad una grande mole di lavoro il cui obiettivo principale sarà la raccolta del maggior numero di dati sia sul fronte aerodinamico (raffrontandoli con quanto rilasciato dalla galleria del vento e dal simulatore), ma anche sul comportamento delle nuove mescole Pirelli, testando l’affidabilità legata alle power-unit chiamate a sopportare un lungo chilometraggio pari a sette gran premi per unità (per non incappare in penalizzazioni). Il circuito è stato recentemente riasfaltato e la posa del nuovo manto renderà più difficile il raffronto coi tempi della passata stagione.

Stando a quanto indicato dalle previsioni meteo, saranno quattro giorni condizionati dalla pioggia e dal freddo (temperature comprese tra i 2 e i 6°C). Se per il momento il pericolo neve sembra scongiurato, il lavoro delle squadre di Formula 1 al Montmelò sarà accompagnato da pista bagnata nelle giornate di martedì e mercoledì mentre per l’ultima sessione si prospetta una giornata soleggiata con temperature intorno ai 10°C

In casa Ferrari sarà Kimi Raikkonen a portare al debutto la SF71-H lasciando il volante a Sebastain Vettel nelle giornate di martedì e giovedì (il finlandese tornerà al lavoro mercoledì), mentre in casa Red Bull toccherà nuovamente a Daniel Ricciardo calarsi nell’abitacolo della RB14 dopo lo sfortunato filming day a Silverstone concluso con un’ uscita di pista. L’australiano sarà in pista anche nella giornata di mercoledì 28, mentre Max Verstappen proseguirà il lavoro tra martedì e giovedì.

Fernando Alonso inizierà il programma di test della McLaren calandosi nell’abitacolo della MCL33 motorizzata Renault nella prima giornata dei test di Barcellona, mentre Stoffel Vandoorne dovrà attendere il giorno successivo per iniziare a prendere le misure alla sua nuova vettura arancio-blu.

In attesa che la Mercedes ufficializzi il programma di lavoro coi suoi piloti, la Williams ha optato per una vera e propria staffetta. Lance Stroll e Sergey Sirotkin (al suo debutto in F1) si alterneranno al volante della FW41 scendendo in pista mezza giornata a testa. In questa rotazione ci sarà spazio anche per Robert Kubica, che quest’anno ricoprirà il ruolo di collaudatore. Il driver polacco, oltre ad aver effettuato il primo shakedown della vettura ad Aragon, scenderà in pista a Barcellona nel pomeriggio di martedì 26 e mercoledì 27.

Occhi puntati anche verso la Force India, vera rivelazione delle ultime due stagioni concluse col quarto posto. Nonostante non abbia ancora fissato la data per la sua presentazione, ha ufficializzato il programma legati ai suoi piloti a Barcellona. Nella prima quattro giorni di test saranno impegnati tutti i piloti sotto contratto e il debutto sarà affidato a Nikita Mazepin, mentre i titolari Esteban Ocon ed Sergio Perez entreranno in azione il secondo e terzo giorno. Nicholas Latifi chiuderà il programma.

Nell’arco delle quattro giornate Brendon Hartley e Pierre Gasly si alterneranno al volante della STR13 motorizzata Honda e ad aprire le danze sarà il neozelandese. La presentazione ufficiale della nuova vettura è fissata per domani (lunedì 26) direttamente in pit-lane pochi minuti prima dell’inizio della sessione, anche se un’anteprima ci è stata regalata proprio dal team durante il shakedown a Misano.

Dopo aver sfruttato nella giornata di giovedì i 100 km concessi dal regolamento per il filming day, Marcus Ericsson porterà al debutto ufficiale l’Alfa Romeo Sauber C37 nella giornata di lunedì. Lo svedese sarà al volante anche mercoledì 28, mentre martedì e giovedì il lavoro sarà svolto dal Campione della Formula 2 e debuttante Charles Leclerc. Il team di Hinwil lavorerà per provare a cancellare velocemente la deludente stagione passata chiusa all’ultimo posto. Romain Grosjean e Kevin Magnussen si alterneranno al volante della Haas col transalpino chiamato ad aprire le danze.

Occhi puntati anche verso la Renault R.S.18. Dopo la pubblicazione delle immagini da parte del team, il managing director Cyril Abiteboul ha già dichiarato che quanto visto non rispecchia le reali forme della nuova monoposto, bensì solamente la nuova livrea. Non ci resta che attendere i primi giri di pista.

CASA MINARDI | Il bel tempo si vede dal mattino

 

Lunedì si accenderanno ufficialmente i riflettori sul mondiale 2018 di Formula 1 con primi quattro (di otto) giorni di test sulla pista di Barcellona che anticiperanno il Gran Premio di Melbourne. In questi giorni abbiamo avuto un primo assaggio (virtuale) con la presentazione delle prime vetture. Haas, Williams, Red Bull, Sauber e Renault hanno fatto cadere i veli mostrando le nuove linee e soprattutto, le nuove livree che andranno a colorare la griglia di partenza dei 21 gran premi, in attesa di Mercedes e Ferrari che si mostreranno domani (giovedì 22 febbraio).

Ci aspetta una stagione impegnativa caratterizzata dalla novità Halo (oltre ai soli tre motori per pilota) che ha impegnato non poco i team nella progettazione e nel collaudo delle scocche. Halo ha cambiato la filosofia e la fisionomia delle monoposto poiché trovandosi davanti alla testa del pilota, e in una posizione alta della vettura, ha modificato il baricentro delle vetture costringendo gli ingegneri a rivedere la distribuzione dei pesi.

Dalle foto che ho potuto vedere le vetture sono molto belle con soluzioni tecnologiche interessanti e livree accattivanti. Aspetto con grande curiosità questi primi test al Montmelò per carpire quali potrebbero essere i valori in campo. Il bel tempo di vede dal mattino

Gian Carlo Minardi

*Il video è stato registrato nella giornata di martedì 20 febbraio