[2° Appuntamento] MINARDI M189 | LA VETTURA CHE APRI’ UN CICLO E QUEI FANTASTICI GIRI IN VETTA

Sull’onda dell’entusiasmo dei risultati conquistati nella stagione 1988, nasce la M189 che firma il debutto nel mondiale in occasione del Gran Premio del Messico, quarto appuntamento, prendendo il posto della M188B.

Progettata da Nigel Cowperthwaite e Tommaso Carletti, con Aldo Costa nel ruolo di direttore tecnico, spinta dal propulsore Ford Cosworth V8 3500 cc, la M189 è la prima monoposto il cui modello del telaio non è realizzato a mano, ma lavorato per superfici a Torino (presso l’I.De.A) con un macchinario a controllo numerico a 5 assi che sfruttava la tecnologia del CAD-CAM.

La M189, interamente progetta al CAD e sviluppata in galleria del vento in Inghilterra a Crandfield, è inoltre la prima monoposto a montare gli ammortizzatori posteriori a bilanciere sopra il cambio, una soluzione adottata successivamente da tutti, coi porta mozzi realizzati in acciaio saldato.

Particolare attenzione viene data ai profili alari, sviluppati da Cowperthwaite, tecnico ex-Lotus. Iniziano anche gli esperimenti di muso alto. La M189 era dotata di un musetto basso, ma contemporaneamente sopraelevato di alcuni centimetri rispetto al piano del fondo scocca. Questo “scalino” era un primo tentativo di favorire il flusso dell’aria nella parte anteriore della centina, filosofia costruttiva successivamente adottata da tutte le squadre con l’introduzione del muso alto. L’arma principale della M189 era probabilmente costituita dalle gomme Pirelli, estremamente performanti in versione da qualifica, ma meno incisive in gara. Erano caratterizzare da una speciale mescola che permetteva, dopo un primo utilizzo, la raspatura dello strato superficiale ad un suo secondo uso con prestazioni addirittura superiori al primo.

L’inizio di stagione non è dei più felici con Pierluigi Martini e Luis Sala costretti a sette ritiri in altrettanti gran premi, con la M189 che soffre di problemi di surriscaldamento e l’incubo delle pre-qualifiche sempre più vicino. La svolta arriva il 16 luglio a Silverstone in occasione del Gran Premio d’Inghilterra, dove viene portata una nuova predisposizione dell’impianto radiante, con Martini e Sala che portano le due Minardi a punti, rispettivamente al quinto e sesto posto.

GIAN CARLO MINARDI “Fu una gara decisiva per noi e per la storia del Minardi Team. Quei tre punti permisero al team di non partecipare nella seconda parte della stagione alle pre-qualifica che significa una grande perdita a livello economico perdendo i bonus televisivi e quelli per il trasporto. Piero fece una gara stupenda anche se caratterizzato da un inizio da horror. Dopo tre giri dal via entrò ai box perché la temperatura dell’acqua era alle stelle. Presi dalla disperazione lo rimandammo subito in pista senza intervenire sulla vettura e, fortunatamente, tutti i parametri rientrarono nella norma. Non abbiamo mai capito cosa fosse successo, ma va bene così”

Il 24 settembre, in Portogallo ad Estoril, è un’altra data incredibile. Martini porta per la prima volta nella storia la Minardi in testa ad un Gran Premio, controllando con una prestazione stupefacente le due velocissime Williams-Renault tagliando il traguardo al quinto posto. A questi risultati, Martini aggiunse anche un meritato 6° posto in Australia, sotto una pioggia battente, il 7° e 8° posto a Monza e il 9° in Germania e Belgio.

Con 6 punti all’attivo, il Minardi Team conquista per il secondo anno consecutivo la Top 10, con 20 scuderie iscritte.

GIAN CARLO MINARDI “Sicuramente la stagione 1989 fu la prima di 3/4 stagioni in cui la Minardi era davvero veloce; mi vengono in mente il 1991 e il 1993”.

