F1 – Antonio Fuoco debutta sulla SF-15T nei test austriaci

Nella sessione di test che avrà luogo sul circuito di Spielberg la settimana successiva al Gran Premio d’Austria, il pilota della Ferrari Driver Academy Antonio Fuoco firmerà il suo debutto al volante della Ferrari SF-15T. Per il 19enno calabrese, impegnato in GP3 col team Carlin, si tratterà del debutto assoluto in un test ufficiale di Formula 1.

Antonio si calerà nell’abitacolo martedì 23, per poi cedere il volante al terzo pilota della Scuderia Ferrari, Esteban Gutiérrez, il giorno successivo “Sono molto contento di questa notizia. Il programma FDA è molto ambizioso. Sono convinto che il prossimo compagno di Vettel arriverà proprio dall’Academy” commentava Gian Carlo Minardi qualche settimana fa durante l’intervista rilasciata al sito www.minardi.it “Sarebbe interessante appoggiarsi ad un giovane da far crescere, che non richiede grandi investimenti, dirottando questi ultimi sullo  sviluppo di tutto il complesso tecnico“.

Da tempo il manager faentino auspica un ritorno ai test aperti ai giovani piloti, magari durante il venerdì dei gran premi stessi, proprio come succedeva qualche anno “Non dimentichiamoci che dalle prove libere del venerdì mattina aperte ai rookie sono emersi piloti del calibro di Sebastian Vettel – quattro volte campione del mondo – e Robert Kubica, solo per citarne due. E’ la dimostrazione che quando le regole sono proposte da persone che conoscono l’ambiente F1, qualcosa di buono viene fatto. Per questo insisto sul fatto che all’interno della Federazione debbano intervenire tecnici competenti non coinvolti nei team.  La Formula 1 deve essere gestita dalla FIA, per la stesura dei regolamenti sportivi e tecnici, e dalla FOA, per quanto riguarda la comunicazione e la promozione. Oggi invece abbiamo uno Strategy-Group composto direttamente dai team di F1 dove ognuno, giustamente, tira l’acqua al suo mulino”.

 

F1 – In Austria torna a rombare la Minardi M186 con Martini

Arriva il Gran Premio d’Austria e torna la Legends Parade a fare da contorno all’ottavo appuntamento stagionale. L’anno scorso i protagonisti sono stati i nove piloti austriaci con un passato nel Mondiale, tra i quali anche Patrick Friesacher al volante della Minardi PS04B del 2005. Quest’anno il filo conduttore saranno le monoposto motorizzate turbo degli anni ’80 e, ancora una volta, i colori Minardi saranno presenti in pista sia con una vettura che con un pilota.

Insieme alle McLaren ’84 e’85, Ferrari F1-87/88C, Renault RE50-03 e Lotus 98T sfilerà anche la Minardi M186 motorizzata Motori Moderni di Andrea de Cesaris e Alessandro Nannini. Per l’occasione si calerà nell’abitacolo Pierluigi Maritini che con il team di Gian Carlo Minardi ha coperto oltre 100 Gran Premi  in otto stagioni (dall’esordio nel 1985 al 1995) “Sono onorato che ancora una volta sia stata scelta una vettura del Minardi Team per la parata e devo ringraziare anche l’amico Frits van Eerd per aver messo a disposizione la vettura. Sarà bello rivedere anche l’accoppiata Minardi-Martini. Per me tutti i piloti sono stati importanti poichè hanno contribuito a scrivere la storia del Minardi Team, ma certamente “Piero” ha un posto particolare avendo corso con me oltre 100 gp” commenta Gian Carlo Minardi.

Per Pierluigi Martini sarà un ritorno nell’abitacolo di una monoposto dopo l’esperienza targata 2006 nella Gp Masters. Ci piace ricordare che nel palmares del campione romagnolo spicca anche la vittoria nella 24 Ore di Le Mans (1999) al volante della BMW V12 LMR “Non so veramente cosa aspettarmi. Sarà senza alcun dubbio una bellissima esperienza potermi calare nuovamente in quelle vetture. E’ dal 2006 che non guido una vettura a ruote scoperte. Sarà l’occasione per capire quanto fossi folle a correre in quegli anni” commenta un sorridente Pierluigi Martini.

