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F1 | Ricciardo al centro del mercato-piloti 2019. Hamilton la chiave di volta

Ferrari, Mercedes, McLaren, Renault e, naturalmente, Red Bull. Mai come in questo Daniel Ricciardo che, è al centro del mercato piloti.

Si è dato dieci giorni di tempo per decidere. La Red Bull dal prossimo anno abbandonerà i propulsori Renault per passare alla forniture giapponese che equipaggia già i cugini della Toro Rosso. Un’incognita in più per l’australiano, anche se la Power Unit Honda, rispetto alle catastrofiche stagioni con la McLaren, ha dimostrato di aver compiuto passi da gigante in termini di affidabilità e prestazioni.

La vittoria nella 24 Ore di Le Mans e la poca competitività della McLaren, potrebbero spingere Fernando Alonso a salutare la F1 già a fine di questa stagione puntando verso nuove sfide liberando di fatto un sedile a Woking. Per Ricciardo ci sarebbe pronto un contratto da 20 milioni di dollari, ma alla porta dell’australiano avrebbe bussato anche la Renault. Ci potrebbe essere uno scambio con Carlos Sainz attualmente ancora sotto contratto con il team di Milton Keynes.

Sebastian Vettel si sarebbe opposto all’arrivo di Daniel Ricciardo in Ferrari, chiudendo di fatto le porte di Maranello all’ex compagno di scuderia, nonostante Kimi Raikkonen abbia ventilato la voglia di concludere definitivamente la sua avventura nel mondiale di F1, lasciando libero un sedile molto appetibile che potrebbe essere occupato dal monegasco Leclerc.

Non ho ancora vinto un mondiale e, nonostante McLaren e Renault non siano le mie principali scelte, un eventuale approdo non si tramuterebbe in un passo indietro nella mia carriera, ma semplicemente un investimento nel futuro. L’obiettivo è cercare di avere una monoposto per puntare al massimo traguardo, ma se questo non fosse possibile, allora subentreranno altre valutazioni” commenta Daniel RicciardoL’arrivo di Honda in Red Bull non è stato una notizia shock, poiché sapevo di questa possibilità. Ora cercherò di capire quali saranno gli sviluppi. Con Toro Rosso Honda ha fatto dei passi in avanti

Prima di prendere una qualsiasi decisioni Ricciardo guarderà anche a Brackley dove c’è Lewis Hamilton in scadenza di contratto a fine 2018.

Ad oggi Hamilton non ha ancora firmato il prolungamento di contratto con la Mercedes e Ricciardo aspetterà di vedere cosa succederà in casa Mercedes prima di prendere qualsiasi decisione. Qualora Hamilton non dovesse rinnovare si scatenerebbe un effetto a catene nel paddock con un giro di sedili importanti. In questo fanta-mercato, fossi nella Ferrari, non mi farei sfuggire il britannico per costruire un Dream-Team con Vettel, nonostante il tedesco abbia imposto il suo veto sull’arrivo dell’australiano” commenta Gian Carlo Minardi

Per Maranello sarebbe un grande colpo avere in squadra due grandi piloti per puntare sia al titolo piloti che costruttori, portando via alla concorrenza il principale attore e avversario. In alternativa l’idea giovane di Leclerc mi piace molto che, a sua volta, liberebbe un posto in Sauber per Giovinazzi” prosegue il manager faentino che si dice sempre più convinto di un ritiro dalla F1 del neo-vincitore della 24 ore di Le Mans Fernando Alonso “McLaren avrà bisogno di un top driver così come la Renault. Potrebbe essere un mercato scoppiettante, ma molto dipenderà da Hamilton

F1 | Red Bull verso il rinnovo biennale con Renault?

Reduce dalla prima vittoria stagione col giovanissimo Max Verstappen sul tracciato spagnolo di Barcellona, la Red Bull avrebbe chiuso un accordo con la Renault per la fornitura della Power-Unit per i prossimi due anni successivi.

Dopo la telenovela della passata stagione, rischiando di restare senza un’unità motrice nel 2016 trovando la porta chiusa sia di Mercedes che Ferrari dopo il benservito dai transalpini, conclusa con il rinnovo per una stagione con la Renault sotto il marchio TAG Heuer il team di Milton Keynes aveva avviato una trattativa con la BMW, fortemente interessata a tornare in Formula 1.

