F1 – GP Turchia: IL PUNTO … di Gian Carlo Minardi

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vettel.jpg'Il quarto Gran Premio del Mondiale di Formula 1 ci ha regalato una corsa emozionante, ricca di sorpassi e, soprattutto di pit stop (81 in tutto). L’aspetto più positivo del weekend all’Istanbul Park è il ritorno di Fernando Alonso sul podio. Il ferrarista è stato abile nello sfruttare le gomme e ancora una volta a fare la differenza è stato il pilota perché il gap rimediato in qualifica è nettamente superiore a quello accusato durante il GP.

A breve inoltre la Ferrari dovrebbe portare ulteriori evoluzioni e questo primo passo fa ben sperare per il prosieguo della stagione. E’ stata senza alcun dubbio una corsa movimentata, anche se la causa bisogna ricercarla ancora una volta nelle troppe soste, che in alcuni circuiti potrebbero causare dei problemi di sicurezza (in quanto stiamo parlando di circa quattro soste a vettura, otto per team). Al di là che questo decadimento sia voluto per creare maggiore spettacolo, il problema è un altro: in termini di durata non c’è differenza tra gomme morbide e dure. Questo rende anche difficile la lettura della corsa sia per chi la commenta che per chi la segue in tribuna o a casa, in quanto non si riesce a tenere sott’occhio il numero e il tempo delle soste. Non dimentichiamoci che ad animare i sorpassi ci sono altre due tecnologie come l’ala mobile e il KERS, che vanno a sminuire le abilità del pilota.

In questo panorama entra in gioco un altro aspetto non secondario: quattro pit stop a corsa rendono meno importanti i risultati del sabato pomeriggio, anche se partire davanti porta tutta una serie di vantaggi come possiamo vedere con Vettel. Proprio in Q3 diventa fondamentale la gestione delle gomme. Arrivare in gara con un treno ancora nuovo può essere un vantaggio non indifferente.

Tornando alla corsa, ancora una volta la Red Bull ha coperto il ruolo di protagonista. Il vantaggio che hanno dal lato tecnico gli permette di gestire la corsa. Alle loro spalle tutti gli altri team devono sfruttare i minimi errori dei Campioni come ha fatto nel Gran Premio scorso Lewis Hamilton, cercando al tempo stesso di sfruttare nel migliore dei modi le gomme come nel caso di Fernando Alonso. E’ chiaro che sarà difficile capovolgere il risultato perché il divario con la Red Bull è molto alto. Fin quando uno di questi team non sarà al pari di Vettel e Webber, difficilmente si riuscirà a ridurre il gap, anche in termini di punti. In questi primi quattro appuntamenti Vettel è stato nella situazione ottimale. Il suo vantaggio gli ha permesso di sfruttare al meglio monoposto e gomme, senza doverli portare al limite per tutta la durata della corsa.

Ottima prestazione anche per la Toro Rosso, che si sta confermando la sesta forza del mondiale, anche se al momento la classifica premia la Sauber. Sarebbe un ottimo traguardo per la scuderia di Faenza. Proprio Alguersuari ha segnato il secondo miglior tempo andando sotto l’1’30, alle spalle di Webber e davanti a Vettel. I piloti dovranno cercare di sfruttare al meglio la macchina, che ha dimostrato di essere figlia di un progetto molto valido.

Chi manca all’appello è la Williams, che accusa anche dei problemi di affidabilità. Barrichello ha cercato di sorprendere tutti con una strategia di gara che purtroppo non ha pagato mentre Maldonado mi è sembrato in difficoltà. Sta continuando il suo apprendistato. Su questo fronte tutti si stanno rendendo conto che annullare i test sia stata un’arma a doppio taglio: non si hanno avuti i grandi risultati sperati in termini di risparmio e a pagarne le spese sono stati i giovani, lo sviluppo della macchina e delle gomme. Per fortuna qualcosa si sta muovendo e mi auguro che queste proposte siano prese in considerazione. Insisto sul fatto che i test possano essere variegati con l’intervento dei giovani, che potrebbero crescere in minor tempo.

Per chiudere voglio mandare un saluto a Davide Rigon che ha avuto un brutto incidente in un momento particolare della sua giovane carriera. Sono ottimista e spero di rivederlo molto presto in piedi e poi in pista.

Gian Carlo Minardi

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