Gp Austria – PRESENTAZIONE

La Formula 1 prepara il suo ritorno in Austria, su un tracciato che si è rifatto il look e che ho avuto la fortuna di toccare e vedere durante una tappa del Campionato Italiano organizzata dall’ACI Sport un anno e mezzo fa. Parliamo di un circuito con una buona organizzazione e ben strutturato.

Il Gran Premio avrà come contorno tutta una serie di eventi promozionali. Uno su tutti, i piloti austriaci che hanno corso nel mondiale di F1 torneranno a calarsi nei loro abitacoli storici e così potremo rivedere Niki Lauda al volante della Ferrari 312T e Gerard Berger sulla 88C, Alexander Wurz sulla Benetton B198 e il nostro Patrick Friesacher sulla Minardi PS05.

Come sa fare molto bene, la Red Bull sta creando un evento mediatico tutto da seguire e vedere. Come dicevo, si tratta di un tracciato rivisitato, certamente meno pericoloso del passato in cui telaio e aerodinamica potranno dare una mano ai padroni di casa.

Dopo la parentesi in Canada marchiata dal primo sigillo di Daniel Riccardo, la Formula 1 si appresta a tornare così in Europa. La Mercedes ha mostrato l’unico suo tallone d’Achille, l’affidabilità, che potrebbe movimentare il Mondiale. Stabilire cosa potrà succedere non è facile. C’è un alta probabilità di pioggia, e trazione e aerodinamica saranno una componente importante, così come le gomme soprattutto con pista asciutta. La Pirelli porterà infatti Supersoft e Soft. Mi aspetto una Mercedes pronta a fare la lepre con una Red Bull, in forte crescita, pronta a darle la caccia. La Ferrari ci aveva illuso di poter dare una scossa con importanti novità, che purtroppo a Montreal non hanno dato i frutti sperati.

Non dimentichiamoci poi Williams, Force India e Toro Rosso. In funzione del circuito o dell’abbinamento pilota-circuito o power-unit-circuito potremo avere delle sorprese. Quindici giorni fa abbiamo visto una Williams in grande spolvero. Senza l’inconveniente al pit-stop forse Massa avrebbe potuto lottare per la prima posizione e tenersi lontano anche dal contatto con Perez. Chi ha avuto l’abilità di accaparrarsi la PU Mercedes potrà fare da guastafeste, soprattutto in caso di KO di Rosberg ed Hamilton.

Speriamo di vivere ancora un finale incandescente e non programmato.

Gp Canada – IL PUNTO

È una Formula 1 che non finisce di stupirci e sorprenderci, con diverse macchine racchiuse in pochi decimi. Basta poco per destabilizzarla e così la supremazia Mercedes (dopo sei vittorie consecutive) è stata bruscamente interrotta, con la prima vittoria di Daniel Ricciardo e della Red Bull.

Nel giro di pochi giri abbiamo avuto un bel ribaltone, con il secondo ritiro stagionale di Lewis Hamilton e Nico Rosberg che cede il passo a Ricciardo, conquistando comunque un importante secondo posto in ottica Mondiale. La Mercedes resta al top, ma questo “stop” tiene vivo il campionato, con una Red Bull e una Renault in forte crescita, diversamente da una Ferrari che non riesce a tenere il passo dei primi, dimostrando di essere praticamente la quarta forza del mondiale. Con il rinnovo del contratto ad Adrian Newey la Red Bull ha destabilizzato il Circus. Sono riusciti a convincere il tecnico che tutti vorrebbero con sè. Sebastian Vettel ha cercato di dimostrare di essere ancora il #1 all’interno del team, ma si è dovuto accontentare – si fa per dire – del terzo gradino del podio. Fernando Alonso ha dimostrato di essere ancora il numero 1 all’interno della Ferrari, mentre per Kimi Raikkonen prosegue il momento particolarmente difficile.

Molto bene Force India e Williams. Purtroppo proprio all’ultimo giro Felipe Massa ha commesso un terribile errore che ha vanificato non solo la sua gara, ma un buon risultato per il suo team e soprattutto per Perez e la Force India. Ha voluto strafare, preso dall’adrenalina dell’ottimo momento.

Ora si torna in Europa tra tante incognite e poche certezze!

Devo fare “mea-culpa”. Come di consueto, finito il Gran Premio e sentito le prime dichiarazioni, mi sono messo davanti al PC pronto a scrivere il commento post gara e a caldo ho colpevolizzato al 100% il povero Massa. Rivedendo con più calma i vari video da diverse riprese sono dell’idea che la colpa sia principalmente di Perez che ha cambiato la sua traiettoria. Proprio per questo mi sento di dare un bel 7 a Felipe per la bella gara che ha fatto, purtorppo rovinata dal contatto con il pilota della Force India, perdendo così punti preziosi.  Questa è una dimostrazione di quanto sia importante osservare bene e con molta attenzione tutte le fasi della gara.

