L’annosa questione dei motori

La scorsa stagione non sarà ricordata solamente per il dominio Mercedes e per il terzo titolo mondiale di Lewis Hamilton, ma anche per la forte diatriba legata alla fornitura delle Power-Unit, con protagonisti gli uomini della Red Bull.

Dopo aver aspramente criticato la Renault, Horner & C. avevano bussato alla porta di Mercedes e Ferrari, ricevendo però in cambio una fornitura datata di un anno, oltre che il “benservito” da parte dello stesso presidente Carlos Ghosn. Una soluzione insostenibile per un team i cui intenti sono quelli di vittoria, dopo aver dominato la scena per quattro stagioni consecutive, con gli ultimi due anni lontani dalle posizioni di vertice. Come sappiamo, dopo un tira e molla, è tornata la pace (pagata a peso d’oro) tra i “bibitari” e il costruttore transalpino. Situazione diversa per la Toro Rosso che tornerà ad ospitare il Ferrari, con fornitura 2015 grazie ad una deroga “La fornitura delle motorizzazioni clienti è una situazione che conosco fin troppo bene. Escludendo la parentesi “Motori Moderni” in cui ci trovammo a combattere, con un motore privato costruito e sviluppato da zero, contro case automobilistiche ufficiali del calibro di Ferrari, Honda e BMW, dal 1988 in avanti abbiamo sempre avuto propulsori clienti che pagano almeno 70-80 CV” ricorda Gian Carlo Minardi

“Anche nel 1991, coi motori Ferrari, eravamo tre step indietro. In quegli anni, inoltre, a fare la grande differenza erano anche la benzina e i lubrificanti. Per anni ci siamo battuti affinché i costruttori fornissero a tutti le stese motorizzazioni” Praticamente come succede da qualche anno, salvo deroghe “Prima dell’introduzione delle PU, l’utilizzo delle medesime motorizzazioni aveva portato ad un livellamento delle prestazioni, e anche i team privati potevano togliersi grandi soddisfazioni, come la Brawn Gp ci ha fatto vedere” prosegue il manager faentino “Con piacere però, nonostante i motori clienti, ci siamo tolti delle soddisfazioni” come la prima fila conquistata da Martini nel 1990 durante le qualifiche a Phoenix, il quarto posto di Estoril e il quinto di Webber nel 2002 a Melbourne che piazzò la sua Minardi PS02 davanti alla Toyota nonostante un Asiatech “In alcune occasioni, con motorizzazioni ufficiali, avremo potuto essere molto competitivi”

Pronti a partire

Anche se i motori sono ancora spenti, la stagione 2016 del Mondiale di Formula 1 entra nel vivo, in preparazione del primo test collettivo del 22 febbraio in Spagna. Il team di Gene Haas ha tagliato il primo traguardo verso Melbourne, con l’esito positivo del crash-test. “Tutte le scuderia stanno lavorando alacremente per portare in pista la nuova vettura per i test spagnoli, programmando anche gli sviluppi in vista del gran premio di Melbourne.

Diversamente da quanto succedeva anni addietro, per partecipare ai test colletti è fondamentale avere l’omologazione FIA della scocca superando tutti le verifiche” analizza Gian Carlo Minardi “stando nel limite del peso consentito dai regolamenti. Nella mia storia solo in una circostanza non superammo le verifiche al primo tentativo. Era il 1991 e, per un errore di valutazione, durante la prova di decelerazione si ruppe il “poggia-schiena” dov’era alloggiato il serbatoio. Questo problema ci rallentò non poco, ma riuscimmo a limitare i danni poiché in quegli anni l’omologazione per correre doveva arrivare prima del week-end inaugurale della stagione. Oggi non è più così. Per questo è un traguardo importante”

In quanto matricola, il team americano sarà l’osservato speciale “Debuttare con un calendario di 21 gare non è cosa facile, sia sotto l’aspetto economico che logistico. Hanno attinto energie da uomini con esperienza in F1 e, da quello che si legge, vogliono estremizzare l’organizzazione con al massimo 200 persone. Questa gestione mi trova d’accordo, poiché sono contrario ad organici formati da 400-500 o 1000 persone, per costruire due vetture”

Nelle settimane scorse Gian Carlo Minardi è stato ospite della Toro Rosso, tornando per un attimo a “casa”, in via Spallanzani “Ho potuto visitare i nuovi stabilimenti e mi ha fatto piacere vedere la loro organizzazione. Sono convinto che, grazie al motore Ferrari, potranno fare un salto in avanti sul fronte dell’affidabilità, il vero tallone d’Achille della stagione passata. Gli sono mancati circa 60-70 punti dovuti, soprattutto ai ritiri di Carlos Sainz nei giri finali per problemi” conclude il manager faentino

F1 – Botti di fine anno. Alonso verso Enstone?

