F1 | GP MONACO, GIAN CARLO MINARDI: “A MONTECARLO LA QUALIFICA VALE MEZZA GARA. LE BENZINE POTRANNO FARE LA DIFFERENZA”

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Montecarlo resta un appuntamento unico nel calendario della Formula 1. È una sorta di roulette dove gran parte del risultato si costruisce al sabato. Su un tracciato così stretto e tortuoso, la qualifica assume un’importanza fondamentale e, salvo incidenti, safety car o episodi particolari, molto spesso la gara si decide già alla prima curva.

Quest’anno arriviamo nel Principato con alcune novità regolamentari introdotte soprattutto in ottica sicurezza tra le quali il divieto dell’aredonamica attiva. Sarà interessante capire come queste modifiche influiranno sul comportamento delle vetture su un circuito che richiede il massimo carico aerodinamico e una messa a punto estremamente precisa.

A Monaco la potenza del motore passa in secondo piano rispetto all’efficienza del telaio, all’assetto e alla capacità dei piloti di sfiorare i guardrail giro dopo giro. Come ho già avuto modo di sottolineare in precedenza, attenzione anche all’importanza del carburante. Su una pista particolare come Montecarlo, dove le vetture girano con il massimo carico aerodinamico e dove ogni dettaglio può fare la differenza, la qualità del carburante utilizzato dai diversi team potrebbe diventare un fattore ancora più determinante.

Quando i valori sono così vicini, anche elementi apparentemente secondari possono incidere sul risultato finale. Per questo motivo mi aspetto un fine settimana particolarmente equilibrato. Mercedes e McLaren arrivano certamente da protagoniste, ma attenzione anche alla Ferrari che potrebbe inserirsi nella lotta al vertice. Sul tracciato del Principato il motore conta meno rispetto ad altre piste e la differenza può farla soprattutto la qualità della messa a punto della vettura.

In casa Ferrari è inoltre arrivata la conferma del rinnovo di Charles Leclerc. Una scelta importante che garantisce continuità al progetto e che permetterà al pilota monegasco di affrontare il suo Gran Premio di casa con maggiore serenità, concentrandosi esclusivamente sul lavoro in pista.

Dal punto di vista tecnico, Pirelli ha scelto ancora una volta la gamma più morbida a disposizione: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Il circuito presenta un asfalto molto liscio e in alcuni settori è stato recentemente riasfaltato, in particolare tra le curve 19 e 1, tra la curva 7 e l’ingresso del tunnel, oltre che in entrata e uscita dalla pit lane. Il degrado degli pneumatici è tradizionalmente molto contenuto e questo potrebbe favorire la strategia a una sola sosta. Lo scorso anno era stata introdotta una norma sperimentale che imponeva almeno due pit stop, ma il regolamento è stato successivamente abbandonato e si tornerà quindi alla strategia tradizionale.

Da tenere comunque sotto osservazione il possibile fenomeno del graining. Tra le variabili da considerare resta naturalmente la safety car, che a Monaco può sempre cambiare il volto della gara in pochi secondi. Diversamente, le previsioni meteo non sembrano destinate a rappresentare un fattore determinante nel corso del fine settimana. Ci sono quindi tutti gli ingredienti per assistere a un Gran Premio spettacolare, dove precisione, strategia e sangue freddo potrebbero contare ancora più della velocità pura.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP CANADA, GIAN CARLO MINARDI: “MONTREAL PUÒ RIMESCOLARE GLI EQUILIBRI?”

Sono passate tre settimane dal Gran Premio di Miami e la Formula 1 approda in Canada, sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve a Montreal, lungo 4,361 chilometri. Un tracciato anomalo, caratterizzato da lunghi rettilinei e frenate particolarmente impegnative che mettono a dura prova l’impianto frenante. La pista è stata recentemente riasfaltata e si presenta molto liscia e poco abrasiva. Parliamo inoltre di un circuito cittadino e, di conseguenza, l’evoluzione della pista nel corso del weekend sarà notevole. Quest’anno, oltre alla categoria regina, sarà presente anche la Formula 2.

Debutto a Montreal anche per il format Sprint. Per team e piloti avere una sola sessione di prove libere prima di entrare nel vivo della competizione rappresenterà un’ulteriore sfida.