L’incertezza che aleggia ancora oggi intorno ai regolamenti 2017 ha portato ad uno stallo della collaborazione, facendo pendere la bilancia verso una continuità del rapporto con la casa francese per le prossime due stagioni “La BMW avrebbe deciso di rinunciare al rientro nel Circus, vista l’incertezza sui prossimi regolamenti. Di conseguenza la Red Bull avrebbe già rinnovato la collaborazione con la Renault per le stagione 2017 e 2018, anche grazie ai buoni risultati raggiunti e alla nuova politica del team” commenta Gian Carlo Minardi “Resta il dubbio sul futuro in casa Toro Rosso: continuare con la Ferrari, passare ai Renault oppure puntare verso una soluzione più eclatante qualora venisse fatta chiarezza sui regolamenti” conclude il manager faentino

A conclusione della due giorni di test al Montmelò, i piloti Red Bull e Renault sono rimasti positivamente colpiti dalla nuova power-unit portata in pista dai transalpini

F1 | Verstappen in Red Bull al posto di Kvyat. Minardi “Decisione presa d’impulso”

Gli ultimi errori commessi da Daniil Kvyat non sono passati inosservati in casa Red Bull. Helmut Marko, nel post-gp, aveva fatto intuire che qualcosa sarebbe potuto cambiato e proprio in queste ore è arrivata l’ufficializzazione da parte della squadra di Milton Keynes.

A partire dal Gran Premio di Spagna ci sarà l’inversione di abitacolo tra il russo e Max Verstappen che saluta la Toro Rosso per accasarsi in Red Bull al fianco di Daniel Ricciardo. Kvyat è stato così retrocesso, tornand proprio in Toro Rosso dove al debutto si era messo in mostra, procurandosi una promozione-lampo in un top-team dopo una sola stagione in Formula 1

Ho l’impressione che si sia agito troppo di impulso, nel bocciare un pilota che aveva fatto molto bene al debutto in F1 con la Toro Rosso e l’anno successivo in Red Bull (ndr concluso davanti a Daniel Ricciardo in classifica) Oltretutto in questi primi quattro gran premi ha conquistato anche un podio” commenta Gian Carlo Minardi, facendo riferimento al terzo posto conquistato da Kvyat in Cina “Di contro, si stanno bruciando le tappe per Max Verstappen che avrebbe bisogno di crescere a maturare senza troppe pressioni” prosegue il manager faentino “Il rischio è di rovinare, in un colpo solo, due giovani piloti.

F1 – Pace fatta

Dopo tante parole, dichiarazioni, lamentele e aver bussato a diverse porte, è stata firmata la “pace” tra Red Bull Racing e Renault, ponendo fine ad una telenovela che durava ormai da troppo tempo.

Anche nel 2016 la nuova creatura di Adrian Newey, affidata ai piedi e alle gesta di Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat, sarà spinta dalla power-unit transalpina, anche se con molta probabilità la testata non sarà marchiata Renault Sport F1. Il via liberà sarebbe arrivato dallo stesso presidente del gruppo Renault Carlos Ghosn che proprio lo scorso settembre, durante il Salone di Francorforte, ne aveva sancito la fine della collaborazione.

C’è da credere che in questa occasione la Renault abbia voluto tutelarsi maggiormente con un contratto blindato (oltre che molto vantaggioso sul lato economico) nei confronti di future dichiarazioni e critiche da parte degli uomini di Horner che, in questa stagione e dopo anni di successi, non hanno certamente risparmiato.

Una soluzione inevitabile, soprattutto tutto aver trovato le porte sia a Maranello che Brackley sbarrate. L’annuncio dovrebbe arrivare questo fine settimana ad Abu Dhabi in occasione del Gran Premio che farà calare il sipario sulla stagione marchiata Mercedes

SCUDERIA TORO ROSSO
Il braccio di ferro tra Red Bull Racing e Renault ha visto come spettatori gli uomini della Toro Rosso, anche loro condizionati nei risultati in pista dalla PU Renault. Ad un gran premio dalla fine resta aperta la lotta con la Lotus-Mercedes per il sesto posto nel Costruttori, anche se il distacco di 9 punti rende l’impresa ardua, nonostante due “giovani tori” come Verstappen e Sainz jr.

Proprio i due figli d’arte potrebbero essere entrati nella trattative che ha riportato i propulsori Ferrari (versione 2015) a Faenza. Un ritorno al passato per la STR che per sette stagioni – dal 2007 al 2013 –  aveva ospitato il cuore pulsante di Maranello, anche se la prima monoposto ad avere un propulsore-clienti Ferrari è marchiata Minardi M191, affidata a Pierluigi Martini, Gianni Morbidelli e Roberto Moreno.

In casa Ferrari il contratto di Kimi Raikkonen è stato rinnovato ancora per una stagione, al fianco di Sebastian Vettel, e proprio Verstappen o Sainz Jr. potrebbero essere i predestinati a raccoglitore il testimone del finlandese a partire dalla stagione 2017

RENAULT
Ad Abu Dhabi è attesa anche l’ufficializzazione dell’acquisizione, da parte di Renault, del team Lotus. Per il costruttore transalpino sarebbe un ritorno ad Enstone, dopo aver venduto le sue strutture proprio alla scuderia di Gérard Lopez a fine 2011. La Renault prepara il ritorno nel Mondiale di F1 come Costruttore, oltre che fornitore di motori. Resta da capire se, già dalla prossima stagione, il team si presenterà in pista col nome Renault oppure avrà un anno di transazione come Lotus-Renault

 

F1 – Ecclestone “Red Bull e Toro Rosso non lasceranno”

Bernie Ecclestone è sicuro. Red Bull Racing e Toro Rosso, anche se attualmente senza un motore per la prossima stagione dopo la rottura con Renault, non lasceranno il Mondiale di F1.