Pierluigi ci ha promesso che ci racconterà tutte le sensazioni ad esibizione conclusa. Appuntamento quindi dopo il Gran Premio d’Austria.

F1 – Vendita in calo per il Gp Austria “Biglietti troppo cari”

Siamo entrati nella settimana che ci consegnerà il Gran Premio d’Austria, ottava prova del mondiale. Tornato l’anno scorso nel calendario, la F1 visse in Stiria uno dei gran premi con la migliore organizzazione ripagata con gradinate e prati gremiti di pubblico, grazie anche alla presenza di nove austriaci in pista per la Legends Parade. Anche quest’anno l’iniziativa sarà riproposta, ed il filo conduttore saranno le monoposto motorizzate Turbo degli anni ‘80

Nelle settimane precedenti però Helmut Marko, braccio destro di Mr. Red Bull, aveva lanciato l’allarme sul forte calo nella vendita dei biglietti nonostante le numerose iniziative messe in atto, puntando il dito verso il momento particolarmente difficile che sta vivendo la Formula 1 “Oltre alla mancanza del sound tradizionale dei motori, le macchine sono troppo facili da guidare” dichiarava Marko portando la stoccata finale verso quelle Power-Unit che stanno creando tanti problemi alla Red Bull “Tutto è iniziato con l’introduzione delle power-unit. Non sono sostenibili per questa Formula 1, e tanto complesse da non poter essere introdotte nelle auto di serie”

“Capisco la difficoltà di confermare il successo di vendita 2014 anche perché, a quanto pare, Berni Ecclestone ha imposto di mantenere i medesimi prezzi degli altri circuiti” commenta Gian Carlo Minardi “Sinceramente lo trovo veramente assurdo poiché in qualità di organizzatore dovrei decidere come organizzare il Gp e quanto rimetterci, soprattutto se ho versato la somma richiesta per la corsa. Evidentemente il caro biglietti imposto sta incidendo sulla prevendita, considerato anche il momento economico poco felice dell’Europa. L’anno scorso è stato uno dei gran premi meglio organizzati, grazie anche alle numerose iniziative di contorno come la Legends Parade, confermata anche per questo week-end. Auspico che la vendita dei biglietti possa riprendersi con l’avvicinarsi dell’evento” conclude il manager faentino che sarà presente a Spielberg

Un segnale in più che qualcosa deve cambiare in questa Formula 1, e anche velocemente.

F1, Minardi «La F1 massima espressione della velocità. Alle LMP1 la ricerca tecnologica »

Il mondo dei motori è entrato nel fine settimana che ci porterà ad assistere alla gara più famosa al mondo nel panorama endurance: la 24 Ore di Le Mans. Sul fronte della Formula 1 ci siamo appena lasciati alle spalle il Gran Premio del Canada. Abbiamo quindi voluto incontrare Gian Carlo Minardi per una chiacchierata a 360° sui problemi del Circus e non solo

La Formula 1 non sta attraversando il suo momento migliore. Le cause dove le possiamo trovare?
In questo momento la Formula 1 deve ritrovare il suo appeal. Abbiamo gare troppo complicate da leggere e interpretare. A volte gli stessi addetti e telecronisti sono in difficoltà. Inoltre assistiamo a riunioni che non portano a niente.  Ultimamente si è parlato per l’ennesima volta della vettura in leasing e del ritorno dei rifornimenti, senza valutare la ricaduta economica di queste operazioni. Le vetture costruite per vincere un Campionato del Mondo hanno strategie di costruzione e costi di gestione nettamente superiori alle monoposto di fascia B. Questa strada l’ho studiata personalmente nel 1996. Per fortuna, a quanto sembra, in Canada i Team Principal hanno fatto un passo indietro sui rifornimenti. Vedo troppa confusione e poca professionalità. L’apice si è toccato proprio a Montreal in occasione delle penalità inflitte a Vettel e Verstappen. Dalla classifica provvisiona a quella ufficiale sono passate la bellezza di 6 ore. Un’eternità. Vuol dire che i regolamenti sono talmente incasinati che chi li ha scritti non riesce a tradurli e leggerli facilmente

