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F1 | Minardi “In F1 si è persa la certezza delle penality”

L’azione di Lewis Hamilton durante le fasi conclusive del Gran Premio di Germania, col britannico che è rientrato in pista tagliando nel prato dopo aver preso l’imbocco della corsia box, ha fatto molto discutere nel post gara. Diverse ore dopo la bandiera a scacchi, al pilota della Mercedes è stata confermata la vittoria ricevendo solamente una reprimenda da parte dei commissari. Per il Direttore di gara Charlie Whiting non c’è alcuna correlazione con la penalità di 5” assegnata a Kimi Raikkonen durante il GP di Baku 2016.

Abbiamo interpellato Gian Carlo Minardi che ci ha dato il suo punto di vista “In questo momento in Formula 1 non c’è la certezza delle penalizzazioni, basilare per la regolarità del mondiale. Per giustificare la posizione della FIA, Charlie Whiting si è arrampicato sugli specchi, nascondendosi dietro attenuanti molto soft come la presenza della Safety-car e non aver creato una situazione di rischio per la non presenza di altre vetture” commenta il manager faentino

“Questo campionato sarà vinto da chi commetterà meno errori rispetto al diretto avversario e sette punti possono fare la differenza alla fine (con una penalità di 5” l’inglese avrebbe chiuso in seconda posizione alle spalle di Bottas). A mio avviso il regolamento è stato travisato. Purtroppo questi episodi si ripercuotono anche sulle Formule propedeutiche poiché molto spesso la F1 fa giurisprudenza e viene presa come esempio anche dai giovani. Diventa molto difficile educarli” prosegue.

“Non voglio togliere nulla ad Hamilton che si è reso autore di una gara straordinaria, mentre Vettel ha commesso un errore molto grave che potrebbe costargli molto caro, ma c’è la necessità di regole chiare che vengano rispettate

F1 | Hamilton appoggia Minardi. Anche il campione contro le vie di fuga asfaltate

Le vie di fuga asfaltate dei nuovi circuiti tornano all’ordine del giorno. Questa volta è il quattro volte Campione del Mondo Lewis Hamilton a puntare il dito contro la nuova conformazione dei tracciati confermando quanto già dichiarato nei mesi scorsi da Gian Carlo Minardi. Proprio in occasione del gran premio degli USA, e a seguito della penalità a Verstappen, il manager faentino dichiarava

“…Le vie di fuga asfaltate danno troppa tranquillità ai piloti e questo li spinge ad andare oltre il limite consentito della pista, incappando poi in penalizzazioni che generano polemiche e che non sono favorevoli all’immagine del mondiale. Guarda caso questi episodi non succedono nelle piste storiche come Suzuka, Spa-Francorchamps o Monza, dove l’errore o la bravata viene pagata pesantemente poiché si rischia di restare insabbiati”

Dello stessa idea anche il Campione del Mondo britannico 2017

“La Federazione ha fatto un lavoro incredibile sul tema della sicurezza, ma è arrivato il momento di fare un passo indietro tornando alle vie di figa in erba o ghiaia. Un pilota non dovrebbe poter tagliare le curve così facilmente, con la consapevolezza che tanto se commette un errore ha a sua disposizione un’ampia striscia di asfalto.. Quello che amo del passato era il rischio di perdere tempo – o la gara – se si usciva di pista. Oggi puoi affrontare una curva anche il 5% più forte poiché anche se sbagli puoi comunque rientrare in pista”

Proprio in merito alla penalità attribuita a Verstappen per il sorpasso ai danni di Raikkonen ad Austin, Minardi aveva aggiunto un’ulteriore analisi

“Sarebbe fondamentale avere per l’intera durata della stagione il medesimo gruppo di lavoro a fianco del direttore di gara, Charlie Whiting. Solamente così si eviterebbero i giudizi soggettivi. Nel corso della passata stagione” aggiunge l’ex costruttore “si sono verificati diversi episodi simili tra loro a cui sono state attribuite valutazioni differenti e questo non fa bene allo sport. Una soluzione per venire in contro ai circuiti e non fargli spendere ulteriori soldi, salvaguardando la sicurezza, potrebbe essere imporre pesanti penalità in caso di tagli” conclude Minardi

F1 | Minardi “Vettel graziato. Hamilton non ha rispettato il regolamento”

Gli episodi del controverso gran premio di Azerbaijan continuano tenere banco. Le numerose safety-car hanno contribuito a cambiare la classifica finale, in concomitanza con le strategie per i pit-stop e, specialmente, il contatto tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton.