Nelle ultime settimane gli uomini Red Bull, da Marko ad Horner fino a Newey, avevano minacciato di abbandonare il Circus “strillando” a gran voce sui media, dopo il “no” ricevuto da Mercedes e Ferrari, intenzionate a non vendere le PU di ultimissima generazione. La telenovela sembra essere arrivata al capolinea. Red Bull starebbe riallacciando i rapporti con Renault, la quale chiede una lettera pubblica di scuse da parte dei “bibitari” per il trattamento ricevuto negli ultimi mesi. Per la Toro Rosso si dovrebbero riaprire le porte di Maranello, anche se esistono difficoltà tecniche di non facile soluzione, perché il team di Faenza usa il medesimo cambio della Red Bull Racing. Un nuovo sviluppo implicherebbe tempi e investimenti considerevoli.

Il rischio di abbandono era alto, ma a fronte degli ultimi accadimenti credo possa dirsi scongiurato” così commentava Mr. E ad Autosport. La FIA e Mister Ecclestone fanno riferimento in particolar modo all’articolo 23.5 del regolamento sportivo in cui si stabilisce che, dal 2016 al 2020, potranno essere utilizzate solo le power unit approvate dalla Federazione.

Ad oggi la data limite per il congelamento dei motori è fissata al 28 febbraio 2016. Dopodiché non sarebbe più possibile aggiornarli. Già il 30 settembre Gian Carlo Minardi descriveva bene questo aspetto, commentando la situazione Red Bull “Il 28 febbraio 2016 dovranno essere depositati e congelati i motori che si intendono usare per la stagione. Non potendo più utilizzare gettoni per lo sviluppo durante la stagione, team ufficiale e clienti avranno le medesime power unit e non sarà quindi possibile differenziare le forniture come è successo in questa stagione. A meno di variazioni regolamentari che emergano da Ginevra nella riunione dei motoristi, che comunque dovrebbero superare l’esame della Formula One Commission,  vedo difficile l’utilizzo delle PU 2015

Stando alle ultime indiscrezioni, nella riunione di Ginevra tenutasi ieri, Mercedes, Ferrari, Renault e Honda vorrebbero evitare il freezing e aggiornare le unità anche nel corso del 2016 (sarebbero stati chiesti 32 gettoni). In pratica quello che sta succedendo quest’anno. In questo modo si potrebbero avere motorizzazioni ufficiali e clienti.  Una simile evoluzione sarebbe veramente positiva per Honda e Renault, in forte ritardo tecnico nei confronti di Mercedes e Ferrari. Da applaudire la sportività della Mercedes, che molto probabilmente avrà in serbo importanti sviluppi tali da consentirle di conservare la leadership. Ma c’è di più. C’è la volontà di modificare l’articolo 23.5 del regolamento sportivo, per fornire power-unit con specifiche 2015.

Non dimentichiamoci che, per renderle effettive, tali proposte dovranno essere discusse dalla F1 Commission, ottenendo l’unanimità di tutte le squadre.

PuzzleMotori – Red Bull tra Ferrari e Mercedes. Pericolo Honda

Più passa il tempo e più ingarbugliato è il nodo-motori in casa Red Bull, ma non solo. Alla fine di luglio il matrimonio tra Red Bull e Mercedes sembrava cosa fatta. Durante il Gran Premio d’Italia, a Monza, la Mercedes ha fatto un deciso passo indietro dichiarando, tramite il management del team tedesco, che non era loro intenzione fornire un team nato per vincere. Di contro si era fatta avanti la Ferrari, tramite il suo Presidente Sergio Marchionne. Dalle parole si è passato ai fatti con diverse riunioni per provare a raggiungere un accordo.

Oltre alla Red Bull, la Scuderia del Cavallino Rampante si troverebbe a fornire i suoi propulsori anche alla cugina Toro Rosso, dando il via ad un valzer non di poco conto di Power-Unit, oltre ad avere un buon ritorno economico. Non dimentichiamoci infatti che il regolamento permette, ad ogni motorista, di fornire al massimo quattro team e dal 2016 il nuovo team a “Stelle e strisce” Haas sarà dotato del cuore di Maranello. In questo “gioco pericoloso” a rimetterci potrebbe essere la Sauber, con la Manor in ottica Mercedes. Siamo arrivati alla fine di settembre e la situazione è ancora ferma. Le perplessità della Mercedes corrono anche tra i corridoi di Maranello.

Il regolamento parla chiaramente: tutti i team iscritti al Mondiale di F1 devono avere un motore. Se dovesse arrivare un “NO” anche da Maranello, qualcosa si muoverà dall’alto. Da buon maestro d’orchestra, Mr E. non starà certamente a guardare, anche perché non può permettersi di perdere due team del calibro di Red Bull Racing e Toro Rosso. L’unica cosa certa è che il prossimo anno RBR e TR non avranno le PU Renault.