Quale potrebbe essere la ricetta per una rinascita?
Non ho la bacchetta magica, ma sostengo da tempo che lo Strategy-Group debba essere composto da persone esterne ai team. Da tecnici all’avanguardia sulle ultime tecnologie e che conoscono l’ambiente F1, ma non coinvolti direttamente dei team. Diversamente ognuno tira, anche giustamente, l’acqua al suo mulino. La Formula 1 deve essere gestita dalla FIA, per la stesura dei regolamenti sportivi e tecnici, e dalla FOA, per quanto riguarda la comunicazione e la promozione. Un passo in avanti è stato compiuto da Jean Todt che ha rafforzato il suo gruppo di lavoro affiancando agli esperti Charlie Whiting e Jo Bauer anche  l’aerodinamico Marcin Budkowski. Servono regole semplici e durature. Così facendo si attirano anche i nuovi costruttori. Oggi tutte le case hanno una Power-Unit  pronta al banco, ma con queste incertezze nessuno è così pazzo da entrare.

Problemi a cui bisogna aggiungere la difficoltà tecnica di tre team
Viviamo una supremazia netta da parte di Mercedes, grazie anche alla sua Power-Unit- Su otto monoposto con motorizzazione tedesca, sette occupano costantemente la top ten. Di contro abbiamo tre team (Red Bull, Toro Rosso e McLaren), non in difficoltà economica, che soffrono i problemi tecnici di Renault e Honda. Ribadisco che l’automobilismo dovrebbe avere nelle LMP1 la massima espressione della ricerca tecnologica con le case impegnate a trasferire le tecnologie dalla pista alle strade. La F1 deve essere la massima espressione delle velocità, tecnica e spettacolo.

Quale futuro vedi per queste due realtà?
Ci sono stati diversi consigli di amministrazione in queste ultime settimane e sinceramente non vedo grandi soluzioni o scenari piacevoli. Honda è un nome storico e non sto vedendo alcun miglioramento fino ad oggi. I giapponesi non sono esenti da colpi di testa eclatanti, così come non vedo roseo il futuro dei francesi.

Questo fine settimana si correrà la 24 Ore di Le Mans e, dopo il ritorno della Nissan, il 2016 sarà il turno della Ford
Il FIA WEC, il cui calendario comprende la maratona francese, deve richiamare tutte le case costruttrici al fine di sviluppare le ultime tecnologie, da trasferire poi sulle auto di serie. Avrei infatti visto di buon occhio l’utilizzo delle PU in questo panorama, poiché il futuro dell’auto di serie andrà verso il turbo e l’ibrido.  Le gare endurance hanno rappresentato da sempre questo tipo di sfide per le Case, mentre è diverso l’approccio per la F1.

Al via ci sarà anche Nico Hulkenberg. Sei favorevole a questi scambi?
Nei contratti che ho stipulato coi miei piloti, ho sempre  inserito la clausola nei confronti della 24H poiché nasconde troppe insidie, per la conformazione del tracciato, le velocità che si raggiungono e le diverse vetture in pista contemporaneamente. Pertanto non vedo di buon occhio questi scambi. Ci sono tantissimi piloti validi. Non vedo la necessità di dover andare a pescare tra i 22 della F1.

Dopo il gran premio del Canada Kimi Raikkonen è entrato nell’occhio del ciclone
Come dice Maurizio Arrivabene, Kimi sa esattamente cosa deve fare per ottenere il rinnovo con Ferrari. Da quello che ho visto in queste prime gare a mio avviso non è un pilota per Maranello, che può già contare su un quattro volte Campione del Mondo, a cui gli affiancherei un giovane. Non è all’altezza della situazione così come l’anno scorso

A proposito di giovani. Nei test in Australia Fuoco farà il suo debutto al volante della Ferrari
Sono molto contento di questa notizia. Il programma FDA è molto ambizioso. Sono convinto che il prossimo compagno di Vettel arriverà proprio dall’Academy. La situazione attuale richiederà diversi mesi per recuperare il gap tecnico nei confronti della Mercedes. Pertanto sarebbe interessante appoggiarsi ad un giovane da far crescere, che non richiede grandi investimenti dirottando questi ultimi sullo  sviluppo di tutto il complesso tecnico

F1, Gp Canada – PAGELLE

Lewis Hamilton 9 – nonostante una domenica eccezionale e la pole position non posso dargli di più poiché a inizio week end l’ho visto particolarmente nervoso, commettendo diversi errori. Forse aveva accusato anche il post-Monaco. In gara invece perfetto. Quando è in giornata è imprendibile.

