Gp Barcellona, MINARDI “Ultima spiaggia per Ferrari? Quasi”

Si torna dove tutto ha avuto inizio. La Formula 1 fa il suo ingresso in Europa, sul tracciato di Montmelò, teatro dei test invernali. Tracciato che, per piloti e team, non ha alcun segreto. Qui la Ferrari aveva alimentato speranze di mondiale segnando ottimi riscontri cronometrici, ma i primi quattro gran premi della stagione hanno raccontato una storia diversa.

La Mercedes è riuscita nell’incredibile impresa di conquistare quattro doppiette segnando un nuovo record (aiutata anche da una mancata affidabilità da parte della Ferrari).

Quella di Barcellona sarà una sfida importante, in un GP dove gli uomini di Binotto dovranno cambiare marcia cercando di non perdere ulteriore terreno nei confronti di una Mercedes che si era nascosta durante i test, ma che non ha espresso tutto il suo potenziale. Ha terminato i gran premi con un buon carico di benzina a bordo, sintomo di essere in grado di gestire ogni situazione.

Ultima spiaggia per Ferrari? No, ma serve un segnale forte. Entriamo nel quinto appuntamento. Tutto può succedere, ma è arrivato il momento di ripetere la supremazia di quest’inverno. Alle spalle di Mercedes Ferrari troviamo una buona Red Bull, a cui mancano i punti di Gasly, non certamente perfetto in questo inizio di stagione.

Altrettanto interessante ed entusiasmante è la lotta nel campionato di “serie B” per il quarto e quinto posto. In 14 punti troviamo racchiuse sei scuderie.

Gian Carlo Minardi

Road To Cina | 1000esimo Gp. MINARDI “Orgoglioso di aver partecipato a 340 Gp col Minardi Team”

Che gran premio sarà quello di Shanghai? E’ la domande che si fanno in molti, tifosi e addetti dei lavori, poiché i primi due appuntamenti in Australia e Bahrain ci hanno mostrato un potenziale nettamente differente anche se il risultato, alla fine, è stato il medesimo. Due vittorie per Mercedes, prima con Bottas e poi con Hamilton, e solamente un terzo posto per Ferrari con Leclerc.

Per la Ferrari il gran premio di Cina sarà una prova di appello sia per verificare se hanno realmente individuato e risolto i problemi di affidabilità che hanno rovinato la festa a Sakhir, sia qual è la vera Ferrari: quella vista a Melbourne che ha accusato un gap importante dai diretti avversari oppure la “rossa” che ha conquistato l’intera prima fila quindici giorni fa dominando successivamente la gara col monegasco fino a dieci giri dalla bandiera a scacchi?

Lo scorso anno la Ferrari aveva fatto molto bene col terzo posto di Raikkonen e mi auguro che anche domenica possa bissare il risultato, agguantando la prima vittoria stagionale. Sarà un gran premio tosto per le vetture in cui motore, gomme e impianto frenante saranno messi a dura prova.

La Formula 1 taglierà il traguardo dei 1000 GP, un risultato importante, di cui la Minardi ha preso parte a 340 appuntamenti, il 34%. Un risultato che mi rende orgoglioso, anche perché ad oggi il Minardi team è la nona scuderia con più gare all’attivo, dietro a Ferrari, McLaren, Williams, Lotus, Tyrrell, Brabham, Sauber e Renault. Una parte di questi 340 Gp li racconteremo a Imola sabato 27 e domenica 28 Aprile in occasione della quarta edizione dell’ Historic Minardi Day, insieme a tantissimi amici piloti e ingegneri e alle nuovissime leve che stanno muovendo i primi passi nel mondo del karting. Ci sarà un parterre di vetture e piloti di alto calibro. Siamo ormai agli sgoccioli e stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per far emozionare e divertire tutti gli appassionati che verranno a trovarci.