                                                Un saluto

 

Gp Canada – PRESENTAZIONE

Siamo arrivati al settimo appuntamento Mondiale e ci avviciniamo velocemente a metà stagione. Per questo fine settimana la Formula 1 vola oltreoceano arrivando fino in Canada, a Montreal, prima di rientrare nuovamente nel Vecchio Continente con sei gare consecutive, che vanno dalla rientrante Austria fino al Gran Premio d’Italia a Monza.

Si tratta di un tracciato misto, tra cittadino e permanente, estremamente difficile per gli alti consumi e le sue frenate importanti. Non dimentichiamoci poi la variabile meteorologica, con i venti provenienti dai due oceani, che potrebbero incidere sull’andamento della corsa. Arriviamo sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve, con la speranza di vedere una Ferrari pronta al riscatto grazie alle numerose novità di cui si è sentito tanto parlare. L’obiettivo di Maranello deve essere il terzo gradino del podio e il secondo posto tra i Costruttori, ovvero i primi tra gli “altri”. Per far questo però servono dei progressi importanti e costanti, anche perché abbiamo una Red Bull in costante crescita, pronta a rincorrere l’invincibile Mercedes.

Abbiamo un Daniel Ricciardo galvanizzato dai due podi consecutivi, ma non darei per disperso un quattro volte campione del mondo come Sebastian Vettel anche se fino ad oggi è capitato tutto quello che una volta succedeva a Webber. In casa RB certamente non si respira un’aria serena, con un Adrian Newey pronto ad un anno sabatico.

In questo inizio di campionato abbiamo avuto griglie di partenza e arrivi composte da coppie di team, con due Mercedes, due Red Bull e due Ferrari, con Williams, Force India e Toro Rosso pronte ad accalappiarsi posizioni e punti importanti, sfruttando anche errori dei top team. Anche qui in Canada mi aspetto una trama molto simile. Escludendo i primi sei piazzamenti, restano quindi quattro posizioni per completare la Top Ten. Chi riuscirà ad azzeccare la gara e a farsi trovare pronto potrà sorridere e tornare in Europa con un bel bottino.

La Force India proverà a conservare la quarta posizione, con Massa e Bottas pronti a sopravanzare la McLaren per il quinto posto.

Gp Monaco – IL PUNTO

Si è chiuso anche il sesto Gran Premio di Formula 1 con l’ennesima doppietta Mercedes. Il vero leitmotif del week end però è la debacle dei motori Renault, che hanno accusato diverse rotture. Proprio su questo fronte, la Red Bull non riesce a svincolarsi dal contratto per la fornitura dei motori per la prossima stagione. Questo potrebbe aprire nuovi scenari, sia sul fronte dei tecnici che dei piloti. Per Adrian Newey si prospetta un anno sabbatico, in attesa di rientrare nel Circus nel 2016 con un’altra casacca. Questo rumor potrebbe far cambiare i piani di rientro anche da parte di altri costruttori – BMW in primis – interessati a fornire la loro Power-Unit a partner tecnici forti.

Complimenti comunque a Nico Rosberg, che bissa il successo della passata stagione dimostrando di avere un qualcosa in più su questa pista rispetto ad Hamilton, che ha chiuso al secondo posto, regalando alla Mercedes la quinta doppietta su sui gare. Lasciando da parte le polemiche, con questa vittoria Nico ha dimostrato di aver meritato la pole, essendo stato l’unico pilota a scendere sotto il muro di 1’16”.

Come abbiamo detto, è stata una gara caratterizzata da numerosi abbandoni, con solamente quattro vetture a pieni giri (Rosberg, Hamilton, Ricciardo e Alonso). Un plauso bisogna farlo alla Marussia, che nonostante le difficoltà ha conquistato il nono posto, e due punti Mondiali, con Bianchi. Due punti che saranno vitali per il proseguo dell’avventura. Da ex Team-Principal di un piccolo team so cosa voglia dire questo risultato.

Molto bravi anche in casa Red Bull, in costante crescita. Daniel Ricciardo conquista il suo secondo podio consecutivo ed è l’unico pilota a tenere alto il morale in casa Renault, con un ottimo ritmo. Nonostante una power-unit con 80-90 CV in meno, è riuscito a battersi alla pari con un Mercedes.