Sebastian Vettel e Felipe Massa – 8 incredibile la loro rimonta, condita da tempi importanti anche se non bisogna lasciarsi trarre in inganno da un facile ottimismo. A parte Hamilton che ha gestito la sua vettura, Raikonen, Vettel e Massa sono stati i più veloci.

Nico Rosberg – 7,5 chissà, forse nel suo inconscio ha voluto restituire il regalo ricevuto a Montecarlo. Certamente poco attivo in qualifica poiché 3 dec di distacco sono veramente tanti e quasi inesistente in gara. Quando ha provato ad attaccare Hamilton, è stato respinto.

Valtteri Bottas – 7,5 ha ottimizzato al meglio il potenziale della sua Williams conquistando un importante podio.

Pastor Maldonado – 7 nonostante le cattive voci ha portato in casa della Lotus punti importanti.

Daniil Kvjat – 7 sta lottando in mezzo a mille difficoltà riuscendo anche a reagire alle critiche di inizio stagione. Dimostra di meritare la promozione.

Kimi Raikkonen – 5 il primo degli insufficienti. Bravo in qualifica, ma in gara veramente disastroso. Non ha ottimizzato il potenziale della Ferrari e le dichiarazioni di Arrivabene sono eloquenti. Ha commesso un errore non da Campione del Mondo e non da un pilota che cerca la riconferma.

Velo pietoso per la McLaren. I piloti fanno il possibile ma sono veramente dispersi. Restando in casa dei team:

Mercedes – 10 non si sono fatti intimorire dagli errore interni e hanno reagito con una nuova doppietta.

Williams – 8 presenti con un bel podio di Bottas e una bella rimonta di Massa.

Ferrari – 7, 5 di incoraggiamento. Non ho visto grandi vantaggi dagli step evolutivi del motore. 45” dal vincitore sono tanti e dimostrano quanto sia tortuosa la strada.

Lotus  – 7 ha saputo reagire ad un momento negativo.

 Force India – 6,5 hanno sfruttato il momento portando a casa punti importanti.

#ARuotaLibera – Gp Canada

Dopo il tradizionale appuntamento con “Road to….” arriva puntuale la nuova video clip di “A Ruota libera” a firma di Gian Carlo Minardi, in collaborazione con SkySportHD, dedicato al Gran Premio del Canada e alle due numerose incognite “Un GP in cui le incognite non mancano. Dal meteo alla safety-car che ha fatto il suo ingresso nell’82% dei gp. Freni e motori altamente sollecitati” analizza il manager faentino  all’interno della palestra dello splendido Relais Villa Abbondanzi a Faenza

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F1 – Jean Todt rinforza la FIA

Con una Formula 1 sempre più tecnologicamente avanzata, la FIA prova a correre ai ripari e il Presidente Jean Todt rafforza il suo gruppo di lavoro affiancando agli esperti Charlie Whiting e Jo Bauer anche  l’aerodinamico Marcin Budkowski, con un passato tra Maranello e Woking

Così facendo la Federazione Internazionale vuole dare maggiore autorevolezza alle verifiche provando a contrastare le astuzie degli ingegneri in azione all’interno dei team “Trovo una mossa veramente azzeccata. Elettronica e meccanica sono molto avanzate e all’interno della FIA devono operare ingegneri e tecnici che conoscano molto bene l’ambiente F1 e tutte le ultime tecnologie. Così facendo si possono anche scrivere e stabilire regole sportive chiare dando all’ambiento quella stabilità che oggi manca” commenta Gian Carlo Minardi alle colonne di www.Minardi.it “Sono sempre stato convinto, e lo ribadisco da tempo, che spetti alla FIA stabilire le regole del futuro e non ad uno Strategy Group composto dai team stessi. Così facendo si evita di tirare l’acqua al proprio mulino. Pertanto questi tecnici si devono impegnare a non tornare più a collaborare coi team impegnati nel Mondiale” prosegue il manager faentino, impegnato a Monza per l’ACI Racing Week-end “Siamo in un momento molto delicato per il Circus in cui l’incertezza la fa da padrona, bloccando l’ingresso anche di nuovi costruttori” conclude Minardi