Vi aspetto all’Autodromo di Imola e ci sentiamo domenica per commentare, spero, un’altra emozionante gara

Gian Carlo Minardi

Road to Bahrain | MINARDI “Villeneuve ha perso un’occasione per tacere”

Siamo alla vigilia del Gran Premio del Bahrain, secondo appuntamento del Campionato del Mondo di Formula 1 che a Melbourne ha vissuto il primo atto dandoci alcuni verdetti che a Sakhir potrebbero essere confermati o ribaltati. A scuotere gli ultimi giorni ci ha pensato Jacques Villeneuve che ha usato parole poco eleganti (per non dire altro) nei confronti del ritorno di Robert Kubica. Credo che abbia perso un’occasione per tacere. Con tutto il rispetto per i risultati raggiunti, forse, la sua carriera nel Motorsport non sarebbe iniziata senza il cognome che porta. La decisione di Kubica va rispettata.

Mi sembra più corretto parlare di Motorsport anziché creare malessere con polemiche sterili, dove troviamo una Ferrari che esterna tranquillità tramite le parole di Binotto, Vettel e Leclerc senza fare eclatanti proclami anche se temo che la vera Mercedes sia quella vista al penultimo giro in Australia con Bottas che, con estrema facilità, ha ritoccato al ribasso il miglior crono di 1”.

Arriviamo su un tracciato vero con dei parametri che lo rendono un termometro importante per il futuro della stagione, dove le alte temperature avranno un ruolo importante sul fronte affidabilità. Da tenere d’occhio ci sarà la Red Bull – Honda che quindici giorni fa ha dato prova di grande forza col primo podio conquistato dai giapponesi nell’era ibrida.

Alle spalle dei tre top team ci sarà una bella bagarre, come abbiamo visto fin dalle qualifiche di Melbourne con sedici piloti racchiusi in una forbice di 1” in Q1 dove Gasly ha pagato caro l’errore di strategia.

Per riallacciarmi al discorso su Kubica, la Williams è stata la nota negativa e mi auguro veramente che abbiano individuato l’area dove intervenire anche se, visto l’enorme divario, ci vorrà del tempo per recuperare. In molti casi si ricorre direttamente ad una versione B della monoposto. Per fortuna, il budgets, non è il loro problema prioritario.

Gian Carlo Minardi

 

Post-gara Melbourne. Troppe critiche. Facciamo un po’ di ordine

E’ andato in archivio il primo gran premio in calendario con la vittoria della Mercedes di Valtteri Bottas davanti a Lewis Hamilton e alla Red Bull-Honda di Max Verstappen. E la Ferrari? Sebastian Vettel ha tagliato il traguardo al quarto posta pagando un distacco di quasi un minuto, davanti a Charles Leclerc.

Un risultato sicuramente sotto le aspettative, soprattutto dopo i test invernali a Barcellona.

Le prove invernali non si sono dimostrate veritiere e mi auguro che, quanto visto a Melbourne, non sia la realtà” analizza Gian Carlo MinardiSiamo solamente alla prima gara in un calendario composto da 21 appuntamenti e una rondine non fa primavera. Bisogna considerare che l’Albert Park è una pista anomale con molti bump che alterano le geometrie delle sospensioni. Inoltre è stata una gara condizionata dalle gomme che non hanno risposto nella maniera attesa con la sorpresa delle Hard. In Bahrain avremo delle risposte più veritiere e sarà un termometro più realistico anche perché, viste le temperature attese, potrebbe mettere in evidenza alcuni problemi” prosegue il manager faentino

Resto convinto che la principale differenza tra Mercedes e Ferrari sia all’interno della power-unit e da ricercarsi nella migliore gestione della potenza da parte di un team piuttosto che l’altro. Sicuramente la débâcle di domenica dovrà fare meditare