Piccolo plauso alla Ferrari che ancora una volta ha portato entrambe le vetture al traguardo. Il risultato di Fernando Alonso evidenzia ancora i problemi in casa Ferrari. Peccato per Kimi Raikkonen che, dopo un week end travagliato da problemi fisici, era stato autore di una bellissima partenza e di una bella gara, rovinata purtroppo solamente da contatti di gara. Purtroppo in un tracciato come Monte-Carlo bisogna metterli in conto.

Gp Monaco – PRESENTAZIONE

La Formula 1 arriva a Montecarlo, nell’appuntamento più glamour della stagione. Sarà un Gran Premio interessante sotto vari aspetti, essendo la prima gara su un tracciato cittadino con le nuove Power-Unit.

Il problema più grande, per alcuni team, sarà quello di scaricare correttamente tutta la potenza a terra e trovare l’ottimale trazione, che potrà fare la differenza.

Sarà anche la prima volta con le Supersoft 2014, insieme alle Soft, che potrebbero condurre verso una strategia di una sola sosta. Non mi aspetto grandi stravolgimenti, con una Mercedes pronta a fare nuovamente la lepre. Proprio l’anno scorso si era dimostrata imbattibile con Nico Rosberg, autore della pole, giro veloce e vittoria in gara. In questo appuntamento Nico si gioca una grande carta per il campionato, in quanto dovrà provare ad interrompere l’egemonia di Hamilton, autore di un bel poker, prima che all’interno del team vengano decise le gerarchie.

Sarà interessante capire chi sarà l’antagonista di Hamilton e Rosberg. In questo senso vedo molto bene la Red Bull. Ricciardo e Vettel potrebbero infastidire maggiormente le W05, in quanto potenza, cavalli e consumi cadono in secondo piano, in favore di trazione e telaio. Montecarlo potrebbe dunque essere una gara in cui si potranno stravolgere un po’ le forze in campo.

Storicamente l’appuntamento tra le stradine del principato rappresenta anche il momento in cui i team iniziano a gettare le basi per i programmi 2015, in particolar modo sul fronte motore.

All’interno dei Motor-home inizieranno riunioni interessanti, soprattutto per quei team non completamente soddisfatti della loro attuale situazione. Come sappiamo ci sono diverse case costruttrici pronte ad entrare nel Circus, ma anche in cerca di un partner tecnico forte. Sarà interessante vedere chi riuscirà a svincolarsi dagli accordi in essere.

Gp Spagna – IL PUNTO

Cinque su cinque per la Mercedes che continua la sua cavalcata in solitaria, grazie anche al poker calato da Lewis Hamilton che chiude davanti – per mezzo secondo – a un Nico Rosberg agguerrito sino all’ultima curva.

Il Gran Premio di Spagna ha sottolineato nuovamente la grande forza della W05 e le differenza sul giro di oltre 1” tra Mercedes e Red Bull e 1”5’0/1”80′ tra Mercedes e Ferrari, con due squadre come Williams e Lotus – che segna i primi punti – che si inseriscono come outsider di seconda fascia.

Dalle prove libere alle qualifiche, fino alla gara, la superiorità Mercedes è talmente elevata che danno l’impressione di giocare con gli avversari, come abbiamo potuto vedere nelle strategie in gara. Non sarà certamente una missione facile recuperare un gap di questo genere, in quanto parliamo di un distacco pari a 49” tra le Mercedes e il primo degli avversari, la Red Bull di Ricciardo.

In questo week end abbiamo visto il frutto del grande lavoro svolto nelle tre settimane da Red Bull, Lotus e Williams, cosa che non si può dire per Ferrari, con Alonso primo tra i non doppiati e Raikkonen che apre le danze tra i distaccati di 1 giro e le McLaren, ancora fuori dalla zona punti.

La superiorità Mercedes mi fa tornare indietro fino agli anni ’80 e primi anni ’90 quando la McLaren conquistò la bellezza di 15 vittorie su 16 partenze, alle cui spalle si piazzavano, a coppie, gli altri team, proprio com’è successo in Spagna con due Mercedes, due Red Bull, una Williams, due Ferrari, una Lotus, una Force India e due McLaren.

La gara è stata movimentata dal recupero di Rosberg, che ha chiuso a poco più di mezzo secondo dal compagno, e dai numerosi sorpassi di Sebastian Vettel, aiutato anche dalle strategie, che ha chiuso ai piedi del podio dopo esser scattato dalla quindicesima posizione.

Gp Spagna – PRESENTAZIONE

Siamo arrivati ad un quarto del Mondiale e ci apprestiamo ad entrare in Europa, campo di gara fino all’estate, Montreal esclusa.