“Vettel ha sicuramente sbagliato a reagire. Le immagini sono chiare e la penalità dello stop and go è più che giusta, anzi forse il ferrarista è stato anche graziato. Un quattro volte campione del mondo come il tedesco non può permettersi di perdere la testa commettendo un gesto decisamente anti-sportivo” analizza in modo determinato Gian Carlo Minardi

“Seb avrebbe dovuto contattare immediatamente il suo team informandolo che Hamilton non aveva rispettato il regolamento” prosegue il manager faentino che spiega perché anche il pilota della Mercedes era da penalizzare “Il regolamento è chiaro. Tra la safety-car e la prima monoposto non può esserci una distanza superiore allo spazio di dieci vetture. Inoltre dal momento che la safety-car spegne le luci, non sono ammesse ripartenze”. In quella circostanza invece Hamilton ha volontariamente e vistosamente rallentato, andando contro il regolamento, come succede praticamente in tutte le occasioni”

Il manager faentino pone l’attenzione anche sull’episodio che è risultato determinante al fine del risultato

“Mi è sembrano molto strano che la penalità a Vettel sia arrivata così in ritardo, considerando anche l’interruzione della corsa, e in concomitanza al problema di carattere tecnico accusato dal suo diretto avversario.”

“Nonostante la supremazia tecnica la Mercedes non è esente da errori e la Ferrari dovrà essere abile a sfruttare anche queste occasioni e il quarto posto finale di Baku rappresenta un risultato positivo per Vettel, che ha allungato leggermente su Lewis. A inizio gara, e soprattutto dopo le qualifiche, era quasi impensabile pensare ad traguardo di questo tipo” conclude l’ex-costruttore.

F1 | Mercedes, Hamilton contrario a condividere la telemetria. Minardi «Decisione assurda»

In attesa della presentazione di giovedì 23 febbraio, in casa Mercedes sono le dichiarazioni di Lewis Hamilton a tenere banco. Il tre volte campione del mondo britannico si è detto contrario a condividere i dati della propria telemetria con Valtteri Bottas, il new team-mate chiamato a sostituire Nico Rosberg.

Una decisione e un atteggiamento che trovo assurdo e non posso condividere, poiché va contro al proprio team. Come già successo l’anno scorso, uno dei piloti più pagati in F1, denigra il lavoro e le decisioni del suo datore di lavoro che lo sta portando nell’olimpo di questo sport. Parliamo di un team che ha saputo mettere a segno 51 vittorie su 59 gran premi. Per Niki Lauda e Toto Wolff l’obbiettivo del titolo costruttori è prioritario, come trovo improbabile che gli ingegneri delle due macchine non confrontino i dati raccolti in pista. Siamo davanti ad una stagione complicata oggetto di un cambio regolamentare importante. Proprio per questo la politica del team è prioritaria sul singolo.

Dopo il forfait di Nico Rosberg, la Mercedes si è trovata obbligata a sposare la causa Hamilton, a cui è stato affiancato il finlandese con un contratto a “termine” (un anno con possibilità di rinnovo). Diversamente la storia sarebbe stata diversa.

Non ho mai avuto la possibilità di collaborare con delle star, ma all’interno del Minardi Team si lavorava insieme al fine di ottimizzare e migliorare il materiale a disposizione. Tutto era finalizzato al risultato.

F1 | Ora Hamilton rischia grosso

Così come successo in Malesia, anche a Suzuka Lewis Hamilton non ha risparmiato alla Mercedes critiche, usando toni importanti. Autore di un errore in partenza e di una lotta con Verstappen nelle battute finale del Gran Premio del Giappone pe la conquista del secondo posto, l’inglese ha dato dell’idiota ad un membro del suo team per aver presentato ricorso alla FIA contro il comportamento in pista del pilota della Red Bull. Ricorso annullato successivamente e dichiarazioni cancellate.

A Sepang, dopo il cedimento a pochi giri dalla fine mentre si trovava al comando della corsa, Hamilton aveva attaccato il team, dichiarando di esser stato sabotato “E’ un comportamento inaccettabile verso il proprio datore di lavoro e verso una casa costruttrice così prestigiosa e vincente come la Mercedes. E’ la seconda volta in una settimana che Hamilton attacca pesantemente il team e, sono certo, che non passerà  inosservato”

In questo momento l’inglese è in difficoltà e il  management sa di avere la macchina migliore ancora per molti anni. Le conseguenza delle sue azioni le potremo avere a titolo assegnato.  In questo momento il comportamento di Hamilton va oltre il reparto corse. Il Presidente della Mercedes non può ritenersi soddisfatto delle esternazioni del suo dipendente” commenta Gian Carlo Minardi