Se aggiungiamo anche i guai in casa Lotus e McLaren, si capisce che si sta camminando sui carboni ardenti. La compagine di Enstone sta aspettando la Renault per provare a pianificare il futuro del team, che comunque in Giappone ha dato una bella prova di forza chiudendo la gara al settimo e ottavo posto con Grosjean e Maldonado.

Sul fronte McLaren-Honda la situazione non è da meno.  Il team di Ron Dennis sta pagando la forte debacle giapponese tra sponsor latitanti e altri pronti a fuggire. Il team-radio di Fernando Alonso durante il Gp a Suzuka, non giustificabile, è sinonimo di frustrazione. Per Honda è un momento molto difficile. Il divario tecnico nei confronti dei diretti avversari è enorme. Davanti a situazioni di questo genere i giapponesi si sono resi protagonisti di scelte drastiche. Ad oggi un futuro in Formula 1 oltre il 2016 è veramente difficile immaginarlo

Nei prossimi giorni qualcosa si muoverà di certo, anche perché ci sono due macchine da progettare.

Winter Test – Mercedes batte McLaren 4200 a 900

Due terzi dei test collettivi pre-stagionali sono andati in archivio. Si avvicina Melbourne, teatro del primo appuntamento del Mondiale di Formula 1 2015, e restano ancora quattro giorni di lavoro in pista. Da giovedì 26 febbraio tutti di nuovo in pista al Montmelò per il secondo – e ultimo – round.

Dopo otto giornate di test, suddivisi equamente tra Jerez e Barcellona, proviamo a fare un resoconto sul chilometraggio percorso dai nove team che ad oggi formeranno la griglia di partenza. Il destino di Marussia e Caterham resta, purtroppo, ancora avvolto da un grande mistero.

Nonostante non abbiamo mai svettato in cima alla classifica, Lewis Hamilton e Nico Rosberg comandano questa speciale classifica con un bottino complessivo di oltre 4200 chilometri macinati con una Mercedes che mostra un’ottima affidabilità. Rispetto alla prima uscita, i campioni in carica si sono “riposati” percorrendo circa 200 km in meno. Al secondo posto, (3370 km) e con un “ritardo” di 800 km, si piazza la giovanissima Toro Rosso con gli esordienti Max Verstappen e Carlos Sainz Jr. Proprio al Montmelò i “faentini” si sono messi in evidenza portando la STR10 al vertice, mettendo in cassaforte ben 500 km in più rispetto a Jerez.

Completa il podio la Williams di Felipe Massa e Valtteri Bottas che raccoglie la bellezza di oltre 3140 km, con un incremento di ben 700 km. Alle loro spalle, staccati di pochi passaggi, si piazzano la Ferrari SF15-T di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen e la Sauber-Ferrari. Maranello ha completato 3000 km divisi praticamente in modo equo tra Jerez e Barcellona, così come il team Svizzero (2990 km). Solamente sesta piazza per la Red Bull di Daniel Ricciardo e del russo Daniil Kvyat che non va oltre i 2600 km, causa dei primi quattro-giorni rallentati dai problemi alla Power-Unit transalpina. Rispetto alla prima uscita gli ex-Campioni segnano però un rialzo di 1300 km in più, recuperando parte del tempo perso.

2500 km per la Lotus-Mercedes che si era presentata con un giorno di ritardo al via. Maldonado e Grosjean, coadiuvati dal collaudatore Palmer hanno percorso 1680 km a Barcellona, facendo svettare la E23 grazie anche alle Pirelli SuperSoft. Solamente ottavo posto e 1415 km per la Force India che aveva saltato la prima sessione causa i difficili problemi finanziari. A Barcellona Perez e Hulkenberg sono stati costretti a lavorare con la vettura dell’anno passato, aggiornata solamente nell’ala anteriore.

Fanalino di coda la McLaren-Honda che in otto giorni non è riuscita a mettere insieme neanche 1000 km. Non sono mancati i problemi sulla vettura di Fernando Alonso e Jenson Button. Come “ciliegina” finale anche il brutto incidente (avvolto da numerosi misteri) dello spagnolo, il cui recupero non sembra così breve.

Terza macchina? Carlos Sainz Jr. il desiderio

Lo spettro della terza macchina nel 2015 sta diventando sempre di più una realtà. Caterham e Marussia non saranno certamente presenti ad Austin, tra sette giorni nel terz’ultimo appuntamento del Mondiale di Formula 1. La notizia non sopraggiunge di certo come un fulmine a ciel sereno, visto i consistenti rumors circolati specialmente negli ultimi mesi. Addirittura rocambolesca la situazione del team di Norfolk. A distanza di pochi mesi, il salvataggio da parte di personaggi, che come sono arrivati sono spariti, è esploso come una bolla di sapone. Risultato: sedi poste sotto sequestro e struttura affidata ad un amministratore.