“Sono allucinato quando sento Horner dichiarare apertamente che il dominio Mercedes va calmierato poiché offusca l’interesse della Formula 1, oppure un Boullier dire che il Circus è solo per chi se la può permettere. Vorrei ricordare a questi “santoni del Motor-Sport”, che non si lamentavano quando la Red Bull ha dominato la scena per quattro anni consecutivamente (la Mercedes è alla sua seconda stagione) e che senza le difficoltà della piccola Manor, la McLaren si sarebbe trovata all’ultimo posto” commenta Gian Carlo Minardi al sitowww.minardi.it ricordando che, da sempre, il Mondiale è fatto di cicli.

La storia racconta di domini targati Williams, McLaren e Ferrari fino ad arrivare a Red Bull e Mercedes “Fin tanto che i piccoli team hanno chiuso la griglia di partenza, i grandi costruttori animavano la scena. Appena si sono trovate in fondo alla schieramento, per la chiusura dei piccoli team o perché gli stessi indovinavano l’assetto in una gara, sono scappate a gambe elevate, vedi Toyota, BMW, Jaguard e Honda. Sentendo queste esternazioni ho l’impressione che la F1 non sia gestita da grandi professionisti” prosegue il manager faentino che sottolinea l’importanza di intervenire sui regolamenti per dare una stabilità che permetta a tutti di correre, favorendo un’equità nella distribuzione dei premi “E’ allucinante spendere oltre 400 milioni e avere un team di 1000 persone per costruire 2 macchine. Così come è pazzesco pagare 25 milioni le Power-Unit, quando solamente qualche anno fa i propulsori costavano 5-6 milioni. 20 milioni, oggi, fanno la differenza e sono difficili da reperire sul mercato” Stando ai numeri, la F1 oggi non è quel grande investimento come lo poteva essere negli anni ’90 quando garantiva all’azienda un ritorno economico senza pari “Con progetti chiari e tutti liberi di “creare” si potrebbero trovare soluzioni innovative. Gli stessi piccoli team potrebbero portare in pista soluzioni geniali”

Chiacchiere che distraggono l’attenzione dai movimenti nel dietro le quinte, che riguardano in particolar modo una Renault molto attiva sul mercato. “Con l’acquisto della Lotus e il ritorno come Costruttore, i transalpini hanno tutto l’interesse di rinforzarsi in ogni reparto. Sono in cerca di risorse umane, tecnici e piloti. Il presidente Carlos Ghosn, sta lavorando per strappare Fernando Alonso alla Honda” Per lo spagnolo si tratterebbe del terzo ritorno ad Enstone. Nonostante le conferme ricevute nelle settimane passate, Pastor Maldonado e Jolyon Palmer non dormiranno sonni tranquilli “Maldonado può contare sui capitali venezuelani che fanno comodo al team. Più complicata la situazione per Palmer. Le informazioni che mi arrivano dalla Francia confermano questa strada, anche se non è di facile risoluzione. Sul fronte Management la Renault, come voci ci confermano, sembra voler puntare su Alain Prost come Team Principal” Il quattro volte Campione del Mondo con McLaren e Williamks avrà importanti incarichi all’interno del team, senza essere azionista, come succede in casa Mercedes con Toto Wolff

F1 – Pagelle di fine anno: PILOTI

Dopo aver analizzato la stagione dei team, passiamo a dare i voti ai piloti. I primi dieci posti sono occupati, a coppie, dai primi cinque team con due Mercedes, due Ferrari, due Williams, due Red Bull e due Force India, con le sorprese di Kvjat davanti a Ricciardo e Perez davanti a quello che doveva essere la rivelazione, Hulkenberg. In casa Williams il finlandese Bottas non ha stracciato il “nonno” Massa.