Situazione tutt’altro che serena anche in casa Ferrari, con il team pricinpal Maurizio Arrivabene che richiama all’ordine Sebastian Vettel “A mio avviso bisogna scegliere altre strade per spronare un pilota, specialmente quando gli metti tra le mani una macchina peggiore della precedente. Ho l’impressione che a Maranello si stia ripercorrendo l’era di Fernando Alonso, ma non penso che Seb aspetterà quattro anni. Ricordiamoci che nel 2017 il suo contratto sarà in scadenza” conclude il manager faentino

F1 | Gian Carlo Minardi “Servirebbero più piloti alla Hamilton”

Dopo i primi appuntamenti in Australia e Bahrain, è Nico Rosberg il leader della classifica Piloti coi suoi 50 punti, frutto di due successi netti. Una striscia di vittorie che dura da cinque week-end consecutivi (tre targati 2015), che porta a sedici i successi personali.

Sul fronte delle pole-position il mattatore però è decisamente Lewis Hamilton, che anche a Sakhir ha messo a segno un giro perfetto, sbaragliando la concorrenza. Meno perfetto in entrambe le partenze dove si è visto beffare dal compagno. In Bahrain è addirittura scivolato a metà gruppo subendo un tamponamento da parte di Bottas, autore di una gara decisamente incolore. La critica non ha perso occasione per puntare il dito verso la sua vita troppo “sregolata” caratterizzata da numerosi party e vita mondana “Un pilota che fa una pole come quella marcata da Hamilton in Bahrain, è tutt’altro che deconcentrato. Anche in gara, nonostante una macchina danneggiata dal contatto con Bottas, è stato molto bravo a recuperare chiudendo sul podio dietro a Raikkonen. I due errori in partenza ci possono stare. Quando hai una macchina perfetta e superiore com’è in questo momento la Mercedes, il minimo errore lo paghi con la vittoria in favore del tuo compagno” analizza Gian Carlo Minardi. Il cronometro parla di una Mercedes più veloce della Ferrari, seconda forza del Mondiale, di 0,8” in gara e di 1” in qualifica.

Ci fossero più Hamilton in questa Formula 1. Nel momento del tempo libero si gode la vita dedicandosi ai suoi interessi, ma quando arriva il momento di fare sul serio tutto passa in secondo piano e le prestazioni sono una conferma. Un po’ come succedeva coi piloti di 20anni fa

In questo momento Maranello deve fare i conti con l’affidabilità, che ha fermato Sebastian Vettel nel giro di ricognizione a Sakhir. Un grattacapo che potrebbe influenza lo sviluppo della SF16-H “Mentre sulla Mercedes il famoso “manettino” funziona molto bene, sulla Ferrari crea problemi di affidabilità a causa delle temperature sprigionate dalla Power-Unit, nonostante sia stato di aiuto per diminuire il gap” conclude il manager faentino che da appuntamento tra poco più di una settimana in Cina

F1 – GP India: IL PUNTO…. di Gian Carlo Minardi

podio.jpg'E’ stato un gran premio, e una stagione, all’insegna di Sebastian Vettel e della Red Bull perché il suo compagno di squadra è rimasto nel gruppo. Pole position, giro più veloce in gara e vittoria. Non gli si può dire certamente nulla. Corre in tranquillità interpretando al meglio vettura e gomme, forse aiutato anche dalla tranquillità psicologica per aver vinto il secondo titolo, come dimostra il miglior giro segnato proprio all’ultimo passaggio.
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F1 – GP Giappone: IL PUNTO … di Gian Carlo Minardi

podio.jpg'Per tutto il 2011 la Red Bull è stata protagonista di una crescita esponenziale notevole che ha portato il suo pilota a bissare il successo. A mio avviso il merito principale bisogna attribuirlo al team che ha consegnato nelle mani del suo pilota una vettura competitiva e affidabile in ogni situazione.
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F1 – GP Germania: IL PUNTO … di Gian Carlo Minardi

hamilton.jpg'Sono sorpreso da questa altalenanza di prestazione della McLaren. Lewis Hamilton è stato autore di una gara stratosferica poiché Jenson Button, al di la dei problemi che lo hanno afflitto, è sempre stato costantemente fuori dai giochi. Era impensabile che facesse il giro più veloce con le medie.
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F1 – GP Canada: Il commento dei protagonisti

red_bull.jpg'Dopo aver interrotto il monopolio della Red Bull nelle qualifiche, Lewis Hamilton e la McLaren conquistano il gran premio del Canada, firmando anche la seconda doppietta consecutiva stagionale grazie al secondo posto di Jenson Button.
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