F1 | Gp Brasile, IL PUNTO di Gian Carlo MINARDI “Sbagliato non sanzione Vettel. Azione scellerata”

Abbiamo assistito ad un gran premio bello, caratterizzato da strategie diversificate tra piloti dello stesso team, in un fine settimana dominato da Verstappen, così come avevo avuto modo di preannunciare.

E’ stata una gara caratterizzata anche da due incredibili errori di due campioni del mondo che insieme hanno vinto dieci titoli mondiali. Due episodi molto differenti tra loro: ancora una volta Leclerc è riuscito ad innervosire Vettel che con un’azione tanto incredibile quanto folle ha rovinato sia la sua gara che quella del compagno, regalando alla Ferrari un’incredibile zero in casella. A Maranello dovranno risolvere un ble problema. Hamilton invece ha rovinato il secondo posto di un bravissimo Albon, negando alla Honda una storica tripletta. I 5” di penalità sono addirittura pochi. Dal canto suo il campione britannico ha chiesto perdono, ma è stato un fine settimana non facile anche per la casa di Stoccarda, orfana in Brasile di Toto Wolff. Hanno accusato sia problema di affidabilità che dal punto di vista sportivo.

Il tutto però è scaturito dall’ingresso della safety car, che non aveva molto senso chiamare poiché la vettura di Bottas era fuori traiettoria e in una posizione non pericolosa. Mi è sembrata una gestione troppo “American Style”.

Complimenti a Gasly, sia per aver portato la Toro Rosso al secondo posto in gara sia per l’ottimo fine settimana. E’ rinato e ha risposto coi fatti alla “bocciatura”. Altrettanto bravo Carlos Sainz, protagonista di una bella rimonta. Risultato storico anche da parte dei due piloti Alfa Romeo Racing che conquistano la quarta e quinta posizione. Sono particolarmente felice per Giovinazzi, che ha gestito molto bene la gara proteggendo le spalle al compagno come hanno evidenziati i tempi.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Brasile, MINARDI “Il Budget Cup andava anticipato”

Nonostante siamo arrivati al penultimo gran premio della stagione, ci sono diversi spunti per vivere un bel weekend a partire dalle qualifiche alle 19:00 con la gara programmata alle 18:10.

C’è in  ballo il terzo posto tra i piloti, con la sfida interna in Ferrari tra Leclerc e Vettel, e il sesto e settimo posto tra Racing Point e Toro Rosso.

Le ultime edizioni sono state caratterizzate dal maltempo e da forti temporali e bisognerà fare attenzione alla prima curva a sinistra in discesa, spesso teatro di sportellate. Leclerc dovrà pagare una penalità di 10 posizioni per sostituzione di alcuni componenti sulla sua power unit, ma viste le caratteristiche del tracciato del San Paolo potrebbe non essere così penalizzante poiché è una pista favorevole ai sorpassi come abbiamo visto l’anno scorso con Ricciardo che, scattato dall’undicesima posizione, in pochi giri aveva già agguantato la top six. Occhio alla Red Bull perché senza lo scontro Verstappen-Ocon, l’anno scorso l’olandese si sarebbe portato a casa la vittoria.

Per la Mercedes sarà il primo gran premio senza Toto Wolff e sarà interessante vedere come sarà gestito il team, anche se restano il punto di riferimento.

Le ultime settimane sono state molto intense per il futuro della Formula 1, orientata verso l’emissione zero tra il 2025 e 2030, ma restando più vicino a noi il 2021 sarà teatro di importanti cambiamenti tecnici e sportivi tra cui l’inserimento del budget cup.

A tal proposito ritengo che sia stato commesso un grave errore non anticiparlo già alla prossima stagione. Con  le regole attuali il 2020 sarà teatro di spese folli da parte dei tre top team, che avranno la possibilità di portarsi molto avanti rispetto ai restanti 7 team. Chi potrà spendere nella prossima stagione potrà godere di un vantaggio notevole che si ripercuoterà positivamente anche negli anni successivi. Per questo non mi aspetto uno stravolgimento importante delle forze in campo, che invece era l’obiettivo principale del contenimento dei costi.

