F1 | Gp Abu Dhabi – Rosberg campione del Mondo. Ferrari sul podio

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Nella notte di Abu Dhabi Nico Rosberg vince il suo primo titolo mondiale. Un tedesco al volante di una macchina tedesca. E’ il giusto epilogo di una stagione lunghissima caratterizzata da 21 gare. Rosberg era partito alla grande accusando una flessione nel mese di luglio, per poi riprendere il comando della classifica. Ha lottato contro un tre volte campione del mondo che non gli ha reso la vita facile, anche in quest’ultimo gran premio. Nonostante tutto ha mantenuto la freddezza dimostrando di meritare il titolo. E’ stata una corsa entusiasmante conclusa con quattro vetture racchiuse in meno di 2”, grazie anche alla strategia adottata da Hamilton, che ha tentato il tutto per tutto. Una corsa molto tecnica e tattica dove i piloti hanno dato il 100%

Il comportamento dell’inglese di casa Mercedes non mi è piaciuto e dovrà riflettere e sfogarsi durante le vacanze. Non è corretto recriminare, sul podio, momenti negativi del team. E’ stato un campionato lungo, in cui affidabilità ed  errori del pilota fanno parte del gioco. Fino all’ultimo la Mercedes ha messo i due piloti nelle condizioni di giocarsi il titolo alla pari. Dovrebbe mostrare maggiore sportività. Per questo apprezzo maggiormente lo stile di Nico. Anche nei momenti difficili non ha trovato scuse. Ricordiamoci che in alcune occasioni è stato vittima di decisioni soggettive (e non oggettive) da parte dei commissari.

Bello il sorpasso ai danni di Verstappen. Un’azione determinante per la difesa del titolo. Un rischio calcolato che andava preso. Con questo successo ha eguagliato il padre sempre molto attento ma mai invadente. E’ arrivato in pista a titolo ormai conquistato. Complimento a tutta la famiglia Rosberg.

La Ferrari chiude la stagione alla grande, con un terzo posto di Vettel autore del giro più veloce e di un bellissimo sorpasso ai danni di Max Verstappen, protagonista di un errore al via e di una bella rimonta. Una Red Bull che deve recriminare qualcosa nei confronti di Daniel Ricciardo, nuovamente penalizzato dalla strategia del team.

Cala il sipario su una stagione lunga, ma il 2017 è alle porte. Ci aspetterà un campionato impegnativo con macchine decisamente diverse e regolamenti nuovi che potrebbero portare ad un rimescolamento delle forze in campo o ad un campionato maggiormente combattuto, con la speranza che possa regalarci maggiori soddisfazioni coi colori italiani.

Va in archivio un anno importante per l’ACI Team Italia grazie al secondo e terzo posto in Gp2 con Giovinazzi e Marciello e al terzo posto di Fuoco in GP3. Voglio ringraziare questi ragazzi perché ci hanno fatto ascoltare diverse volte l’Inno di Mameli, a dimostrazione quanto il lavoro della Federazione sia vincente. L’Italia ha la possibilità di esprimersi ad altissimi livelli insieme ai suoi piloti. Ci sono ancora dei posti vacanti in F1 e speriamo che le prossime settimane ci possano regalare una bella sorpresa.

F1 | Ecclestone verso le due gare. Minardi «Scelta corretta»

La Formula 1 prova a guardare avanti cercando nuovi format e nuove soluzioni che possano attrarre il pubblico che si sta allontanando.

Lo fa attraverso Bernie Ecclestone che punta il dito verso gare troppo lunghe, proponendo di dividere in due il Gran Premio, creando due gare da 40 minuti ciascuna, con partenze separate “90 minuti di corsa (se non di più) sono veramente troppi per le esigenze degli spettatori attuali. Anche altri sport stanno guardando a format più brevi. Due gare in programma la domenica potrebbe essere la soluzione giusta. Tra una corsa e l’altra i meccanici potranno lavorare sulle macchine e i piloti dedicarsi alle interviste” spiega Mr. Ecclestone

