F1 | GP MONACO, GIAN CARLO MINARDI: “ANTONELLI ENTRA NELLA STORIA, MA LA GARA ERA DA INTERROMPERE”
Ho vissuto una delle giornate più emozionanti dei miei 55 anni nel motorsport.
Ho avuto un “fratello minore” che si chiamava Ayrton Senna e che mi ha fatto vedere cose incredibili, soprattutto a Montecarlo. Oggi ho visto un pilota italiano, Andrea Kimi Antonelli, fare qualcosa di altrettanto straordinario. Il merito è prima di tutto suo, ma anche di tutti coloro che hanno creduto in lui nei momenti meno facili, quando era semplice criticare senza conoscere davvero il suo percorso e senza comprendere quello che stava costruendo giro dopo giro.
Analizzando il suo fine settimana, dalla pole position ai giri veloci fatti registrare anche quando non erano strettamente necessari, emerge ancora una volta il profilo di un campione. La continua ricerca del giro veloce, probabilmente, serviva principalmente ad Andrea Kimi Antonelli per mantenere alta la concentrazione e per dimostrare a se stesso il proprio valore. Sono dettagli che fanno la differenza tra un ottimo pilota e un campione.
È un momento bellissimo per il motorsport italiano. A questa festa si aggiunge anche il successo di Brando Badoer in Formula 3, un altro ragazzo sul quale ho sempre creduto molto, anche se la fortuna spesso non è stata dalla sua parte. Ci troviamo davanti a qualcosa di incredibile: cinque vittorie consecutive in Formula 1 da parte di Andrea Kimi Antonelli, un record per un pilota italiano che non ha ancora compiuto vent’anni. Dobbiamo esserne orgogliosi.
Mercedes ha compiuto un enorme passo avanti rispetto alla scorsa stagione. Può contare su due piloti di grande valore e su una squadra estremamente affiatata. George Russell sta attraversando un momento più complicato, ma continuo a considerarlo un ottimo pilota. In gara è stato rallentato da Hadjar e la penalità ha ulteriormente compromesso il suo risultato finale.
Adesso entriamo in una fase molto importante del campionato. Il vantaggio costruito da Antonelli inizia ad avere un peso significativo, ma mancano ancora tanti Gran Premi. Proprio per questo sarà fondamentale continuare a lavorare con la stessa determinazione e mantenere la concentrazione ai massimi livelli.
Toto Wolff invita giustamente la stampa italiana a non osannare eccessivamente il momento di Kimi, che prima della bandiera rossa aveva accumulato un vantaggio di oltre 42 secondi sui diretti avversari, e condivido il suo pensiero. Dobbiamo lasciarlo lavorare e continuare a divertirsi. Allo stesso modo non dobbiamo esagerare nelle critiche alla Ferrari, ma permettere alla squadra di lavorare con serenità. Le qualità e le risorse per recuperare non mancano. Oggi la Ferrari è tornata a essere la seconda forza del campionato.
Ho visto Charles Leclerc particolarmente nervoso. Probabilmente non si aspettava di trovarsi accanto un compagno di squadra così motivato e competitivo. Credo che l’errore che gli è costato un terzo posto molto importante per lui e per la Ferrari sia stato il risultato di diversi fattori, tra cui anche una certa tensione. C’è ancora molto lavoro da fare. Leclerc non deve demoralizzarsi, ma restare lucido e tranquillo per ritrovare quei decimi che gli sono mancati.
È stato un Gran Premio ricco di colpi di scena che ci ha regalato una classifica particolare e molto interessante. Il terzo posto di Isack Hadjar non mi sorprende. È uno dei rookie che più si è avvicinato ai riferimenti del campionato nel corso della stagione. Da diverso tempo la Red Bull non poteva contare su due piloti così vicini nelle prestazioni. Max Verstappen oggi è stato sfortunato, ma Hadjar aveva già mostrato il suo potenziale fin dalle prove libere e sabato ha disputato una qualifica straordinaria. Soltanto Antonelli è riuscito a negargli la pole position.
Ottimo anche il quinto e il sesto posto della Racing Bulls. Giornata storica inoltre per Cadillac*, che conquista il suo primo punto mondiale con Sergio Pérez. Hanno saputo sfruttare al meglio l’occasione che si è presentata, aiutati dalla fortuna ma anche da una buona affidabilità. Mi auguro che possano continuare a crescere.
Prima di darci appuntamento a Barcellona, tra una settimana, vorrei fare un’ultima considerazione sulla decisione di esporre la bandiera rossa e far ripartire la corsa da fermi. A dieci giri dalla conclusione, alla luce di alcune problematiche evidenti che si è cercato di gestire, ritengo che con molta probabilità la corsa avrebbe dovuto essere sospesa.
La sicurezza deve sempre rimanere la priorità assoluta. Ho lavorato tutta la vita in questa direzione e continuo a farlo ancora oggi attraverso ACI Sport. Il cinema, per me, è un’altra cosa.
Appuntamento tra una settimana.
Gian Carlo Minardi
*in seguito alla penalità inflitta a Perez, il decimo posto è stato conquistato da Fernando Alonso (Aston Martin)