F1, Gp Monaco – PAGELLE

Un Gran premio di Montecarlo che si è vivacizzato nelle ultime battute con il contatto Grosjean-Verstappen, dopo una bella rimonta dell’Olandese viziata dall’errore al pit-stop, e dalla sconsiderata quanto inopportuna strategia del muretto Mercedes richiamando il leader della gara ai box in regime di Safety-car, a parer mio per una eccessiva superbia, consegnando così nelle mani di Rosberg il successo.

Lewis Hamilton – 10 spettacolare il suo giro in qualifica e una gara ineccepibile, gestita al meglio dal primo all’ultimo giro. Peccato per l’errore del muretto. Al rientro ha provato più volte l’affondo su Vettel che ha portato a casa la seconda posizione.

Sebastian Vettel – 8 ha ottimizzato la Ferrari che regala ancora qualcosa alla concorrenza. Ottimo il terzo posto in qualifica, il primo dopo le Mercedes a scendere sotto il muro del 1’16” Nessun errore in gara e bravissimo alla ripartenza dopo la safety-car tenendo testa ad Hamilton che con gomme SuperSoft ha tentato l’affondo.

Nico Rosberg – 8 dietro al suo compagno per tutto il week end, ma aiutato dall’errore nei giri finali. Con la vittoria si porta a sole 10 lunghezze dal compagno di box, rendendo i prossimi gp più elettrizzanti. Sul finale è riuscito a distaccare  Vettel di oltre 4 sec. girando costantemente sull’ 1’18”599 e 1’18”700.

Jenson Button – 8 nonostante una McLaren-Honda ancora in ritardo ha portato in casa i primi punti mondiali. Per tutta la gara si è difeso con tempi niente male, nonostante una vettura in ritardo come sviluppo.

Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat  – 7,5 la Red Bull ha evidenziato importanti progressi in questo fine settimana. La Ferrari dovrà stare attenta. Buon lavoro di Daniel e ottima la sportività nei confronti del compagno che chiude quarto. Kvyat è stato oggetto di critiche eccessive.

Sergio Perez – 7 ha lottato con determinazione per tutto il fine settimana portando la Force India al settimo posto. Ci ha messo molto del suo.

Carlos Sainz jr. – 7 bella la sua prova, dopo un ottima qualifica resa vana da un eccessivo zelo nell’applicazione del regolamento da parte dei Commissari Sportivi. Partito dai box con una strategia molto rischiosa ha recuperato fino al decimo posto.

Insufficienti gli altri, in particolar modo Raikkonen che perde ancora una volta il confronto con Vettel. Troppi errori e poco incisivo sia in prova che in gara.

Sul fronte team,  oltre alla disastrosa gestione di gara della Mercedes (4) certamente non vanno meglio le cose in casa Williams che, invece di lottare per il secondo posto nel Mondiale, si vedrà costretta a difendersi da una Red Bull in crescita. Un 6 di incoraggiamento a Sauber, Force India, Lotus e Toro Rosso

F1, Gp Monaco – Hamilton in pole davanti a Rosberg e Vettel

Lewis Hamilton è il Re di Montecarlo del  sabato. Con uno straordinario 1’15”098 firma la sua prima pole position nel Principato, davanti a Nico Rosberg che si ferma a 342 millesimi dal compagno, dopo aver vinto le ultime due edizioni. Al terzo posto si conferma la Ferrari, con Sebastian Vettel che paga oltre 7 dec dalla migliore Mercedes, fermando il cronometro a quota 1’15″849 davanti alle due Red Bull di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat.