Quest’anno il circus arriva in Canada con qualche settimana di anticipo rispetto alla collocazione tradizionale nel calendario iridato e questo potrebbe avere un impatto anche dal punto di vista meteorologico. Le condizioni meteo rappresentano sempre un elemento di forte incertezza, perché il tempo può cambiare molto rapidamente sia per l’assenza di montagne sia per la vicinanza dell’oceano.

Tradizionalmente è una gara impostata sulle due soste, ma quest’anno la scelta potrebbe anche ricadere sulla singola fermata ai box. Attenzione, come sempre, al possibile ingresso della safety car.

Pirelli ha deciso di portare in pista la gamma più morbida delle mescole disponibili: la C3 sarà la Hard, la C4 la Medium e la C5 la Soft. Da tenere sotto controllo anche il possibile graining.

Come detto, arriviamo da tre settimane di pausa e molte squadre — se non tutte — introdurranno novità tecniche per cercare di contrastare l’attuale supremazia della Mercedes-AMG Petronas Formula One Team. In prima fila ci sarà sicuramente la McLaren, rinata a Miami, ma attenzione anche a Red Bull Racing e alla Ferrari.

Proprio in casa Red Bull, Max Verstappen si è tenuto in allenamento partecipando alla 24 Hours of Nürburgring. Un’esperienza conclusa a tre ore dalla fine, ma è sempre bello vedere campioni di questo livello ritagliarsi momenti per divertirsi e regalare spettacolo agli appassionati.

Tra le incognite non va dimenticato il famigerato “Muro dei Campioni”, sempre insidioso all’uscita della chicane finale dopo il lungo rettilineo.

Speriamo di divertirci e di poter sentire ancora una volta l’Inno di Mameli.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP MIAMI, GIAN CARLO MINARDI: “MOTORSPORT ITALIANO SUL TETTO DEL MONDO”

Andrea Kimi Antonelli ha fatto suonare ancora una volta l’Inno di Mameli in Florida, poche ore dopo il successo di Gabriele Minì in F2. Per chi ama questo sport, è una giornata che ha un valore speciale.

Il motorsport italiano sta vivendo uno dei momenti migliori degli ultimi anni. I risultati ottenuti da Antonelli, Minì e, lo scorso anno, da Leonardo Fornaroli confermano che il lavoro portato avanti sta producendo talenti capaci di imporsi ai massimi livelli internazionali.

Questo rappresenta un motivo di grande orgoglio e soddisfazione anche per me, nel mio ruolo di Consigliere Delegato ACI, Presidente della Commissione Velocità e Supervisore della Scuola Federale, che sotto la guida di Raffaele Giammaria sta raggiungendo traguardi importanti.

Ancora una volta Antonelli ha dimostrato tutto il suo valore con un fine settimana eccezionale, a partire da una pole position conquistata in maniera autoritaria. In gara ha lottato sul filo dei millesimi contro i campioni del mondo: McLaren e Lando Norris.

Parliamo di un ragazzo di appena 19 anni che ha ancora enormi margini di crescita e sta bruciando le tappe, anche se per chi lo ha seguito fin dai kart tutto questo non rappresenta una sorpresa. Anno dopo anno si è meritato la posizione che oggi occupa. Confido molto in lui perché ha una mentalità ben più matura rispetto alla sua età. Come mia abitudine, ho seguito il GP osservando i tempi giro dopo giro ed è stato impressionante.

Come era prevedibile, il mese di stop forzato ha modificato gli equilibri in pista, a cominciare proprio dalla crescita della McLaren dopo un inizio di stagione non semplice. Tutti i team hanno avuto il tempo di analizzare i dati raccolti nelle prime gare, anche se resta ancora molto lavoro da fare, soprattutto sul fronte affidabilità, come abbiamo visto nel finale.

Ferrari ha fatto un passo avanti, ma al momento non basta ancora per impensierire realmente Mercedes e McLaren sul passo gara. Proprio Charles Leclerc, nel finale, ha accusato un problema che gli è costato il terzo posto, mentre Lewis Hamilton mi è sembrato leggermente più in difficoltà.

Fine settimana complicato anche per George Russell. Al di là di un feeling non ideale con il tracciato, ho la sensazione che stia accusando la crescita del compagno di squadra.