Una soluzione che trova l’appoggio di Gian Carlo Minardi, che già negli anni precedenti aveva ventilato l’ipotesi di creare due eventi separati “Bisogna andare incontro alle esigenze degli appassionati, che stanno cambiando velocemente rispetto allo spettacolo offerto oggi. Condivido certamente la scelta delle due gare. Il pubblico ne gioverebbe, come lo spettacolo poiché ci sarebbero due partenze separate – racconta il manager faentino – . Come succedeva in Formula 2 negli anni settanta. Auspico che il fine settimana ad Abu Dhabi sia l’occasione per parlare del futuro della serie. Nel 2017 ci saranno importanti cambiamenti, attorno al calendario c’è molta incertezza. Sappiamo che dal 2019 Sepang uscirà. Singapore sta pensando a non rinnovare e il Brasile è in bilico. Controcorrente Montreal, che ha rinnovato l’accordo”

F1 | Gp Abu Dhabi – La sfida finale

Dopo venti gran premi, e una stagione così lunga, Nico Rosberg e Lewis Hamilton si giocheranno il titolo di Campione del Mondo ad Abu Dhabi, per la gioia sia di Bernie Ecclestone che degli Arabi. Il contratto infatti prevede il pagamento di un surplus qualora il mondiale venga  assegnato all’ultima gara. I due piloti Mercedes sono appaiati sul fronte vittorie – nove a testa – con un vantaggio di Rosberg sui  secondi posti e di Hamilton con la somma dei quarti posti. Questo significa che se Rosberg dovesse arrivare oltre la terza posizione (con una vittoria di Hamilton), a parità di punti il titolo scivolerebbe tra le mani dell’inglese.

In questi mesi Nico ha dimostrato di meritare la vittoria, sia per la sua costanza che per l’educazione con la quale ha digerito decisioni alquanto discutibili da parte dei commissari, prese in modo soggettivo e non oggettivo. Diversamente avremmo già il nuovo iridato.

Dopo la bella prestazione di San Paolo, gli occhi saranno puntati anche verso Max Verstappen che dovrà dimostrare di essere maturo in previsione di un 2017 da protagonista. Speriamo non sia distratto dagli elogi ricevuti nei giorni successivi.  L’olandese di casa Reb Bull tenterà la sgambetto ai datti di Vettel, provando a strappargli la quarta posizione nella classifica piloti. Per il tedesco si tratterebbe certamente di un risultato negativo.  Per la Ferrari sarà difficile controbattere la Red Bull, che si appresta a chiudere una stagione in crescendo.

Abu Dhabi sarà anche teatro della sfida finale tra Force India e Williams per la quarta posizione, col team di Silverstone in vantaggio, e tra Toro Rosso e McLaren per il sesto posto. Sainz e Kvyat proveranno il colpaccio ai danni di Woking. Sul fronte pneumatici, team e pilota avranno a disposizione tutte le mescole morbide, dalla Soft alla Ultra-Soft. Sette le mescole di “viola” portate da Mercedes e Ferrari contro le sei di casa Red Bull. Cinque set di “gialle” per Vettel, Ricciardo e Verstappen contro le quattro della coppia Nico/Lewis e di Raikkonen. Solo Seb avrà a disposizione un set delle rosse SuperSoft, contro i due dei principali avversari

Sarà un paddock molto caldo anche sul fronte dei nuovi regolamenti. In questi giorni Bernie Ecclestone ha proposto di dividere il Gran Premio in due gare. Una soluzione che avevo già prospettato e che mi trova d’accordo. Ma questa è un’altra storia….

F1 | Terremoto McLaren Minardi “Nuovi scenari all’orizzonte”

Ron Dennis si è dimesso da presidente e a.d del gruppo McLaren dopo aver visto respingersi il ricorso all’Alta Corte. Dopo 35 anni finisce un’era importante legata al mondo della Formula 1.  Il 69enne manager britannico era entrato alla McLaren nel 1980 prendendone il pieno controllo l’anno successivo. Sotto la sua guida la scuderia ha vinto diciassette titoli mondiali (10 piloti con Laura, Prost, Senna, Hakkinen ed Hamilton e 7 Costruttori). Il 2015 è l’anno nero, arrivato in concomitanza con la partnership Honda.

