F.1 – Il gran premio della Cina secondo Gian Carlo Minardi

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Formula1'Come si dice in questi casi è stata una gara molto bagnata e condizionata dal mal tempo che però ha cominciato però a disegnare le forze in campo. Quello che è sorprendente è questa Red Bull che, come avevamo sottolineato più volte, ha messo in pista una vettura molto bella sia aerodinamicamente parlando sia dal punto visto tecnico, riuscendo ad essere performante per tutto il week, conquistando prima la pole position e poi dominando la gara, firmando la sua prima doppietta.

Questo successo ci fa capire che in questa stagione potremo avere diversi pretendenti alla vittoria di almeno un gran premio, rendendo il campionato molto incerto e difficile da pronosticare con team che cresceranno gara dopo gara. Abbiamo avuto la conferma della forza messa in campo dalla Brawn GP, la crescita della McLaren Mercedes che ha chiuso con un 5° e 6° posto, un nuovo zero per la Ferrari (il terzo), un week end sotto tono per errori in pista e del box da parte della Renault e una bella prestazione di Buemi con la Toro Rosso che ha conquistato un punto molto importante, anche se forse poteva fare qualcosa in più. E’ stato un gran premio che ci ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine poiché era molto facile commettere degli errori viste le condizioni della pista.

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Con la decisione del Consiglio Internazionale d’Appello della FIA che ha reso legali i diffusori di Brawn, Williams e Toyota si apriranno scenari molto importanti poiché vedremo come i team decideranno di intervenire sulle monoposto e chi sarà più bravo a svilupparlo: la Red Bull stessa, vedendo queste prestazioni, dovrà decidere come intervenire e se intervenire visto il suo retrotreno molto basso che complica non poco il tipo di intervento, così come in casa Ferrari e McLaren. Abbiamo potuto vedere che la Renault era riuscita a fare già un buon passo in avanti montando un primo step del nuovo diffusore sulla vettura di Fernando. In gara poi con la partenza dietro la safety car ha anticipato la sosta ritrovandosi così nelle retrovie. Cercando di recuperare ha commesso alcuni errori che l’hanno tolto definitivamente dalla zona punti. Indubbiamente ha pagato il secondo posto di sabato in cui era molto più scarico dei suoi avversari. Lo stesso Piquet ha fatto degli errori e molto probabilmente inizia a sentire il fiato sul collo per i problemi della squadra. E’ in un momento di difficoltà anche se non montava il nuovo diffusore e aveva una strategia con molto carico di benzina.

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Sono stato sorpreso dalla Red Bull, in quanto avevamo visto il valore della macchina, ma non mi aspettavo una sua vittoria già al terzo appuntamento e, senza l’errore di Vettel in Australia e i problemi in Malaysia oggi sarebbero, se non primi, al secondo posto in classifica (piloti e squadra). Il progetto di Adrian Newey, tra quelli dai sette team, è sicuramente il migliore e lo dimostrano anche il 10° posto in qualifica e l’ottavo in gara di Buemi (Toro Rosso). E’ una vettura molto valida anche se ancora con qualche problema di affidabilità. Teniamo presente che in qualifica Sebastian Vettel aveva usato solo un treno di gomme morbide e questo ci fa capire quanto siano tranquilli: tutti gli altri infatti hanno dovuto usare più treni per tenere il suo passo. Ad oggi Red Bull e Brawn sono sicuramente le scuderie da battere. Chi vedo in grossa difficoltà è la BMW Sauber, sia su quello che pensavano fosse il loro campo di battaglia (KERS) sia come vettura perche anche oggi, a parte l’errore di Kubica, Heidfeld è arrivato decimo. A mio avviso sono combattuti per le scelte fatte fino a questo punto e non vogliono abbandonare il progetto Kers, cosa che hanno fatto invece temporaneamente Renault e Ferrari, continuando a commettere grossi errori anche sullo sviluppo della monoposto. I piloti stessi forse non sono sereni come possono sottolineare l’errore del polacco e gli svarioni del suo compagno di scuderia che gli sono costati la zona punti. Mi pare ci sia un po’ di tensione e, da esterno, credo sia dovuto al fatto che non hanno una strada da seguire.

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Al di la del risultato complessivo la Ferrari ha avuto un piccolo segnale di miglioramento infatti senza l’errore in qualifica Massa sarebbe entrato in Q3, mentre il suo compagno di scuderia ha giocato la carta della molta benzina. In gara il brasiliano era molto vicino ai primi due e, in teoria, avrebbe potuto anche puntare al secondo posto: purtroppo ancora una volta è venuta a mancare l’affidabilità che non ci ha dato la possibilità di valutare meglio questo passo in avanti. Fino a quel punto Massa aveva recuperato molte posizioni facendo una gara migliore di quella del finlandese e, in prospettiva, poteva puntare anche al podio.

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Buona gara, anche se con qualche errore di troppo che gli sono costati la quarta posizione a vantaggio del suo compagno di scuderia, da parte del campione del mondo Lewis Hamilton che con una macchina non ancora al top ha mostrato il suo talento guidando molto bene in condizioni difficili e conquistando punti importanti (e forse anche insperati a inizio week end) Anche lui come in casa Ferrari, aveva lavorato in funzione della gara e della pioggia optando per un buon carico di benzina a bordo.

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n questi giorni abbiamo letto delle dure dichiarazioni di Flavio Briatore anche se oggi ha in parto smentito di aver usato quei termini, ribadendo comunque il concetto che la legalità andava ricercata tra i sette team e sottolineando il concetto che se migliorano le prestazioni della vettura migliora anche il pilota: a mio avviso non credo che abbia scoperto l’acqua calda, nel senso che salvo qualche eccezione, i piloti che corrono in Formula 1 sono piloti che meritano questa categoria e non è corretto dargli del “fermo”. Abbiamo una griglia estremamente ristretta con tutti i piloti racchiusi in poco più di un secondo. E’ chiaro che qualche decimo lo può mettere il pilota, ma la differenza viene fatta dalla macchina, dallo sfruttamento delle gomme e dalle strategie. Lo dimostra Jenson Button che fino all’anno scorso navigava nell’ultima fila, mentre oggi è in lotta per pole position e vittoria. Così pure la Red Bull che aveva dei grossi problemi e Webber non lottava per le prime due file … Webber è sempre lui, ma quest’anno la macchina è decisamente più performante. La differenza si può vedere tra un pilota e un campione del mondo che esce fuori dopo 17 gran premi, mentre in una gara un pilota può battere un suo avversario aiutato dalla macchina, dalla strategie e dalla fortuna. Con tutto questo credo che l’obiettivo di Ecclestone e Mosley (di creare degli attriti all’interno della FOTA) sia stato raggiunto: ora sta nell’intelligenza dei team principal di ritrovarsi attorno ad un tavolo cercando di continuare a lavora tutti insiemi.

Con questo vi saluto e vi do appuntamento tra solo una settimana con il gran premio del Bahrain dove in teoria non dovrebbe piovere. Vedremo chi in fabbrica riuscirà a dare il meglio del meglio portando delle modifiche per iniziare l’escalation della rivoluzione dell’aerodinamica.

Come sempre rimango a vostra disposizioni. Potete inviarmi le vostre curiosita’/domande a: media@minardi.it

Gian Carlo Minardi

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