Anche in questo caso il primo della classe non può che essere un pilota Mercedes, nonché Campione del Mondo per la terza volta

Lewis Hamilton – 9 come per la Mercedes, non merita il voto pieno. Dopo aver gestito il campionato magistralmente, con la conquista del titolo si è rilassato

Sebastian Vettel – 8,5 oltre alle tre vittorie e ai numerosi podi, ha portato alla Ferrari serenità, sfruttando ogni occasione

Nico Rosberg – 8 soprattutto per le ultime sei gare, poiché la prima parte di campionato sarebbe stata da 6. Ha dimostrato di essere un bel pilota. Il suo talento è importante anche per lo spettacolo

Felipe Massa e Valtteri Bottas – 7,5 in diverse occasioni hanno lottato con una macchina in seria difficoltà. Sulla carta Bottas avrebbe dovuto stracciare Massa, ma il brasiliano si è difeso con le unghie

Sergio Perez – 7,5 stagione in crescendo, con risultati importanti. Ha dato una bella svolta alla sua carriera avendo la meglio sul compagno di box, vincitore della 24 ore di Le Mans

Max Verstappen e Carlos Sainz – 7 hanno confermato di essere i due migliore debuttanti, con un potenziale enorme. Per il binomio Toro Rosso- Ferrari sono certamente di buon auspicio. Superati i problemi di affidabilità, potranno portare tanti punti

Kimi Raikkonen – 6 perché gli vogliamo bene, sperando possa trovare gli stimoli per fare una buona stagione. Il 2016 potrebbe essere la sua ultima occasione in F1

F1 – Pagelle di fine anno: TEAM

In questi ultimi giorni del 2015, e in attesa di abbracciare il nuovo anno, insieme a Gian Carlo Minardi abbiamo voluto dare i voti ai protagonisti del Mondiale di Formula 1, concluso col dominio Mercedes. Iniziamo oggi con le scuderie.

Il voto più alto non può che andare a:

MERCEDES  – 9 meritano il voto più alto della classe poiché hanno sbaragliato la concorrenza, ma i tre “regali” fatti alla Ferrari gli negano il 10.

FERRARI – 8 hanno fatto veramente molto per avvicinarsi alle Frecce d’Argento, anche se la strada è ancora lunga. Tre successi stagionali e i numerosi podi forse erano un risultato insperato all’inizio dell’anno. Vettel, Raikkonen e tutto il team sono stati bravissimi a mettersi dietro la concorrenza riconquistando il secondo posto tra i Costruttori

WILLIAMS – 7,5 per il terzo posto in classifica, anche se meriterebbero qualcosa in meno visto il passo indietro rispetto al 2014. Fa un po’ parte del sistema inglese e, specilamente, della Williams. Dopo una stagione positiva con cui hanno ripianato i conti, con il minimo sforzo si sono conquistati il terzo gradino del podio, salvaguardando anche il portafoglio.

FORCE INDIA – 7,5 autori di un campionato fantastico, concluso col quinto posto. Contrariamente alla storicità di un “piccolo” team, hanno chiuso la stagione in crescendo, sicuramente un segnale positivo sia per Perez che Hulkenberg in vista del 2016

RED BULL e TORO ROSSO – 7  l’affidabilità sul fronte del motore e i problemi di telaio hanno limitato Verstappen e Sainz. Diversamente avrebbero potuto superare in classifica la Lotus. In Red Bull Racing invece hanno pagato a caro prezzo l’arroganza e la lingua lunga. Il loro atteggiamento gli é costato ben di più di quanto hanno potuto guadagnare dal quarto posto mondiale. Spero per loro che possano essere aiutati dalla Renault e risalire la china, ma certamente devono cambiare il modo di approcciarsi a questo sport, che non è solo business

LOTUS – 7 per tutte le disavventure affrontate, pur di arrivare a fine stagione. Per loro fortuna è arrivato il salvataggio da parte di Renault. Un voto sia per il sesto posto tra i Costruttori, insperato, sia per aver reagito ai momento più difficili. Lavorare con l’assillo dei giudici e dei sequestri non è certamente facile

SAUBER – 6 di affetto. Erano partiti bene, ma purtroppo si sono persi. Mai incisivi

MCLAREN – 4 forse più per colpa della Honda. Speriamo che l’inverno possa portate consigli, anche se la strada è certamente in salita

MANOR – NC hanno trovato gli stimoli per resistere. Essendoci solamente 10 team iscritti, anche loro si sono aggiudicati una fetta dei diritti televisivi per la prossima stagione

 

Tre motori a pilota? Minardi “Un bel vantaggio per Mercedes”

Per la Formula 1 questo è il momento apparentemente più silenzioso. I motori sono spenti e le squadre esterne in vacanza per ricaricare le batterie, ma nelle factory ferve il lavoro per progettare e realizzare le vetture 2016

