F1 | McLaren – Renault. L’annuncio in settimana

E’ proprio il caso di dire che la pioggia ha smosso le acque. Nella giornata di sabato, condizionata dalla pioggia battente che ha posticipato lo svolgimento delle qualifiche valide per il Gran Premio d’Italia di oltre due ore, Zack Brown avrebbe stretto un accordo con Cyril Abiteboul per la fornitura delle power-unit Renault già a partire dal 2018.

Si chiuderebbe così la collaborazione col colosso Honda dopo tre anni di grandi sofferenze, caratterizzati da numerosi ritiri e problemi, non ultimi quelli che hanno contraddistinti i gran premi di Spa-Francorchamps e Monza.

L’annuncio della fornitura e della nuova partnership potrebbe arrivare già in settimana, nella giornata di giovedì.

La Honda, per cercare di restare nel Circus, potrebbe avvicinarsi nuovamente a Toro Rosso. Già nei mesi scorsi si erano segnalati diversi incontri tra le due parti dopo la rinuncia da parte della Sauber (che proseguirà con la fornitura di Maranello). In queste ore Yusuke Hasegawa, capo Motorsport Honda, sarebbe in volo verso il Giappone per definire il nuovo programma.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Italia, Minardi suona la carica “Strada in salita per la Ferrari, ma si può recuperare”


Che il circuito di Monza fosse terreno fertile per la Mercedes non lo abbiamo certamente scoperto domenica, ma quello che ha stupito è il distacco inflitto agli avversari, Ferrari in primis. Se Lewis Hamilton e Valtteri Bottas hanno potuto guidare in “serenità”, senza correre alcun rischio e utilizzare tutta la potenza del motore (il finlandese ha solamente dovuto scarpinare i primi giri per prendersi il suo secondo posto ai danni di Ocon e Stroll che lo avevano sopravanzato nel nubifragio di sabato) la Ferrari con Sebastian Vettel è stata costretta ad aggredire ogni centimetro della pista coprendo le 53 tornate con un ritmo da qualifica, pagando ugualmente costantemente un distacco di 7-8 decimi al giro.

I trentasei secondi di distacco accusati da Vettel nei confronti di Hamilton (che salgono a 60” ai danni di Kimi Raikkonen) sono preoccupanti e pericolosi per il proseguo del mondiale. Dopo la bella prova di SPA, ci si aspettava una difesa maggiore da parte del team di Maranello, che invece si è dovuta guardare le spalle anche da un’arrembante Red Bull-Renault guidata da uno scatenato Daniel Ricciardo (partito dalla 17esima posizione per colpa di queste assurde penalizzazioni – 25 nel suo caso -), protagonista – tra l’altro – di un sorpasso eccezionale ai danni di Raikkonen alla prima variante.

Col senno del poi, a Maranello devono ringraziare anche l’irruenza di Max Verstappen che ancora una volta si è rivolta contro l’olandese. Protagonista di una partenza straordinaria (partendo 14esimo grazie alle 20 posizioni di penalità) senza la foratura avrebbe potuto lottare per tranquillamente per il podio.

Il risultato del Gran Premio d’Italia cambia quelle che potevano essere le previsioni da qui alla fine della stagione poiché la Mercedes ha messa a segno una stoccata notevole, dimostrando di esser migliorata anche nei tratti più lenti. Il punto forte è nascosto nella power unit. Nei primi giri riescono costantemente a prendere quel vantaggio che gli permette di gestire la corsa, tenendo gli avversari fuori dalla zona-DRS.

Tra quindici giorni ci sarà un altro appuntamento fondamentale, Singapore, e pertanto bisogna mettersi subito al lavoro senza cadere nel caos delle responsabilità. La Ferrari deve ritrovare la competitività per provare a stressare la Mercedes, con un occhio alla Red Bull. Anche se in salita, la strada è ancora lunga e non è il momento per mollare, anche se per la prima volta la Mercedes è davanti in entrambe le classifiche.

Come ho già avuto modo di scrivere, un plauso bisogna farlo a tutti gli appassionati che hanno scaldato le tribune di Monza (specialmente nella fredda giornata di sabato), ma bisogna essere più sportivi. Non si può fischiare un campione del calibro di Hamilton.