Gian Carlo Minardi

F1 |Gp USA, IL PUNTO di Gian Carlo MINARDI ”Supremazia indiscussa Mercedes. Ferrari indecifrabile”

Il terz’ultimo appuntamento del mondiale di Formula 1 va in archivio all’insegna della Mercedes, protagonista di una supremazia mai messa in discussione con Bottas che conquista prima la pole position e poi la vittoria e con Hamilton che mette le mani sul sesto titolo mondiale.

Un gran premio che deve far riflettere in casa Ferrari, soprattutto in ottica della prossima stagione dove avremo solamente lievi cambiamenti e queste ultimi gare potrebbero rappresentare un primo disegno delle forze in campo della prossima stagione. La Ferrari saluta Austin col quarto posto di Leclerc, che però paga un distacco di oltre 52” dal leader e col ritiro di Vettel per un cedimento. Sicuramente un passo indietro rispetto a quanto visto in questa seconda parte di stagione. Uno zero pesante per Vettel che ora si trova al quarto posto in classifica e alle spalle del compagno. La classifica di quest’anno potrebbe influire le gerarchie all’interno del team.

A Maranello dovranno capire, tra le altre cose, cosa non abbia funzionato in particolare nel primo stint dove entrambi i piloti hanno pagato un forte gap rispetto ai diretti avversari della Mercedes e Red Bull. Ancora una volta si fatica ad interpretare queste gomme, che presentano differenza minime tra una mescola e l’altra.

Ancora un weekend positivo per Albon che porta punti importanti col quinto posto dopo una gara volta al recupero, alla Renault di Ricciardo e ai due piloti McLaren. In qualifica abbiamo visto un bel compattamento nei tempi, cosa che poi non viene rispettata in gara, con solamente sette piloti a pieni giri.

Quindi giorni e poi la Formula arriverà in Brasile, per il penultimo round.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp USA, MINARDI “Sfida aperta tra Mercedes-Ferrari-Red Bull. C’è attesa per la conferenza di giovedì”

21.10.2018- Race,

Da Città del Messico la Formula 1 arriva ad Austin, terz’ultimo appuntamento del mondiale. Arriviamo da un gran premio interessante che ha visto quattro piloti tagliare il traguardo il traguardo nell’arco di poco più di 6” con Lewis Hamilton davanti a Sebastian Vettel, al team mate Valtteri Bottas e a Charles Leclerc, sfortunato protagonista di un pit-stop particolarmente lento che gli è costato il podio.

Nella lotta è mancata Max Verstappen, che ha pagato a caro prezzo l’errore in qualifica. Lungo i 5,5 km mi aspetto una sfida altrettanto tirata tra i tre top team, con la Mercedes a guidare il gruppo insieme al campione britannico che si appresta a festeggiare il sesto titolo mondiale personale.

Per vincere non basta la macchina migliore, ma serve la massima perfezione sotto ogni aspetto. La minima sbavatura viene pagata a caro prezzo. Siamo di fronte ad un finale di stagione entusiasmante che può solo essere di buon auspicio per il 2020.

Dopo una prima parte di stagione non facile, la Ferrari si è difesa soprattutto con le pole position e ci ha fatto vedere di essere della partita, anche se non sono mancati problemi di affidabilità e alcuni errori di strategia. L’anno scorso, dopo la pole position di Hamilton, fu l’ex ferrarista Raikkonen a portarsi a casa la vittoria. Il finlandese sta passando un momento non facile all’Alfa Romeo, anche se non è aiutato dal team protagonista di troppi errori, specialmente nei confronti di Giovinazzi. Attualmente l’ottava posizione che occupano in classifica, rispecchia il loro potenziale, ma qui ad Austin potrebbero tornare in zona punti.

Momento non facile anche in casa Toro Rosso che hanno subito il sorpasso dei diretti avversari della Racing Point. In Messico Gasly ha salvato il weekend con una bella prestazione portando al team due punti, con Kvyat retrocesso all’undicesimo posto dopo la penalizzato per il contatto con Hulkenberg all’ultimo giro.