[1° Appuntamento] MINARDI M188 | IL “CAMMELLO” CHE CONSACRO’ MINARDI E MARTINI

Il 5 Aprile 1985 è la data simbolo per Gian Carlo Minardi e il Minardi Team. Alle ore 9,30 del venerdì di 35 anni fa, la Scuderia faentina firmava il debutto nel mondiale di Formula 1 prendendo parte, sulla pista brasiliana di Rio de Janeiro, al primo turno di prove libere con l’unico esemplare della M185 affidata a Pierluigi Martini. “Tutti ci guardavano come dei marziani” ricorda l’ex meccanico Bruno Valli.

Nei 21 anni di storia nel Mondiale ci sono state tante altre ricorrenze importanti e, una di queste, è certamente il 19 luglio 1988. Sulla pista di Detroit, sesta prova del mondiale, Pierluigi Martini e la Minardi conquistavano il primo punto mondiale frutto del sesto posto con la M188: un trionfo per il pilota romagnolo, assurto finalmente nel rango di vero driver della massima serie, ma sopratutto un premio per la tenacia di Gian Carlo Minardi, il primo grande traguardo raggiunto dal suo arrivo in F1.

La M188 progettata da Giacomo Caliri, soprannominata il “cammello” per la sua cronica instabilità doveva costituire un riscatto per la squadra. Purtroppo le aspettative non trovarono riscontro in pista. Monoposto a motore aspirato – Ford Cosworth DFZ V8 da 3500 cc – con passo molto corto – 2670 mm – pur avvalendosi di una sospensione a barre di torsione (questa soluzione sarà ripresa in F1 solo 10 anni dopo) la M188 non era performante e mal si adattava ai fondi stradali regolari. Nei primi cinque gran premi, la M188 contava tre ritiri, tre mancate qualificazioni (Monaco, Messico, Canada) con Adrian Campos ed appena un sedicesimo e due undicesimi posti. Questi risultati portano all’avvicendamento tra Campos e Martini, proprio in occasione del Gp degli USA.

Gli scarsi risultati portano anche ad una rivoluzione tecnica con l’insediamento di un èquipe di giovani ingegneri guidati da Aldo Costa, Gabriele Tredozi, Tommaso Carletti e Vincenzo Emiliani. Quest’ultimo venne incaricato di disegnare e tornare alla sospensione tradizionale a molle elicoidali che, grazie alla sua geometria, si incernierava più efficacemente alla scocca rendendo il tutto più rigido e migliorando il comportamento della vettura. L’allungamento del passo contribuì a rendere più stabile la monoposto, migliorando oltretutto il flusso aerodinamico. Infine, a partire dal GP d’italia venne adottata una cupola dinamica per aumentare il flusso d’aria al motore.

Tutte queste migliorie portarono ad un miglioramento di circa 3 secondi e la conquista del 7° posto in Australia, 8° in Portogallo e il 10° posto nel Campionato Costruttori su 18 scuderie.

19 Dicembre 1979 – 2019: 40 anni di Minardi Team

1980 – GM77, Presentazione del Minardi Team

Mercoledì 19 dicembre di quarant’anni fa l’attività sportiva di Gian Carlo Minardi cambiò stile e registro. Fino a quel momento le vetture gestite dal manager faentino correvano sotto “vesti” esterne:  prima Società del Passatore, poi Scuderia Everest.

“Il 19 dicembre 1979 nacque ufficialmente il Minardi Team, grazie anche ad Angelo Gallignani Presidente della Scuderia Everest e nel 1980 debuttammo in pista con la nostra prima macchina di Formula 2, la GM75 progettata da Caliri e Marmiroli, affidata a Miguel Angel Guerra, il primo pilota a correre sotto le vesti del Minardi Team” ricorda Gian Carlo Minardi.

Nonostante le difficoltà iniziali, l’argentino conquistò un buon 9° posto alla fine del Campionato Europeo. L’anno successivo, invece il talent scout Minardi, mette sotto contratto un certo Michele Alboreto che al volante della Minardi-Fly M281 conquista il podio col terzo posto a Pergusa  e la brillante vittoria nella gara di Misano nel pieno del torrido agosto della Riviera….  ma questa è un’altra storia.