Gian Carlo Minardi

F1 | Il Gp d’Italia e l’eredità Minardi

Nei giorni scorsi abbiamo affrontato insieme a Gian Carlo Minardi un argomento che ha caratterizzato l’intera carriera dell’imprenditore faentino nel motor sport – dalle formule minori fino all’approdo nella massima serie – nonchè per tutte le ventuno stagioni: i giovani piloti e la F1.

Prendendo spunto dalle dichiarazioni del Team Principal Haas, l’ex-costruttore faentino aveva apertamente dichiarato che oggi in Formula mancano i personaggi (salvo rare eccezioni) con la voglia di scommettere sulle nuove leve, facendole crescere e assicurandogli un futuro nella serie.

Tra pochi giorni scatterà il Gran Premio d’Italia, giunto quest’anno all’88esima edizione, e nonostante l’uscita dal Circus del team faentino a fine 2005 la griglia di partenza vede tra i suoi protagonisti ancora un alfiere la cui carriera è partita proprio da Faenza: parliamo ovviamente di Fernando Alonso. Per il Minardi Team il gran premio di Monza è sempre stato abbastanza ostico anche se nel 1989 sfiorarono la zona punti con Pierluigi Martini e Luis Perez-Sala che chiusero la gara rispettivamente al settimo e ottavo posto (a quell’epoca i punti venivano assegnati ai primi sei classificati).

Il Gran Premio d’Italia 2003 ha segnato però un record, che ha ripagato gli enormi sforzi affrontati fino a quel momento dalla scuderia faentina e dal suo fondatore. Su una griglia di partenza di venti piloti, ben nove (quasi il 50% dei partecipanti) erano “targati” Minardi formando la line-up di altre quattro scuderie: Jos Verstappen e Nicolas Kiesa (Minardi), Fernando Alonso e Jarno Trulli (Renault), Giancarlo Fisichella e Zsolt Baumgartner (Jordan), Mark Webber e Justin Wilson (Jaguar) e Marc Genè (Williams). Un record oggigiorno difficile da eguagliare e da battere!

Per la cronaca la corsa finì col quinto posto dello spagnolo Genè, settimo di Webber davanti ad Alonso, decimo “Fisico” davanti al compagno di box Baumgartner e all’austriaco Kiesa

 

F1 | Ocon-Perez, Minardi “La FIA deve intervenire”

Il Gran Premio di Spa-Francorchamps ha visto un nuovo capitolo dell’accesa sfida in casa Force India tra Esteban Ocon e Sergio Perez. L’episodio clou avviene al trentesimo passaggio sul velocissimo tratto che immette all’Eau Rouge-Raidillon col messicano che tocca con la sua posteriore destra l’ala anteriore del compagno di box mandandola in frantumi, forando il proprio pneumatico.

Il contatto costringe la direzione di gara a chiamare in pista la safety-car per dare la possibilità ai commissari di pista di togliere i detriti in un punto molto pericolo

“Fortunatamente i due piloti sono riusciti a rientrare ai box e nessuno si è fatto male, ma è arrivato il momento che la FIA intervenga in modo decisivo nei confronti dei due piloti, per mettere la parola fine a questa diatriba prima che qualcuno si faccia male” commenta in modo deciso Gian Carlo Minardi

“Non è la prima volta che Ocon e Perez arrivano ad un contatto e la Force India non si sta dimostrando in grado di gestire il rapporto tra i suoi piloti. Oggi è andata molto bene, ma avrebbero potuto mettere in pericolo anche gli altri piloti o il pubblico stesso” conclude il manager faentino

“Quanto abbiamo visto va ben oltre la battaglia in pista tra due piloti”

L’ennesimo contatto è costato diversi punti alla scuderia con sede a Silverstone che chiude il weekend con solamente un nono posto e due punti all’attivo, anche se il quarto posto nel Mondiale Costruttori resta saldo.

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F1 | Minardi “In Formula 1 mancano i personaggi con la voglia di scommettere”

La due giorni di test sulla pista di Budapest, oltre a riportare in pista Robert Kubica in un appuntamento ufficiale con la Renault e ai debutti di Luca Ghiotto al volante della Williams e Charles Leclerc (pilota FDA) sulla Ferrari senza dimenticare il grande lavoro portato a termine da Antonio Giovinazzi durante le prove libere del Gran Premio di Ungheria e a Barcellona durante i test Pirelli, ha riacceso l’attenzione sulle difficoltà dei giovani ad affacciarsi alla massima serie.