Adesso il circus si sposta in Canada, dove tutti porteranno ulteriori aggiornamenti. La stagione è ancora lunga, ma vedere Antonelli a quota 100 punti dopo poche gare è qualcosa che deve rendere orgoglioso tutto il motorsport italiano.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP MIAMI, GIAN CARLO MINARDI: “SARÀ INTERESSANTE CAPIRE SE CAMBIERANNO GLI EQUILIBRI”

A distanza di un mese dal Gran Premio del Giappone, vinto da Andrea Kimi Antonelli davanti alla McLaren di Oscar Piastri e alla Ferrari di Charles Leclerc, la Formula 1 è pronta a riaccendere i motori a Miami, portandosi dietro diverse novità regolamentari che avranno il compito di risolvere alcuni dei problemi emersi nei primi appuntamenti stagionali, legati in particolare alla gestione della ricarica in qualifica e in gara.

Siamo ancora in una fase embrionale del campionato e sarà interessante seguire tutto il fine settimana per capire se i cambiamenti introdotti porteranno i risultati sperati.

Arriviamo a Miami dopo un mese di stop non programmato, periodo in cui le squadre avranno lavorato senza sosta per analizzare i numerosi dati raccolti nelle prime gare. Senza la pressione delle trasferte e dei weekend di gara, i team hanno potuto concentrarsi sul lavoro al simulatore e in pista attraverso i filming day. Sarà quindi interessante verificare se ci saranno cambiamenti nelle gerarchie viste fino a questo momento.

Si riparte dal circuito cittadino della Florida, costruito attorno all’Hard Rock Stadium dei Miami Dolphins, con l’aggiunta del format Sprint che limiterà il lavoro in pista a una sola sessione di prove libere. Sul fronte pneumatici, Pirelli porterà le tre mescole più morbide della gamma: C3, C4 e C5. L’asfalto, rifatto nel 2023, presenta un basso grado di rugosità e tenderà a migliorare il livello di aderenza nel corso del weekend grazie all’evoluzione della pista.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP GIAPPONE, GIAN CARLO MINARDI “SPETTACOLO IN PISTA, POI IL SILENZIO: SUZUKA PRIMA DELLO STOP FORZATO

Arriviamo da giorni di “sbronza” tutta italiana grazie alla vittoria di Kimi Antonelli in Cina. Un successo importante, tanto per lui quanto per il motorsport italiano. Ho avuto il piacere di incontrarlo all’Autodromo di Imola, in occasione della cena organizzata per celebrare il compleanno di Ayrton Senna: ho visto un ragazzo sereno, tranquillo e disponibile con tutti. Anche questa è una delle sue grandi forze, insieme alle sue doti naturali e alla capacità di non ripetere mai due volte lo stesso errore.

Ora ci spostiamo in Giappone, su una pista che esalta le qualità dei piloti, e mi auguro che possa mostrarci ancora una volta tutto il suo talento. Suzuka è un tracciato vero, tra i più amati in Formula 1, perché capace di far emergere le qualità di guida grazie alle sue diciotto curve.

Diversamente dagli altri anni, il Circus approda sulla pista di proprietà della Honda a inizio stagione. Un cambiamento importante anche dal punto di vista logistico, che potrebbe incidere sulle condizioni meteo che piloti e team troveranno: alle forti piogge potrebbero infatti sostituirsi temperature addirittura superiori alla media stagionale.

Sul fronte gomme, Pirelli ha scelto le mescole più dure – C1 per le Hard, C2 per le Medium e C3 per le Soft – anche in considerazione di un asfalto che tende a favorire il graining, soprattutto con le coperture più morbide.

Siamo soltanto al terzo appuntamento della stagione e tracciare una gerarchia precisa è ancora prematuro. Fa eccezione la Mercedes, che al momento sembra avere un vantaggio complessivo in tutte le aree della vettura, e non soltanto nella power unit, come qualcuno vorrebbe far credere. Alle sue spalle, per ora, si colloca la Ferrari come seconda forza del mondiale.

Attenzione però al calendario: dopo il Giappone ci attende un mese di “black-out”, dovuto alla (momentanea?) cancellazione dei GP del Bahrein e dell’Arabia Saudita. Un periodo in cui le scuderie lavoreranno intensamente in fabbrica e al simulatore. Alla ripartenza, a Miami (1-3 maggio), gli equilibri potrebbero anche cambiare: oggi la Formula 1 è in grado di reagire con tempi molto più rapidi rispetto al passato.