Gian Carlo Minardi e Domenico Sangiorgi

Contestualmente al Minardi Team, fa il suo esordio anche lo scudo – il trapezio blu col leone e bandiera italiana e lettere gialle –  che ha accompagnato Gian Carlo Minardi e il Minardi Team in tutto il suo cammino culminato con 21 anni di Formula 1 e 340 Gran Premi, numeri che ancora oggi consacrano la scuderia faentina nella top ten tra i team che hanno corso più gran premi nella storia della F1 che il prossimo anno spegnerà 70 candeline.

“In quel momento siamo diventati costruttori, certificati CSAI e FIA, crescendo anno dopo anno fino a diventare troppo grandi per il Campionato di F2, ma troppo piccoli per la Formula 1. Negli anni ’80 la F1 era il sogno di tutti ed all’apice della notorietà e così presi la decisione di lanciarmi in questa sfida costruendo nel 1984 il primo prototipo di monoposto di F1, debuttando poi l’anno successivo in Brasile con Pierluigi Martini. Il tutto supportato da un gruppo di imprenditore emiliani – romagnoli che mi hanno dato fiducia” prosegue il manager faentino.

Da Sinistra: Ing. Giacomo Caliri, Bruno Corradi (Pilota), Gian Carlo Minardi, Ing. Luigi Marmiroli, Tonino Bertoni (capo meccanico)

“Con grande orgoglio e soddisfazione in tutti quegli anni abbiamo costruito le nostre monoposto e per questo, ancora oggi, non vedo positivamente la possibilità di avere una griglia di F1 composta da assemblatori e/o cloni”

“Mi fa piacere che, quarant’anni dopo, il nome Minardi sia ancora vivo nella memoria degli appassionati come ci dimostrano da quattro anni a questa parte durante l’Historic Minardi Day. Augurandovi Buone Feste, vi aspetto da venerdì 24 a domenica 26 aprile sempre all’Autodromo di Imola per l’edizione numero cinque”

1979 – Preparazione GM75 per la galleria del vento

L’aria fresca di Faenza

L’incredibile gran premio di Germania, undicesimo appuntamento del Campionato del Mondo di Formula 1, ci ha regalato certamente la corsa più entusiasmante della stagione con continui ribaltamenti della classifica, grazie alla pioggia unitamente ai numerosi errori dei piloti (tra i quali Hamilton, Leclerc, Bottas e Hulkenberg) e le rotture come per Daniel Ricciardo tradito dalla sua Power Unit Renault che hanno fato entrare in pista la safety-car per la bellezza di quattro, volte oltre a due virtual SC.

Sotto la bandiera a scacchi sono transitate solamente tredici vetture con Max Verstappen che regala alla Red Bull e alla Honda il secondo successo stagionale, davanti a Sebastian Vettel e a Daniil Kvjat con la Toro Rosso.

Cosa hanno in comune tutti questi tre piloti?

Esser passati per Faenza. Se Kvyat e Verstappen hanno firmato il loro esordio in F1 proprio con la Toro Rosso, Sebastian Vettel è arrivato a Faenza con un gran premio alle spalle coi colori BMW-Sauber, chiamato a sostituire in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti Robert Kubica, sfortunato protagonista a Montreal di un terribile incidente. Il quattro volte campione del mondo tedesco, però, ha regalato alla Toro Rosso il primo successo, nel 2008 durante il gran premio di Monza fortemente condizionato dalla pioggia.

Il podio di domenica scorsa deve essere motivo di grande orgoglio per la Toro Rosso e la Red Bull, che li ripaga di tutto il lavoro svolto col suo programma giovani. Ho mandato subito i complimenti a Franz Tost” commenta Gian Carlo Minardi

Un podio che mi fa particolarmente piacere poiché il lavoro iniziato col marchio Minardi sta proseguendo a pieno ritmo. Mi ricordo quando la griglia di partenza del Gran Premio d’Italia 2003 era composta da quadi il 50% dei partecipanti (9 piloti su venti) erano targati Minardi (Jos Verstappen e Nicolas Kiesa su Minardi, Fernando Alonso e Jarno Trulli con Renault, Giancarlo Fisichella e Zsolt Baumgartner su Jordan, Mark Webber e Justin Wilson con Jaguar e Marc Genè con Williams ndr). Un record oggigiorno difficile da eguagliare e da battere

F1 | Abu Dhabi, ultima tappa per Fernando Alonso. MINARDI “Sarà solo un arrivederci”


Domenica, ad Abu Dhabi, Fernando Alonso correrà il suo ultimo Gran Premio di Formula 1 dopo il debutto in Minardi nel 2001, 17 anni di carriera, due mondiali vinti e tre sfiorati. Dal 2019 il pilota spagnolo inizierà a scrivere un nuovo capitolo andando a caccia della 500 Miglia di Indianapolis.

