F1 | GP AZERBAIGIAN, IL PUNTO DI GIAN CARLO MINARDI: “MAX È SEMPRE UNA CONFERMA. LA SERENITA’ NEL TEAM è DETERMINANETE PER I RISULTATI”
Abbiamo vissuto un Gran Premio interessante, soprattutto per i tempi sul giro segnati dai primi dieci piloti. È stata però anche una gara che ha confermato come la tecnica sia importante, ma che tutto il resto risulti determinante.
In una Red Bull che ha ritrovato serenità – coincisa con l’arrivo in squadra di Laurent Mekies – è arrivato il secondo successo consecutivo firmato dal solito “mostro” di bravura Verstappen; in clima sereno in squadra incidere favorevolmente anche nella gestione del team, del morale dei piloti e delle strategie. Il tutto si riflette nei risultati. Il sesto posto di Tsunoda è un’ulteriore conferma dopo diversi weekend non facili. Verstappen ci ha certamente messo del suo, gestendo al meglio una vettura più scarica delle altre nel tratto guidato e firmando, negli ultimi tre giri, la tornata più veloce nonostante un vantaggio di 14” su Russell.
Fine settimana positivo anche per la Mercedes, che lascia Baku con un secondo e un quarto posto che valgono il secondo posto nel Mondiale Costruttori, a discapito di una Ferrari in cui continua a regnare confusione. Bravo Kimi Antonelli a non prendersi inutili rischi, viaggiando costantemente a un decimo e mezzo dal compagno di squadra – che ritengo tra i tre-quattro migliori piloti del Mondiale. Antonelli ha dimostrato il suo valore, anche dal punto di vista mentale. Certo, deve apportare alcuni cambiamenti nella sua organizzazione interna, ma crescerà ulteriormente: ha davanti a sé un anno e mezzo per migliorarsi. Anche oggi ha lottato per il podio e, non dimentichiamolo, davanti a lui c’erano mostri sacri come Verstappen, Russell e Sainz.
Fine settimana assolutamente positivo anche per la Williams e per Sainz, che hanno chiuso al terzo posto dopo aver conquistato in qualifica la prima fila. Molto bravo il team nella gestione della strategia e altrettanto il pilota in gara, senza la minima sbavatura.
Capitolo McLaren: non qualificabile. Errori importanti da parte dei due piloti che ambiscono a diventare campioni del mondo, in particolare di Piastri, sia in partenza che poi finendo a muro al primo giro. Probabilmente il team, vicinissimo a riconquistare il titolo Costruttori, si è distratto e dovrà riflettere. Sia Piastri che Norris, però, non possono pensare di dormire sonni tranquilli con un Verstappen così in forma. I punti di distacco sono ancora consistenti – 69 lunghezze separano l’australiano dall’olandese – ma con sette Gran Premi ancora in calendario non rappresentano un margine rassicurante. Con il settimo posto di Norris, a Oscar è comunque andata di lusso.
Situazione decisamente opposta in casa Racing Bulls, che possono festeggiare il quinto e il decimo posto con Lawson e Hadjar. In particolare, Lawson è stato molto bravo a tenere dietro Tsunoda, che a inizio stagione lo aveva sostituito in Red Bull, creandogli non pochi problemi anche dal punto di vista mentale. Mi fa molto piacere questo risultato: tanti punti preziosi per il team, che agguanta il sesto posto tra i costruttori.
Tra quindici giorni si arriva a Singapore.
Gian Carlo Minardi



Da Monza a Baku passando per Imola, dove abbiamo festeggiato la 9ª edizione dell’Historic Minardi Day con un nuovo record di presenze – oltre 20.000 persone – e di vetture, più di 700 storiche protagoniste all’Autodromo di Imola. Proprio per questo voglio ringraziare tutti i collezionisti che hanno partecipato portando in pista e nel paddock auto straordinarie, insieme agli appassionati e tifosi che, con il loro calore, hanno reso memorabile questo fine settimana.
A Monza si è appena concluso un fine settimana fantastico sia dal lato tecnico che sportivo col il nuovo record stabilità in qualifica da Max Verstappen, trasformato poi in una strepitosa vittoria con quasi 20” di vantaggio sui due piloti della McLaren. Sarà interessante vedere se questo trend, dettato da Laurent Mekies, si ripeterà anche nel proseguo della stagione.
A una settimana dalla 9ª edizione dell’Historic Minardi Day, in programma all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, ci spostiamo a Monza per il sedicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1.
Nonostante le premesse di un possibile gran premio anomalo, abbiamo assistito ad una gara movimentata da tre safety-car in cui le sorprese non sono mancata a partire dalla bellissima partenza da parte di Piastri e dal capolavoro firmato Verstappen che ha gestito la macchina che gli stava per sfuggire di mano.


All’Hungaroring la McLaren ha messo a segno la settima doppietta stagionale, la quarta consecutiva, a dimostrazione di una supremazia disarmante. Fino a questo momento sia Norris che Piastri si sono resi protagonisti di un duello molto leale, come poche volte abbiamo visto.
Per il quattordicesimo appuntamento del Mondiale, la Formula 1 approda a Budapest, all’Hungaroring, per tagliare il traguardo della 40esima edizione – proprio come gli anni dal debutto del Minardi Team nel Mondiale di F1 – con ancora undici appuntamenti alla conclusione.
Spa-Francorchamps ci ha regalato un Gran Premio certamente movimentato, come spesso accade in condizioni di pista così bagnata, e all’insegna della sicurezza: abbiamo infatti dovuto aspettare un’ora e mezza prima della partenza. Una gara che ha confermato lo strapotere della McLaren, con un Piastri che ha dimostrato di avere qualcosa in più rispetto a Norris. Un capolavoro il suo sorpasso, così come la gestione complessiva della corsa. Ha commesso due piccoli errori, che ci possono stare su una pista come Spa.
Dopo una pausa di tre settimane e qualche scossone – vedi casa Red Bull – la Formula 1 si appresta a riaccendere i motori per il giro di boa. Spa-Francorchamps si preannuncia come una gara importantissima sotto molti aspetti. Come già detto, sarà la prima senza la presenza di Horner al muretto Red Bull, mentre in casa Mercedes si dovrebbe essere arrivati a una soluzione definitiva sul fronte piloti.
Silverstone ha regalato una gara tanto folle quanto spettacolare, segnata da numerosi errori da parte di team e piloti, con Ferrari e Mercedes tra i principali protagonisti in negativo.


