F1 – Il gran premio d’Australia secondo Gian Carlo Minardi

Share via email

Formula1'Con il gran premio d’Australia si è alzato il sipario sulla nuova stagione di Formula 1. Come ci si aspettava abbiamo potuto assistere ad una gara ricca di colpi di scena con la Brawn GP che conquista la sua prima doppietta stagionale e della sua brevissima storia, grazie alla vittoria dell’inlese Jenson Button davanti a Rubens Barrichello. Al terzo posto, dopo la penalizzazine di Jarno Trulli, sale il campione del mondo Lewi Hamilton, autore du una grande gara con una moonposto non ancora al top.

29 marzo 2009 – Gp d’Australia. E’ stato un Gran Premio che ha saputo regalarci tantissime emozioni ed era proprio quello che ci voleva per cercare di riappacificare l’ambiente dopo le diverse polemiche. E’ anche vero che dovremo aspettare la decisione finale della Corte d’appello di metà aprile per quanto riguarda la regolarità di Brawn GP, Toyota e Williams. Certamente alcune scuderie dovranno mettersi a lavorare, anche se sicuramente lo staranno già facendo per cercare di recuperare il gap, interpretando al meglio i nuovi regolamenti, cosa che ha saputo fare molto bene proprio la scuderia di Ross Brawn.

In questo momento abbiamo a che fare con team che hanno saputo interpretare al meglio le nuove regole; altri che, nonostante siano abbastanza competitivi e veloci, presentano un divario tecnico che anche l’uso del KERS non è stato in grado di eliminare. Ci siamo trovati di fronte ad un bellissimo inizio di stagione con tutta una serie di problematiche emerse, già in parte, nelle prove invernali: è fuori discussione che abbiamo nei primi 5 posti quattro vetture che in questo momento sono sotto osservazione (Brawn GP e Toyota), con Lewis Hamilton (4°) e Fernando Alonso (6°), i primi di quelli che hanno dato un’interpretazione diversa, infatti già il settimo posto è occupato dal pilota Williams Nico Rosberg (altro team sotto inchiesta).

Formula1'

A mio modesto parere, come succede ogni volta, il regolamento è stato interpretato in modo diverso e difficilmente la FIA verrà sconfessata, visto che proprio loro avevano dato il via libera a queste scuderie. Indubbiamente per ricorrere ai ripari passerà qualche gara, anche se in Australia abbiamo avuto un’altra variabile fondamentale: le gomme. La differenza tra soft e dure era notevole, permettendoci di vivere una gara movimentata e ricca di colpi di scena fino alla fine, caratterizzata da sorpassi, strategie diverse, l’uso del KERS ed errori dei piloti come il contatto finale tra il neo pilota Red Bull Sebastian Vettel e il polacco di casa BMW Sauber Robert Kubica, che avevano fatto fino a tre giri dalla fine una gara strepitosa. Il tedesco (che sarà penalizzato di 10 posizioni nel prossimo Gran Premio) ha tenuto la staccata troppo lunga quando sapeva benissimo che non sarebbe riuscito a tenere dietro per altre tre tornate la BMW, che in quel momento montava le gomme dure contro le sue morbide e quasi completamente degradate, mentre Kubica poteva tenersi un po’ più largo. Fa parte comunque degli incidenti di gara, anche se con un po’ più di attenzione avremmo vissuto un finale ancora più esaltante.

BMW'

Con il suo ritmo il portacolori BMW avrebbe potuto impensierire addirittura il leader Jenson Button, in difficoltà anche lui con le gomme soft. A mio parere questa sarà una variante legata principalmente a questo tipo di tracciato, poiché la Bridgestone cercherà di regolarsi in modo diverso in futuro. Abbiamo poi potuto vedere che il KERS è molto utile in caso di sorpasso, anche se in questo momento non tutte le monoposto sono dotate del sistema di recupero dell’energia cinetica. Sarà interessante vedere cosa succederà quando sarà adottato da tutti i team.