Le ultime stagioni con la McLaren sono state avare di soddisfazioni e non gli hanno regalato i risultati sperati e che avrebbe meritato, ma non sono mancati gli apprezzamenti da parte dei colleghi e degli addetti ai lavori. Abbiamo voluto raggiungere telefonicamente chi portò Fernando Alonso nel Circus della Formula 1: Gian Carlo Minardi.

Sono stato presenta al suo primo test in Formula 1 nel 1999 proprio con la Minardi dopo la vittoria della World Series by Nissan, al suo primo Gran Premio di F1 a Melbourne nel 2001 sempre con la Minardi, ma non sarò ad Abu Dhabi perché sono convinto che non sarà il suo ultimo Gran Premio. La gara degli Emirati sarà solamente un arrivederci” commenta il manager faentino

Gli faccio un grande in bocca al lupo per tutte le sue prossime sfide e gli dico anche di divertirsi poiché ha ancora molto da dare, e ricevere, da questo sport” conclude Minardi

F1 | Gran Premio d’America, Il weekend delle “prime volte” con Gian Carlo Minardi

Stiamo entrando nel fine settimana che ci porterà verso il diciottesimo round in calendario: il Gran Premio degli Stati Uniti, un appuntamento che per il Minardi Team è sinonimo di risultati unici che hanno contribuito a cambiarne la storia. Parliamo di Detroit 1988, il gran premio che regalò al team faentino il primo punto mondiale […]

Curiosità Gp Ungheria ’94, Michele Alboreto sfiora la Top-six

E’ di Michele Alboreto il miglior risultato marchiato dal Minardi Team sul tracciato di Budapest che il prossimo weekend ospiterà il dodicesimo round del Mondiale.

Al volante della Minardi M194 motorizzata Ford HBC7/8, in coppia con Pierluigi Martini, si rende protagonista di un’importante rimonta. Scattato dalla ventesima posizione, il pilota milanese taglia il traguardo alle spalle della Ligier-Renault di Olivier Panis, in settima posizione sfiorando la zona punti. Erano gli anni in cui solamente ai primi sei classificati venivano attribuiti i punti (da 10 a 1). Il gran premio fu vinto da Michael Schumacher su Benetton davanti a Damon Hill su Williams e a Jos Verstappen (Benetton). Il tedesco si laureerà Campione del Mondo davanti all’inglese con un solo punto di vantaggio. Tra i costruttori la scuderia faentina chiuderà la stagione con cinque punti all’attivo e il decimo posto assoluto.

L’anno successivo il team fondato da Gian Carlo Minardi conquista nuovamente la top-ten con Luca Badoer ottavo (dietro la Jordan di Rubens Barrichello) e Pedro Lamy nono al volante della M195 sempre motorizzata Ford. Su 24 partenti, solamente dieci vetture riuscirono a tagliare il traguardo con le Williams di Damon Hill e David Coulthard a firmare la doppietta davanti al ferrarista Gerard Berger col leader Michael Schumacher costretto al ritiro per la rottura del propulsore Renault.

Il rammarico più grande è legato all’edizione del 1993 quando Pierluigi Martini con la M193 (la prima monoposto Minardi dottata di sospensioni attive e il primo cambio sequenziale spinta dal propulsore Ford che godeva di bassi consumi), durante un doppiaggio, finì in testacoda vanificando un risultato importante.

F1 | Minardi M191B-Lamborgnini, Bortolotti “Momento indimenticabile”

26 anni dopo Christian Fittipaldi e Gianni Morbidelli, il volante della Minardi M191B, protagonista nei primi sette gran premi di F1 del 1992 (prima di cedere il passo alla M192) spinta dal 12 cilindri LE3512 Lamborghini progettato da Mauro Forghieri è passato al Lamborghini Factory Driver Mirko Bortolotti, che ha avuto il compito di effettuare lo shake down dopo il lavoro di restaurato portato avanti dal Polo Storico della casa di Sant’Agato Bolognese durato sette mesi.