Dalla propria sede, l’ormai ex azionasta McLaren ha annunciato di voler mettersi nuovamente in gioco, intraprendendo nuovi progetti

 “Con la bocciatura dell’Alta Corte in casa McLaren finisce un’era importante, iniziata nel 1980, ricca certamente di successi ma non priva di errori – commenta il manager faentino, interpellato da www.minardi.it – Questo cambiamento al vertice potrebbe riaprire le porte a scenari già smentiti nei mesi precedenti, con importanti risvolti economici e tecnici per il futuro prossimo. Mi riservo ulteriori approfondimenti appena le indiscrezioni si tramuteranno in certezze” conclude il manager faentino 

F1 | Alonso critico verso la F1. Minardi “Situazione non facile”

“Questa Formula 1 è impossibile da guardare” sono le parole forti usate da Fernando Alonso durante il fine settimana di Interlagos. Il pilota della McLaren, non certamente nuovo a queste esternazioni (sono ormai famosi i suoi team radio nei confronti del propulsore Honda o verso il suo team) ha usato parole di fuoco verso la mancanza di spettacolo nel Circus moderno “Sono stato lontano 30 minuti dalla pista e mi sono addormentato. Dovremo pagare gli spettatori per venire in autodromo”

Abbiamo quindi interpellato Gian Carlo Minardi, impegnato a seguire i ragazzi selezionati per il Supercorso ACI sulla pista di Vallelunga “Sono giorni difficili per la Formula 1, sia a causa dei regolamenti pochi chiari e per lo spettacolo che viene offerto, ad eccezione di alcuni episodi sporadici come il Gran Premio del Brasile dove il meteo ha dato un contributo determinante. Credo che Nando si riferisca anche ai limiti imposti dai commissari relativamente alla battaglie in pista.

L’altro grande problema è generato dalla forte disparità tecnica ed economica esistente tra i team. Nel caso specifico, la McLaren sta attraverso un momento travagliato a livello societario a cui si aggiunge una Honda non in grado di ripercorrere la strada intrapresa da Renault. E’ un peccato vedere un pilota come lo spagnolo stare lontano dalle posizioni di vertice. Sia in qualifiche che in gara non ha regalato niente lottando costantemente” commenta il manager faentino.

F1 | Gp Brasile – Minardi “Voto 10 a Verstappen”

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Considerando le impervie condizioni atmosferiche con cui hanno dovuto lottare i piloti credo sia giusto fare un plauso a tutti, indipendentemente che siano arrivati al traguardo o siano stati protagonisti di incidenti. La visibilità era ridotta e il rischio di aquaplaning era dietro l’angolo.

Tuttavia voglio dare un bel 10 a Max Verstappen che ci ha fatto divertire con sorpassi importanti, staccate e controsterzi degni di nota riuscendo a rimontare fino al terzo posto nonostante l’azzardo del muretto box. A parità di machina e mescole ha battuto la concorrenza del compagno di squadra, il primo avversario.

10 anche a Felipe Massa che ha corso il suo ultimo gran premio in Brasile e che tra quindici giorni, ad Abu Dhabi, chiuderà la sua carriera in F1. E’ stato emozionante l’affetto che gli hanno dimostrato. In questi anni Felipe si è dimostrato un onesto gregario e un ottimo lavoratore. Ha fatto sognare i tifosi Ferrari che hanno festeggiato insieme a lui – anche se per pochi secondi – il titolo mondiale.

Il Gran Premio del Brasile è stato importante anche per diverse scuderie come Toro Rosso, che ha conquistato con Carlo Sainz il sesto posto, e Sauber che in zona cesarini  ha agguantati due punti con Nasr, sopravanzando in classifica la Manor (undicesima con un punto). Per alcuni momenti della gara Manor e Sauber sono state anche appaiate in classifica. E’ stata una bella lotta. Sui due muretti si saranno vissuti momenti di tensione.

F1 | Gp Brasile – IL PUNTO “Chapeau, Verstappen!”

 

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Un gran premio difficilissimo, corso in condizioni impegnative durato la bellezza di tre ore, che ci ha regalato un Verstappen incredibile. Ha fatto divertire il mondo intero con staccare, rimonte, controsterzi nonostante una strategia azzardata da parte del suo muretto che gli poteva costare caro. Ci ha fatto rivivere un GP di altri tempi. Il ragazzino, se gestito bene, ha davanti a sé un futuro importante a cui è impossibile dare un limite.

