F1 | GP BRASILE, IL PUNTO DI GIAN CARLO MINARDI: ANTONELLI TORNA IN PISTA DA CAMPIONE DEL MONDO, A CASA DEL SUO IDOLO SENNA

Dopo aver conquistato il titolo in Messico, Kimi Antonelli affronta per la prima volta da Campione del Mondo il Gran Premio del Brasile, sul circuito di Interlagos, nel Paese di Ayrton Senna. Restano aperte la lotta per il secondo posto nel Mondiale piloti e costruttori.

La Formula 1 arriva in Brasile, a Interlagos, per il ventunesimo appuntamento della stagione. Sarà un fine settimana particolare soprattutto per Andrea Kimi Antonelli, che scenderà in pista per la prima volta da Campione del Mondo. Dopo aver conquistato il titolo in Messico, si presenta proprio nel Paese del suo idolo Ayrton Senna, al quale è profondamente legato.

E’ una pista corta ma particolarmente impegnativa. Si corre in senso antiorario, una caratteristica che sottopone i piloti a sollecitazioni fisiche differenti rispetto alla maggior parte dei circuiti del calendario. Il tracciato presenta importanti variazioni altimetriche, un asfalto non sempre regolare e una sequenza di curve che richiede un buon equilibrio della vettura, precisione e capacità di trovare trazione in uscita dalle curve più lente. È una pista dove il meteo può diventare un fattore determinante e dove, spesso, le gare regalano sorprese e cambiamenti di scenario.

Pirelli ha selezionato la terna più morbida della propria gamma: C3 per la Hard, C4 per la Medium e C5 per la Soft. Una scelta che potrebbe offrire diverse possibilità sul piano strategico. La gestione delle gomme e la capacità di trovare il giusto compromesso tra prestazione e durata saranno quindi aspetti importanti per costruire il risultato nel corso del fine settimana.

Con il titolo piloti ormai assegnato, resta molto interessante la battaglia per il secondo posto. Verstappen, Hamilton, Russell sono racchiusi in undici punti. Più staccato Leclerc. Una sfida che coinvolge direttamente anche i rispettivi team e che promette di mantenere alta l’attenzione nelle ultime gare.

La Ferrari arriva in Brasile dopo un Gran Premio del Messico che ha lasciato qualche strascico, soprattutto per quanto accaduto tra Hamilton e Leclerc nelle fasi iniziali della corsa. Sarà importante capire quale sarà la reazione della squadra e come verranno gestite le prossime occasioni di confronto in pista. La Scuderia di Maranello è ancora impegnata nella lotta per il secondo posto nel Mondiale Costruttori, con 122 punti di vantaggio sulla Red Bull: serviranno risultati importanti e, soprattutto, un lavoro di squadra efficace da parte di entrambi i piloti.

Interlagos rappresenta dunque un appuntamento dai molteplici significati. Un’incognita importante potrebbe arrivare dal meteo. Le previsioni indicano infatti un fine settimana piuttosto instabile, soprattutto nella giornata di sabato, quando sono attesi possibili temporali proprio in occasione delle qualifiche. Anche domenica non è esclusa la pioggia, sebbene le condizioni potrebbero migliorare nel pomeriggio. A Interlagos sappiamo quanto il meteo possa cambiare rapidamente gli equilibri: la capacità di adattarsi alle condizioni della pista e di leggere correttamente la gara potrebbe rivelarsi determinante.

Gian Carlo Minardi​

F1 | GP MESSICO, IL PUNTO DI GIAN CARLO MINARDI “GRAZIE KIMI, GRAZIE MERCEDES. L’ITALIA TORNA SUL TETTO DELLA FORMULA 1”

A vent’anni, Kimi Antonelli riporta il titolo mondiale in Italia, 73 anni dopo Alberto Ascari. Minardi: «Un momento storico per tutto il movimento automobilistico italiano. Non ho mai avuto dubbi su Kimi».

È un momento storico per l’automobilismo italiano. Kimi Antonelli, a soli vent’anni, si è laureato Campione del Mondo, riportando il titolo in Italia a 73 anni di distanza da Alberto Ascari. La cosa più bella è che, quando è iniziata questa avventura, avevo confidato ad Andrea un desiderio: poter vedere Kimi diventare Campione del Mondo nel corso della mia vita. Oggi quel desiderio si è avverato, e farlo a così breve distanza dall’inizio del percorso rende questo momento ancora più speciale.

Venerdì, durante la prima sessione di prove libere, avevamo tre italiani in pista: Leonardo Fornaroli, Gabriele Minì e, appunto, Kimi Antonelli, che ha poi concluso sul podio una stagione straordinaria, nella quale è mancato davvero poche volte. È il risultato di un percorso e del lavoro portato avanti in questi anni. Per questo desidero ringraziare tutti gli uomini di ACI Sport che hanno collaborato a questa avventura, non soltanto con Kimi, ma anche con tutti gli altri piloti che fanno parte della nostra famiglia.

Non ho mai avuto dubbi su Kimi, nemmeno nei momenti più difficili. Chi vive questo mondo da tanti anni sa bene che ci sono momenti felici e altri più complicati, ma sono proprio quelli che, con il lavoro e la determinazione, bisogna saper superare. Non ho mai dubitato delle sue capacità e oggi possiamo festeggiare un traguardo straordinario, che premia il lavoro di tante persone.

È stata molto bella anche l’immagine di Hamilton e Verstappen che, sul podio, hanno preso in braccio Antonelli. Mi è sembrato un gesto dal forte valore simbolico, quasi un passaggio di consegne tra campioni del mondo: un atto di stima, fiducia e riconoscimento nei confronti di un ragazzo che ha appena raggiunto la vetta della Formula 1.

La gara di Kimi è stata fantastica. Ha effettuato due partenze eccezionali, ha saputo gestire la corsa con intelligenza e ha portato a casa un terzo posto che gli ha permesso di coronare nel migliore dei modi questa stagione. Ora, archiviata la lotta per il titolo, l’attenzione si sposta sulla battaglia per il secondo posto tra Verstappen e Hamilton.

A proposito della Ferrari, credo che in questa occasione Hamilton avrebbe meritato un maggiore supporto da parte della squadra e anche di Leclerc. Lewis sta mettendo in pista tutto il suo valore e sta trascinando la squadra. Leclerc deve comprendere che, in questo momento, viene prima l’interesse della Ferrari: la Scuderia è ancora in lotta per il secondo posto nel Mondiale Costruttori e tutti devono lavorare nella stessa direzione. L’attacco di Charles nelle fasi iniziali del Gran Premio, in quest’ottica, non mi è piaciuto.

Gian Carlo Minardi