“I team stanno terminando la prima scocca con cui affronteranno i crash –test imposti dalla FIA per l’omologazione di tutte le componenti in vista dei primi test di fine febbraio” commenta Gian Carlo Minardi, interpellato da www.minardi.it “Da una parte abbiamo una Mercedes che passa da una festa all’altra per celebrare al meglio il duplice successo, con l’altra faccia del Circus impegnata a recuperare il gap tecnico. Poi c’è Haas, new-enty che deve preparare tutto dalla A alla Z. Sono chiamati ad un grande sforzo poiché debuttare con un calendario di 21 appuntamenti non è facile” prosegue il manager faentino

La mente però è proiettata molto avanti nel tempo. Per il 2018 si parla di portare il numero delle Power Unit, per pilota, solamente a tre, con l’intento di contenere i costi “Per abbattere realmente i costi di queste motorizzazioni, le case costruttrici non dovrebbero dirottare i costi di sviluppo e progettazione sui clienti, ma investire direttamente loro. Arrivare a tre PU per pilota/stagione è una strada percorribile, anche se molto preoccupante. Mercedes, sia col suo team che coi clienti, è stata in grado di coprire l’intera stagione stando all’interno dei regolamenti, senza subire penalizzazione. Nessun altro costruttore ha raggiunto questo strabiliante risultante”

Nella prossima stagione, gli osservati speciali sotto questo fronte saranno Honda e Renault “Mentre il costruttore transalpino sembra voler cambiare decimante passo con idee e progetti ben chiari e delineati, vedo più in salita il percorso dei giapponesi”. Renault, oltre che fornitore della Red Bull Racing, tornerà in prima linea come costruttore dopo l’acquisizione della Lotus “In aggiunta hanno acquistato know-how in giro con il chiaro intento di risalire la china. Più complicata mi pare la situazione in casa Honda. La parte elettrica è stato il vero tallone d’Achille. Mentre la Mercedes riesce a sfruttarla per oltre un minuto, i giapponesi stentano ad arrivare a 30” con gravi ripercussioni sul tempo. Lo si nota nel T2 e, soprattutto, T3. Su questo fronte le batterie McLaren non sono state all’altezza. Anche i giapponesi stanno facendo “shopping” in Europa” conclude Gian Carlo Minardi di ritorno dalla riunione ACI

F1 – Road to…. 2016: Pirelli annuncia le mescole

Coi motori spenti e i team impegnati nella realizzazione delle nuove monoposto, la Pirelli ha annunciato le mescole e i set obbligatori per i primi tre Gran Premio del Mondiale, che scatterà in Australia a Melbourne il 20 marzo per poi proseguire in Bahrain e Cina

Per i primi tre, dei ventuno appuntamenti inseriti in calendario, la casa milanese porterà le mescole Medium (bianco) Soft (giallo) e SuperSoft (rosso). Gli pneumatici assegnati per la gara sono Medium e Soft, mentre per la Q3 le SuperSoft

Alfa Romeo prepara il ritorno. Minardi “Sarebbe fantastico”

Le dichiarazione del Presidente Ferrari, Sergio Marchionne, durante la conferenza stampa di fine anno sul possibile ritorno alle competizioni del marchio Alfa Romeo non sono passate certamente inosservate, riaccendendo la passione dei tifosi.

Il “Biscione” ha un passato glorioso nel Motor-Sport, dal Mondiale di F1 al Turismo coi successi targati Nicola Larini nel DTM degli anni ’90 “Erano gli anni d’oro del Motor-Sport italiano, in cui il gruppo torinese era impegnato su tutti i fronti: dalla F1 con Ferrari, Rally e prototipi con Lancia e Turismo con Alfa Romeo, senza dimenticare Maserati” commenta Gian Carlo Minardi, interpellato da Minardi.it sul possibile ritorno alle competizioni “Sarebbe certamente fantastico e una notizia molto importante. Continuo a sostenere che lo Sport sia il miglior veicolo di promozione. Anche i giovani più “distratti” ricordano ancora oggi i successi della Lancia con la Delta nel mondiale Rally o i sigilli di Nicola Larini al volante della 155. Grazie a questi programmi, i nostri ragazzi trovavano poi uno sbocco verso il professionismo. I vari Larini, Nannini e Patrese sono frutto di quelle esperienze. Un ritorno alle competizioni dell’Alfa Romeo lo potrei leggere solamente in modo positivo”