Verstappen ha sfruttato al 100% tutto il potenziale della sua Red Bull che si è adattata benissimo alle particolari condizioni mettendo in risalto grip e carico aerodinamico della vettura. Un Verstappen che ha surclassato Ricciardo, a parità di vetture e strategia. Devo dire che, ancora una volta, non mi trovo d’accordo coi commissari a riguardo della penalità inflitta all’australiano (entrato in corsia box nonostante fosse chiusa in quell’istante). Cinque secondi sono troppo pochi.  Il pit-stop gli avrebbe potuto regalare un vantaggio notevole se le condizioni fossero cambiate, pagando una penalità minima.

Tutto secondo copione in casa Mercedes. Lewis Hamilton vince e Nico Rosberg arriva secondo. Un Hamilton che è andato costantemente all’attacco in tutto il fine settimana. Lui doveva solo vincere. Più difficile la corsa di Rosberg – sotto il profilo psicologico –  che aveva tutto da perdere.

La Ferrari saluta il Brasile col quinto posto di Sebastian Vettel. E’ stato bravo a recuperare la macchina senza riportare danni, al contrario di Kimi Raikkonen. Seb ha salvato un fine settimana non esemplare per se stesso, dopo esser stato battuto in qualifica dal compagno. Dopo l’errore si è reso protagonista di una bella rimonta.

Una corsa che ha regalato duelli importanti. La Force India ha consacrato il quarto posto nel mondiale davanti alla Williams e la Sauber potrebbe aver salvato il bilancio – ai danni della Manor –  anche se resta un gran premio in calendario

Aspettiamo Abu Dhabi per il gran finale, ma continuare a seguirci perché nei giorni successi approfondiremo alcune tematiche del fine settimana brasiliano

#HistoricMinardiDay | Spazio alle Auto Classiche

Il prossimo 6-7 maggio 2017, all’Autodromo “Enzo e Dino” Ferrari di Imola si rinnoverà l’appuntamento con la storia del Minardi team e del motorport. La macchina organizzativa dell’Historic Minardi Day è al lavoro per preparare la seconda edizione, dopo il successo dello scorso 25 giugno con oltre settemila tifosi che hanno invaso i box e le tribune del Santerno

Resta confermata la formula della prima edizione con paddock e box – insieme alle tribune – aperti a tutti gli appassionati e tifosi che avranno l’opportunità di vedere e toccare con mano le monoposto e le vetture che hanno scritto le pagine importanti del motorsport. Punto focale saranno, ancora una volta, le monoposto di Formula 1 costruire nei ventin’anni dalla scuderia faentina insieme alle vetture che hanno reso grande questo sport.

Lo scorso giugno sono tornare a rombare le Ferrari di Alesi, Prost, Capelli e Niki Lauda, la Williams campione del mondo 1980 e la Tecno del 1972 insieme alla  March-BMW, alle Dallara F3, Renault F2000, Ralt F3000, Chevron-Toyota e numerose vetture Gran Turismo portando un parco vetture di oltre settanta vetture.

“La novità principale, insieme alle due giornate, sarà la forte presenza di bellissime Auto Classiche degli anni ’60 e ’70. Inoltre stiamo ricevendo  su numero incredibile di adesioni anche sul fronte delle Formula 1 che scenderanno in pista – commenta Gian Carlo Minardi – Abbiamo accolto la richiesta dei tifosi di svolgere l’evento nelle giornate di sabato e domenica, aggiungendo una punta di fascino scegliendo come data per la seconda edizione dell’Historic Minardi Day il week-end storico in cui si correva proprio il Gran Premio di San Marino”

F1 | Gp Brasile – Pista spettacolare, ma a rischio

Meno due. Dopo un cammino lungo diciannove appuntamenti, la Formula 1 è pronta a sbarcare in Brasile – San Paolo – per il penultimo round della stagione. Arriviamo su una pista impegnativa con la prima curva, in discesa, insidiosa e teatro di spettacolari contatti e sorpassi. Sarà la preoccupazione principale per Nico Rosberg che proverà a chiudere la partita col compagno su una pista in cui storicamente va forte.

