Articoli

F1 | Jost Capito e David Redding lasciano Woking. Minardi «La F1 non può perdere anche McLaren”

E’ una McLaren che continua a perdere pedine importanti, mentre si avvicinano inesorabilmente i giorni della presentazione e dei primi test ufficiali sulla pista di Barcellona. Dopo l’allontanamento di Ron Dennis sul finire dell’anno scorso, il CEO Jost Capito  e il team manager David Redding si sono lasciati alle spalle la factory di Woking.

Segnali sinonimo di sfacelo all’interno di un team glorioso, simbolo della Formula 1, che sta vivendo un importante passaggio di competenze e proprietà. Jos Capito poteva essere una figura importante visto il suo passato. L’abbandono, unito a quello del team manager, ci raccontano momenti di tensione all’interno della scuderia. Nei giorni scorsi avevamo ventilato la possibilità di un accordo tra McLaren e BMW anche sul fronte del Circus, smentito dalla stessa casa bavarese. Si era aperto certamente uno spiraglio, chiuso proprio per il caos che sta regnando all’interno del team.

In questo momento la Formula 1 non può permettersi di perdere una scuderia come McLaren. Un tempo c’era un abile burattinaio che sapeva muovere molto bene i fili. Ora Liberty Media è chiamata ad un compito delicato.

Il 2017 sarà un anno delicato per la McLaren, ma soprattutto per la Honda. I test invernali ci potranno dare le prime risposte, poiché non ho molta fiducia nella continuità del costruttore nipponico.

La Formula 1 del domani

L’attuale griglia di partenza dei Gran Premi di Formula 1 parla di: quattro fornitori di motori (Mercedes, Ferrari, Renault, Honda), tre case costruttrici (Ferrari, Mercedes, McLaren) e  sette team privati (Williams, Force India, Red Bull, Toro Rosso, Sauber, Lotus, Manor).

Lo scenario però potrebbero cambiare presto. Ecco come e perché.

Renault: nei giorni successivi al Gran Premio di Spagna, in programma il week-end del 10 maggio, ci sarà un Consiglio di Amministrazione Straordinario indetto direttamente dal Chairman and CEO Renault, Carlos Ghosn, che tratterà proprio della situazione Renault in F1. A questo punto si possono aprire tre strade: lasciare il Circus, entrare in prima persona acquistando un team o rilanciare tecnicamente una Power-Unit che al momento non è all’altezza della concorrenza

Audi: il gruppo è davanti ad un passaggio epocale. Ferdinand Piech, Presidente nonché maggiore azionista del gruppo, ha dato le dimissioni per contrasti interni. Questo significa che ci potrebbero essere delle lotte interne che hanno messo  Piech in forte discussione. Mr. Ferdinand non era contro Bernie Ecclestone, come è stato dipinto in questi mesi, ma non gli andava a genio l’attuale F1. Quali saranno le nuove strategie? Sarà interessata all’acquisto della Red Bull Racing?

BMW: a metà maggio la casa tedesca avrà un nuovo AD nella persona dell’Ing. Kruger. Tecnico con una forte storia nel motor-sport. Un segnale per far risorgere il marchio in un mondo come la F1 che, nonostante sia molto chiacchierato e denigrato, ha una grande attrazione facendo lievitare il brand.

La Formula 1 nelle prossime settimane potrebbe cambiare volto sia tecnicamente che politicamente. Il Circus in questo periodo sembra in letargo. Ma sarà proprio così? Bernie Ecclestone e Dietrich Mateschitz sanno qualcosa in più? Da diversi mesi si parla di un Mr. Red Bull altamente interessato all’acquisto di azioni della CVC. Se fosse così sarebbe costretto a lasciar andare i due team (RBR e TR). E’ un caso che proprio in questo momento vengano fuori queste voci? Mateschitz ha sempre dichiarato che per lui la F1 è business, essendo lui uomo di marketing. Uno scenario molto interessante. Una ventata nuova. Abbiamo un esempio pratico. Dopo aver acquistato  il vecchio circuito di Zeltweg, è stato in grado di ristrutturarlo e rilanciarlo. L’anno scorso il Red Bull Ring ha vissuto uno dei gran premi più belli della stagione con prati e gradinate stracolme e numerose iniziative. Quest’anno potrebbe essere ancora meglio.

Insomma, forse siamo davanti ad un grande cambiamento.

Minardi “Red Bull non si svincola da Renault? Anno sabbatico per Newey”

Tradizionalmente con il Gran Premio di Montecarlo i team iniziano a gettare le basi per il nuovo anno, in particolare sul fronte propulsori.

Il leitmotif del week end monegasco è stato la debacle dei propulsori Renault, che hanno messo KO le gare di Vettel-Kvyat-Vergne-Maldonado. Solo Daniel Ricciardo ha tenuto alto l’onore transalpino, grazie al terzo posto e secondo podio consecutivo. Nonostante una power-unit con un deficit di circa 80-90 HP, nelle fasi finali l’australiano ha lottato al pari della Mercedes di Hamilton.

Come dicevamo, nei vari motor-home, sono iniziate le trattative in ottica 2015, sopratutto in casa Red Bull. “I campioni del Mondo non riescono a svincolarsi dal contratto per la forniture del prossimo anno”, commenta Gian Carlo Minardi al sito www.minardi.it. “Questo potrebbe dare inizio a forti movimenti sia sul fronte dei tecnici che dei piloti. Adrian Newey potrebbe prendere un anno sabbatico, per tornare nel Circus nel 2016 con una casacca diversa. Lo stesso discorso potrebbe valere quei piloti non più disposti a perdere”, prosegue il manager faentino.

Diverse case costruttrici sarebbero interessate ad entrare in F1 – BMW e Toyota in primis – a patto di trovare un partner tecnico valido. “I team poco soddisfatti della loro situazione hanno sondato scenari alternativi, per valutare nuove forniture. I nuovi motoristi sono interessati a trovare un partner tecnico valido, che consenta loro di vincere fin da subito. Pertanto, se i top team dovessero confermare le attuali partnership, il loro ingresso potrebbe venire posticipato”, conclude l’ex costruttore faentino.