Con l’addio della Manor i team presenti in griglia sono scesi solamente a dieci. Certamente un imbuto sempre più ristretto per i tanti giovani piloti che scalano la piramide delle categorie propedeutiche fino ad arrivare alla nuova Formula 2.

Ad alimentare l’attenzione ci ha pensato questa volta Gunther Steiner. Il Team Principal della Haas, alla sua seconda stagione in F1 – attualmente al settimo posto nel mondiale costruttori – ha sottolineato la mancanza dei piccoli team come la Minardi che nelle sue 21 stagioni è stata in grado di lanciare numerosi giovani piloti che si sono poi confermati nelle scuderie di primo livello scrivendo il proprio nome nell’Albo d’Oro.

“Il DNA della Minardi è stato quello di lavorare sempre coi giovani, fin dalla Formula 2 proseguendo poi questa attitudine anche in Formula 1. La Minardi però ha lavorato e scommesso non solamente sui giovani piloti, formando anche meccanici, addetti stampa, tecnici e ingegneri che hanno poi trovato sbocchi nei team più blasonati”

“Da anni sostengo che in Formula 1 manchino i personaggi con la voglia e la capacità di scommettere sui giovani, portando nel paddock volti nuovi. Ultimamente assistiamo solamente a importanti cambi di casacca. Personalmente avevo stipulato una collaborazione con l’università di Bologna, la quale ci segnalava gli studenti più meritevoli, da inserire all’interno dell’organico del team Minardi” prosegue il manager. “I top team che puntano al mondiale devono avere nella loro line-up campioni già formati. Spetta agli altri il compito di scovare, o far crescere, i giovani del futuro trovando il mix perfetto tra esperienza e talento. Pertanto diventa fondamentale appoggiarsi ad un Junior Team” ricorda Gian Carlo Minardi, interpellato dai microfoni del blog www.minardi.it

Nella sua analisi il manager e ingegnere a capo della scuderia americana commenta “Quando c’era Minardi, era quasi felice di essere ultimo, perché sapeva che aveva il dovere di portare i giovani in Formula 1. Sicuramente avrebbe preferito stare più avanti, ma ci poteva convivere, perché quello era il loro modello di business”.

Di contro il manager faentino ricorda anche i successi conquistati dalla sua scuderia, come il settimo posto nel mondiale nel 1991 e gli sforzi compiuti pur di debuttare in Brasile il 4 aprile 1985

“Nella sua storia la Minardi ha conquistato piazzamenti importanti nonostante risorse economiche limitate e regolamenti più restrittivi.

Ho vissuto il periodo in cui la griglia di partenza era formata da ben più degli attuali dieci team, con punteggi assegnati solamente ai primi sei classificati.

Inoltre non avevamo la stessa tutela nella fornitura dei motori e delle gomme che, come dico sempre, sono nere e tonde. Quando abbiamo avuto la possibilità di avere motorizzazioni importanti come il Ferrari (i primi assoluti a diventare clienti di Maranello) abbiamo conquistato il settimo posto nel mondiale costruttori. Altri team ci hanno messo molti più anni a raggiungere i medesimi risultati.

Nel 1985, pur di debuttare, ci siamo dovuti costruire in casa un motore turbo (Motori Moderni) lottando con le case ufficiali. Nel 2000, per proseguire l’avventura, abbiamo comprato i vecchi Cosworth (ribattezzati Fondmetal prima ed European dopo), mentre oggi il regolamento tecnico impone ai costruttori presenti di fornire più team e specifiche tutte identiche per quanto riguarda le gomme” conclude l’ex costruttore.

F1 | Toro Rosso – Honda. Fumata nera

Dopo il dietrofront della Sauber (attualmente motorizzata Ferrari), che già nei mesi scorsi aveva rinunciato alla fornitura del propulsore giapponese, nonostante un pre-accordo stipulato dall’allora Team Principal Monisha Kaltenborn, nel paddock ungherese si era vociferato di un possibile approdo al fianco della Toro Rosso (attualmente motorizzata Renault).