Il pilota ufficiale Lamborghini ha portato a termine le 20 tornate programmate senza accusare alcun problema.

Vedere i tecnici al lavoro sul progetto originarli ed emozionarsi al momento della prima accensione,del V12 Lamborghini, è stato un momento indimenticabile” commenta il driver di Trento “Queste vetture “old school” sono davvero fantastiche e uniche. Complimenti a tutti i componenti del Polo Storico Lamborghini che hanno reso tutto questo possibile dopo un restauro durato nel sette mesi

La M191B è ora pronta per tornare a correre e gareggiare nei campionati dedicati alle storiche gare di F1.

A questo link è disponibile il video realizzato da Lamborghini Squadra Corse

La Minardi M191B motorizzata Lamborghini è tornata in pista dopo 26 anni

 

A distanza di 26 anni dal suo ultimo Gran Premio di Formula 1, il telaio Minardi M191B numero 003 equipaggiato con motore Lamborghini LE3512 V12 è tornato in pista.

L’emozionate shakedown organizzato da Lamborghini Squadra Corse è frutto di un meticoloso lavoro di restauro effettuato dalla Lamborghini Polo Storico col supporto dell’ex personale Lamborghini Engineering, parte attiva del progetto Lamborghini F1 nei primi anni ’90.

La Minardi M191B è la prima monoposto restaurata da Polo Storico. Dopo esser stata esposta al Lamborghini Museum di Sant’Agata Bolognese, sono stati necessari sette me si di lavoro per riportare la monoposto al suo stato originale, conservando la maggior parte dei componenti originali.

Le gomme, il serbatoio del carburante, la centralina del motore, le cinture di sicurezza e il sistema antincendio sono stati rinnovati, mentre gli altri componenti sono stati accuratamente restaurati, a partire dal motore progettato da Mauro Forghieri. Il 12 cilindri LE3512 è ancora in grado di erogare una potenza vicina ai 700 HP, consentendo agli appassionati di rivivere le emozioni degli anni d’oro della Formula Uno.

Gli ospiti d’onore in occasione del grande ritorno sono Mirko Bortolotti, Lamborghini Factory Driver e Giancarlo Minardi. Il fondatore del team di Faenza ha ricordato la proficua collaborazione con Lamborghini che è durata per tutta la stagione 1992: “Vedere i modelli di 25 o 30 anni fa è ancora emozionante. Sono le ultime auto prima dell’inizio della telemetria e delle trasmissioni automatiche. A parte il rombo, che ancora oggi riporta quei tempi meravigliosi, è stato un motore molto flessibile con un’enorme potenza a partire dai bassi regimi “.

Affidato ai piloti Gianni Morbidelli e Christian Fittipaldi, il Minardi M191B # 003 ha gareggiato nelle prime gare del Grand Prix del 1992 prima di essere sostituito dalla M192, anch’essa equipaggiata con un motore Lamborghini. Il miglior risultato ottenuto dalla monoposto restaurata dal Polo Storico è stato l’undicesimo posto con Christian Fittipaldi al volante del GP di Spagna, ed è ora pronto per tornare a correre e gareggiare nei campionati dedicati alle storiche gare di F1. L’esito del test è stato molto positivo: l’auto ha percorso più di 20 giri senza alcun problema e il motore Lamborghini ha mantenuto perfettamente tutte le caratteristiche che avevano tanto impressionato Ayrton Senna durante i test dell’Estoril del 1993.

Foto: Lamborghini Squadra Corse

F1 | GP Inghilterra 1989, Dallo spettro delle pre-qualifica alla zona punti con Martini-Sala

Questo fine settimana il Mondiale di Formula 1 arriva in Inghilterra, sullo storico tracciato di Silverstone per il decimo appuntamento. Per il Minardi Team e Gian Carlo Minardi Silverstone è sinonimo del Gran Premio di Bretagna 1989, un appuntamento cruciale per il futuro della scuderia faentina.