Il Gran Premio del Brasile sarà anche l’ultima gara in “casa” per Felice Massa che proverà a regalare al suo pubblico un risultato importante, anche se la sua Williams sembra battere la fiacca. Una pista che lo ha incoronato campione del mondo per alcuni secondi, prima di consegnare lo scettro in modo definitivo a  Lewis Hamilton. San Paolo è stata terra di conquista anche per l’ultimo titolo mondiale pilota targato Ferrari grazie a Kimi Raikkonen. Una Ferrari  chiamata ad affrontare una situazione confusa. Ancora una volta dovrà fare i conti con il telaio e l’aerodinamica della Red Bull.

Sul fronte mescole, la Pirelli porterà Hard, Medium e Soft. Diversamente da Ferrari e Red Bull che porteranno sette mescole si soft per pilota, Hamilton e Rosberg avranno ciascuno otte set di “gialle” quattro di “bianche” medie e un solo set di “rosse” Soluzioni differenziate in casa Ferrari con cinque set di medie per Vettel e una hard contro le quattro medie di Raikkonen e due hard.

San Paolo fa parte di quelle realtà che potrebbero perdere il Circus, rinunciando a firmare il rinnovo. Auspico un grande afflusso di pubblico poiché è una pista che merita di restare in calendario per il layout affascinante e il calore del pubblico.

Una pista che mi rievoca importanti ricordi. Proprio col papà di Max Verstappen, Jos, nel 2003 avremo potuto conquistate un risultato storico. Ci trovavamo nelle posizioni di vertice quando, con l’arrivo della pioggia, finì fuori pista alla Curva do Sol.  Stessa situazione con Christian Fittipaldi che, purtroppo, non rientrò ai box per montale le rain, nonostante le indicazioni del muretto. 

Abbiamo avuto il piacere di collaborare con diversi piloti brasiliani – Tarso Marques, Christian Fittipaldi, Moreno Roberto – oltre ad aver firmato il nostro esordio nel mondiale di F1 il 5 aprile 1985 (a Rio) Proprio con Marques, nel 2001, abbiamo conquistato la top-10 chiudendo la corsa al nono posto, così come con Piero Martini nel 1990 (9°),  e Gianni Morbidelli  nel 1991 (8°) e 1992 (7°)  

 

Minardi Story – Brasile, dove tutto iniziò

Il 5 aprile 1985, col Gran Premio del Brasile, il Circus inaugurava la nuova stagione e Gian Carlo Minardi e il Minardi Team F1 firmavano il debutto in Formula 1. Dopo essersi costruita una buona reputazione in qualità di costruttore nelle formula minori, la scuderia faentina era pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, dividendo il paddock con colossi del calibro di Ferrari, Williams, McLaren, Brabham, Ligier, Renault, Alfa Romey e Tyrrel. Per il suo esordio Gian Carlo decide di affidare l’unica M185 al giovane Pierluigi Martini

Venerdì 5 aprile, in occasione delle prime prove libere, avevamo realizzato di essere arrivati in Formula 1. Il sogno era diventato realtà” ricorda Gian Carlo Minardi. Un sogno e un’avventura lunga la bellezza di ventuno stagione durante le quali ha saputo costruirsi una reputazione importante diventando trampolino di lancio per piloti, meccanici e ingegneri. Il primo Gran Premio, corso sulla pista di Jacarepagua a Rio, terminò a venti giri dalla bandiera a scacchi per un problema al motore.

Le soddisfazioni però non mancano. Nel 1990, a San Paolo, “Piero” Martini piazza la Minardi M190 in quarta fila grazie all’ottavo tempo assoluto, chiudendo la corsa nella top-ten, al nono posto. Il miglior risultato in gara viene raggiunto nel 1992 da Gianni Morbidelli che porta la sua M192 al settimo posto – partendo dalla ventitreesima posizione in griglia –  dopo aver conquistato l’ottava posizione l’anno precedente al volante della Minardi M191, davanti alla Lotus di Mika Hakkinen e alle spalle della Benetton del brasiliano Moreno. La vittoria quest”anno andò ad Ayrton Senna (McLaren) davanti a Patrese (Williams) e Berger (McLaren). Erano gli anni delle pre-qualifiche, di un parco macchine composto da quasi quaranta vetture e dei punti assegnati ai primi sei classificati. Nel 2001 col brasiliano Tarso Marques entriamo nuovamente nella top-10, chiudendo al nono posto.