Per il team satellite della Red Bull si sarebbe trattato di un’importante opportunità poiché insieme alle power unit Honda sarebbe arrivato anche un importante liquidità (oltre al pilota Nobuharu Matsushita). Per di più avrebbero potuto contare su una motorizzazione ufficiale. Una novità assoluta per Faenza.

“Per il 2018 resterà tutto invariato. Toro Rosso proseguirà con Renault rispettando il contratto in essere e Sauber con Ferrari. Stando alle ultime parole del presidente Marchionne, la Sauber potrebbe diventare il Junior Team della Ferrari. Le trattative tra Toro Rosso e Honda sono state concrete, ma i giapponesi si sarebbero stancati del continuo tira-molla. Per TR sarebbe stata una grande occasione, potendo contare finalmente su un motore ufficiale accompagnata da una buona dose di liquidità” commenta Gian Carlo Minardi

“In questo momento Liberty Media non può permettersi di perdere un costruttore importante come Honda, la cui unica opzione è sperare di proseguire la collaborazione con McLaren che a Budapest hanno festeggiato il sesto posto e il giro più veloce della gara grazie a Fernando Alonso”

F1 | Minardi “Singapore, possibile spartiacque per i sedili 2018”

Siamo entrati nel girone di ritorno e tra quindici giorni si riaccenderanno i motori dopo una pausa estiva solo apparentemente silenziosa. La Ferrari si presenterà a Spa-Francorchamps forte della vittoria e della doppietta conquistata a Budapest. Per Maranello si è trattato di un banco di prova importante, superato brillantemente e a pieni voti poiché conquistato su una pista a lei congeniale.

Ora ci aspettano nove gran premi di cui, sempre sulla carta, quattro a vantaggio della Mercedes e quattro pro-Ferrari con l’incognita della Malesia. Sarà certamente importante per gli uomini in rosso arrivare all’ultimo appuntamento di Abu Dhabi con un buon vantaggio sugli avversari. Si inizierà con due weekend pro-Mercedes marchiati Belgio e Monza. Vettel proverà a difendere la leadership (14 punti di vantaggio su Hamilton) con la Mercedes che guida la classifica costruttori con 39 punti di vantaggio sulla coppia del Cavallino Rampante.

Tradizionalmente questi due appuntamenti sono tappe importante anche per il mercato piloti e quest’anno non sarà da meno col sedile di Sebastian Vettel vero punto focale. Sulla scrivania del tedesco la Ferrari avrebbe fatto arrivare un contratto pluriennale da 120 milioni di dollari pur di blindare il suo pupillo il quale però, dal canto suo, sarebbe allettato da un prolungamento di un solo anno..

Possibile la coppia Vettel-Hamilton

I prossimi risultati saranno determinanti per il futuro di Vettel in Ferrari e Singapore potrebbe rappresentare lo spartiacque per il mercato piloti. Difficilmente rinnoverà il contratto qualora il mondiale non dovesse andare per il verso giusto. Il casa Mercedes il rinnovo di Valtteri Bottas sarebbe slittato a metà settembre, nonostante il finlandese sia in lotta per il titolo. L’arrivo di Vettel a Brackley insieme ad Hamilton non sarebbe così improbabile, considerando che gli uomini di Toto Wolff hanno già dato prova di saper gestire due campioni del mondo, vincendo insieme tre titoli mondiali. Nonostante i quattro titoli con la Red Bull il tedesco è ancora “affamato” e se il 2017 dovesse prendere una piega sbagliata, il rinnovo sarebbe in salita. Il solo cachet non basta.

Robert Kubica scalpita

I test in Ungheria ci hanno regalato diversi spunti e segnali positivo. Uno di questi è certamente il ritorno in un appuntamento ufficiale di Robert Kubica, a distanza di sei anni dal terribile schianto nel rally. Il driver polacco ha messo a segno 142 tornate al volante della Renault firmando il quarto tempo di giornata e creando non poco scompiglio all’interno del team transalpino.