Nel frattempo, per questo fine settimana diversi team – tra cui Haas, Racing Bulls, Red Bull e Mercedes – hanno presentato livree speciali per celebrare l’evento, contribuendo a rendere ancora più affascinanti queste vetture.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP CINA, GIAN CARLO MINARDI “MERCEDES DAVANTI, MA LA FORMULA 1 È ANCORA IN FASE DI APPRENDISTATO”

Dall’Australia alla Cina. Il nuovo corso della Formula 1 approda a Shanghai in un clima non privo di perplessità da parte dei piloti e degli addetti ai lavori. Il weekend del Gran Premio di Cina rappresenterà infatti un banco di prova particolarmente significativo, anche perché ospiterà la prima Sprint Race della stagione.

I primi segnali arrivati dal round inaugurale hanno già acceso alcune riflessioni all’interno della FIA. Le giornate di test pre-stagionali si sono rivelate probabilmente insufficienti per consentire alle squadre di valutare in maniera approfondita tutte le variabili tecniche legate alle nuove monoposto. Non è escluso che in futuro si possa intervenire sulla struttura della preparazione invernale, anche se eventuali cambiamenti richiederanno inevitabilmente tempo.

Dopo una sola gara, tuttavia, qualsiasi analisi sul reale equilibrio di forze tra le scuderie deve essere condotta con cautela. Le squadre si trovano ancora in una fase di comprensione delle vetture, tra raccolta dati, correlazione tra simulatore e pista e progressiva ottimizzazione dei set-up e di tutti i nuovi sistemi.

Un primo elemento sembra comunque emergere con una certa chiarezza: la solidità della Mercedes. La nuova Mercedes W17 ha mostrato competitività non soltanto sotto il profilo della power-unit, ma anche in termini di efficienza aerodinamica, gestione strategica della gara e bilanciamento complessivo del telaio.

A Melbourne, George Russell e Andrea Kimi Antonelli hanno evidenziato un passo gara estremamente consistente, riuscendo a percorrere ben 47 giri con lo stesso set di pneumatici. Un dato che sottolinea non solo l’efficacia nella gestione delle gomme, ma anche la stabilità della monoposto nelle diverse fasi dello stint, elemento che ha contribuito in modo determinante alla prima doppietta stagionale della squadra di Brackley.

Il fine settimana cinese aggiungerà ulteriori complessità dal punto di vista tecnico e operativo. Il format Sprint riduce infatti drasticamente il tempo a disposizione per la preparazione della vettura: team e piloti avranno una sola sessione di prove libere prima dell’ingresso nel regime di parco chiuso. Questo significa che gran parte delle scelte di assetto dovrà essere definita sulla base dei dati simulativi e delle analisi effettuate a monte del weekend.

La Sprint Race, articolata su 19 giri, offrirà inoltre uno scenario tecnico differente rispetto alla gara tradizionale. Il carico di carburante ridotto influenzerà il comportamento delle monoposto, incidendo su bilanciamento, gestione termica degli pneumatici e strategie di utilizzo delle gomme.

Proprio sul fronte pneumatici, Pirelli porterà a Shanghai le mescole C2, C3 e C4. Una scelta diversa rispetto a quella adottata nel round inaugurale, ma in linea con le specifiche utilizzate nelle ultime edizioni disputate sul circuito cinese da quando è tornato nel calendario iridato.

In una fase iniziale della stagione caratterizzata da numerose incognite tecniche e da un equilibrio ancora in via di definizione, sarà fondamentale per tutte le squadre procedere con metodo, accumulando dati e sviluppando progressivamente le vetture.

Le variabili restano molte e il campionato è appena cominciato.

— Gian Carlo Minardi

MINARDI: “MONDIALE 2026, AFFIDABILITÀ E CARBURANTI DECISIVI NELLE PRIME GARE”

Ci avviciniamo al primo appuntamento del Mondiale 2026 con grande curiosità, ma anche con molte incognite e qualche inevitabile incertezza. A mio parere, chi riuscirà a sfruttare al meglio l’affidabilità nelle prime gare potrà costruire un vantaggio importante per l’intera stagione. Al di là della prestazione pura, infatti, saranno proprio l’affidabilità e la qualità della benzina adottata a rappresentare i due fattori chiave di questa prima fase del nuovo ciclo. Il motore sarà protagonista e tra una benzina e l’altra potranno esserci differenze significative in termini di cavalli.