Tornado al Gran Premio, dopo i risultati dello scorso anno, abbiamo avuto la conferma della BMW Sauber: Kubica ha lavorato molto bene anche senza l’uso del KERS, che invece montava il suo compagno di scuderia. Sono ripartiti da dove avevano concluso la scorsa stagione, dando vita ad una gara tutta all’attacco: peccato solo per il contatto finale che li ha privati di un podio sicuro. Avevano indovinato la strategia partendo con gomme morbide e a tre tornate dalla bandiera a scacchi stavano recuperando quasi un secondo sulla Brawn GP. Proprio la neonata vettura si è mostrata molto solida e affidabile (oltre che competitiva), infatti nel contatto iniziale di Rubens Barrichello le sospensioni hanno reagito molto bene e anche con l’ala anteriore danneggiata è riuscito a portare a termine il primo stint. Certamente qualche “giapponesino” si starà mordendo le mani vedendo questi risultati. Bene anche la Williams, che senza il problema alle gomme avrebbe potuto lottare per il podio con Nico Rosberg: il giro più veloce in gara è stato segnato proprio dal tedesco.

Williams'

Chi è venuta a mancare maggiormente è proprio la Ferrari che ha accusato ancora una volta dei problemi di affidabilità perdendo punti importanti, anche se siamo solo alla prima tappa. In casa Renault, già in qualifica, avevamo visto invece un Fernando Alonso in difficoltà che solo grazie ad una gara senza errori e ai ritiri altrui è riuscito a conquistare punti importanti e forse anche insperati al via della gara. Grande gara per il campione in carica di casa McLaren Mercedes Lewis Hamilton che, con una macchina non al top, ha conquistato un buon quarto posto (diventato terzo con la penalizzazione di 25’’ di Jarno Trulli per aver superato con la safety car in pista). Buoni riscontri sono arrivati anche dall’unico debuttante, Sebastien Buemi (Toro Rosso) che ha regalato alla sua scuderia due dei tre punti conquistati in questo primo week end.

Ora bisognerà vedere come i team reagiranno alla supremazia della scuderia di Ross Brawn in questo nuovo panorama, dove si può provare solo durante le prove libere del venerdì o simulando sui computer le novità aerodinamiche. Il campionato è ancora lungo e quindi tutti c’è tutto il tempo per rimontare e far bene: diventerà determinante la capacità di organizzazione delle scuderie e di sviluppare una monoposto senza avere il riscontro immediato della pista. Ci troviamo di fronte ad uno scenario nuovo e abbastanza competitivo con tutti i team molto vicini: in Q2 avevamo quindici piloti racchiusi in meno di un secondo.

Ferrari'

Quello che mi ha lasciato perplesso è stata l’uscita della safety car: a mio avviso hanno aspettato troppo tempo. Mi auguro che non sia stata una cosa voluta, ma semplicemente un caso, visto che al momento dell’incidente Vettel aveva già effettuato la sua sosta, a differenza di Jenson Button.

Tra soli sette giorni la Formula 1 sarà nuovamente di scena sul tracciato della Malesia, dove avrò la fortuna di vedere la corsa dal vivo. Visto il poco tempo a disposizione i valori in campo saranno confermati anche se si arriverà su un circuito vero, visto che Melbourne lo possiamo classificare come circuito cittadino. Dopo il 14 aprile, giorno in cui sapremo se le tre monoposto saranno considerate regolari, i team modificheranno di conseguenza le loro vetture e quindi già dal Gran Premio della Cina (17-19 aprile) potremmo avere delle sorprese. Tra le altre cose, in caso di squalifica, avremmo uno stravolgimento non da poco con la vittoria che andrebbe a Lewis Hamilton, seguito da Fernando Alonso, Buemi (Toro Rosso), Bourdais (Toro Rosso), Adrian Sutil (Force India), Heidfeld (BMW), Fisichella (Force India) e Webber (Red Bull). Tutto questo nasce dal fatto che secondo alcuni team è stato infranto lo spirito del regolamento, ovvero avere meno carico e meno turbolenze per le macchine che seguono.

Un saluto a tutti e come sempre rimango a vostradisposizioni. Potete inviarmi le vostre curiosita’/domande a: media@minardi.it

Gian Carlo Minardi