Nei mesi scorsi è stata lanciata l’ultima creatura, la Giulia, che entrerà sul mercato a partire dal 2016. Insieme alla Ferrari, il gruppo torinese sta conquistando la scena con Abarth, grazie alla partnership con la Formula 4, che ha visto il suo debutto mondiale proprio in Italia due anni fa, con un progetto made in Italy grazie al telaio Tatuus e alle gomme Pirelli “Come ACI siamo stati i primi al mondo a credere nel progetto FIA legato alla nuova Formula 4, dando vita ad un prodotto molto forte. Ad oggi la F4 è il campionato numericamente più importante e i dati per il 2016 sono strabilianti.  Abarth è un marchio che attira attenzione, tant’è che in Germania la F4 nazionale è l’unica competizione con un gruppo non tedesco. Dobbiamo esserne orgogliosi” conclude il manager faentino

 

Casco d’Oro per Gian Carlo Minardi

“Sono veramente onorato di aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento. Uno su tutti, voglio ringraziare il direttore di Autosprint Alberto Sabbatini” sono le prime parole di Gian Carlo Minardi, premiato col Casco d’Oro Autosprint  per la sua carriera e il suo impegno nel Motorsport col Minardi Team F1

“Dopo aver accompagnato su questo palcoscenico tanti giovani piloti che hanno corso con me, sono contento di averlo ricevuto anche io, in un’occasione importante come il cinquantesimo anno e in mezzo a tanti nomi di spicco che hanno scritto veramente la storia dell’automobilismo come il Presidente Luca Cordero di Montezemolo, Mario Andretti e Marco Tronchetti Provera, insieme alle nuove leve come Luca Ghiotto, Antonio Giovinazzi, Riccardo Agostini” 

Con piacere vi segnaliamo anche il premio ad Alessandro Nannini, che proprio qualche giorno fa abbiamo incontrato per una piacevole chiacchierata

F1 – Le power-unit 2016

Il mosaico “propulsori 2016” è finalmente concluso. Red Bull Racing e Renault proseguiranno la loro collaborazione anche nella prossima stagione, anche le se le power-unit di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat saranno marchiate Tag Heuer, nuovo partner soffiato alla McLaren. Per uno sponsor che arriva, un altro cambia aria. Infiniti non sarà più tittle sponsor del team diretto da Christian Horner.

La Scuderia Toro Rosso si prepara a riabbracciare i propulsori Ferrari 2015, dopo due anni di lontananza da Faenza e grazie alla deroga concessa dal Consiglio Mondiale della FIA. Gli uomini di Franz Tost si uniscono alla Sauber e alla new-entry Haas, prendendo il posto della piccola Manor passata sotto l’ala protettrice della Mercedes. Partnership confermata con la solida PU tedesca per Williams e Force India

Il 2016 vedrà il ritorno della Renault come costruttore, avendo rilevato la struttura di Enstone della Lotus F1 Team. Come dichiarato dalla stesso presidente Carlos Ghosn il Costruttore francese aveva solamente due strade: “abbandonare il Circus oppure tornare al 100% come costruttore” In casa McLaren, insieme a Honda sono pronti e cancellare un 2015 deludente sotto tutti gli aspetti. Dopo la visita alla factory di Woking Fernando Alonso ha dichiarato di essere fiducioso e di voler puntare al podio

Power Unit 2016:

MERCEDES – Mercedes, Williams, Force India, Manor

FERRARI – Ferrari, Sauber, Scuderia Toro Rosso, Haas

RENAULT – Renault, Red Bull Racing (marchiata Tag Heuer)

HONDA – McLaren

Gian Carlo Minardi “ACI Team Italia Velocità promosso”

Al Yas Marina Circuit non è calato solamente il sipario sul campionato del Mondiale di F1, ma è stato teatro anche dell’ultimo appuntamento per i campionati di Gp2 e Gp3 e della prima stagione dell’ACI Team Italia Velocità, coi suoi due alfieri Raffaele Marciello e Luca Ghiotto al volante delle vetture Trident.

Raffaele Marciello ha chiuso una stagione altalenante nel campionato propedeutico alla Formula 1 con un importante secondo posto in gara-1 ed un bottino complessivo di 110 punti, che gli sono valsi il settimo posto in classifica. Luca Ghiotto si è visto scivolare dalle mani il titolo GP3 proprio all’ultima gara dopo aver guidato la classifica per buona parte della stagione e cinque vittorie. Alla prima stagione completa, il 19enne di Arzignano ha saputo mettersi in evidenza dando vita ad un bel duello con Ocon, attirando su di sè l’attenzione dei Team Principal del Circus.