La crisi però non riguarda solamente le due “Cenerentole”, ma tante altre realtà, ben più blasonate (Sauber e Lotus). Pertanto i top team si stanno attrezzando per metter in pista la “terza vettura”, andando a caccia di nuovi piloti. “L’idea della terza vettura non mi piace, ma se proprio è necessaria che sia affidata ad un giovane”, commentava così nella giornata di sabato Gian Carlo Minardi sul suo sito www.minardi.it.

Il nome che circola insistentemente negli uffici dei Team Principal è quello di Sainz Jr. “Carlos Sainz Jr certamente è in pole, anche se continuo a vederlo in Toro Rosso al fianco di Verstappen”. Già nei mesi precedenti il manager faentino aveva previsto uno scenario estremamente giovane all’interno del team faentino, con lo spagnolo al fianco dell’olandese Verstappen e il russo Kvyat promosso in Red Bull, al posto di Vettel e al fianco di Ricciardo. Scenario che si è concretizzato in occasione del Gran Premio di Suzuka: Sebastian Vettel annuncia di lasciare la Red Bull, che a sua volta promuove il russo al fianco del suo australiano, lasciando un sedile libero in Toro Rosso. “Qualora la Red Bull dovesse lasciare libero Sainz Jr., ci sarebbe già pronta la Mercedes ad affidargli la terza vettura”. Lo stesso Toto Wolff aveva già provato a strappare Verstappen ai concorrenti.

Il mercato, quindi, si infiamma ulteriormente, insieme al nodo Fernando Alonso…

Gian Carlo Minardi “Punto sulla coppia Verstappen-Sainz in Toro Rosso 2015”

Dopo Ricciado, Kvyat, Vettel, Alguersuari, Vergne… la nuova scommessa in casa Red Bull si chiama Max Verstappen. Il giovanissimo figlio dell’ex driver Formula 1 Jos è entrato a far parte della famiglia Red Bull che, prontamente, ha girato alla Scuderia Toro Rosso per un debutto-fulmine già nel 2015, quando avrà appena 17 anni e non più di trentatrè gare  sulle spalle in monoposto.

Quest’anno l’olandese si è messo in evidenza nella FIA Formula 3 dando vita a bellissimi duelli con i nostri due alfieri, Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi, in forza ai team Prema e Carlin. Con questa manovra dell’ultimo momento, e forse anche un po’ azzardata, la Red Bull è riuscita a battere la concorrenza della Mercedes, che da tempo aveva messo gli occhi sul giovane driver. “Toto Wolff aveva nel mirino il ragazzo e la Red Bull ha giocato d’azzardo garantendogli un record che difficilmente potrà essere battuto nel breve periodo, portandolo al debutto nel mondiale già dal prossimo anno. Il programma dei “bibitari” non è certamente esente da critiche, poiché a mio avviso molti giovani sono stati accantonati prematuramente, senza aver avuto la possibilità di esprimersi al 100%. Con Ricciardo e Kvyat le cose stanno funzionando molto bene e ora staremo a vedere come si comporteranno con il giovane Max. In passato hanno commesso diversi errori, ma sbagliando si impara”, commenta Gian Carlo Minardi al sito www.minardi.it.

Anche se il comunicato stampa diramato dal team faentino parla di una line-up 2015 composta da Kvyat-Verstappen, il manager faentino non è così convinto che i giochi siano finiti. “Quest’operazione mi ha sorpreso in quanto potrebbe mettere in difficoltà Carlos Sainz J. che da diversi anni fa parte della famiglia RB. Per questo io vedo uno scenario diverso, con una Toro Rosso estremamente giovane formata da Verstappen-Sainz J. e Daniil Kvjat in direzione Red Bull al posto di Sebastian Vettel”. L’annuncio potrebbe aprire le danze a nuovi scenari in ottica 2015 e, tradizionalmente, Spa e Monza sono i palcoscenici dei nuovi annunci. Il timer sta per scattare. “Non dimentichiamoci che abbiamo una Honda determinata a puntare ad un Super Top-Driver per il suo rientro nel Circus e, ad oggi, abbiamo certamente tre prime guide scontente della loro situazione: Alonso, Hamilton, Vettel. Inoltre la Red Bull Racing rappresenta un brand rivolto ad un pubblico giovane e l’arrivo del nuovo volto Kvyat al fianco di Ricciardo potrebbe essere una mossa di marketing molto interessante. Da diverso tempo sostengo che sia giunto il momento per il quattro volte Campione del Mondo di abdicare e accettare nuove sfide. Siamo vicini a diversi cambiamenti, in stile domino. Aspettiamo la prima mossa e poi tutte le altre arriveranno di conseguenza”, prosegue il manager faentino.