Tra Barcellona e Bahrain abbiamo assistito a giornate di test meno complicate di quanto mi aspettassi, anche se non sappiamo con precisione cosa sia stato provato e in quali modalità. Proprio per questo è impossibile azzardare una classifica delle forze in campo: soltanto Melbourne potrà offrirci una prima fotografia reale della situazione. È evidente, però, che l’Aston Martin sia attualmente in ritardo e in difficoltà rispetto agli altri.

Come prevedibile, con un cambio regolamentare così radicale, gli ingegneri hanno scelto soluzioni molto diverse tra loro. Vedremo chi avrà interpretato meglio le nuove regole. In contesti del genere, gli equilibri consolidati fino alla scorsa stagione possono essere completamente ribaltati: può davvero succedere di tutto.

Tra le variabili in gara andranno considerati anche gli errori dei piloti, chiamati ad adattarsi a un nuovo stile di guida. Anche noi telespettatori dovremo abituarci a scenari inediti, non sempre facili da leggere e raccontare. Ma, come per ogni novità, servirà pazienza prima di esprimere giudizi definitivi.

Prima di darvi appuntamento tra sette giorni, desidero infine dare il benvenuto, in qualità di Consigliere Delegato di ACI Sport, a Mario Isola. Ho partecipato personalmente a questa scelta e sono orgoglioso dell’arrivo di una figura di tale spessore, che rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo dell’automobilismo italiano. Mi fa piacere accompagnare questa fase di transizione, dal 2 gennaio al 30 giugno, in attesa dell’insediamento ufficiale del 1° luglio.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP ABU DHABI, MINARDI “UN EVENTUALE SCONFITTA SAREBBE ECLATANTE PER MCLAREN”

Sono molto curioso di vedere cosa accadrà in questo finale di campionato ad Abu Dhabi. Un Mondiale che, fino a poche gare fa, sembrava avere due soli pretendenti, ma che i diretti interessati sono riusciti a rimettere completamente in discussione, portandoci a un epilogo a tre.

Il vantaggio di Norris – in una squadra tecnicamente solida come McLaren – resta significativo: dodici punti su Verstappen non sono pochi. Ma se dovesse cedere alla pressione proprio ora, la sconfitta sarebbe non solo sorprendente, ma anche meritata. Un eventuale successo di Verstappen lo proietterebbe definitivamente nell’Olimpo del Motorsport, più di quanto abbia già dimostrato negli ultimi anni, e in particolare in questa stagione.

McLaren non è esente da critiche per alcune scelte che hanno complicato il suo percorso, ma sono convinto che arriveranno ad Abu Dhabi con l’obiettivo preciso di portare Norris al titolo. Da non sottovalutare, però, la Mercedes, che potrebbe rivelarsi il vero outsider di questo finale.

Sul fronte gomme, Pirelli porta le mescole più morbide (C3, C4, C5) su una pista che tende a gommar­si e migliorare sessione dopo sessione. Sarà fondamentale interpretare correttamente l’evoluzione del tracciato sin dalle prime libere per analizzare e anticipare le strategie che verranno messe in campo.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP QATAR, MINARDI “SFIDA MENTALE TRA NORRIS-VERSTAPPE-PIASTRI”

Dal deserto di Las Vegas a quello di Doha per il ventitreesimo e penultimo appuntamento del Mondiale. Dopo i risultati del Nevada, Max Verstappen si è inserito nella lotta per il titolo insieme a Lando Norris e Oscar Piastri, con il britannico che guida il terzetto con ventiquattro punti di vantaggio. Non sono certamente pochi, ma nemmeno tanti, considerando che ci sono ancora due GP e una gara sprint da disputare.

La sesta e ultima Sprint si correrà proprio in Qatar. Questo significa che piloti e team avranno a disposizione soltanto una sessione di prove libere per interpretare al meglio le gomme e preparare le monoposto in vista della qualifica e della Sprint stessa. Da tenere in considerazione anche l’evoluzione della pista, che dopo ogni sessione cambia sensibilmente i livelli di grip e può alterare il comportamento delle vetture.

Le gomme, in questo fine settimana, giocheranno un ruolo ancora più importante. Pirelli ha portato le mescole più dure, C1-C2-C3, imponendo inoltre che ogni set non possa percorrere più di 25 giri sul circuito di Losail. Si tratta di un limite conteggiato cumulativamente tra tutte le sessioni, incluse eventuali tornate sotto neutralizzazione. Uno scenario che apre la strada a strategie con almeno due soste, ma che potrebbe spingere alcuni team a valutarne addirittura tre.

