F1 | GP GIAPPONE, GIAN CARLO MINARDI “SPETTACOLO IN PISTA, POI IL SILENZIO: SUZUKA PRIMA DELLO STOP FORZATO

Arriviamo da giorni di “sbronza” tutta italiana grazie alla vittoria di Kimi Antonelli in Cina. Un successo importante, tanto per lui quanto per il motorsport italiano. Ho avuto il piacere di incontrarlo all’Autodromo di Imola, in occasione della cena organizzata per celebrare il compleanno di Ayrton Senna: ho visto un ragazzo sereno, tranquillo e disponibile con tutti. Anche questa è una delle sue grandi forze, insieme alle sue doti naturali e alla capacità di non ripetere mai due volte lo stesso errore.
Ora ci spostiamo in Giappone, su una pista che esalta le qualità dei piloti, e mi auguro che possa mostrarci ancora una volta tutto il suo talento. Suzuka è un tracciato vero, tra i più amati in Formula 1, perché capace di far emergere le qualità di guida grazie alle sue diciotto curve.
Diversamente dagli altri anni, il Circus approda sulla pista di proprietà della Honda a inizio stagione. Un cambiamento importante anche dal punto di vista logistico, che potrebbe incidere sulle condizioni meteo che piloti e team troveranno: alle forti piogge potrebbero infatti sostituirsi temperature addirittura superiori alla media stagionale.
Sul fronte gomme, Pirelli ha scelto le mescole più dure – C1 per le Hard, C2 per le Medium e C3 per le Soft – anche in considerazione di un asfalto che tende a favorire il graining, soprattutto con le coperture più morbide.
Siamo soltanto al terzo appuntamento della stagione e tracciare una gerarchia precisa è ancora prematuro. Fa eccezione la Mercedes, che al momento sembra avere un vantaggio complessivo in tutte le aree della vettura, e non soltanto nella power unit, come qualcuno vorrebbe far credere. Alle sue spalle, per ora, si colloca la Ferrari come seconda forza del mondiale.
Attenzione però al calendario: dopo il Giappone ci attende un mese di “black-out”, dovuto alla (momentanea?) cancellazione dei GP del Bahrein e dell’Arabia Saudita. Un periodo in cui le scuderie lavoreranno intensamente in fabbrica e al simulatore. Alla ripartenza, a Miami (1-3 maggio), gli equilibri potrebbero anche cambiare: oggi la Formula 1 è in grado di reagire con tempi molto più rapidi rispetto al passato.
Nel frattempo, per questo fine settimana diversi team – tra cui Haas, Racing Bulls, Red Bull e Mercedes – hanno presentato livree speciali per celebrare l’evento, contribuendo a rendere ancora più affascinanti queste vetture.
Gian Carlo Minardi



È un momento storico per l’automobilismo italiano. Vent’anni dopo Giancarlo Fisichella, Andrea Kimi Antonelli riporta il tricolore sul gradino più alto del Mondiale di Formula 1. Un successo straordinario, impreziosito da pole position, giro veloce e vittoria: un risultato che per un pilota italiano mancava da oltre cinquant’anni.
Dall’Australia alla Cina. Il nuovo corso della Formula 1 approda a Shanghai in un clima non privo di perplessità da parte dei piloti e degli addetti ai lavori. Il weekend del Gran Premio di Cina rappresenterà infatti un banco di prova particolarmente significativo, anche perché ospiterà la prima Sprint Race della stagione.
Il nuovo ciclo della Formula 1 si è aperto con un fine settimana ricco di colpi di scena, a partire dall’errore in Q1 di Max Verstappen, episodio che ha contribuito a rendere la gara particolarmente interessante. Tra gli errori da segnalare anche quello di Oscar Piastri, che ha inaugurato la stagione con uno zero in classifica, e di Kimi Antonelli in FP3.
Ci avviciniamo al primo appuntamento del Mondiale 2026 con grande curiosità, ma anche con molte incognite e qualche inevitabile incertezza. A mio parere, chi riuscirà a sfruttare al meglio l’affidabilità nelle prime gare potrà costruire un vantaggio importante per l’intera stagione. Al di là della prestazione pura, infatti, saranno proprio l’affidabilità e la qualità della benzina adottata a rappresentare i due fattori chiave di questa prima fase del nuovo ciclo. Il motore sarà protagonista e tra una benzina e l’altra potranno esserci differenze significative in termini di cavalli.
Il Mondiale 2025 si chiude con il trionfo di Lando Norris, un epilogo giusto per quanto visto lungo i 24 Gran Premi. Il britannico ha attraversato alti e bassi come ogni protagonista del campionato, ma ha saputo ricucire il distacco dal compagno di squadra e imporsi con maturità. Ha vinto la squadra più completa e il pilota che, nell’arco dell’intera stagione, ha dimostrato di meritare questo titolo.
Sono molto curioso di vedere cosa accadrà in questo finale di campionato ad Abu Dhabi. Un Mondiale che, fino a poche gare fa, sembrava avere due soli pretendenti, ma che i diretti interessati sono riusciti a rimettere completamente in discussione, portandoci a un epilogo a tre.
Max Verstappen rilancia la propria candidatura al titolo con una vittoria netta in Qatar. Il successo, unito al secondo e quarto posto conquistati da Piastri e Norris, consente all’olandese di ridurre a dodici le lunghezze che lo separano dal britannico. È stato un weekend particolarmente intenso, caratterizzato da strategie complesse incentrate sulla gestione delle gomme, fattore decisivo sull’asfalto di Losail.
Dal deserto di Las Vegas a quello di Doha per il ventitreesimo e penultimo appuntamento del Mondiale. Dopo i risultati del Nevada, Max Verstappen si è inserito nella lotta per il titolo insieme a Lando Norris e Oscar Piastri, con il britannico che guida il terzetto con ventiquattro punti di vantaggio. Non sono certamente pochi, ma nemmeno tanti, considerando che ci sono ancora due GP e una gara sprint da disputare.
Il Gran Premio di Las Vegas ci ha regalato un colpo di scena degno dei migliori thriller, se non addirittura horror per Norris e Piastri, con la doppia squalifica McLaren arrivata a gara conclusa per irregolarità nel pattino. Un evento che riapre la corsa al Mondiale, non solo tra i due piloti McLaren, ma anche grazie all’inserimento di Max Verstappen, protagonista ancora una volta di una partenza straordinaria e di una gara perfetta, in cui è riuscito non solo a gestire il vantaggio, ma anche a lanciare un segnale forte e deciso ai diretti avversari negli ultimi tre giri, marcando costantemente la miglior prestazione.
La Formula 1 arriva a Las Vegas per il ventiduesimo appuntamento del Mondiale, sul secondo circuito più lungo della stagione: 6.201 km caratterizzati da tre rettilinei velocissimi e da una serie di chicane lente che metteranno a dura prova gli pneumatici.
Interlagos ci ha regalato un Gran Premio movimentato, non per la pioggia ma per i numerosi incidenti, a cominciare da quello causato da un’azione troppo ottimistica di Oscar Piastri alla ripartenza dopo la SC, che ha messo fuori gioco Charles Leclerc e ha rischiato di coinvolgere anche Antonelli.