Sesta piazza per la Ferrari di Kimi Raikkonen (1’16″427) davanti alla Force India del messicano Sergio Perez, alle due Toro Rosso di Carlos Sainz e Max Verstappen  con Pastor Maldonado che piazza la sua Lotus proprio tra le due vetture di Faenza

“Qualifiche come da programma con una prima fila tutta Mercedes. Mi sarei aspettato di vedere davanti Nico Rosberg, ma bisogna fare i complimenti ad Hamilton che con un giro fantastico ha rischiato di scendere sotto il muro del 1’15”. Bene le Red Bull per il passo in avanti e bravo Vettel che si è difeso chiudendo al terzo posto. Qualche errore di troppo questa mattina e nel pomeriggio per Raikkonen. Un plauso alla Toro Rosso che ha piazzato tutti e due i suoi piloti in Top 10. Nonostante sia alla prima esperienza con il circuito, Verstappen si è messo subito in risalto. Diversamente da Hulkenberg, Sergio Perez è riuscito ad ottimizzare molto bene la sua Force India ” analizza Gian Carlo Minardi “Mi è parso di intravedere qualche difficoltà nell’interpretazione delle SuperSoft. Vediamo ora cosa succederà domani in gara”

#ARuotaLibera – Gp Montecarlo

Montecarlo, uno dei Gran Premio più attesi della stagione di Formula 1, è entrato nel vivo questa mattina con le prime prove libere. Nelle ultime due stagioni è stato il regno di Nico Rosberg, fresco vincitore del Gran Premio di Spagna davanti al compagno di box Hamilton. E’ stata anche la settimana delle proposte dello Strategy Group per la “nuova F1”

Andiamo a sentire cosa ci racconta Gian Carlo Minardi nella sua nuova video-clip di “A Ruota Libera” in collaborazione con SkySportHD girata nella splendida location di Villa Abbondanzi a Faenza

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F1, Strategy Group: tante parole, pochi fatti

Tante parole e zero fatti. Mi viene da riassumere con queste parole le decisioni prese dallo Strategy Group, riunitosi nell’aeroporto londinese di Biggin Hill, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di rendere più appetibile lo spettacolo e il format della Formula 1. Stiamo parlando di un gruppo di persone facenti parte di team, il cui pane quotidiano è la F1. Per questo resto basito quando leggo queste proposte. Regole che potrebbero essere adottate nelle stagioni 2016 e 1017. Ora la palla passa al World Motor Sport Council.

RIFORNIMENTI: inspiegabilmente ritornano. Dopo esser stati aboliti poiché considerati poco sicuri e troppo costosi, lo Strategy Group ha pensato bene di riproporli, nonostante le monoposto siano diventate molto più complesse – per non dire pericolose – visto l’ingresso nel 2014 delle complicatissime e costosissime power-unit che stanno mettendo in forte difficoltà diversi team. Cosa succederebbe in caso di problemi o errori col bocchettone? La Formula 1 è in crisi economica. Se escludiamo i primi cinque team, tutti gli altri sono già senza ossigeno e, ora, li obblighiamo a sobbarcarsi ulteriori costi per ricomprare l’attrezzatura e di gestione per il loro trasporto?

PNEUMATICI LIBERI: ogni team sarebbe libero di scegliere le due mescole da utilizzare in ogni gran premio. Fossi io il fornitore, non lo accetterei mai. Il miglior modo per migliorare velocemente le prestazioni sul giro è agire sulle scelta della gomma. Pertanto i piccoli team potrebbero optare per mescole morbide anche su un tracciato molto selettivo con l’intento di mettersi in evidenza, correndo il rischio di dechappamento. Non dimentichiamoci quanto assistito ad Indianapolis nel 2005…

VETTURE CLIENTI: quante volte è già saltata fuori questa proposta negli ultimi anni? Sostengo da tempo che non sia la soluzione giusta per calmierare i costi. Le vetture costruite per vincere un Campionato del Mondo hanno strategie di costruzione e costi di gestione nettamente superiori alle monoposto di fascia B. Questa strada l’ho studiata personalmente nel 1996: nella compagine societaria del Minardi Team era entrato a far parte anche Flavio Briatore, anche CEO del Team Benetton. Insieme provammo a studiare delle sinergie per contenere i costi. Dopo un attento studio emersero differenze tali fra le due filosofie costruttive da far abbandonare il progetto. Ognuno continuò a produrre e progettare separatamente. Inoltre si andrebbe a svilire la proprietà intellettuale dei team che perderebbero la qualifica di “Costruttori” con grosse ripercussioni anche nel valore economico del team stesso.