Il post-gara ha lasciato una scia di critiche, sia alla Ferrari, colpevole di aver chiuso alle spalle anche della Red Bull oltre ad aver pagato un distacco troppo pesante per essere vero, ma anche a Daniel Ricciardo provenienti da Abiteboul

Mi fa sorridere e faccio fatica a comprendere certe critiche, dopo un solo gp, rivolte ad un pilota che negli anni precedenti ha ottenuto risultati di tutto rispetto, soprattutto se queste arrivano da uno dei personaggi più criticati per i mancati risultati della Renault. Renault che dovrebbe meditare sui problemi accusati sul fronte motore soprattutto se paragonati con l’ottimo risultato conquistato dai diretti avversari della Honda che, con Red Bull, ha festeggiato il primo podio dell’era ibrida. Ho l’impressione che certe esternazioni, vengano esternate per deviare il discorso da problemi più importanti

Bisogna riconoscere che i giapponesi hanno fatto un grande passo in avanti e il risultato raggiunto da morale e concretezza al lavoro svolto sia in casa Honda che Red Bull

Primi due punti per Lance Stroll con la Racing Point, nono dietro a Kimi Raikkonen e davanti alla Toro Rosso del rientrante Kvyat “E’ stato molto bravo e, diversamente da Perez, non ha commesso errori. Non sarà facile per lui togliersi l’etichetta di pilota pagante, ma sono convinto che abbia le carte in regola per restare in F1. L’anno scorso era in un team, la Williams, con diversi problemi, che purtroppo sono aumentati in modo esponenziale quest’anno. L’ho visto in azione nelle formule minori, dove ha vinto. Quando vinci vuol dire che hai le caratteristiche giuste. Diventare campione del mondo poi è un’altra storia” conclude Minardi

Road To Australia | MINARDI “A Melbourne nel ricordo di Charlie”

Sono scioccato e incredulo davanti alla prematura scomparsa di Charlie Whiting, un personaggio che ha fatto la storia della Formula 1 negli ultimi anni. Il mio percorso nel mondiale è legata alla sua figura visto che è entrato a far parte della FIA nel 1988 per diventare nel 1997 direttore di gara. C’era reciproca stima ed è sempre stato molto vicino al mio staff quando abbiamo portato in pista soluzioni innovative. Faccio le condoglianze a tutta la sua famiglia.

Purtroppo in questi casi lo show deve andare avanti e siamo alle porte del primo gran premio della nuova stagione. Finalmente si torna a correre e i team saranno costretti a mettere sul tavolo tutte (o quasi) le carte mostrandoci i veri valori in campo.

Resto dell’idea che le redini della corsa siano, ancora una volta, in mano a Mercedes e Ferrari nonostante un’importante compattamente delle prestazioni verso l’alto anche tra i team di seconda fascia dove saranno i piloti a dover fare la differenza. Dai test si è evidenziato come tutti i team abbiano lavorato molto bene e le aspettative per Melbourne sono di un weekend all’insegna della competitività.

L’anno scorso abbiamo avuto una partenza notevole da parte della Ferrari che ha messo a segno un primo e terzo posto con Vettel e Raikkonen, con Lewis Hamilton al secondo posto. Siamo solamente al primo appuntamento di una lunghissima stagione composta dalla bellezza di ventuno gara. Sarà importante restare coi piedi per terra indipendentemente dal risultato finale.

Si apre una stagione ricca di spunti.

ANTONIO GIOVINAZZI: A partire dal ritorno di un nostro portacolori sulla griglia di partenza che mancava da troppo tempo. L’arrivo di Antonio Giovinazzi è molto importante così come il ritorno di un marchio come Alfa Romeo. Mi auguro che possa essere in grado di lottare per le posizioni alle spalle di Mercedes, Ferrari e Red Bull che avrà l’incognita del motore Honda. L’affidabilità sarà un aspetto importante in casa di tutte le scuderie, come abbiamo visto nella seconda sessione di test a Barcellona, anche se da alcuni anni ci hanno abituato a risultati incredibili fin dal debutto.