Lo spettro delle pre-qualifiche si avvicinava e la tensione in seno alla squadra era palpabile. Per regolamento, se la Minardi non fosse riuscita a conquistare almeno due punti avrebbe dovuto disputare le pre-qualifiche nella seconda metà della stagione, in programma il sabato mattina. La neonata M189, al debutto nelle trasferte americane di Messico e Stati Uniti, aveva sofferto di problemi ai radiatori e in occasione del round britannico le vetture di Piero Martini e Luis Perez Sala si presentarono in pista con convogliatori, radiatori dell’olio e dell’acqua completamente nuovi e non testati.

Al sabato, in qualifica, Martini e Sala ottengono l’undicesimo e quindicesimo tempo. La domenica, tre giri dopo il via della gara, il pilota romagnolo chiamò via radio i box “Temperatura dell’acqua altissima! Altissima! E’ entrato qualcosa nelle pance. Rientro!” La Minardi numero 23 piombò ai box a tutta velocità e in pochi istanti venne attorniata dai meccanici che cercarono di pulire i radiatori, senza però riscontrare nessuna anomalia, rimandandola comunque in pista. Nonostante il pit-stop non preventivano Martini riuscì a recuperare il divario tagliando il traguardo al quinto posto, davanti al compagno, facendo esplodere di gioia tutto il muretto.

Fu un weekend memorabile” ricorda Gian Carlo Minardi “Per evitare l’incubo delle pre-qualifiche e restare nei primi dieci team dovevamo assolutamente conquistare due punti e quando Piero rientrò ai box al terzo giro decisi di rispedirlo in pista per la disperazione, tentando il tutto per tutto. Per fortuna tutto si risolve. La temperatura dell’acqua aveva superato i 120°, ma per fortuna dopo la sosta l’allarme rientrò. A quei tempi non c’era ancora la velocità limitata in pit-lane e pertanto non perdemmo troppo tempo. Per noi fu un risultato memorabile supportato anche dalle gomme Pirelli che funzionarono al 101%. Due vetture a punti e tre punti conquistati, nonostante tutte le avversità” ricorda il costruttore faentino. “Da quel momento la macchina continuo riuscendo a conquistare il quinto posto in Portogallo, la seconda fila a Jerez e Australia e il secondo tempo nelle qualifiche a Phoenix l’anno successivo

Con grande entusiasmo, anche Delio Dragoni ricorda quell’incredibile fine settimana “Passammo dalla stalle alle stelle in un solo giorno. Un quinto e sesto posto equivaleva ad aver vinto il mondiale. Un’emozione incredibile e unica. Dovevamo assolutamente conquistare dei punti per restare nei primi dieci team e sopravanzare l’Osella, evitando così le pre-qualifiche del sabato mattina. In quel periodo solamente ai primi sei classificati venivano assegnati i punti” ricorda Delio, nelle file del Minardi Team dal 1985 al 1992 come responsabili delle gomme “Nonostante la tensione fosse palpabile, le sensazioni erano positive soprattutto dopo aver parlato col responsabile della Pirelli, il nostro fornitore. In quel gran premio le gomme si comportarono magnificamente nonostante la squadra di riferimento per il costruttore milanese fosse la Tyrrel. Inoltre dai test in galleria del vento sapevo che Silverstone sarebbe stata una pista favorevole alla nostra M189, anche se non ci saremo mai immaginati di raggiungere quel risultato così incredibile. La sua aerodinamica si adattava molto bene ai tracciati senza avvallamenti come il tracciato britannico” conclude

F1 | GP Francia 1994, Piero Martini conquista il quinto posto

Il prossimo fine settimana la Francia tornerà ad ospitare le monoposto di Formula 1 in occasione dell’ottava tappa del mondiale, a dieci anni dall’ultima edizione sul tracciato di Magny-Cours vinta da Felice Massa su Ferrari davanti a Lewis Hamilton e Kovalainen, entrambi su McLaren-Mercedes.

A riportare i transalpini nel calendario sarà il tracciato del Paul Ricard che nell’ultima edizione del 1990 vide trionfare Alain Prost su Ferrari.