Gian Carlo Minardi, che ha costruito la sua carriera in Formula-1 lavorando con i giovanissimi, appoggia la politica rivolta a valorizzare i ragazzi e auspica un maggiore impegno anche da parte degli altri team “Con i giovani ultimamente non abbiamo assistito a dei disastri e spero che altri possano seguire le orme RB”, ammonisce l’ex costruttore. “Il mio pensiero va ai nostri ragazzi Fuoco e Giovinazzi, che stanno combattendo alla pari con Verstappen alternandosi al comando. I due alfieri non sono secondi a nessuno. Mi auguro che la FDA ponga dei correttivi per favorire la loro crescita. Tutti i top team dovrebbero avere un team di riferimento con il quale far crescere i giovani. Diversamente è inutile avere un vivaio”, conclude Gian Carlo Minardi.

Minardi “Red Bull non si svincola da Renault? Anno sabbatico per Newey”

Tradizionalmente con il Gran Premio di Montecarlo i team iniziano a gettare le basi per il nuovo anno, in particolare sul fronte propulsori.

Il leitmotif del week end monegasco è stato la debacle dei propulsori Renault, che hanno messo KO le gare di Vettel-Kvyat-Vergne-Maldonado. Solo Daniel Ricciardo ha tenuto alto l’onore transalpino, grazie al terzo posto e secondo podio consecutivo. Nonostante una power-unit con un deficit di circa 80-90 HP, nelle fasi finali l’australiano ha lottato al pari della Mercedes di Hamilton.

Come dicevamo, nei vari motor-home, sono iniziate le trattative in ottica 2015, sopratutto in casa Red Bull. “I campioni del Mondo non riescono a svincolarsi dal contratto per la forniture del prossimo anno”, commenta Gian Carlo Minardi al sito www.minardi.it. “Questo potrebbe dare inizio a forti movimenti sia sul fronte dei tecnici che dei piloti. Adrian Newey potrebbe prendere un anno sabbatico, per tornare nel Circus nel 2016 con una casacca diversa. Lo stesso discorso potrebbe valere quei piloti non più disposti a perdere”, prosegue il manager faentino.

Diverse case costruttrici sarebbero interessate ad entrare in F1 – BMW e Toyota in primis – a patto di trovare un partner tecnico valido. “I team poco soddisfatti della loro situazione hanno sondato scenari alternativi, per valutare nuove forniture. I nuovi motoristi sono interessati a trovare un partner tecnico valido, che consenta loro di vincere fin da subito. Pertanto, se i top team dovessero confermare le attuali partnership, il loro ingresso potrebbe venire posticipato”, conclude l’ex costruttore faentino.

Sauber, Williams e Caterham gli stakanovisti dei primi tre giorni

In Bahrain i team hanno superato i due terzi di lavoro e con la giornata di domani si apprestano a chiudere anche la seconda sessione di test collettivi. Come ci si poteva aspettare, dopo un cambiamento così drastico dei regolamenti,  i team hanno dovuto lottare contro i problemi di gioventù delle rispettive monoposto, anche se i riscontri cronometrici si stanno lentamente avvicinando alle prestazioni 2013.

Essendo difficile, se non impossibile, analizzare il reale potenziale messo a disposizione ai piloti dai propri ingegneri, la nostra analisi si concentrerà prevalentemente sui chilometri messi insieme da ciascuna scuderia e da ogni motorista.

In questi tre giorni abbiamo avuto un crescendo dei passaggi totali messi insieme dagli undici team. La sessione si è aperta mercoledì con 471 giri inanellati, per poi crescere il giorno successivo a 676 fino agli attuali 695, per un totale di 1842 giri.

DAY 1 – la sessione si apre con il miglior crono di Nico Hulkenber su Force India-Mercedes in 1’36″880, lasciandosi alle spalle 77 passaggi. Lo scettro di stakanovista di giornata però se lo contendono McLaren-Mercedes e Sauber-Ferrari con entrambi 81 passaggi, seguiti dalla Mercedes-Mercedes che si ferma a quota 74. La Ferrari e Fernando Alonso chiudono la giornata con 64 passaggi. Tra i motorizzati Mercedes bisogna segnalare lo “Zero” in casella per la Williams di Massa e Bottas, così come in casa Ferrari con la Marussia. Prosegue il periodo nero per i motorizzati Renault con Red Bull, Toro Rosso e Lotus che mettono insieme rispettivamente 14, 5 e 8 passaggi. Solo la piccola Caterham salva la giornata grazie ai 67 giri del terzo pilota Frijnsù.

DAY 2 – il secondo giorno a Sakhir porta il nome del rookie Kevin Magnussen su McLaren (Mercedes) che abbassa il limite a 1’34″910 percorrendo 46 passaggi. Tra i motorizzati Mercedes, la Williams recupera il tempo perso il giorno prima, mettendo insieme la bellezza di 116 passaggi, seguita dagli 85 della Mercedes di Rosberg e dai 59 della Force India di Nico Hulkenberg. La Ferrari di Alonso cresce sfiorando quota 100 giri (si ferma a 97), con la cliente Sauber a quota 55. Solo 17 passaggi per la Marussia. Sul fronte Renault, Red Bull e Toro Rosso mettono insieme la migliore giornata dall’inizio dei test completando rispettivamente 59 e 58 passaggi con Vettel e Vergne. Prosegue il grande lavoro in Caterham che si lascia alle spalle ulteriori 66 passaggi, mentre chiude la classifica interna la Lotus con soli 18 giri per la sua E22.