RITORNO DI KUBICA: A distanza di otto anni dall’ultimo gran premio, Robert Kubica firmerà il suo secondo debutto in F1. Purtroppo le premesse sono meno rosee delle aspettative con una Williams in grande difficoltà. E’ inspiegabile quanto stia succedendo ad una scuderia che ha scritto tra le pagine più memorabili di questo sport. Mi auguro che il terremoto che sta attraversando – Paddy Lowe lascerà il team – si trasformi in una spinta per ritrovare la retta via e risollevarsi poiché non merita questi risultati. Si percepisce la mancanza del suo fondatore, Sir. Frank Williams, tenuto lontano dal team e dai campi di gara dalla malattia.

PUNTO PER IL GIRO VELOCE: Nelle ultime ore è stata approvata l’attribuzione del punto extra per il giro più veloce in gara (se l’autore si classifica nella top ten) che avrà validità sia per la classifica piloti che costruttori. Sembra una banalità, ma nell’arco di una stagione sono ventuno punti che possono fare la differenza. Entra in gioco una variabile in più sul fronte della strategia, soprattutto in una stagione combattuta.

Aspetto con grande attesa le prove libere, ma soprattutto le prime qualifiche che ci daranno un termometro del mondiale che verrà. Vi do appuntamento a domenica per commentare il Gran Premio d’Australia. Buon mondiale a tutti.

Gian Carlo Minardi

F1 | MINARDI “A Merlbourne qualifica tirata”

E’ scattato il countdown verso Melbourne, il primo gran premio che inaugurerà il prossimo 17 marzo la nuova stagione del mondiale di Formula 1.

Team e piloti si sono lasciati alle spalle anche la seconda sessione di test collettivi con tanti chilometri percorsi e il miglior crono segnato da Sebastian Vettel (1’16″221) davanti a Lewis Hamilton per 3 millesimi (1’16″224) al compagno Charles Leclerc (1’16″231) e alla seconda Mercedes di Valtteri Bottas (1’16″561).

Anche negli ultimi quattro giorni la Mercedes si è dimostrata la macchina più attiva in pista con all’attivo 580 tornate, sfondando la barriera dei mille giri (1190) in otto giorni di test (148,75 giri/giorno di media), davanti alla Ferrari con 997 passaggi (124,62 giri/giorno di media) e Renault con 961 giri completati. Bisogna scendere fino all’ottava posizione per trovare la Red Bull motorizzata Honda con la coppia Verstappen-Gasly che ha completato 833 tornate (104,12 giri/giorno di media).

Il dato che è emerso anche dall’ultima sessione è il compattamento verso l’alto dei tempi con dieci-dodici piloti racchiusi in una forbice inferiore al secondo” commenta Gian Carlo Minardi

Non è facile stabilire una gerarchia, ma ho l’impressione che Mercedes abbia del margine di miglioramento avendo segnato il miglior crono solamente negli ultimi cinque minuti. La Ferrari ha dimostrato di avere una macchina competitiva e all’altezza dei campioni in carica, anche se non sono mancati problemi di affidabilità

“A Melbourne, tra dieci giorni, finiranno i bluff e finalmente vedremo le reali forze in campo. Mi aspetto una qualifica molto combattuta

Sul fronte della scelta dei pneumatici emerge un certo allineamento. Quasi tutti i piloti hanno optato per 9 mescole C4 (soft) 3 C3 (medium) e 1 C2 (hard). Tra i top team, solamente Leclerc si è diversificato con 2 C2 e 2 C3.