Lo scorso weekend le gomme hard sono state protagoniste con Verstappen che ha portato a termine praticamente l’intero gran premio avendo effettuato il cambio gomme al primo giro dopo il contato con Bottas. Anche per Austin la Pirelli porterà la hard (c2), medium (c3) e soft (c4) con solamente Leclerc (tra i top driver) con 9 set rosse, uno in più rispetto a Hamilton, Bottas, Vettel e Verstappen. Quattro i set di gialle per Bottas e Verstappan e due bianche per Hamilton e Vettel.

In attesa delle prove libere, l’attesa è per la conferenza stampa di giovedì in cui scopriremo le linee guida per il 2021.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Messico, IL PUNTO di Gian Carlo Minardi “Ha vinto il migliore. Errore incredibile di Verstappen in qualifica””

Ordine di arrivo del gran premio corretto che premia un ottimo Lewis Hamilton e una Mercedes perfetta che conquista la 100 vittoria, confermandosi la macchina da battere. Riescono a fruttare perfettamente tutte le condizioni della pista guidati da un grande pilota.

Questo risultato non era così scontato vedendo i long run del venerdì. Dopo la prima fila tutta rossa di sabato, oggi ha vinto Lewis Hamilton anche se la festa per il suo sesto titolo è rinviata. Buona prestazione de parte della Ferrari, aiutata dalla stupidaggine e dall’incredibile errore commesso da Max Verstappen durante le qualifiche.

Nonostante il pit stop al primo giro e aver corso l’intera gara con le gomme hard segnando anche degli ottimi riscontri cronometrici fino alla fine, ha concluso al sesto posto alle spalle del suo compagno di box. L’errore al via è figlio di quanto successo in qualifica. Oggi sarebbe stato certamente nella lotta per la vittoria insieme ad Hamilton, Vettel, Bottas e Leclerc. Il monegasco purtroppo ha pagato l’errore al pit stop. Quei 3”7 gli sono stati fatali per la lotta al podio. Quando fai un pit stop i più, i rischi di problemi e/o errori aumentano, così come è successo durante la sua seconda sosta.

Va in archivio un bel gran premio, molto combattuto dai numerosi risvolti tattici. Quattro macchine racchiuse in appena 6” dopo 71 giri rappresenta un bel biglietto da visita per questa Formula 1 anche se queste gomme durano veramente troppo e, soprattutto, non c’è tutta questa differenza tra una mescola e l’altra.

Ora si va ad Austin, dove potremo assistere ad un’altra bella lotta, con la Mercedes che resta la vettura di riferimento.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Messico, Lewis Hamilton teme la Ferrari. MINARDI “Tutta pretattica”

Siamo entrati nella settimana che ci porta al gran premio del Messico, quart’ultimo appuntamento del mondiale. Nonostante le dichiarazioni di Lewis Hamilton, che vede una Ferrari nettamente favorita soprattutto sui due lunghi rettilinei, credo che sia lui che la Mercedes restino i favoriti e che il britannico potrà festeggiare con tranquillità il suo sesto titolo mondiale.

Da guardare con attenzione ci sarà la lotta per il titolo di vice-campione, con Bottas (274 punti) davanti ai due ferraristi con Leclerc a quota 221 punti davanti a Vettel (212), pari merito con Verstappen. Come già successo in Giappone, la Mercedes potrebbe anche avvantaggiare il finlandese per aiutarlo a consolidare la sua posizione.

Anche se arrivano da alcuni gran premi sottotono, bisognerà guardarsi le spalle dalla Red Bull, vincitrice delle ultime due edizioni. I due rettilinei non sono di aiuto in questo momento al motore Honda, ma il telaio saprà ridurre il gap nella parte guidata.

Sul fronte gomme, i tre top team hanno optato per scelte differenti con 7 set di soft in casa Mercedes e Ferrari, contro le 9 di Verstappen-Albon. Bottas avrà a disposizione 4 medium C3, mentre Hamilton, Vettel e Leclerc cinque set ciascuno con 3 in casa Red Bull. Due set di C2 hard per il finlandese contro uno solo per i suoi diretti avversari.