Il motivo è legato alle caratteristiche del tracciato: Losail è un circuito ricco di curve medio-veloci e lunghi curvoni che mettono a dura prova soprattutto la gomma anteriore destra, oltre a un rettilineo principale molto lungo che richiede un compromesso aerodinamico tutt’altro che semplice. La gestione del traffico sarà un fattore chiave, perché nonostante il DRS, i sorpassi non sono scontati: partire davanti in qualifica sarà determinante per costruire un weekend solido.

A complicare ulteriormente il tutto ci saranno le condizioni ambientali: caldo intenso, umidità elevata e uno sforzo fisico paragonabile a quello del GP di Singapore. Il Qatar ha già dimostrato in passato di essere una gara estrema, con piloti messi duramente alla prova da disidratazione e stress termico. La forma fisica, dunque, sarà una variabile cruciale sia nella Sprint sia nella gara lunga.

Ultimo elemento da non sottovalutare, la possibile entrata della safety car, sempre minacciosa su un circuito che punisce gli errori e che, con strategie così delicate, potrebbe rimescolare le carte in qualsiasi momento.

Sarà quindi determinante anche la concentrazione mentale, soprattutto per i primi tre del Mondiale: Verstappen, spinto dagli ultimi successi e dalla rimonta; Norris, chiamato a difendere il proprio vantaggio con freddezza; e Piastri, che proverà ad uscire da questo momento non facile.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP LAS VEGAS, MINARDI: “PIASTRI DEVE RISPONDERE PRESENTE”

La Formula 1 arriva a Las Vegas per il ventiduesimo appuntamento del Mondiale, sul secondo circuito più lungo della stagione: 6.201 km caratterizzati da tre rettilinei velocissimi e da una serie di chicane lente che metteranno a dura prova gli pneumatici.

Pirelli porta le mescole più morbide – C3, C4 e C5 – e le simulazioni indicano un Gran Premio a due soste. Siamo alle battute finali del campionato, con variabili che includono anche l’affidabilità. In Brasile la Red Bull ha introdotto l’ultimo motore della stagione, con Verstappen autore di una rimonta poderosa. Las Vegas, come Interlagos, offre diverse opportunità di sorpasso e può rivelarsi una pista ideale per scontare eventuali penalità, a differenza del Qatar – dove due soste saranno obbligatorie – e di Abu Dhabi.

Oscar Piastri, se vuole restare in corsa per il titolo, deve reagire subito: serve una prestazione convincente per lasciarsi alle spalle il suo momento “buio” e rispondere al compagno-rivale, anch’egli al volante di una McLaren.

Capitolo Costruttori: dopo il weekend “nero” di San Paolo, la Ferrari scivola al quarto posto e ora il secondo, occupato dalla Mercedes, dista 36 punti. Apertissima anche la battaglia per il sesto posto tra Racing Bulls, Aston Martin e Haas. La storia recente dimostra che basta un colpo di scena per riscrivere la classifica.

L’appuntamento è nelle ore piccole: servirà puntare la sveglia.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP BRASILE, GIAN CARLO MINARDI “DIVERSI TEAM POTREBBERO PAGARE QUI LE PENALITA’ IN PREVISIONE DEL FINALE”

Siamo arrivati al quart’ultimo appuntamento della stagione: il Gran Premio del Brasile. Lando Norris guida la classifica con un solo punto di vantaggio su Oscar Piastri. Ci aspetta un finale di stagione incandescente, in cui entreranno in gioco anche le penalizzazioni per le sostituzioni delle varie componenti. Chi più, chi meno, tutti sono a rischio penalità.

Occhi puntati sulla McLaren. Con la Sprint in programma questo fine settimana, i punti in palio sono parecchi, e il team potrebbe essere chiamato a prendere decisioni strategiche importanti. Verstappen è lontano, ma non possono permettersi passi falsi.

Il Brasile è una pista che negli ultimi anni ha saputo regalarci qualche sorpresa. Non è un tracciato molto lungo, poco più di quattro chilometri e quindici curve, ma presenta due o tre punti in cui è possibile effettuare sorpassi. Proprio per questo, alcuni team – come la Ferrari – potrebbero decidere di scontare eventuali penalità in vista degli ultimi GP. Rispetto ai diretti avversari, in caso di sostituzione del motore, subirebbero una penalità meno pesante, avendone già scontate in precedenza. Qualche passo in avanti si è visto, in termini di risultati, ma non ancora sul fronte dei distacchi.