F1 Testing | MINARDI “Compattamento nelle prestazioni”

Siamo solamente alla prima settimana di test e i riscontri cronometrici non ci hanno consegnato ancora una classifica realistica, come dimostrano i migliori tempi di Renault con gomme hyper soft (1’17″393 con Hulkenberg) e Toro Rosso (Albon 1’17″637) contro 1’17″8 della Mercedes e 1’18″0 di casa Ferrari, quest’ultima con mescola media

Sono le prime parole di Gian Carlo Minard. Sul tracciato del Montmelò a Barcellona sono andati in archivio i primi quattro giorni di test collettivi che hanno inaugurato la nuova stagione del mondiale di F1.

Gli osservati speciali sono stati certamente i campioni del mondo in carica della Mercedes e la Ferrari. Gli uomini di Toto Wolff hanno ricalcato in programma della passata stagione con diverse prove differenziate finalizzate alle sviluppo, così come in casa del Cavallino non hanno ancora cercato la prestazione.

Le nuove monoposto hanno mosso i primi chilometri mettendo in mostra già un’importante affidabilità come dimostrano i giri completati. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas si sono aggiudicati il titolo di stakanovisti con 610 tornate all’attivo, davanti a due Ferrari Vettel-Leclerc che hanno completato 598 passaggi.

Un segnale positivo è dato dai tantissimi chilometri percorsi da tutti i team, ad eccezione della Williams per cui bisogna stendere un velo pietoso. E’ inconcepibile che un team così blasonato getti al vento due giorni di test. Mi auguro che possano recuperare il tempo perso la prossima settimana

Terzo posto per l’Alfa Romeo Racing che grazie al lavoro di Raikkonen e Giovinazzi ha portato a termine 507 giri, contro i 482 della coppia Kvyat-Albon della Toro Rosso e 475 di Verstappen-Gasly, entrambi motorizzati Honda.

L’altro dato che è emerso è il compattamento delle forze in campo. Ci sarà una bella lotta tra Mercedes – Ferrari – Red Bull e una lotta serrata tra Renault – Toro Rosso – Alfa Romeo e Haas. i tempi sono già molto vicini ai migliori crono del 2018. Questo significa che gli ingegneri, in poco tempo, sono già riusciti a recuperare parte del carico aerodinamico perso coi nuovi regolamenti.”

Ogni team sa esattamente il suo potenziale e la sua posizione soprattutto in funzione della benzina caricata a bordo. La prossima settimana potremo avere dei riscontri più significativi, in vista del weekend di Melbourne” conclude il manager faentino.

Piloti e monoposto torneranno in pista al Montmelò la prossima settimana dal 26 febbraio al 1 marzo, prima di volare in Australia per il primo gran premio della stagione.

F1 | MINARDI “Il 70% del calendario a rischio rinnovo”


Il 2019 sarà un anno cruciale per molti circuiti presenti nel calendario del mondiale di Formula 1, il cui contratto è in scadenza con Liberty Media e il rinnovo si preannuncia come una lunga e dura sfida a braccio di ferro. Da una parte i promoter si dicono delusi e preoccupati per il futuro causa i costi troppo elevati per ospitare un gran premio.

Di recente 16 dei 21 organizzatori si sono riuniti a Londra per discutere dell’attuale situazione formando la Formula One Promoter’s Association, chiudendo espressamente a Liberty Media di rivedere al ribasso i contratti.

Dall’altra parte della parte della barricata, il boss della F1 Chase Carey mostra il pugno duro, dando l’impressione di non voler fare un passo indietro “Non cambieremo quello che stiamo facendo.”

Come sappiamo il contratto di Monza è in scadenza a fine 2019 e nonostante il record di presenza della passata stagione con 185.000 presenza nei tre giorni il circuito ha accusato un passivo di circa 12 milioni di Euro. Nelle medesime condizioni anche altri circuiti storici, come Silversone che nel 2018 ha accolto oltre 300.000 tifosi, chiudendo comunque il bilancio in rosso. E’ notizia di questi giorni che dal prossimo anno gli organizzatori del Gran Premio del Messico non avranno più i finanziamenti pubblici mettendo a duro rischio la presenza nei prossimi calendari.