I team si preparano a tornare in pista a tre settimane di distanza dalla tappa in Cina. Sarà interessante vedere cosa saranno stati in grado di produrre in termini di sviluppo. Fino ad oggi il Circus, tappa dopo tappa, ha compiuto passi da gigante sul fronte della tecnica. Difficilmente i rivali diretti della Mercedes riusciranno a scalzare Hamilton e Rosberg in quanto, al momento, la lotta è tra Ferrari, Red Bull e Force India per il terzo posto.

Indubbiamente il Gran Premio di Spagna sarà un week end all’insegna dell’incertezza. Alle spalle della W05 abbiamo visto grande movimento e vivacità. Voci di corridoio parlano di una Red Bull caratterizzata da numerose novità, così come in casa Ferrari, anche se quant’anno abbiamo una Formula 1 poco loquace. Si parla più del domani, che di quello che succede oggi. Si sente spesso parlare di regolamenti futuri – con proposte non molto azzeccate – cercando di distrarre l’attenzione dalla voce Ricerca e Sviluppo.

A proposito di questo silenzio e distacco, apro una parentesi. Nei giorni scorsi a Imola è andato in scena uno spettacolo sensazionale con oltre 32.000 appassionati che hanno letteralmente invaso l’Enzo e Dino Ferrari non per assistere alle gare, ma per ricordare l’uomo e il pilota Ayrton Senna. La cosa bella è che abbiamo avuto un pubblico composto principalmente da giovanissimi, che non hanno vissuto l’epoca di Ayrton. Imola è l’esempio che i tifosi hanno piacere di stare a contatto con i loro beniamini e, di questo, la Formula 1 dovrebbe fare tesoro. Il sound non c’entra proprio nulla sul calo di interesse. In questo la Ferrari merita un 10+ perché si è mostrata sensibile avvicinandosi al pubblico. Io stesso sono stato oggetto di simpatie, amicizie, contatti, richieste di  autografi e fotografie come non mi era mai capitato durante la mia carriera in F1.

Tornando alla Spagna, arriviamo da un anno in cui la Ferrari aveva dominato con un primo e terzo posto, mentre quest’anno si trova a rincorrere. Andiamo a vedere cosa succede. Io stesso sarò a Barcellona per toccare con mano questa nuova Formula 1, per documentarmi al meglio e affrontare insieme a tutti voi questa nuova era.

Gp Cina – IL PUNTO

Al di là della supremazia Mercedes, gli avvicendamenti alle loro spalle rendono questa Formula 1 sempre più bella. È chiaro che in questo momento fare delle previsioni è impossibile. È molto più facile essere smentiti che trovare delle conferme, dopo ogni GP.

Se i primi due posti sono prenotati da Hamilton e Rosberg, i giochi sono aperti per il terzo gradino del podio e per la piazza d’onore nella classifica Costruttori. Al momento, salvo debacle, la Mercedes è imbattibile e vedere i camera-car è qualcosa di eccezionale.

Il risultato in casa Ferrari deve far riflettere perché ha tra le sue fila veramente il n.1 come pilota. Alonso si è reso protagonista di una gara fantastica, culminata con il primo podio per Maranello. Dal 44mo passaggio ha inanellato dodici giri con un gap di appena 4 decimi, tenendo un ritmo da qualifica. Solo lui può fare veramente la differenza, conquistando un risultato che difficilmente sarebbe arrivato. La vettura di Maranello è migliorata decisamente nel consumo e si cominciano a vedere i risultati dell’intenso lavoro al fianco di Shell. Come già annunciato all’inizio del mondiale, quella dei carburanti sarà una costante del campionato. Il merito di questo podio va diviso decisamente tra Alonso e Stefano Domenicali, che in un momento poco felice ha avuto la forza di farsi da parte.

Il Gran Premio di Cina ha segnato delle forti gerarchie all’interno dei team. Hamilton ha messo insieme il terzo successo di fila, anche se Rosberg mantiene la leadership in campionato. Se in casa Ferrari non ho mai pensato che Fernando potesse patire Raikkonen – non me ne voglia il finlandese – la stessa cosa non la posso dire per la Red Bull, dove troviamo un Sebastian Vettel in difficoltà nei confronti del compagno. Ricciardo ha dimostrato di saper gestire molto meglio sia le gomme Pirelli sia la power-unit Renault. Si inizia ad intravedere anche un certo nervosismo di Vettel, che ha digerito non bene la comunicazione del suo team. In casa Force India, che mantiene la terza posizione tra i Costruttori, Hulkenberg ha ripristinato la situazione in suo favore, chiudendo alle spalle delle due RB con il sesto posto. Ancora una bella prestazione per il russo di casa Toro Rosso, che ha ripreso le redini del team di Faenza.