Per i colori del Minardi Team il gran premio di Francia è sinonimo del quinto posto conquistato da Pierluigi Maritini nell’edizione del 1994 (corsa sul tracciato vicino alle cittadine di Magny-Cours e Nevers nel dipartimento della Nièvre in Borgogna), partendo dalla sedicesima posizione. Erano gli anni in cui solamente ai primi sei classificati venivano attribuiti un punteggio. Un risultato incredibile.

All’esordio nel Mondiale nel 1985 del Minardi Team il gran premio di Francia era ospitato a Le Castellett così come le successive cinque edizioni, ma i piazzamenti più importanti arrivano negli anni ’90 a Magny-Cours con il nono posto sempre di Martini nel 1991, l’ottavo posto di Morbidelli l’anno successivo al volante della M192 spinta dal V12 Lamborghini e di Fittipaldi nel 1993 oltre al già citato quinto posto con la M194.

Nel 2003, durante le qualifiche del venerdì, Jos Verstappen porta in vetta la Minardi PS03 sfruttando la pista asciutta e le gomme slick facendo esplodere tutto il box di gioia. In quella stagione le qualifiche si disputavano su due giri veloci, uno il venerdì e l’altro il sabato, successivamente sommati per disegnare la griglia. Dopo un abbondamene acquazzone, sul finale di sessione la pista si asciuga e nel loro unico giro i piloti Minardi abbandonano le mescole rain portando in vetta il team faentino. Un risultato che ci piace ricordare.

Il quinto posto di Martini conquistato in Francia fu molto importante in termini di punteggio. Insieme a Michele Alboreto quella del ’94 fu una stagione positiva conclusa con il sesto posto a Montecarlo e il quinto posto in Spagna. Con l’attuale regolamento gli arrivi a punti sarebbero stati maggiore sia in quella stagione che in molte altre edizioni del gran premio di Francia. A distanza di dieci anni ritorna in calendario in un Paul Ricard rinnovato nelle strutture e lievemente nel layout a fronte della sicurezza anche se in queste settimane erano in corso diversi lavori per sostituire l’asfalto posizionato nelle vie di fugai n favore del ritorno della ghiaia” racconta Gian Carlo Minardi

Trofeo Bandini e Minardi Day assieme nel weekend del 5 e 6 maggio

Trofeo Bandini e Minardi Day assieme, per un weekend motoristico internazionale che vedrà i due prestigiosi eventi sabato 5 e domenica 6 maggio integrarsi in maniera spettacolare ,grazie alle sinergie strategiche dei due principali Organizzatori, il Presidente del Comitato Trofeo Bandini Francesco Asirelli, al via dell’edizione numero 25 del Trofeo dedicato al pilota Ferrari scomparso nel 67 e Giancarlo Minardi che con Formula Imola sta preparando la terza edizione del Minardi Day.

Sarà il finlandese Valtteri Bottas, della scuderia Campione del mondo in carica “Mercedes-AMG Petronas Motorsport” il pilota premiato a Brisighella nel pomeriggio di sabato 5 maggio per l’edizione 2018. Nell’ambito della 25esima edizione del Trofeo Bandini a fianco di Valtteri Bottas l’autorevole Comitato d’onore, che comprende alcuni fra gli Esponenti più illustri della Stampa e del Motorsport italiano, ha assegnato uno speciale ed esclusivo Trofeo al Presidente ACI , nonché’ Vicepresidente FIA, Ing Angelo Sticchi Damiani, la cui prestigiosa presenza coniuga perfettamente il Motorsport italiano con l’immagine Internazionale degli Eventi del weekend, con grande risalto di MotorValley.

Fra i premiati gli ingegneri Aldo Costa progettista delle F1 Campione del mondo e Riccardo Mosconi Ingegnere di Pista del Pilota Lewis Hamilton, completano la formidabile presenza di Mercedes –AMG Petronas Motorsport che, per la gioia di tanti appassionati metterà a disposizione ben due Monoposto di F1 la W04 del 2013 e la W07 del 2016.

La W07, Campione del mondo nel 2016, sarà condotta da Valtteri Bottas Sabato pomeriggio dalla piazza di Faenza, per strada, a Brisighella, dove alle 18 riceverà il prestigioso Trofeo, fra i premi piu’ ambiti dei piloti del Circus iridato.