C’è un malessere generale che interessa quasi il 70% dei circuiti” commenta Gian Carlo Minardi, che abbiamo interpellato “Ci sono molti contratti in scadenza, sia sul fronte dei circuiti che delle TV, così come l’attuale Concorde Aggreement. Il momento è serio perché i team faranno fatica a rivedere al ribasso le richieste considerando il continuo aumento dei costi gestionali, ma Liberty Media è in difficoltà coi circuiti e le TV con gli sponsor che chiedono un ritorno alle gare in chiaro” prosegue il manager faentino.

Nei dieci giorni del gran premio, la F1 riesce a generare un volume d’affari di circa 100 milioni e perdere la corsa significherebbe creare un danno importante all’indotto non recuperabile con nessun altro evento. L’ho toccato con mano quando Imola perse il suo gran premio. Questo volume d’affari non interessa però il circuito che, con l’attuale contratto, ha solamente la vendita dei biglietti come unica entrata. Decisamente troppo poco per arrivare a coprire le enormi spese per ospitare la corsa. Non dimentichiamo che i circuiti sono chiamati costantemente ad effettuare ingenti investimenti sulle strutture.

Perdere un gran premio significa creare un danno importante economico, ma è anche vero che non si può andare avanti con queste condizioni. Ho fiducia nell’operato del Presidente Angelo Sticchi Damiani che in questi anni è riuscito a salvare il Gran Premio d’Italia, ma qualcosa deve cambiare. Non si può continuare ad organizzare un evento costantemente in perdita.” conclude Gian Carlo Minardi

F1 | MINARDI “Giovinazzi pronto a dare la paga a Raikkonen”

Rispetto alla passata stagione, il sessanta percento della griglia di partenza è stata rinnovata, tra cambi di casacca, nuovi arrivi e ritorni come Kubica e Kvyat. Solamente due team (Mercedes e Hanns) hanno confermato interamente la line up con quattro scuderie che hanno stravolto completamente la formazione piloti.

Uno di questi è la Sauber. Il team svizzero griffato Alfa Romeo, lasciato partito Charles Leclerc e salutato Marcus Ericsson (trasferitosi in Indy anche se continuerà a coprire il ruolo di terzo pilota nel team di Hinwil) ha dato il benvenuto all’ex ferrarista Kimi Raikkonen e all’italiano Antonio Giovinazzi interrompendo così un digiuno durato la bellezza di otto anni, raccogliendo il testimone di Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi che chiusero la loro carriera con il Gp del Brasile 2011

Dopo aver parlato con Gian Carlo Minardi dell’arrivo di Leclerc in Ferrari al fianco di Sebastian Vettel, il discorso si è spostato su Antonio Giovinazzi, un ragazzo che il manager faentino conosce molto bene avendo seguito da vicino la sua carriera fin dai suoi primi passi nel mondo delle corse.

L’arrivo di Antonio in F1 è un segnale molto importante per tutto il Motorsport italiano, per i giovani piloti e anche per il futuro del Gran Premio d’Italia, oltre che per la Federazione” commenta Gian Carlo Minardi.

Da sempre sostengo che in Italia non siano i piloti a mancare, bensì le risorse e mi fa piacere che Antonio sia riuscito ad abbattere questa barriera solamente con l’aiuto delle sue qualità velocistiche. Spero che questo ritorno sia di buon auspicio anche per riportare in alto l’interesse delle aziende verso il nostro Motorsport” prosegue il manager che mette in allerta Kimi Raikkonen.

Il finlandese dovrà guardarsi molto bene le spalle da Giovinazzi poiché sono certo che saprà metterlo in difficoltà” conclude.

F1 |MINARDI “Leclerc un predestinato. Vettel, attento”

Ci stiamo avvicinando velocemente alle presentazione delle nuove monoposto e ai test invernali, che inaugureranno la nuova stagione del mondiale di F1. Una stagione che si preannuncia ricca di novità, con una griglia di partenza composta da dieci piloti (su venti) under 25.