Il meteo può rappresentare una variabile importante, e sul fronte delle mescole Pirelli porterà le C2-C3-C4. A Interlagos, con le sue curve veloci e i continui cambi di direzione, il degrado potrebbe essere un fattore importante. L’anno scorso il nuovo asfalto aveva creato qualche problema di sobbalzi: vedremo se sono stati risolti.

Gli spunti per assistere a un bel fine settimana non mancano, a partire dalla Sprint.

Gian Carlo Minardi

F1 | GP MESSICO, GIAN CARLO MINARDI “MCLAREN PRONTA A DEFINIRE LE STRATEGIE INTERNE?”

Siamo alle porte del Gran Premio del Messico. Fare previsioni è sempre più complicato, come abbiamo visto una settimana fa ad Austin, con un drastico cambiamento delle prestazioni da parte di alcuni team – vedi Ferrari – tra la Sprint e il GP. Gli stessi addetti ai lavori non si spiegano questo tipo di salto, chiudendo comunque la domenica con un terzo e un quarto posto.

Queste monoposto sono certamente molto sensibili ai cambiamenti, e basta un niente per passare dalle stelle alle stalle. Lo abbiamo visto anche in casa Williams e Sauber. Diversa, invece, la situazione della McLaren: la mancanza di dati raccolti durante la Sprint ha avuto ripercussioni negative anche sul risultato della gara.

Resto dell’idea che la vettura da battere sia la McLaren, anche se la serenità che si respira in casa Red Bull non permette a Lando Norris e Oscar Piastri di dormire sonni tranquilli, soprattutto di fronte a un Max Verstappen in splendida forma, che fa praticamente ciò che vuole.

Il GP del Messico si corre in altura e, come sappiamo, questo influisce sulle prestazioni delle power unit. L’unità Mercedes dovrebbe quindi essere avvantaggiata. Siamo ormai a cinque appuntamenti dalla fine del campionato, e penso che questa possa essere la gara decisiva per delineare le strategie in casa McLaren. Restano poi due gare Sprint racchiuse in quattro settimane. Verstappen è lontano e, insieme a Russell, potrà essere l’ago della bilancia, ma dovranno comunque fare attenzione. La storia insegna.

Come ad Austin, anche a Città del Messico Pirelli adotterà il salto di mescola, portando le C2 (hard), C4 (medium) e C5 (soft). L’intento è quello di movimentare la corsa con più pit stop. Staremo a vedere.

Attenzione anche alla sfida tra Racing Bulls e Aston Martin per il sesto posto nel mondiale costruttori, con i due team separati da appena tre punti.

Gian Carlo Minardi

 

F1 | GP USA, GIAN CARLO MINARDI “LA SOSPENSIONE MERCEDES INIZIA A DARE I FRUTTI”

La Formula 1 arriva ad Austin, in Texas, col titolo costruttori già in mano della McLaren. Resta aperta la sfida tra Oscar Piastri e Lando Norris col team che ha ribadito di voler lasciare liberi i due piloti di lottare e correre.

Nonostante gli ultimi tre gran premi siano stati leggermente più complicati per il team campione del mondo, anche se comunque erano sempre li vicini, la McLaren resta la vettura di riferimento e da battere con un occhio di riguardo verso la Mercedes. Ho l’impressione che il team diretto da Toto Wolff abbia trovato la ricetta giusta per far funzionare nel modo migliore la nuova sospensione. Una conferma è arrivata proprio quindici giorni fa a Singapore: in condizioni di caldo e alto tasso di umidità Russell ha conquistato la vittoria. Pertanto, potranno essere gli arbitri di questo campionato, insieme a Max Verstappen.

Sul fronte pneumatici, per la seconda volta nella stagione, Pirelli porterà in pista un tris di mescole non consecutive. Dopo Spa-Francorchamps, verrà infatti nuovamente proposta la combinazione con la C1 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft con l’obiettivi di provare a diversificare le strategie.

Torna la gara sprint. Questo significa che piloti e squadre avranno a disposizione una sola sessione di prove libere, seguite da qualifica e gara sprint (18 giri sabato ore 19:00).

Gian Carlo Minardi