Ancora una volta quindi non sono emerse soluzioni nuove che possano far presagire a dei cambiamenti sostanziali, volti a ridurre veramente i costi. Sono state bocciate praticamente tutte le ipotesi di tagli, legati all’abolizione delle gallerie del vento o rivedere il sistema dei pagamenti tra i team clienti e motoristi ecc. Oggi abbiamo motorizzazioni i cui costi incidono per 1/3 dell’intero budget. Inaccettabile. Bisogna puntare su un’aerodinamica più semplice, avere meno personale in azienda e anche ai pit stop. E’ da tempo che ritengo ridicolo dover impiegare oltre 20 meccanici per cambiare quattro gomme, destinati a salire col rifornimento.  Personale che copre anche le scritte degli sponsor in un momento in cui la macchina potrebbe avere la migliore visibilità. DRS? Tecnologia che ha un suo costo e che non serve a nulla, nemmeno sulle auto di serie.

Vogliamo cambiare? Perché non provare a fare due manche più corte domenicali per un totale sempre di 300 km, invece di inserire i rifornimenti che, oltre ad aumentare i costi, complicano le strategie e la lettura della corsa. Pensiamo a realizzare vetture più semplici (oggi un’ala anteriore costa più di 100.000€) e veloci con gomme da 17”. Bisogna far restare gli appassionati col cuore in gola attraverso gare emozionanti e meno complicate. Oggi le gare sono fatte sulle strategie delle gomme e dei consumi. Aggiungiamo anche l’incognita rifornimenti e non risolveremo proprio niente. Sono dell’idea di avvicinare il pubblico, oggi troppo lontano. Gli appassionati sono costretti a vedere i propri beniamini dietro una rete, quando va bene, o da un televisore. C’è la brutta abitudine di chiudersi dentro le roccaforti chiamate hospitality.

E’ arrivato il momento di creare un gruppo che non sia implicato direttamente nei team, ma promosso da FIA e FOA. Ecclestone e Todt devono vigilare sulle proposte. Serve uno Strategy Group assolutamente staccato dai team, ma che conosca molto bene l’ambiente F1. Diversamente ognuno tira l’acqua al suo mulino e vengono fuori queste proposte con le quali non si va da nessuna parte

L’allievo batte sua maestà “E’ la dimostrazione che i 1000 cv non servono”

Il Gran Premio di Spagna dello scorso week-end, nettamente sotto le aspettative – per non dire quasi soporifero – ha rappresentato il debutto della Formula 1 e della GP2 Serie nel Vecchio Continente, oltre al via della GP3 Series.

Nonostante i suoi 65anni di esperienza – Il 13 maggio 1950, a Silverstone, veniva disputato il primo Gp di Formula 1 vinto da Farina con l’Alfa Romeo – la massima serie dell’automobilismo sportivo non sta certamente vivendo il suo momento migliore. A Barcellona ha stonato nuovamente. Dallara GP2 più veloce: l’allievo batte il maestro.

Facendo un confronto tra le due qualifiche saltano all’occhio una serie di numeri e dati allarmanti:

Pole position Nico Rosberg 1’24″681
Pole position Stoffel Vandoorne 1’29″273

Fin qui tutto normale. Ci sta. Un gap di quasi 5″. Andando più indietro nello schieramento ecco che salta all’occhio l’inghippo. Will Stevens e Roberto Merhi (Manor 04-Ferrari) si sono qualificati in ultima fila rispettivamente coi tempi di 1’31″200 e 1’32″038. Lo schieramento GP2 è stato chiuso da Zoel Amberg (Lazarus) che ha percorso i 4.655 mt in 1’31″751. Quindi tutta la griglia GP2 ha fatto meglio dell’ultima e costosissima F1, mentre la bellezza di 21 piloti hanno battuto la migliore Manor. Il poleman Vandoorne è stato addirittura più rapido di 1”927

Alziamo la posta
9 fila F1: Nico Hulkenberg 1’28″365 – Sergio Perez 1’28″442

Questo significa che la Dallara della ART ha girato a meno di 1” dalle Force India di Hulkenberg e Perez motorizzate Mercedes “Numeri che si commentano da soli. Questo è il risultato che i 1000 CV non sono la soluzione giusta per risolvere i problemi di questa Formula 1. E’ stata sconfitta da macchine che possono contare “solamente” su 620 cv. Bisogna lavorare sull’aerodinamica più semplice che permetta sorpassi in pista, e non solamente attraverso le strategie dei box o l’uso delle due mescole obbligatorie. Oggi ci troviamo a guardare macchine che “soffrono” quando si avvicinano troppo a chi gli sta davanti. Non è normale. Gli appassionati vogliono tornare a vedere i duelli in pista senza artifici. Anche il DRS è inutile. Tra le altre cose è una tecnologia che non troverà mai uno sbocco nelle auto di serie” analizza Gian Carlo Minardi.