Proprio di questo argomento abbiamo chiacchierato insieme a Gian Carlo Minardi, che ha costruito la sua carriera da Team Principal lavorando insieme ai giovani piloti.

Ben venga una griglia di partenza così ringiovanita, nonostante la presenta di qualche anzianotto come Raikkonen. Si prospetta una stagione affascinante e interessante perché ogni giovane che arriva in Formula 1 o in un top team, porta con se la volontà di emergere e di mettere in difficoltà il proprio compagno di box” analizza il manager faentino che intravede in Charles Leclerc (classe 1997) un pericolo per Sebastian Vettel

Avere in squadra un giovane come Leclerc, anziché un pilota appagato come Raikkonen, sarà uno stimolo molto importante per Vettel, che dovrà dimostrare di essersi lasciato alle spalle le negatività della passata stagione in cui sono emerse lacune di carattere mentali, tornando ad essere il quattro volte campione del mondo di inizio stagione. Considero Leclerc un predestinato, con delle doti naturali fantastiche. Auspico che, nel seppur breve inverno, la Ferrari sia riuscita fare l’ultimo step che le è mancato nel 2018 per superare la Mercedes” conclude Minardi.

Arrivabene-Binotto, Minardi “Scelta corretta, ma le novità non sono finite”

Nella serata di lunedì l’indiscrezione della Gazzetta dello Sport ha trovato conferma nel comunicato ufficiale della Scuderia Ferrari che, ad un mese dalla presentazione della nuova Ferrari e a due dall’inizio del mondiale, ha comunicato l’avvicendamento tra Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto nel ruolo di Team Principal.

Abbiamo incontrato Gian Carlo Minardi che commenta in modo positivo l’avvicendamento “Condivido in pieno la scelta da parte della Ferrari poiché ho molta fiducia in Mattia Binotto come tecnico e i risultati sono stati una conferma. Arriva dalla scuola di Ross Brawn che ha regalato alla Ferrari risultati incredibili insieme a Todt e Schumacher, prima di andare a vincere il mondiale insieme a Jenson Button con la Brawn GP, mettendo le basi agli incredibili successi della Mercedes.

Non credo che i cambiamenti siano finiti e i prossimi quindici giorni saranno cruciali. Sembra un ritorno al passato nell’era di Domenicali con Massimo Rivola, passato ora in Aprilia. In aggiunto, l’arrivo di Laurent Mekies è un segnale molto positivo e potrà essere un partner importante per Mattia nel ruolo di DS. Conosco molto bene Laurent poiché arriva dalla scuola Minardi, prima di passare in Toro Rosso e successivamente in FIA. Conosce i regolamenti e l’ambiente della Federazione, un aspetto di buon auspicio

Binotto sarà chiamato ad un ruolo ricco di novità, dovendo gestire anche i piloti “Avrà un impegno particolare e non facile nella gestione di un Sebastian Vettel da recuperare dopo una stagione complicata, che dovrà trovare la forza di accantonare le negatività del 2018

F1 | Minardi sul mondiale che verrà “Campionato con tanti giovani interessanti”

Abbiamo salutato il mondiale da poco più di tre settimane, ma tra poco meno di 90 giorni si alzerà il sipario sul Gran Premio di Melbourne, la prima della ventuno gare del mondiale 2019 che scatterà il 17 marzo per concludere il 1 dicembre ad Abu Dhabi. Sarà una stagione ricca di novità non solamente sul fronte dei regolamenti tecnici e sui pneumatici, ma anche da una griglia rinnovata per il 60% tra piloti che hanno cambiato casacca e nuovi arrivi.

Delle dieci squadre solamente Mercedes e Haas hanno confermato in toto la line-up con Hamilton-Bottas e Grosjean-Magnussen.