Luca Ghiotto e Antonio Giovinazzi. Lavoro encomiabile

I giorni successivi al gran premio di Ungheria hanno sorriso anche al tricolore. Luca Ghiotto, al volante della Williams a Budapest, e Antonio Giovinazzi a Barcellona con la Ferrari nei test Pirelli, hanno ben figurato compiendo a pieni voti il loro compito e completando l’intero programma di giornata. Per Ghiotto si è trattato dell’esordio assoluto al volante di una F1 riuscendo a mettere insieme la distanza di quasi tre gran premi. Meritano un momento di serenità.

Stroll pronto ad acquisire la Force India

Alcune voci parlano di un interessamento di Lawrence Stroll (padre di Lance) verso la Force India che da due anni si sta confermando quarta forza del mondiale, nonostante i problemi economici. Questo potrebbe scompigliare ulteriormente il mercato, legato anche all’eventuale ritiro di Felipe Massa. Se così fosse il giovane Stroll lascerebbe la Williams, prendendo il posto di Sergio Perez o Esteban Ocon (pilota Mercedes insieme a Pascal Wehrlein attualmente in forza alla Sauber).

Da tenere sott’occhio anche il giovane francese Charles Leclerc che a Budapest ha firmato il miglior crono alla fine della prima giornata di test al volante della SF70H attirando l’interesse su di se di diversi team principal. La stessa Sauber, pronta a diventare Junior Team Ferrari, ha espresso parole favorevoli.

Insomma, c’è tanta carne al fuoco.

F1 | Robert Kubica in Ungheria con Renault nel test post-GP. Minardi “Saranno in molti a temere questa uscita”

Durante i test post-Ungheria, che inizieranno martedì 1 agosto, la Renault porterà in pista Robert Kubica. Il 32enne polacco sarà alla sua terza uscita col team transalpino dopo il terribile incidente, ma alla prima esperienza con la vettura 2017 e in occasione di un test ufficiale insieme a tutti gli altri piloti.

“I primi due test hanno permesso al team e a Robert di raccogliere numerose informazioni. Con la prossima uscita sulla pista ungherese al volante della R.S. 17 avremo un raffronto diretto sulle condizioni di Robert” commenta il diretto tecnico Renault F1 Cyril Abiteboul

“Dando a Robert questa importante occasione, Renault sta facendo un’azione molto bella. Il pilota polacco aveva tutte le carte per diventare un grande pilota in questo ambiente e con caparbietà si sta rimettendo in discussione. Saranno in molti a temere questo confronto, anche se dovrà fare i conti con la poca esperienza con queste vetture di nuova generazione. Sarà una sfida nella sfida, ma sono sicuro che non deluderà” commenta Gian Carlo Minardi, entusiasta di rivedere il polacco in azione

“Robert potrebbe destabilizzare l’ambiente della F1 e non solamente all’interno del team Renault” conclude il manager faentino

Ultim’ora: La Williams farà esordire sulla vettura di Felipe Massa e Lance Stroll il nostro connazionale Luca Ghiotto, pilota impegnato in F2 coi colori del Russian Time e alfiere dell’ACI Team Italia. Il 22enne pilota veneto sarà al lavoro sulla FW40 mercoledì 2 agosto

“Devo ringraziare la Williams per questa grande occasione. Il primo test in F1 è un momento speciale per qualsiasi pilota e poterlo fare con una squadra con un passato così glorioso è ancora meglio. Non vedo l’ora di scendere in pista. Naturalmente ora mi concentrerà sul weekend in F2” sono le prime parole di Luca Ghiotto

 

F1 | Haas conferma i piloti. Minardi “Sconfitta per il sistema Ferrari”

Alle porte del weekend di Ungheria, undicesima tappa del Mondiale di Formula 1 che inaugurerà la seconda parte di stagione, Gene Haas – fondatore e proprietario dell’omonima scuderia che ha debuttato nel Circus la passata stagione – durante un’intervista rilasciata al sito ufficiale del campionato ha confermato entrambi i suoi piloti. Anche nel 2018 Romain Grosjean e Kevin Magnussen difenderanno i colori della scuderia statunitense.

“Se così fosse sarebbe un’occasione persa per la Ferrari. Resto ottimista e voglio pensare che sia un’azione volta solamente a mantenere la serenità all’interno di un team che sta facendo molto bene, col solo obiettivo di conquistare altrettanti punti anche nella seconda metà di stagione” commenta Gian Carlo Minardi.