DAY 3 – Preso il posto dal compagno di scuderia in sella alla W05 Lewis Hamilton segna il nuovo record, abbassando il limite a 1’34″263 in 67 passaggi. prosegue il grande lavoro in casa Williams con Massa e Bottas che, alternandosi al volante della FW36, mettono insieme 115 tornate, completando così 231 giri in tre giornate. Sergio Perez su Force India-Mercedes chiude la giornata con 57 passaggi. In casa Ferrari Kimi Raikkonen è costretto ad una lunga sosta ai box, non andando così oltre le 44 tornate. Maranello riesce comunque a raccogliere un grande quantitativo di dati grazie a Gutierrez che, al volante della sua Sauber,  inanella 96  giri. Tra i motoristi Renault ancora una volta la Caterham salva la faccia con 98 passaggi. Dopo la giornata positiva di ieri i Campioni del Mondo non vanno oltre le 28 tornate, mentre i cugini faentini mettono insieme 57 passaggi.

Dopo tre giorni la Sauber è il team con più chilometri alle spalle, grazie ai 232 passaggi complessivi, seguiti da Williams e Caterham (231), McLaren (230), Mercedes (226), Ferrari (205) e Force India (193). Solo 101 passaggi per Red Bull. Fanalino di coda la Marussia (21 giri).

Tra i motoristi la Mercedes (grazie ai suoi quattro partners) guida la classifica con 880 passaggi, seguita dal propulsore francese con 504 (di cui 231 portano la firma della piccola Caterham) e da Maranello con 458 giri.

Volendo escludere i team clienti, il propulsore tedesco ha messo insieme 226 tornate con il suo staff,  contro  le 205 della Scuderia Ferrari.

Tra Conferme e Supposizioni si va verso il Bahrain

Manca ancora più di un mese al Gran Premio di Australia e con alle spalle solo Jerez, il primo test stagionale, stiamo già assistendo a cambiamenti di  Tecnici e Team che, preoccupati per i problemi motoristici incontrati, si stanno muovendo in ottica 2015. Sembra di assistere ai movimenti del mondo del calcio, quando in pre-campionato “saltano” le prime panchine o le squadre ricorrono al mercato di riparazione.

Nonostante Renault,  Red Bull e Toro Rosso si impegnino a trasmettere tranquillità e serenità nei loro comunicati e interviste, dalle informazioni che circolano, la situazione pare più complicata del previsto e di non facile risoluzione. Sembra che in  casa Red Bull stiano esplorando  un possibile cambiamento di motorizzazione per il 2015, mentre in Toro Rosso è saltato il sesto/settimo Direttore Tecnico della loro storia. Sul fronte motori poi – dalle informazioni provenienti al di fuori dai confini nazionali –  la Renault sta provando a fare “shopping” di tecnici oltre i confini transalpini (ricevendo risposte negative), cosa praticamente mai successa prima, in quanto  ha sempre cercato di difendere, giustamente, la propria tecnologia. Queste notizie non possono che alimentare sospetti, in base a quanto si vocifera, sulla probabile esistenza di problemi strutturali del propulsore, che sembrano essere di non facile risoluzione nel breve. Alcune case costruttrici, non attualmente impegnate nel Mondiale F.1, hanno già pronto una loro personale unità e stanno valutando una loro scesa in campo, anche se rallentati dalle difficoltà di trovare partnership importanti, a meno che queste perplessità non vengano superate sfruttando  l’attuale debacle Renault. Ovviamente mi auguro di poter essere smentito già tra qualche settimana quando in Bahrain, secondo test pre-campionato, potremo vedere i miglioramenti messi in atto dai Team e dai Motoristi.

Stiamo certamente vivendo un momento caotico per la Formula 1.

Sentiamo parlare sempre più spesso di un Salary Cap da fissare in 200 milioni di dollari. Attualmente però solamente tre o quattro team superano questo tetto, mentre la realtà di tutti gli altri partecipanti è ben lontana da queste cifre e le difficoltà con le quali debbono convivere sono sotto gli occhi di tutti. Forse queste esternazioni sono alimentate per distrarre la gente dai veri problemi della F.1. Come abbiamo sottolineato in passato (oggi anche altri autorevoli personaggi del Circus confermano)  la F. 1 va  rivista in tutti suoi aspetti. Non è accettabile che oggi ci siano team con  tre Team Principal al posto di un unico Proprietario o Direttore Generale e  che una vettura non abbia più un solo padre putativo con in mano l’intero progetto della vettura. Attualmente c’è un Responsabile per l’installazione  Motore, uno dell’area Aerodinamica , uno per la Produzione, uno per la gestione pista, uno per l’elettronica ecc. ecc. In questo modo viene a mancare la visione completa del progetto, oltre ad un aggravio di costi e l’ottimizzazione delle risorse,  con aumenti esponenziali di maestranze nei Team. Questa scelta è certamente figlia dello sviluppo, ma forse non è la strada giusta. Occorre fare qualche passo indietro prima di parlare di Salary Cap.

