F1 | GP MONACO, GIAN CARLO MINARDI: “A MONTECARLO LA QUALIFICA VALE MEZZA GARA. LE BENZINE POTRANNO FARE LA DIFFERENZA”

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Montecarlo resta un appuntamento unico nel calendario della Formula 1. È una sorta di roulette dove gran parte del risultato si costruisce al sabato. Su un tracciato così stretto e tortuoso, la qualifica assume un’importanza fondamentale e, salvo incidenti, safety car o episodi particolari, molto spesso la gara si decide già alla prima curva.
Quest’anno arriviamo nel Principato con alcune novità regolamentari introdotte soprattutto in ottica sicurezza tra le quali il divieto dell’aredonamica attiva. Sarà interessante capire come queste modifiche influiranno sul comportamento delle vetture su un circuito che richiede il massimo carico aerodinamico e una messa a punto estremamente precisa.
A Monaco la potenza del motore passa in secondo piano rispetto all’efficienza del telaio, all’assetto e alla capacità dei piloti di sfiorare i guardrail giro dopo giro. Come ho già avuto modo di sottolineare in precedenza, attenzione anche all’importanza del carburante. Su una pista particolare come Montecarlo, dove le vetture girano con il massimo carico aerodinamico e dove ogni dettaglio può fare la differenza, la qualità del carburante utilizzato dai diversi team potrebbe diventare un fattore ancora più determinante.
Quando i valori sono così vicini, anche elementi apparentemente secondari possono incidere sul risultato finale. Per questo motivo mi aspetto un fine settimana particolarmente equilibrato. Mercedes e McLaren arrivano certamente da protagoniste, ma attenzione anche alla Ferrari che potrebbe inserirsi nella lotta al vertice. Sul tracciato del Principato il motore conta meno rispetto ad altre piste e la differenza può farla soprattutto la qualità della messa a punto della vettura.
In casa Ferrari è inoltre arrivata la conferma del rinnovo di Charles Leclerc. Una scelta importante che garantisce continuità al progetto e che permetterà al pilota monegasco di affrontare il suo Gran Premio di casa con maggiore serenità, concentrandosi esclusivamente sul lavoro in pista.
Dal punto di vista tecnico, Pirelli ha scelto ancora una volta la gamma più morbida a disposizione: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Il circuito presenta un asfalto molto liscio e in alcuni settori è stato recentemente riasfaltato, in particolare tra le curve 19 e 1, tra la curva 7 e l’ingresso del tunnel, oltre che in entrata e uscita dalla pit lane. Il degrado degli pneumatici è tradizionalmente molto contenuto e questo potrebbe favorire la strategia a una sola sosta. Lo scorso anno era stata introdotta una norma sperimentale che imponeva almeno due pit stop, ma il regolamento è stato successivamente abbandonato e si tornerà quindi alla strategia tradizionale.
Da tenere comunque sotto osservazione il possibile fenomeno del graining. Tra le variabili da considerare resta naturalmente la safety car, che a Monaco può sempre cambiare il volto della gara in pochi secondi. Diversamente, le previsioni meteo non sembrano destinate a rappresentare un fattore determinante nel corso del fine settimana. Ci sono quindi tutti gli ingredienti per assistere a un Gran Premio spettacolare, dove precisione, strategia e sangue freddo potrebbero contare ancora più della velocità pura.
Gian Carlo Minardi