Sarà un gran premio interessante, sia per la lotta al vertice, ma anche per le varie diatribe che sono esplose nelle ultime settimane. Continua a far discutere la potenza del motore Ferrari. Sinceramente non capisco perché queste polemiche siano esplose così forti in questo periodo della stagione. Fino ad oggi non è emerso nulla e ogni chiarimento è importante per il futuro, ma da quanto si apprende l’idea progettuale di Maranello non sarebbe vietata. A tenere banco c’è anche il reclamo della Racing Point verso la Renault che, se confermata, metterebbe in serio dubbio la permanenza del team nel mondiale.

In attesa di vedere cosa saprà regalarci il GP a Città del Messico, vi aspetto venerdì mattina all’ Auto e moto d’epoca Fiera Padova presso lo stand ACI, dove presenteremo il programma e le novità della 5° Edizione dell’ Historic Minardi Day,in programma da venerdì 24 a domenica 26 Aprile a Imola, che quest’anno ospiterà anche l’ACI Storico Festival,

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Giappone, IL PUNTO di Gian Carlo MINARDI “Corretta la penalità a Leclerc. Mercedes meglio della Ferrari”

[Aggiornato alle ore 14.34] In una manciate di ore, il gran premio del Giappone ha concentrato tutto il bello di questa Formula 1 con tribune gremite, una splendida lotta giocata sul filo dei millesimi tra Mercedes e Ferrari che inaspettatamente ha saputo conquistare la pole position con Vettel e l’intera prima fila, oltre a dei bei sorpassi e lotte. Per la Ferrari si è tratta della quinta pole consecutiva, e l’ottava stagionale.

Purtroppo il capolavoro è stato vanificato da un errore da parte di entrambi piloti, cosa che non capitava da molto tempo. Vettel al via ha stallato, restando però all’interno della tolleranza del sensore evitando così la sanzione dei commissari, mentre Leclerc era stato graziato nella bagarre con Verstappen che ha portato all’uscita di pista dell’olandese. A fine corsa, i commissari hanno  preso la giusta decisioni di penalizzare il monesca con 15″, facendolo scalare al settimo posto finale. Il secondo posto di Vettel salva il fine settimana, grazie anche ad una strategia azzardata da parte del muretto, col tedesco che è riuscito a tenere dietro un arrembante Hamilton, regalandoci una bella sfida.

Col successo di Bottas e il terzo posto di Hamilton, la Mercedes eguaglia il record della Ferrari conquistando il sesto titolo costruttori consecutivo, mentre il britannico è ad un passo dal suo sesto titolo che potrebbe già festeggiare in Messico. Si è confermato vero uomo squadra. E’ stato ineccepibile e la Mercedes si è confermata migliore della Ferrari.

Il risultato di oggi dimostra quanto Ferrari e Mercedes siano due macchine da guerra, dove il minimo errore fa veramente la differenza tra un grande risultato e un piazzamento. Questo dovrà far riflettere anche in previsione del prossimo futuro. Non basta sviluppare bene la macchina, ma tutto deve essere assolutamente perfetto, piloti compresi.

Bel risultato anche da parte di Albon e Sainz che chiudono il gran premio restando a pieni giri portando punti importanti ai rispettivi team.

I colpi di scena del post-Gp non sono ancora finiti poichè si è accesa una forte diatriba tra Racing Point e Renault col team di Lawrence Stroll che ha presentato un reclamo tecnico-spèortivo che sarà analizzato nei prossimi giorni, vista la complessità

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Giappone, MINARDI “Vettel/Leclerc? Il cronometro deve essere l’arbitro”

GP Giappone F1 1992

Per il diciassettesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, il Circus arriva in Giappone sul tracciato di Suzuka, uno dei più belli del mondiale. Una pista Old School con numerose insidie e senza vie di fuga asfaltate dove ogni errore è penalizzante.

Una pista impegnativa sia per le vetture che per i piloti. Arriviamo da 5 anni di dominio Mercedes e non sarà facile per gli avversari interromperete questa striscia positiva, anche se negli ultimi appuntamenti la Ferrari è riuscita a ribaltare i pronostici, auspicando che sia riuscita a risolvere i problemi di affidabilità che hanno condizionato il risultato il Russia, col ritiro di Sebastian Vettel quando si trovava al comando.