In casa Williams, giornata poco fortunata per Felipe Massa che con quell’errore ai pit stop ha vanificato tutto il lavoro del sabato e dei primi giri. Avrebbe potuto lottare certamente con “Hulk” e forse infastidire anche Vettel. In casa Williams dovranno riflettere molto, per evitare ulteriori errori in futuro.

Tre settimane ora ci separano dall’arrivo in Europa della Formula 1. Tre settimane in cui potrà succedere veramente di tutto. Vedremo chi sarà più bravo a sviluppare e migliorare la macchina. Si arriverà in Spagna con Red Bull-Force India-Ferrari racchiuse solamente in cinque punti.

Gp Cina – PRESENTAZIONE

Come sappiamo il pre-Cina è stato certamente scosso dalla decisione lampo in casa Ferrari, con le dimissioni di Stefano Domenicali. Sinceramente non pensavo arrivassero così velocemente e a questo punto della stagione. Al di là che Stefano sia un amico e una persona che stimo in particolar modo, con i suoi 23 anni a Maranello è stato un aziendalista contribuendo attivamente alla crescita del team. Per dare uno scossone ad una stagione che ha mostrato diverse criticità ha voluto metterci la faccia.

Ora il testimone passa a Marco Mattiacci che dovrà risolvere non poche problematiche, anche in termini di uomini. Dovrà fare certamente un reset. Non essere mai stato coinvolto nel Mondiale di Formula 1 potrebbe agevolarlo in questa decisione, anche se la situazione non è facile, visto l’imminente weekend cinese dove nella passata stagione trionfò Fernando Alonso. Ora bisognerà vedere come tutto il team reagirà a questo cambio della guardia.

Il Circus arriva a Shanghai, su una pista di 5,451km e un rettilineo di 1,3 km che non mette particolarmente sotto stress l’impianto frenante, anche se l’anno scorso le Pirelli avevano sofferto di un forte greening. Quest’anno il costruttore italiano metterà a disposizione mescole P ZERO WHITE MEDIUM e P ZERO YELLOW SOFT. Tra le due mescole c’è una differenza di oltre 1”. Pertanto le strategie diventano importanti. Un anno fa Fernando aveva portato al successo la Ferrari con una strategia di 3 soste.

Sono passati solamente quindici giorni dall’ultima gara in Bahrein e non credo che avremo sorprese sui vincitori. Mi aspetto ancora una bella lotta tra Hamilton e Rosberg, soprattutto se il team continuerà a lasciarli liberi. A questo punto sarà interessante capire chi si aggiudicherà il terzo gradino del podio. I pretendenti al trono saranno ancora i team motorizzati Mercedes con Force India e Williams in pole. Il bello della Formula 1 è anche vedere un team con risorse limitate, come la Force India, lottare per posizioni importanti con l’obiettivo di portare a casa più punti possibili.

Per la McLaren è una stagione di transizione visto il passaggio nel 2015 alla power-unit Honda. Da tenere d’occhio ci sarà certamente la Red Bull di Vettel-Ricciardo che resta la vettura con il miglior telaio. Proprio nel tratto misto potrebbero mettersi in evidenza, per poi cedere qualcosa sul lungo rettilineo. Il tallone d’Achille resta il propulsore Renault e quei 40 CV he Horner continua a chiedere.

E ora andiamo in Cina con la speranza di vedere presto una Ferrari pronta a lottare per il secondo posto.

Gp Bahrein – IL PUNTO

Come avevo detto nei giorni scorsi durante il consueto appuntamento con il Pre-Gp, in questo momento della stagione e davanti ad un cambiamento tecnico così importante, è inutile gridare “al-lupo-al-lupo”. Bisogna lasciare il tempo a questa Formula 1 di crescere tecnicamente. A distanza di una settimana siamo passati da una Formula-Noia ad una Formula-Spettacolo con sorpassi e lotte.

La Formula 1 è fantastica perché racchiude al suo interno tutto. Tecnica, regolamenti sportivi e piloti. È difficile emettere delle sentenze poichè la pista da un week end all’altro può smentire tutti, soprattutto quest’anno. Pensiamo solamente a che punto eravamo durante i test in Bahrein. Con la Cina mi aspetto ulteriori cambiamenti, per non parlare di cosa potrà succedere con l’arrivo in Spagna, tra un mese. Oggi abbiamo visto che il problema di questa Formula 1 non è certamente il Sound del V6Turbo. La cosa più importante è la competitività delle vetture e le battaglie che i piloti ci possono regalare in pista. Abbiamo assistito a belle lotte, sorpassi, strategie e incidenti. La safety-car poi ha arricchito gli ultimi 8 giri.