Dopo dieci Gran Premi il team Haas occupa la settima posizione nella classifica costruttori con ventinove punti, lo stesso bottino messo assieme nell’intera stagione di esordio.

“Diversamente sarebbe una sconfitta per l’intero sistema Ferrari volto ai giovani piloti e per l’automobilismo Italiano” analizza duramente il manager faentino che si dichiara “… dispiaciuto, avvilito e deluso. Col concretizzarsi di questo scenario sarebbe evidente che i piloti Ferrari non godono di alcuna tutela. La Ferrari non avrebbe più potere decisionale nei confronti dei suoi clienti. Mi rifiuto di pensare ad uno scenario simile” conclude Minardi

F1 | Dal 2018 arriva Halo. Minardi “Decisione superficiale”

A sorpresa, dopo il Gran Premio d’Inghilterra, lo strategy-group ha ufficializzato l’ingresso nel mondiale di Formula 1,a partire dalla prossima stagione, di Halo.

La protezione ideata dalla Mercedes e provata per la prima volta l’anno scorso da diverse scuderie, tra cui la Ferrari, diventerà parte dell’abitacolo delle monoposto di F1 nonostante il forte dissenso da parte dei piloti che avevano avuto modo di testarlo.

L’annuncio ai team è arrivato durante l’incontro tenutosi a Ginevra.

“Trovo strano che ancora una volta sia stata presa una decisione da parte dello strategy-group e non direttamente dalla Federazione considerando che stiamo parlando di un argomento legato alla sicurezza” analizza Gian Carlo Minardi, interpellato dai microfoni di www.minardi.it

“Questa decisione è arrivata a ciel sereno e, soprattutto, contro il parere dei diretti interessati che hanno avuto modo di provarlo direttamente in pista” prosegue il manager faentino

“Non è corretto imporre una soluzione quando i piloti stessi non sono convinti della sua efficacia. Come al solito è stata presa una soluzione affrettata e superficiale”

Proprio durante il weekend di Silverstone Sebastian Vettel aveva portato in pista Shield, il cupolino

“Soluzione a dir poco demenziale che credo sia stata abbandonata velocemente. Pensiamo a quanto olio potrebbe raccogliere solamente nel momento della partenza della gara…”

Sui social i tifosi non hanno perso tempo dichiarando il loro dissenso verso questa decisione. Naturalmente non sono mancate le parodie verso il nuovo arrivato, paragonandolo ad un infradito.

In alternativa ad Halo, la Red Bull aveva proposto Canopy, la cui principale differenza col sistema targato Mercedes, era la mancanza del supporto verticale che limita parzialmente la visibilità del pilota, oltre ad essere completamente schermato sui tre lati.

F1 | Valtteri Bottas strizza l’occhio al mondiale. Minardi “Sta facendo la differenza”

Con la vittoria in Austria, la seconda della stagione dopo il trionfo in Russia, Valtteri Bottas si è portato a ridosso del compagno di box nella classifica piloti, potendo contare su un bottino di 136 punti (contro i 151 di Lewis Hamilton) frutto anche dei podi conquistati in Australia e Bahrain (terzo posto) e i due secondi posti consecutivi in Canada e Azerbaijan. Nei primi nove appuntamenti del mondiale solamente a Barcellona il finlandese non ha visto la bandiera a scacchi.

“Sono rimasto positivamente sorpreso dalla prima parti di stagione di Bottas. Davanti alle difficoltà di Lewis Hamilton si è fatto trovare sempre pronto” commenta Gian Carlo Minardi “Sta facendo la differenza dando un contributo importante all’interno del team Mercedes in termini di punteggio per il campionato costruttori” prosegue il manager faentino che all’inizio della stagione non aveva visto di buon occhio la scelta d Toto Wolff “Devo fare un passo indietro. Bottas è certamente una seconda guida, ma si sta mettendo in risalto trovandosi a poche lunghezze dal campione britannico (quindici punti di distacco n.d.r)”