L’incognita sarà il meteo coi un ciclone in forte avvicinamento nelle giornate di venerdì e sabato, mentre la gara dovrebbe essere asciutta. Sul fronte gomme la Pirelli ha portato le mescole più dure, con una Mercedes più conservativa rispetto ai diretti avversari. Se la maggioranza dei piloti ha optato per 1 set di C1 (white hard), Hamilton e Bottasa hanno scelto 4 mescole di C2 (yellow Medium) contro le 3 di Ferrari e Red Bull con 8 C4 (Red Soft) contro le 8 di Vettel-Leclerc e Verstappen-Albon.

In questi ultimi giorni la lotta interna Vettel-Leclerc ha tenuto banco. Binotto saprà certamente gestirla al meglio anche se è un aspetto positivo per un team che punta a vincere. Siamo entrati nella fase finale della stagione con solamente cinque GP da disputare che potrebbero determinare le gerarchie future. Leclerc è giovane, 22 anni, ed è alla sua prima stagione con un top-team e davanti a se ha un futuro da campione, mentre Vettel deve ritrovare la serenità per tornare a sfruttare al 100% le sue abilità. Sono convinto che il vero arbitro debba essere il cronometro, lasciando carta bianca ai piloti di lottare, sempre nell’interesse del team.

Restando sul fronte giovani, la Mercedes e Toto Wolff hanno piazzato una bella mossa, facendo rientrare Lando Norris nella trattativa che ha portato alla fornitura della power-unit tedesca alla McLaren. Una bella mossa per entrambi, un po’ meno per Renault che al momento si trova senza team clienti, qualora la sua avventura dovesse continuare nel 2021, anche se ho delle riserve.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Russia, IL PUNTO di GIAN CARLO MINARDI “Leclerc frenato da consumi eccessivi?”

28.09.2019- Qualifying celebration, Pole Position Charles Leclerc (MON) Scuderia Ferrari SF90 and 2nd place Lewis Hamilton (GBR) Mercedes AMG F1 W10 EQ Power

Lewis Hamilton e la Mercedes tornato al successo, interrompendo la striscia di risultati positivi della Ferrari, che comunque saluta Sochi con la pole position e il terzo posto di Leclerc, alle spalle di Bottas. Alla luce di questi risultai, da qui alla fine del mondiale, la Ferrari dovrà puntare sul monegasco per provare a portare via il secondo posto al finlandese della Mercedes.

Un risultato figlio di eventi che fanno parte del motor sport, anche se bisogna fare i complimenti ad Hamilton per l’ottima gestione della gara. Ha guidato da campione. Fino al momento del ritiro, Sebastian Vettel stava riscattando la prestazione in qualifica dove aveva chiuso col terzo tempo, dettando il ritmo grazie una partenza perentoria e ad un attacco pulito nei confronti del team-mate.

Peccato che l’ordine del muretto Ferrari di parcheggiare la macchina sia arrivato in un punto particolarmente sfavorevole che ha costretto i commissari a chiamare la Virtual Safety car, condannando di fatto il monegasco che aveva fatto la sua sosta, giocando su una strategia aggressiva per puntare al successo con le soft.

Sono invece rimasto sorpreso che Leclerc non sia riuscito ad attaccare Bottas. Contrariamente ai gran premi precedenti, dove senza DRS riusciva a guadagnare sugli avversari, in questa circostanza il ferrarista non è riuscito ad avvicinarsi nono stanza un gap inferiore al secondo. Per due volte ha chiesto, invano, al muretto maggiore potenza. Questo potrebbe essere dovuto a consumi eccessivi, cosa non nuova per la “rossa”.

Alle spalle di Mercedes e Ferrari, si piazzano le due Red Bull di Verstappen e Albon con le due McLaren entrambe in zona punti (sesto Sainz e ottavo Norris) che allungano sui diretti avversari della Renault (decimo con Hulkenberg). Proprio in questi giorni è stato annunciato l’accordo tra la McLaren e la Mercedes per la fornitura del propulsore a partire dal 2021. Questo mi fa pensare che Renault potrebbe salutare il Circus a fine 2020.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Russia, MINARDI “Mercedes è la macchina da battere”

Siamo alle porte del Gran Premio di Russia, sedicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1. Arriviamo da tre successi consecutivi marchiati Ferrai, arricchiti anche dalla prima doppietta stagione conquistata sull’ostico tracciato di Singapore che ha portato all’interno del Reparto Corse di Maranello una preziosa serenità.