La Formula 1 è la massima serie dell’automobilismo sportivo. Stando a questi numeri non sembrerebbe proprio

F1, Gp Spagna – PAGELLE

La delusione più grande l’hanno accusata i tifosi della Ferrari che si aspettavano qualcosa di nuovo e più incisivo per il Gran Premio di Spagna che, purtroppo, non c’è stato come dimostrano i 45” di distacco accusati da Sebastian Vettel nei confronti del vincitore Nico Rosberg.

Purtroppo rappresentano un passo indietro alla rincorsa alle Mercedes. I podi però sono positivi poiché aiutano a tenere il morale alto in un momento non facile. Oggi, per fortuna, mancano quei team (vedi McLaren e Red Bull) che solamente 12 mesi fa erano costantemente nelle zone alte della classifica. Lo stesso Team Principal Arrivabene, a fine gara, è stato molto duro e freddo dichiarando che questo distacco non va per niente bene. Sarà certamente una strada molto lunga poiché non si conoscono i reali limiti della corrazzata tedesca. Hanno concluso il quinto gran premio della stagione con la stessa power-unit, segnale di affidabilità  e forza nei confronti di una concorrenza che chiede la quinta unità per macchina/anno

Alle spalle della Ferrari si è riaffacciata la Williams che nei primi quattro gran premi qualcosa ha sbagliato. Sarà certamente un osso duro per il secondo posto tra i Costruttori. Classifica, che per qualità e prestazioni, è molto più chiara rispetto all’anno passato. In qualifica abbiamo una Toro Rosso spettacolare che, purtroppo, non riesce a ripetersi nella gestione gara cedendo strada ai cugini ricchi della Red Bull. La causa è anche da ricercare nella PU Renault che nei rettilinei cede molto alla concorrenza. Arriviamo quindi ai voti

Nico Rosberg  – 10 ha gestito in maniera esemplare tutto il week-end tornando ad essere il “Nico” che l’anno scorso contrastava Lewis. Speriamo che si possa riaprire la lotta interna per il titolo, visto che tutti gli altri sono lontani anni luce

Lewis Hamilton – 8 l’ho visto nervoso. Ha sofferto ingiustamente il fine settimana perfetto del compagno di box. Un campione come lui deve saper gestire queste realtà poiché Rosberg non è un Numero 2. Fino ad oggi ha saputo vincere tre gare perfette e senza problemi

Sebastian Vettel – 8 perché non ha sbagliano nulla in qualifica e in gara

Valtteri Bottas – 8 ottima gara in cui è riuscito a tenere testa al connazionale della Ferrari inserendo la sua Williams tra le due Rosse

Kimi Raikkonen- 7 un voto di incoraggiamento visto che in tutto il fine settimana è stato alle spalle del compagno. Per tenere la Ferrari al secondo posto nel mondiale deve vincere la concorrenza sulla Williams.

Felipe Massa – 6,5 un w.e non all’altezza della prima parte del campionato. A Barcellona ha decisamente perso il confronto con il compagno di squadra. Porta a casa un 6° posto e punti importanti.

Daniel Ricciardo – 7,5 ancora un appuntamento ricco di problemi. Ha saputo però portare a  casa un buon settimo posto, anche se con un giro di ritardo

Romain Grosjean – 7,5 nonostante una macchina con diversi problemi, ci ha messo del suo per portare alla Lotus punti i in ottica Mondiale

Daniil Kvyat – 6 fa un po’ di errori e parte male, ma la vettura è difficile da guidare. Perde anche il confronto con Sainz jr. Merita comunque più attenzione e meno critiche. Trovo stupido il confronto con Vettel