Certamente abbiamo una supremazia Mercedes – negli ultimi otto giri la W05 ha dato 24” al terzo classificato –  sia come team che come Power-unit. Rosberg ed Hamilton sono due grandi campioni che sapranno farci ancora divertire. Ho avuto l’impressione che negli ultimi giri abbiano voluto soprattutto giocare e regalare al pubblico un bello spettacolo – anche per farsi inquadrare – visti i punti un po’ improbabili in cui Nico cercava l’affondo finale sul compagno. Alle loro spalle poi ci sono tutti gli altri, più o meno vicini. In questo momento la lotta è per il terzo gradino del podio. La classifica finale parla di due Mercedes, Force India, Red Bull, Force India, Red Bull, due Williams e due Ferrari. Cinque motori Mercedes, due Renault e due Ferrari con Ricciardo e Vettel in mezzo a Perez e Hulkenberg, e Alonso e Raikkonen a chiudere la Top 10. Un plauso ad Aldo Costa. Questo successo deve far riflettere, perché troppo spesso la tecnologia e i tecnici italiani sono sottovalutati. Si pensa sempre che gli inglesi siano superiori. Il Made in Italy è ancora molto vincente. Costa è a capo ad un gruppo che certamente lo segue, in quanto la macchina non la progetta certamente da solo. Questo deve far pensare anche altri team.

La Red Bull si dimostra una macchina con un telaio fantastico, a cui mancano solamente quei 40 cv che Horner vorrebbe dal propulsore Renault. Ricciardo è stato autore di una gara strepitosa. Nonostante una penalità ingiusta di 10 posizioni in qualifica per i fatti legati al Gp della Malesia – dove per altro aveva giù subito uno stop&go da 10” per un errore non suo – ha chiuso davanti al compagno. In un mese sono riusciti a ribaltare una situazione veramente difficile.

Ottima gara per Sergio Perez e la Force India. Già nei precedenti GP con Hulkenberg avevano dimostrato di avere una buona macchina, che oggi occupa la seconda posizione nel Mondiale facendosi dare del “Lei”. Il messicano si è rifatto avanti con autorità, dimostrando di essere della partita. Con questo podio ha riscattato anche la negatività della passata stagione dimostrando che le decisioni in casa McLaren sono state prese con troppa fretta. Ha guadagnato a pieni voti il podio.

Andiamo in casa Ferrari. Attualmente sono la quinta forza del Mondiale. Credo che il risultato sia stato salvato solamente dai suoi due campioni del mondo, Alonso e Raikkonen. Diversamente credo che sarebbero stati fuori dalla Top 10. Il problema non è solo nella power-unit. La competitività manca in diversi settori, come si è visto dai pattinamenti e dai camera-car dei piloti. Credo che sia importante non cercare scuse o puntare solamente il dito contro un unico settore. Devono ragionare a mente fredda e lavorare a 360° in tutti i settori. Ora ci saranno i test prima del Gp della Cina. Escludendo le W05 di Nico e Lewis, tutti gli altri sono vicini. Quindi anche la Ferrari può giocarsi il terzo gradino del podio e il secondo posto nel Mondiale.

Gp Malesia – IL PUNTO

Seconda gara e secondo sigillo per la Mercedes. Dopo Rosberg questa volta è toccato ad Hamilton scalare il podio e conquistare il gradino più alto. Non c’è niente da dire. Una supremazia netta in tutte le condizioni. Dalle prove libere alla gara, dall’asciutto al bagnato. Fanno bene a guadagnare più punti possibili per poterli eventualmente gestire in ottica campionato. Sette motori Mercedes nelle prime dieci posizioni è un dato notevole.

Leggero miglioramento in casa Ferrari che chiude con un distacco di 35” dal vincitore, anche se accusa un ritardo di 10” dalla Red Bull. A Maranello c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Sfortunato Kimi che senza il contatto con Magnussen avrebbe potuto portare a casa punti importanti in ottica Mondiale. Ancora una volta Fernando ha ottenuto il massimo dalla sua Ferrari inanellando giri molto simili tra di loro in tutte le condizioni, ma per andare a podio  – o lottare per la vittoria – la F14-T ha bisogno di un’ulteriore step evolutivo importante.

La Red Bull si dimostra la vettura con il miglior telaio, come si nota in particolar modo nelle curve, anche se paga  i problemi alla power-unit Renault. Sono certamente sulla strada giusta anche se il margine della Mercedes, le cui risorse nascoste sono ancora notevoli, è ampio. Per il motorista francese risolvere i suoi problemi non sarà facile, ma la Red Bull potrebbe trarre vantaggio in quei circuiti il cui il motore sarà meno importante. Rispetto ai test pre-stagionali hanno fatto dei passi importanti sia in termini di prestazioni che di affidabilità, anche se ora dovranno capire cosa è successo sulla vettura di Ricciardo. Ancora una volta tutte le sfortune capitano sulla RedBull-2.