FocusMessicoGp – Hamilton andava penalizzato. Ecco perchè

Quanto successo negli ultimi giri del Gran Premio del Messico continua a tenere banco nel Circus. In particolare, sotto accusa, sono finiti i team-radio colorati di Sebastian Vettel, rivolti ai collegi e a Charlie Whiting,  e la penalizzazione per il contatto con Daniel Ricciardo. Christian Horner  e Max Verstappen attaccano il ferrarista per aver insultato via radio il direttore di gara. Da parte sua “Seb” avrebbe fatto mea-culpa con una lettera alla Federazione.

Trovo ridicolo che Verstappen continui ad attaccare Vettel. Come sono convinto che spetti al team principal (Christian Horner) gettare acqua sul fuoco su questa vicenda. Tutto questo è la conseguenza della linea morbida scelta dalla FIA che archivia l’episodio – spiacevole – con un semplice richiamo, accogliendo una lettera di scusa.

Le regole continuano a non venire applicate, o ad essere oggetto di interpretazioni da parte di una commissione che cambia ad ogni gara. Durante il fine settimana a Città del Messico abbiamo avuto più di due episodi lampanti, all’inizio e alla fine della corsa.

INIZIO GARA – Al via del gran premio, Lewis Hamilton arriva lungo in staccata rientrando in pista con un notevole vantaggio sul resto del gruppo. Stessa situazione per Max Verstappen. Il giovane pilota della Red Bull però trova la sagoma della Mercedes di Rosberg. Fortunatamente nel contatto nessuno dei due subisce dei danni.

FINE GARA – Max Verstappen, attaccato da Sebastian Vettel, arriva nuovamente lungo in frenata. Questa volta non ha nessuna macchina da speronare. Pertanto è costretto a tagliare la chicane, restando davanti alla Ferrari senza perdere tempo, favorendo anche la rimonta di Ricciardo. Arriviamo così al duello. In staccato Vettel si sposta (azione non più permessa con la nuova regola) lasciando comunque spazio a Ricciardo che, al tempo stesso, allunga la frenata di 50-60 metri, bloccando le ruote. Vettel imposta la sua curva e i due piloti si toccano. Anche in questo caso, se non ci fosse stata la Ferrari, Ricciardo sarebbe andato dritto, prendendo la via di fuga.

La sicurezza prima di tutto, ma non deve andare a discapito della regolarità sportiva. La pista è delimitata da due strisce bianche e se un pilota trae un vantaggio tagliando una curva allora deve essere sanzionato con un drive-through. L’errore è ammesso, ma nel caso specifico sia Hamilton che Verstappen hanno ottenuto un vantaggio importante (Hamilton è rientrato in pista un centinaio di metri su Rosberg), causato anche dalla “tranquillità” di trovare asfalto ed erba. Con sabbia e ghiaia staremo parlando di tutt’altra gara. Non basta semplicemente dimostrare di aver rallentato. Servono penalty concrete. I 5” fanno ridere

In questi giorni ho rivisto il duello, diventato leggenda, tra Villeneuve e Arnoux targato 1979. Mi viene da sorridere pensando ai giorni nostri. Troppe regole, confuse, oggetto di interpretazioni e poco spettacolo

La Formula 1 deve decidersi a cambiare rotta. Gli ascolti sono in caduta libera così come la credibilità di questo sport…

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F1 | Gp Messico – PAGELLE

In vincitore di questo fine settimana è il pubblico che merita un bel 10, sia per l’allegria che mettono che per la presenza decisamente numerosa.