La Mercedes, protagonista con successo dell’edizione 2015 con lo stesso Team Principal Toto Wolff ospite applauditissimo nell’incantevole Borgo medievale romagnolo, calcherà, nell’intero weekend, le scene del Minardi Day a Imola con la W04 del 2013 alla cui guida si esibirà proprio il suo progettista, già Responsabile Tecnico del Minardi Team, Aldo Costa . Al box “Mercedes” di Imola farà tappa anche il Pilota Valtteri Bottas per firmare autografi prima di raggiungere Faenza

Un week end intenso, due eventi mozzafiato: il prestigioso Primo Bandini la cui 25° edizione, ricca di eventi che si intreccia con una manifestazione, il Minardi Day, richiamo di tanti appassionati del Motorsport, giunta alla sua terza edizione.

Lo spettacolo del Trofeo Bandini entrerà nel vivo dalle 15.00 di Sabato pomeriggio 5 maggio, con esibizioni e sfilate mozzafiato in attesa dell’arrivo della Mercedes F1 W07 a Brisighella, per terminare con la Cerimonia prevista per le 18 presso l’Anfiteatro dello spettacolare Borgo medievale .

CASA MINARDI | Quel matrimonio con Alfa Romeo che non s’ha da fare


Dopo Haas, Williams e Red Bull oggi è stata la giornata del team svizzero (insieme alla nuova Renault R.S. 18). Con la presentazione della C37 è iniziata ufficialmente la nuova avventura dell’Alfa Romeo nel mondiale di Formula 1 a fianco della Sauber ,dopo oltre 30 anni dalla sua ultima apparizione nel Circus, forte del ruolo di title sponsor della scuderia elvetiva. La livrea era già stata presentata nel mese di dicembre, ma l’attesa verso questa nuova partnership fortemente voluta dal presidente della Ferrari Sergio Marchionne, è ricca di aspettative.

La storia del Biscione nel mondiale di F1 è ricco di successi, con quindici monoposto in 112 GP conquistando dieci vittorie e due mondiali, ma anche molte ombre oltre ad un capitolo non scritto, legato a Faenza. Negli anni ’80, da una parte l’Alfa Romeo stava attraversando un periodo di risultati negativi, mentre dall’altra Gian Carlo Minardi si preparava al debutto nel mondiale.

Nel 1984 il manager faentino presentò un’offerta di 1.800.000.000 di lire al Presidente Massacesi per acquistare la squadra di F1, il quale, dopo un incontro, promise a Minardi una fornitura di motori per la stagione seguente. La prima Minardi F1 – M184 – nasce velocemente intorno all’otto cilindri Alfa e a metà luglio viene presentata, prima di scendere in pista per numerosi sessioni di test con Alessandro Nannini.

Tutto sembrava pronto quando inaspettatamente arriva la doccia fredda. Massacesi comunicò di punto in bianco che l’accordo era saltato. In Brasile ‘85, la Minardi non avrebbe avuto i motori Alfa Romeo. Nonostante la notizia shock, era troppo tardi per tornare indietro. La Minardi F1 doveva partire e la monoposto venne modifica per ospitare il propulsore (vetusto) aspirato Ford-Cosworth

“La presentazione di oggi segna il ritorno di uno dei brand più conosciuti insieme a Ferrari. Sono felice per questo nuovo inizio, con la speranza che la partnership si possa evolvere. Questa collaborazione tra il Biscione e la Sauber mi riporta indietro al 1984 quando il Presidente dell’Alfa Romeo, Massacesi, mi promise la fornitura del motori Alfa per la mia prima monoposto con cui avrei debuttato nel Mondiale di F1 l’anno successivo.

La prima Minardi era nata attorno al propulsore milanese, coprendo anche numerosi test insieme ad Alessandro Nannini, quando improvvisamente il Presidente si tirò indietro. Così è iniziata la mia avventura.

Nonostante questa falsa partenza, sono grato al marchio Alfa poiché senza quell’accordo di fornitura molto probabilmente non ci sarebbe stata la storia Minardi in F1. Mi aveva dato la spinta giusta e la motivazione per perseguire il mio sogno. Faccio un grande il bocca al lupo a tutto il team” ricorda Gian Carlo Minardi