Si arriva su un tracciato non facile caratterizzato da una parte veloce favorevole alla SF90 con un ultimo settore molto lento che dovrebbe sorridere a Mercedes e Red Bull. Preferisco usare il condizionale, visto il risultato di Marina Bay Street Circuit.

Nonostante il quarto e quinto posto conquistati da Lewis Hamilton e Valtteri Bottas lo scorso fine settimana, resto convinto che la macchina da battere sia sempre la Mercedes. L’anno scorso avevano dominato in lungo e largo “giocando” con gli avversari, ma quest’anno nulla è già scritto.

Le condizioni climatiche possono fare la differenza, poiché team e piloti troveranno temperature più basse rispetto a Singapore. Sul fronte pneumatici, Mercedes e Ferrari hanno optato per strategie differenti con 8 set di Soft per i campioni in carica contro le 9 di Ferrari e Verstappen. Due set di Hard per Bottas contro una mescola di Hamilton, Vettel, Leclerc e Verstappen e 4 Medie per Hamilton contro le tre dei suoi avversari principali.

Siamo alla fine di settembre e mancano 30 giorni alla data di fine lavori per definire i regolamenti del 2021. manca l’uniformità di veduta tra i team. Un ostacolo non di poco conto considerando che è necessaria l’unanimità del voto. Resto convinto che si debba salvaguardare la definizione di Costruttore evitando la creazione di cloni che andrebbero a creare un divario enorme tra i team. Sarebbe un danno economico importante per l’immagine della Formula 1. Da sempre mi sono battuto, avendo come alleato Frank Williams.

Un’ultima considerazione prima di salutarci: negli ultimi giorni si è parlato molto di mercato piloti e la mossa della Haas ha stupito. Parlano di continuità, ma sinceramente non è comprensibile considerando il rendimento attuale dei due piloti. Sono convinto che abbiano dato tutto quello che potevamo. Sarebbe stato opportuno confermarne uno e portare aria fresca all’interno. Con la situazione attuale Hulkenberg rischia di restare tagliato fuori. Il suo nome è stato affiancato all’Alfa Romeo, ma sono convinto che Antonio Giovinazzi meriti la riconferma. Ha commesso certamente degli errori, ma anche il team non è esente da decisioni Kamikaze con delle strategie altamente discutibili.

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Singapore, IL PUNTO di Gian Carlo MINARDI “La Ferrari è rinata. Bravo Giovinazzi”

Singapore ci ha regalato un fine settimana caratterizzato da diverse sorprese, a partire dalla pole position di Leclerc, proseguendo con la doppietta targata Ferrari col primo successo stagione di Vettel e la Mercedes fuori dal podio, che chiude in quarta e quinta posizione alle spalle di Verstappen.

Un fine settimana che darà morale sia ai piloti che a tutta la Ferrari, rinata dopo una stagione iniziata in caduta libera. Dopo le vittorie di Spa-Francorchamps e Monza, era il gran premio della verità e le risposte ci sono state. Tutte le novità portate hanno funzionato perfettamente riducendo il gap coi diretti avversari, riuscendo a cogliere il migliori risultato possibile su una pista che non doveva essere a loro favorevole.

Un risultato che gli permette di portare a casa il terzo successo consecutivo e di proseguire la corsa al secondo posto nel campionato costruttori, riaprendo anche la sfida con Valtteri Bottas per il titolo di vice campione. E’ stata una corsa molto tirata con tre safety car, conclusa al limite delle due ore.

Ci prepariamo ad un finale di stagione in crescita e interessante. Leclerc avrebbe certamente voluto vincere, dopo il giro fantastico di sabato, ma è giusto che si metta a disposizione del team. Il muretto Ferrari ha fatto un gran lavoro al muretto, anche se la strategia ha avvantaggiato il tedesco. Un’operazione comprensibile anche in vista del prossimo futuro.