Nico Hulkenberg si dimostra pilota da top team, anche se la Force India sta facendo molto bene cercando di attestarsi al quinto posto nel mondiale. Un ottimo risultato conquistato guidando molto bene e con un pit stop in meno. Come già successo nella passata stagione hanno una vettura molto gentile con i pneumatici Pirelli. Anche questa è una soluzione tecnica e un punto di forza. Bravo anche il debuttante di casa Toro Rosso, Daniil Kvyat, che conquista un punto. Oggi stare nelle prime dieci posizioni con ben sette motori Mercedes al traguardo non è facile, considerando che anche lui è spinto da un Renault.

In Malesia ha fatto il suo debutto la nuova penalità di 5”, inflitta dai commissari ai danni di Kevin Magnussen dopo il contatto con Kimi Raikkonen. Sinceramente ho trovato la sanzione troppo eccessiva, in quanto a mio avviso è un normale contatto di gara. Questo potrebbe diventare un problema andando avanti con il mondiale, in quanto è una decisione troppo soggettiva. Oggi i commissari hanno deciso che era un intervento da penalizzare, ma cosa succederà con un’altra giuria? Ho voluto osservare attentamente lo svolgimento del pit-stop con penalità e ho notato che i meccanici McLaren sono stati molto bravi e veloci. I suoi precedenti pit stop si erano attestati intorno a 24.7-25.5 secondi, mentre in occasione della penalità Kevin ha lasciato la pit-lane in 30”. Questa penalità non ci ha fatto capire il vero valore su questa pista della MP4-29 che non ha vissuto un gran premio positivo. I due piloti hanno comunque portato a casa dei punti.

Da sottolineare gli strani ordini di scuderia in casa Williams. Non credo che Bottas avesse la forza di andare ad infastidire Button. Non ho capito il motivo di creare del nervosismo all’interno del team già al secondo week end. Prevedo delle polemiche anche se Massa ha fatto bene a mantenere la posizione.

Tra sette giorni si volerà in Bahrein e vedremo cosa succederà, anche se sarà difficile vedere un cambiamento delle forze in campo.

Gp Malesia – PRESENTAZIONE

Dopo aver salutato l’Australia con la prima squalifica ai danni della Red Bull di Daniel Ricciardo e la netta vittoria di Mercedes e Nico Rosberg, la Formula 1 è pronta a sbarcare in Malesia, a Kuala Lumpur.

Per questa nuova Formula 1 il tracciato di Sepang sarà un vero e proprio banco di prova, quasi una laurea, date le sue caratteristiche tecniche e la posizione geografica. Stiamo parlando infatti di una pista lunga 5.543 km composta da 15 curve – 10 a destra e 5 a sinistra – da ben 8 rettilinei di cui 2 vicini al km come lunghezza in cui il motore gira al massimo per il 70% del tempo sul giro, senza dimenticare la carta meteo. Il grande caldo si fa sentire e le piogge torrenziali non mancano, anche se le temperature restano elevate. Nonostante le piogge, i termometri continuano a segnare almeno 30°C. Più che all’Albert Park, in Malesia gli otto rapporti del cambio potrebbero dare una mano alla sopravvivenza dei propulsori. Questo fine settimana vedremo l’esordio anche della mescola Hard Orange, al fianco delle Medium.

Team e piloti troveranno quindi una situazione molto più dura di quella respirata fino ad oggi, sia in Australia che in Bahrein durante i test. Fare delle previsioni è praticamente impossibile in quanto siamo ancora in una fase di apprendistato e ci sono in ballo numerose variabili. Potrebbe succedere veramente tutto e il contrario di tutto. Se in quindici giorni – dall’ultimo test in Bahrein al GP d’Australia – le carte in gioco sono cambiate radicalmente, non oso immaginare cosa potrà succedere con ulteriori quindici giorni a disposizione.

Le gerarchie attuali danno un motore Mercedes davanti a Ferrari e Renault, con i francesi non molto lontano da Maranello. Tra i team la Red Bull non sarà da sottovalutare – pensiamo a cosa sono stati in grado di fare in 15 giorni – mentre la W05 di Rosberg ed Hamilton non è solo Power-Unit, ma è una signora macchina.