Un rullino di marcia col quale sta contribuendo a far restare la Mercedes al comando della classifica costruttori davanti alla Ferrari “Sta facendo quello che manca in Ferrari con Kimi Raikkonen. La scuderia di Maranello ha la possibilità di lottare per il costruttori, come ho già avuto modo di sottolineare all’inizio dell’anno, ma serve l’apporto del finlandese. Anche al Red Bull Ring è venuto meno, chiudendo alle spalle dei due driver di Brackley, permettendo così alla Mercedes di allungare in classifica. Valtteri sta sfruttando degnamente tutte le opportunità cercando il rinnovo contrattuale” conclude l’ex patron del Minardi Team

F1 | Minardi “Ferrari deve pensare al futuro”

Siamo solamente alle porte del nono gran premio del Mondiale di Formula 1, ma all’interno delle factory fervono già i lavori sulle vetture della prossima stagione. Da quanto ho potuto apprendere la Ferrari 2018 sta nascendo veramente molto bene e si respira un grande ottimismo intorno a questo nuovo progetto.

Mi auguro che a Maranello si stia lavorando anche al fronte piloti, poiché sarebbe una follia proseguire il rapporto con Kimi Raikkonen. E’ sicuramente un bravo ragazzo, ma il suo rendimento non è costante. Non è un pilota all’altezza della Ferrari e del suo compagno di squadra. In tutta la sua carriera è andato a corrente alternata. In McLaren ha perso dei mondiali molto abbordabili e nel 2007 ha raggiunto il titolo anche grazie agli errori dei suoi avversari. A parer mio è arrivato il momento di voltare pagina.

Sirene provenienti dall’estero annunciano una probabile fuga di Sebastian Vettel (salvo conquista del titolo mondiale), con destinazione Brackley a fianco di Lewis Hamilton. A questo punto non escluderei un ritorno di Fernando Alonso in Ferrari poiché all’interno della scuderia non ci sono più i manager di tre anni fa con cui lo spagnolo aveva avuto da ridire, a cui affiancare un pilota di seconda fascia o un giovane da far crescere.

Sono un forte sostenitore della linea intrapresa da Ferrari volta a valorizzare i suoi uomini al suo interno e questo potrebbe aprire le porte ad un pilota giovane già nell’organigramma. La Ferrari deve guardare al futuro e avere la forza di continuare a lavorare per ricostruire un ciclo vincente. Al momento la Mercedes resta la vettura da battere.

Gian Carlo Minardi

F1 | Minardi “Vettel graziato. Hamilton non ha rispettato il regolamento”

Gli episodi del controverso gran premio di Azerbaijan continuano tenere banco. Le numerose safety-car hanno contribuito a cambiare la classifica finale, in concomitanza con le strategie per i pit-stop e, specialmente, il contatto tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton.

“Vettel ha sicuramente sbagliato a reagire. Le immagini sono chiare e la penalità dello stop and go è più che giusta, anzi forse il ferrarista è stato anche graziato. Un quattro volte campione del mondo come il tedesco non può permettersi di perdere la testa commettendo un gesto decisamente anti-sportivo” analizza in modo determinato Gian Carlo Minardi

“Seb avrebbe dovuto contattare immediatamente il suo team informandolo che Hamilton non aveva rispettato il regolamento” prosegue il manager faentino che spiega perché anche il pilota della Mercedes era da penalizzare “Il regolamento è chiaro. Tra la safety-car e la prima monoposto non può esserci una distanza superiore allo spazio di dieci vetture. Inoltre dal momento che la safety-car spegne le luci, non sono ammesse ripartenze”. In quella circostanza invece Hamilton ha volontariamente e vistosamente rallentato, andando contro il regolamento, come succede praticamente in tutte le occasioni”

Il manager faentino pone l’attenzione anche sull’episodio che è risultato determinante al fine del risultato

“Mi è sembrano molto strano che la penalità a Vettel sia arrivata così in ritardo, considerando anche l’interruzione della corsa, e in concomitanza al problema di carattere tecnico accusato dal suo diretto avversario.”

“Nonostante la supremazia tecnica la Mercedes non è esente da errori e la Ferrari dovrà essere abile a sfruttare anche queste occasioni e il quarto posto finale di Baku rappresenta un risultato positivo per Vettel, che ha allungato leggermente su Lewis. A inizio gara, e soprattutto dopo le qualifiche, era quasi impensabile pensare ad traguardo di questo tipo” conclude l’ex-costruttore.