Complimenti ad Antonio Giovinazzi che, dopo Monza, conquista nuovamente la zona punti, nonostante il team abbia fatto praticamente di tutto per danneggiarlo. Fortunatamente le tre safety car gli hanno dato la possibilità di rimediare parzialmente alla strategia. Per la prima volta lo abbiamo visto anche al comando del gran premio, aiutato dal gioco delle strategie.

Tra una settimana si torna in pista col gran premio di Mosca, dove un anno fa la Mercedes aveva conquistato la doppietta con Hamilton e Bottas davanti a Vettel e Raikkonen. Riuscirà la Ferrari a regalare ai suoi tifosi un’altra vittoria?

Gian Carlo Minardi

F1 | Gp Singapore, MINARDI “Ferrari davanti ad un bivio”

Dopo le due vittorie della Ferrari si arriva a Singapore, circuito che sulla carta si presenta particolarmente ostico per le rosse, a differenza di Mercedes e Red Bull. Sarà la gara della verità per il team di Maranello, dove l’anno scorso Vettel aveva pagato un gap da Hamilton di quasi 40” chiudendo al terzo posto alle spalle di Verstappen.

Nonostante si correrà in notturna le temperature restano alte, mettendo a dura prova la resistenza delle vetture e dei piloti. Non c’è margine di errore su questa pista, un cittadino con tantissime curve e accelerazioni. Sul fronte pneumatici la Pirelli ha portato le mescole più soffici e i tre top team hanno optato per scelte differenti con 10 set “rossi” per la Red Bull, 9 da Ferrari e 8 per Mercedes.

Dopo l’errore di Monza, Vettel è chiamato ad un reset completo anche per evitare di cadere in nuove sanzioni. In questo momento la Ferrari è davanti ad un rebus di non facile risoluzione, con un 4 volte Campione del Mondo e uno scudiero che sta regalando prestazioni migliori. Coi due successi Lecler si è portato al quarto posto, davanti al compagno di squadra. Da qui al 1 dicembre, la Ferrari dovrà cercare di salvaguardare il secondo posto nel mondiale costruttori, provando a portare uno dei due piloti almeno sul podio nella classifica piloti.

Gian Carlo Minardi

Foto: credit Ferrari.com

F1 | Gp Italia, IL PUNTO di Gian Carlo MINARDI “Leclerc è una prima guida”

Vittoria duplice per Charles Leclerc che con grande freddezza e determinazione, per 53 giri ha respinto tutti gli attacchi di Hamilton prima, e Bottas sul finale portando i due piloti della Mercedes a commettere qualche errore.

Anche nelle sue due sbavature ha dimostrato di conoscere molto bene le regole del gioco, soprattutto in occasione dell’attacco di Lewis Hamilton, con l’inglese lungo alla staccata. E’ stato assolutamente fantastico dal 32° al 42° giro in cui ha segnato costantemente il suo miglior giro.

Siamo certamente di fronte ad un talento e ad un prossimo Campione del Mondo, il cui potenziale non lo scopriamo solamente in queste ultime due settimana in cui ha vinto due gran premi, poiché è il suo curriculum a parlare. Nelle formule minori ha finto tutto quello che c’era da vincere. Un plauso bisogna farlo alla FDA che, insieme alla Scuola Federale sta portando avanti un programma solido.

E’ innegabile che siamo di fronte ad una prima guida e in Ferrari dovranno rivedere le strategie. Con questo successo ha messo in ombra e in difficoltà Vettel, protagonista non di uno, bensì di due errori molto gravi quanto inspiegabili.

Bravo Antonio Giovinazzi. Con una gara solida conclusa al nono posto e in zona punti, ha riscattato l’errore commesso in Belgio, girando su riscontri cronometrici costanti.

Prossima tappa, Singapore, una pista che sarà più complicata per la Ferrari e che dovrebbe far tornare il sorriso alla Red Bull che può guardare con fiducia dopo la solida rimonta di Verstappen (partito ultimo è arrivano all’ottavo posto) e la bella gara di Albon.

Gian Carlo Minardi