100% NOVITA’ – Sauber, Toro Rosso, McLaren e Williams hanno stravolto completamente la coppia piloti con l’esordio di Lando Norris in McLaren a fianco di Carlos Sainz che ha salutato la Renault, Alexander Albon in Toro Rosso, George Russell in Williams e di Antonio Giovinazzi pilota ufficiale in Alfa Romeo-Sauber, insieme a Kimi Raikkonen, dopo i due gran premi del 2017 in sostituzione dell’infortunato Wehrlein.

50% NOVITA’ –  Stravolgimenti importanti anche tra i top team con l’arrivo in Ferrari, a fianco di Sebastian Vettel, del giovane Charles Leclerc e in Red Bull di Pierre Gasly, promosso a fianco di Max Verstappen al posto di Daniel Ricciardo che vestirà i colori Renault insieme a Nico Hulkenberg. In casa Racing Point Force India ci sarà lance Stroll a fianco del confermato Sergio Perez.

RITORNI – Avremo anche due ritorni importanti in Williams e Toro Rosso che schiereranno rispettivamente Robert Kubica e Daniil Kvjat.

Ci aspetta un 2019 interessante con giovani di grande qualità come Giovinazzi, Russel, Norris Albon. Una griglia di partenza che si ringiovanisce e che premia il lavoro delle formule minori, in particolare della Formula 2 che avrà i suoi primi tre classificati promossi in F1 tra McLaren, Toro Rosso e Williams, anche se non sono d’accordo sull’operato della FIA, in particolare sui punteggi attributi alla nuova F3 Regional per l’acquisizione della Super licenza F1” commenta Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Abu Dhabi, IL PUNTO di Gian Carlo Minardi “Weekend emozionante”

Va in archivio un’altra stagione, ma soprattutto un fine settimana in cui personalmente ho vissuto diversi momenti emozionanti, a partire dalla feste organizzata per Fernando Alonso sabato sera, ma soprattutto, per il finale di gara, con due Campioni del Mondo del calibro di Lewis Hamilton e Sebastian Vettel che hanno “scortato” Fernando Alonso. Indipendentemente dal numero dei titoli, Nando è stato ed è un grande campione.

In questa straordinaria immagine è racchiusa tutta la bellezza di questo sport che continua a stupirmi e regalarmi emozioni uniche. Nonostante le sportellate in pista, tra questi ragazzi nonché grandi campioni c’è un grande rispetto. Fernando Alonso ha vissuto un fine settimana che non dimenticherà, osannato da tutti. Peccato che però nessuno abbia voluto dargli una monoposto per il 2019. Sono certo che quello di oggi non sarà un addio, ma solamente un arrivederci.

La stagione va in archivio con l’ennesima vittoria di Lewis Hamilton e della Mercedes che hanno dimostrato, ancora una volta, di non avere rivali. Sottotono Bottas che chiude, nella classifica piloti, alle spalle di Kimi Raikkonen (terzo dietro ad Hamilton e Vettel).

Una Ferrari che il prossimo anno sarà chiamata a fare un ulteriore step evolutivo per provare a controbattere lo strapotere Mercedes, come successo nella prima parte di stagione in cui si era portata anche al comando del mondiale. Purtroppo ha pagato una seconda parte negativa, in cui questa volta non è mancato Raikkonen, bensì Sebastian Vettel.

Da martedì, con la prima giornata di test collettivi, si alzerà già il sipario sul 2019 che ci regalerà una griglia di partenza con numerose novità, tra cui Leclerc in rosso auspicando possa essere il partner giusto per dare la carica a Vettel.

Si chiude una stagione positiva anche per i colori dell’ACI Team Italia. I portacolori Puccini, Fuoco e Ghiotto si sono messi in evidenza ad Abu Dhabi rispettivamente in GP3 e Formula 2. Questi risultati devono essere motivo di orgoglio.

Gian Carlo Minardi