Come dicevo prima ci sono tante variabili che possono entrare in gioco a determinare il risultato finale e tutti sono impegnati a risolvere i problemi emersi nella prima gara, FIA compresa. L’episodio emerso dall’errore FIA sulle centraline P.U. di casa Maranello – Ferrari, Sauber e Marussia – è una variabile molto pericolosa che può compromettere la storia di una gara. Ci sono quindi numerosi aspetti che necessitano di verifiche e revisioni, senza dimenticare il flussometro che a Melbourne ha avuto il collaudo definitivo. Di conseguenza il costruttore potrebbe aver apportato delle modifiche, anche se la decisione di analizzare solamente il 14 aprile l’appello presentato dalla Red Bull Racing non aiuta a fare chiarezza. Lo strano silenzio attorno a questa vicenda, il fatto che nessun team abbia preso una posizione in merito e l’apertura di Jean Todt a voler modificare il regolamento – diminuendo i Km dei Gran Premi o aumentando il quantitativo minimo di benzina – potrebbe voler dire che qualcosa bolle in pentola.

Non ci resta che attendere e osservare cosa potrà succedere fin dal venerdì con le prime prove libere.

Gp Australia – PRESENTAZIONE

Che lo Spettacolo abbia Inizio … tra doping delle benzine, nuove penalità, incognita affidabilità e safety-car.

Melbourne aprirà le danze di quello che potrà essere ricordato come il Mondiale del cambiamento epocale, ma soprattutto dell’incertezza e della curiosità. Dalle dichiarazioni dei Team Principal e dei proprietari traspare grande preoccupazione sia per l’affidabilità che per i consumi. Tutti si sono detti in ritardo sulla tabella di marcia. Ferrari e Shell giocano la carte dei lubrificanti e delle benzine per combattere l’incognita dei consumi, strada per altro battuta da tutti gli altri motoristi. L’Albert Park fa paura con i suoi 58 giri e 307 km. L’anno scorso i consumi erano pari a 160 kg di benzina, mentre quest’anno il limite è di soli 100 kg…  Per questo il mio motto al momento è “Chi va piano va sano e lontano“ Nessuno ha la reale certezza di finire il Gran Premio. Il Responsabile Magneti Marelli Roberto Dalla (che ha iniziato la sua avventura in via Spallanzani a Faenza nella sede del Minardi Team) ha dichiarato che domenica potrebbero vedere la bandiera a scacchi diverse macchine come NESSUNA. Lo reputo un segnale altamente serio e preoccupante.

Ad oggi ci sono ancora tantissimi buchi neri che è stato stato possibile analizzare durante le tre uscite pre-stagionali. Ad esempio la safety-car potrà rappresentare una grandissima incognita per le temperature e l’affidabilità delle vetture, così come i cambi gomme. La Federazione ha dichiarato che, per agevolare il lavoro dei commissari di pista potrebbe chiamare in pista la vettura di sicurezza. La Pirelli, che a Melbourne porterà   P ZERO WHITE MEDIUM e P ZERO YELLOW SOFT, prevede invece 2-3 soste. La percorrenza della corsia box e i secondi necessari per il cambio gomme potrebbero alzare pericolosamente le temperature.

Come dicevamo in queste settimane siamo davanti ad un cambiamento epocale, sia sul fronte tecnico che sportivo. La FIA  ha introdotto nuove penalità di 5” – oltre alla patente a punti  – da scontarsi a fine gara se uno ha già compiuto i suoi pit-stop, oppure durante la sosta stessa. In tal caso il pilota sconta i 5”nella sua piazzola, dopodiché i meccanici possono iniziare le operazioni di cambio gomme. Proprio queste penalità sono una mia grande preoccupazione in quanto non esiste un metro esatto, ma varia dal giudizio personale di ogni commissario. Pertanto nell’arco della stagione potremo assistere a decisioni diverse. Per fortuna la Federazione ha chiamato per questo primo appuntamento Emanuele Pirro, che reputo il più preparato tra tutti i commissari con esperienza da pilota. Dovrebbe essere l’uomo fisso. Nel seguirlo nelle sue decisioni prese lo scorso anno è stato lineare, costante e oggettivo nel valutare le diverse situazioni.

Cambiano anche le Qualifiche. I piloti saranno costretti a partire per la gara con le stesse mescole usate in Q2, mentre chi accederà in Q3 avrà a disposizione un set di gomme supplementare da usare solamente per quell’occasione. Inoltre la sessione avrà una durata di 12 min (contro i 10’ dello scorso anno). Questo permetterà ad ogni pilota di chiudere due giri veloci (forse non nei primi gran premi), creando maggiore spettacolo.

Le novità sono veramente tante e mi auguro che la Federazione sia in grado di controllare tutto, anche se certamente seguiranno delle riunioni per apportare delle modifiche.

Non ci resta che puntare la sveglia molto presto perché sarà un week end tutto da scoprire