Lewis Hamilton – 8,5 pole position e vittoria ma resta il neo della prima curva. Un errore da fargli perdere il mondiale senza queste vie di fuga moderne

Sebastian Vettel – 8 con una macchina indecifrabile e una Ferrari in regresso rispetto al 2015, da quinto/sesto posto che ha abbandonato il sogno di agguantare il titolo di vice-campione tra i costruttori in favore della Red Bull, si è reso protagonista di una gara solida. Non mi sono piaciuti le sue esternazioni nei team-radio

Nico Hulkenberg – 8 bella gara che sottolinea quanto sia forte la Force India, nonostante i problemi. Ha quasi consacrato il quarto posto nel mondiale ai danni di un colosso chiamato Williams

Nico Rosberg – 8 qualcuno dice che si sia accontentato, io direi che ha gestito al meglio la corsa ottimizzando il risultato. In Brasile potrebbe tentare il colpaccio, visto che la pista gli si addice molto. Fa bene a conservare la vettura

Piloti Williams – 7 gara discreta per Bottas. Bello vedere quanta voglia abbia ancora Massa di lottare, nonostante manchino solamente due gp alla fine della sua carriera in F1 e una macchina non al top.

Daniel Ricciardo – 7 ha fatto vedere delle belle cose in gara, anche se il pit-stop iniziale non ha portato a grandi risultati

Kimi Raikkonen – 6,5 diversamente da altre domeniche è stato autore di una gara anonima

Max Verstappen – 5 non può continuare a correre contro tutti e andrebbe redarguito. Purtroppo il team continua a difenderlo, non aiutandolo a crescere. Sta sbagliando strategia. Salvo gli olandesi, i suoi tifosi si stanno allontanando

Commissari sportivi – 5 è da un pezzo che non condivido il loro operato. Anche Ecclestone dovrebbe fare un’autocritica.

Focus MessicoGP – Minardi “Usati due pesi due misure. Colpa anche delle vie di fuga”

Il fantastico pubblico che ha colorato l’intero fine settimana del Gran Premio del Messico non merita uno spettacolo come quello di domenica. Nel giro di poche ore sono cambiati tre piloti per il terzo gradino del podio. Da Verstappen siamo passati a Vettel, per chiudere la serata, dopo alcune ore e a festeggiamenti conclusi, con Ricciardo terzo e il ferrarista al quinto posto (penalizzato di 10”)

Quanto vissuto è l’ennesima dimostrazione che i regolamenti non sono chiari e che si continuano ad usare pesi diversi.

La colpa però è soprattutto di queste vie di fuga moderne, asfaltate e con l’erba, che danno un eccesso di sicurezza ai piloti. Il primo esempio lo abbiamo visto a pochi metri dal via della corsa.

Lewis Hamilton, arrivato lungo alla frenata, ha tagliato la curva, consapevole di trovare una via “pulita”. In presenza della classica ghiaia, quasi sicuramente si sarebbe insabbiato. Certamente non sarebbe rientrato in pista con un vantaggio così importante sul gruppo. Forse non avrebbe neanche tentato l’attraversamento

Stesso discorso vale per Max Verstappen. Al via si è appoggiato a Rosberg – per fortuna senza danni per entrambi – Successivamente, non trovando nessuno da speronare, è andato dritto (senza perdere tempo), così come Daniel Ricciardo. Stando ai nuovi regolamenti – modificati a cinque gare dalla fine (e già questa è un’altra assurdità) – Sebastian Vettel non avrebbe potuto cambiare direzione una volta superato il punto di frenato, ma al tempo stesso il pilota della Red Bull – senza la presenza del ferrarista – sarebbe andato dritto alla curva. E’ arrivato a ruote fumanti. Da parte sua, Vettel aveva lasciato lo spazio a Ricciardo, come richiesto da regolamento.

Ancora una volta sono stati usati dei metri diversi poiché non vedo così tante differenze tra gli episodi di Hamilton, Verstappen, Vettel. Mi viene da pensare che si voglia arrivare a tutti i costi all’ultima gara con ancora il titolo da assegnare, come possono aver pesato i team-radio di Vettel sulla decisione finale.

Non condivido assolutamente il comportamento di Vettel, poiché durante il fine settimana ha gridato (insultato) contro  colleghi e commissari. Sono convinto che la radio vada usata solamente per gestire al meglio la macchina e la corsa. Tutte le altre esternazioni sarebbero da reprimenda.

Sono rammaricato dal comportamento di Horner, che difende a spada tratta il suo giovane pilota. E’ compito del Team Principal insegnare e tenere calmo i suoi piloti, specialmente quando si ha un ragazzino di 19 anni.

La Formula 1 deve decidersi a cambiare rotta. Gli ascolti sono in caduta libera così come la credibilità di questo sport…