“Come ACI Team Italia è stato un anno molto positivo con piloti che arrivano dalla filiera della Scuola Federale e in collaborazione con FDA. Sia Marciello che Ghiotto hanno saputo mettersi in evidenza nei rispettivi campionati. Se Raffaele ha chiuso una stagione non facile col secondo posto in gara-1, per Luca è arrivata la delusione per veder visto sfuggire il titolo proprio sul finale. Due/tre errori in partenza gli sono stati fatali, compromettendo una stagione che era stata decisamente a suo vantaggio” commenta Gian Carlo Minardi “In termini di vittorie (ben cinque) è stato superiore ad Ocon , che però ha dalla sua una costanza maggiore” prosegue il manager faentino “Non voglio dimenticare il secondo posto di Antonio Giovinazzi nel FIA F3 European e la stagione di Antonio Fuoco, già in orbita Ferrari con FDA. Ora inizieremo a lavorare in ottica 2016 con l’obiettivo di valorizzare i giovani che arrivano dal kart, supportando chi vorrà fare il salto verso il professionismo”

F1 – Gp Abu Dhabi: PAGELLE

E’ calato il sipario sul Mondiale e con Gian Carlo Minardi andiamo a dare i voti ai protagonisti del Gran Premio di Abu Dhabi

Nico Rosberg – 9 fine settimana perfetto che ha aspettato il momento opportuno per piazzare la sesta pole position consecutiva, chiudendo la stagione con una gara perfetto. Resto frastornato da questa metamorfosi di fine stagione. Per l’automobilismo sarebbe bellissimo avere una lotta in famiglia per tutta la stagione

Sergio Perez – 8 bisogna premiarlo in quanto ha avuto una maturazione importante nell’arco di tutta la stagione, lasciandosi dietro Nico Hulkengerg, considerato il pilota emergente di questa Force India. Ha portato il maggior numero di punti valorizzando se stesso e il suo team.

Kimi Raikkonen – 7 finalmente è riuscito a valorizzare quanto aveva a disposizione, senza fare cose stratosferiche e non commettendo gli errori delle ultime gare, chiudendo con un positivo terzo posto. Purtroppo non riesce a far fruttare al 100% la sua Ferrari, come riesce a fare invece Vettel

Daniel Ricciardo – 7 nonostante una macchina con diversi problemi è riuscito a chiudere al sesto posto

Romain Grosjean – 7 ha lottato con il coltello tra i denti chiudendo la sua avventura in Lotus. Anche lui, come Perez, ha dimostrato una crescita importante in ottica 2016

Jenson Button – 7 ha messo in difficoltà Alonso difendendo la sua posizione nonostante la sua McLaren

Sebastian Vettel – 5,5 partito ultimo ha chiuso al quarto posto, “imitando” Valentino Rossi, ma anche lui ha qualche colpa nel pasticcio del sabato.

Lewis Hamilton – 5 non capisco da dove derivi il suo nervosismo. Forse si è rilassato oppure soffre il compagno quando è in giornata

Fernando Alonso – 5 al di la delle sue capacità – come dimostra il terzo tempo segnato in gara – e i problemi della sua McLaren non deve lasciarsi andare a certe dichiarazioni e polemiche

Max Verstappen e Carlos Sainz – 5 li ho sempre difesi valorizzandone le prestazioni, ma in questa domenica non sono stati esenti da errori

Gian Carlo Minardi professore per un giorno alla DZ

Grazie al progetto “La storia della Ferrari, un’eccellenza italiana” la Fondazione Dino Zoli si è trasformata nell’aula per i ragazzi della scuola media Fiorini di Villanova.

Smessi i panni di team principal e talent-scout, Gian Carlo Minardi è salito in cattedra, al fianco dei padroni di casa Dino e Monica Zoli, per raccontare la storia della Ferrari Campione del Mondo con Michael Schumacher.

Questo appuntamento sarà il primo di una serie di attività che coinvolgeranno numerose discipline scolastiche fino all’uscita didattica che avverrà a Maranello e all’evento finale con un raduno Ferrari nel giardino della scuola. L’obiettivo del progetto è di far conoscere agli alunni, ed in maniera approfondita, la storia del ‘900 e le aziende del territorio romagnolo che, dal nulla, hanno legato indissolubilmente all’azienda più conosciuta al mondo la loro opera di imprenditori.

Un altro obiettivo fondamentale è di far comprendere alle generazioni future come solo dalla passione delle persone si può costruire qualcosa di impensabile all’inizio di un cammino professionale.