Nei giorni scorsi avevo voluto attirare l’attenzione sull’argomento sicurezza nei circuiti e sulle strutture Tecniche della FIA. Anche qui, con soddisfazione, ho notato che il problema è stato affrontato e discusso da Professionisti che hanno evidenziato e sottolineato le criticità emerse.   Ad oggi la FIA non ha informato i circuiti e delineato linee guida su come ci si debba comportare durante il recupero di una vettura ferma in pista. La conferma è arrivata dalla Sig.ra Rossella Amadesi, Responsabile CEA Squadra Corse. I Leoni della CEA Squadra Corse sono i migliori al mondo e questo rappresenta un valore aggiunto e una maggiore tranquillità per l’organizzatore del G.P d’Italia, ma trovo assurdo che a metà febbraio non siano ancora state diramate le dovute informazioni che potrebbero prevedere, oltre a sessioni formative anche dei costi aggiuntivi derivanti dall’acquisto di nuove attrezzature o divise da utilizzare nella stagione 2014.

Tutto questo fa parte di un’altra critica da me sollevata nei confronti della FIA, ripresa dall’Ingegnere Cadringher – ex responsabile FIA per i regolamenti negl’anni 80 – su un noto settimanale (Autosprint), dove anche per lui gli uomini preposti alla stesura dei regolamenti non hanno una visione globale.

Detto questo andiamo in Bahrain, attenti ad individuare i progressi dei Team che hanno incontrato i problemi maggior a Jerez, osservando se la Mercedes confermerà la sua affidabilità e competitività e se la Ferrari, che a detta degli uomini di Maranello è in linea con le aspettative, ci darà delle indicazioni  positive sulla stagione alle porte.

Problema Renault. E se la Lotus avesse visto lontano?

Mentre tutti i team sono impegnati nel quarto ed ultimo giorno di test sul tracciato di Jerez – dal 19 febbraio il circus si trasferirà al caldo in Bahrain – proviamo a giocare con i numeri. Lasciando per il momento da una parte i riscontri cronometrici, mettiamo un po’ di ordine sul numero di giri inanellati dai Motoristi e dai team.

Dopo i primi tre giorni abbiamo un motore Mercedes che guida la classifica con la bellezza di 466 passaggi grazie ai suoi quattro team (McLaren , Mercedes, Williams e Force India), seguito dal propulsore di Maranello con un totale di 235 giri, realizzati in collaborazione con la Sauber C33 e la Marussia M03 – il cui esordio però risale solamente nella giornata di ieri (5 tornate). Ben più staccati invece i team equipaggiati dalla nuova unità Energy Renault.  Solo 81 passaggi messi nel sacco, con il Team Campione del Mondo fermo a 14. In questa classifica manca la grande assente, la Lotus “A quanto possiamo vedere il motorista Mercedes ha interpretato al meglio i nuovi regolamenti, seguito da una Ferrari che gira e macina chilometri con i suoi due piloti. In netta difficoltà invece i Renault. Chissà, forse la Lotus ci ha visto molto lungo…” raccontava ieri Gian Carlo Minardi al sito www.minardi.it

Da quello che si apprende nessun team sta ancora spremendo al limite la propria unità “Osservatori esterni, attraverso l’uso di strumentazione fonometriche, sostengono che ad oggi le macchine non utilizzano tutti i 15.000 giri/min dei loro propulsori. Proprio per questo guardiamo con curiosità e interesse i tempi, ma è presto per giudicare” analizza il manager faentino

Tra i costruttori motorizzati Mercedes, la W05 di Nico Rosberg e Lewsi Hamilton risulta essere la più stakanovista con 177  passaggi, seguita dalla MP4-29 di Button e Magnussen con 135 tornate, dalla Williams di Massa e Bottas con 89 giri. La Force India di Sergio Perez e Nico Hulkenberg segna 65 passaggi sul traguardo

Tra i costruttori motorizzati Ferrari, la coppia Alonso-Raikkonen ha inanellato 136 tornate. 94 passaggi per la C33 di Adrian Sutil e Esteban Gutierrez. Solo 5 giri per Max Chilton e la sua Marussia

Tra i costruttori motorizzati Renault, la Scuderia Toro Rosso guida la classifica con 45 giri, seguito dalla Caterham con 22 passaggi. Fanalino di coda la Red Bull che non va oltre le 14 tornate con Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo.

Non dimentichiamoci che si è aperto solamente il quarto giorno di shake-down. Una volta i team effettuavano le prime prove privatamente, mentre ora sono obbligati a farlo pubblicamente. I problemi a cui stiamo assistendo su alcune monoposto  sono di normale gestione, soprattutto perché stiamo parlando di una Formula 1 nuova a 360°” conclude Minardi