Mettiamo un po’ di ordine

Meno tre. Sono già passati sette mesi da quel week-end di Marzo che inaugurò la nuova stagione della Formula 1 con il Gran Premio d’Australia; nonchè L’inizio del dominio della corazzata Mercedes. Sedici (dei diciannove) appuntamenti e tredici vittorie più tardi (targate Hamilton e Rosberg) è arrivato il primo verdetto: al Gran Premio di Russia, Mercedes vince il suo primo Mondiale Costruttori della storia.

Tutta aperta la sfida interna: Lewis Hamilton guida la classifica con 291 punti grazie ai nove successi personali,  +17 sul compagno Nico che può contare solamente su  quattro sigilli. Solo la Red Bull #3 di Daniel Ricciardo è riuscita ad interrompere per ben tre volte (Canada, Ungheria, Belgio) questo dominio, mandando in crisi il compagno Sebastian Vettel che in Giappone ha salutato Horner & C. La destinazione futura si sa (Ferrari al posto di Fernando Alonso), ma non è ancora stata annunciata. Al suo posto arriverà il giovanissimo russo di casa Toro Rosso Daniil Kvyat, promosso in un top team solamente dopo un anno di F1. Il mercato piloti si è così animato come un domino.

Insieme all’australiano di casa RB, l’altra grande e bella sorpresa di questo 2014 è certamente la Williams di Bottas e Massa. In particolare il finlandese si è reso grande protagonista con numerosi podi che hanno lanciato la scuderia inglese al terzo posto (216 punti), tra Red Bull (342) e Ferrari (188). Sull’onda di questi risultati da tempo il team ha confermato i suoi piloti. Ad oggi Valtteri Bottas occupa la quarta piazza con 145 punti, mentre il compagno brasiliano è fermo solamente al nono posto con un magro bottino di 71 punti. Alle spalle del finnico si trova il quattro volte Campione del Mondo Sebastian Vettel (143) e il bi-campione della Ferrari Fernando Alonso (141) che negli ultimi week-end dovrà guardarsi le spalle da Jenson Button, in forte crescita come la sua McLaren pronta ad attaccare il quarto posto nei Costruttori occupato dal team di Maranello.

Solamente 45 punti separano Ferrari e McLaren, rispettivamente al quarto e quinto posto. Con ancora tre appuntamenti (Austin, Interlagos e Yas Marina) tutti i giochi sono ancora aperti. Non dimentichiamoci che i regolamenti pazzi prevedono il punteggio doppio ad Abu Dhabi. Più stabile la situazione alle loro spalle con Force India al sesto posto, davanti a Toro Rosso e Lotus

La più grande delusione è la Sauber, ferma al decimo posto con zero punti e alle spalle anche della piccola Marussia che, grazie ai due punti di Jules Bianchi conquistati a Montecarlo, tocca il cielo con un dito al nono posto. Non da meno la Lotus di Grosjean e Maldonado (8 punti e ottavo posto) rallentata dai problemi della Renault.

Classifica Costruttori

Mercedes 565

2 Red Bull Racing-Renault 342
3 Williams-Mercedes 216
4 Ferrari 188
5 McLaren-Mercedes 143
6 Force India-Mercedes 123
7 STR-Renault 29
8 Lotus-Renault 8
9 Marussia-Ferrari 2
10 Sauber-Ferrari 0
11 Caterham-Renault 0

Classifica Piloti

1 Lewis Hamilton British Mercedes 291
2 Nico Rosberg German Mercedes 274
3 Daniel Ricciardo Australian Red Bull Racing-Renault 199
4 Valtteri Bottas Finnish Williams-Mercedes 145
5 Sebastian Vettel German Red Bull Racing-Renault 143
6 Fernando Alonso Spanish Ferrari 141
7 Jenson Button British McLaren-Mercedes 94
8 Nico Hulkenberg German Force India-Mercedes 76
9 Felipe Massa Brazilian Williams-Mercedes 71
10 Kevin Magnussen Danish McLaren-Mercedes 49

 

Pierluigi Martini ricorda Luciano Pavesi

Un nuovo lutto ha colpito il mondo del motorsport: è venuto a mancare  Luciano Pavesi, volto noto degli anni ’70 in Formula 2 e Formula 3. Nel 1975 si aggiudicò il titolo di F3 Italia al volante della Brabham della Scuderia Ala d’Oro mettendosi in risalto anche in F2, diventando successivamente Team Manager partecipando con una propria scuderia ai Campionati di F3 e F3000

Nel 1983 arriva il successo nell’Europeo di F.3 al fianco di Pierluigi Martini, le cui strade si riunirono nuovamente nel 1986 con il secondo posto (a soli due punti dal titolo) nell’International Formulla 3000 dietro a Capelli “Luciano era una bellissima persona che quando parlava andava sempre a “segno” Era una persona di poche parole, ma sempre spese molto bene” ricorda Pierluigi Martini al sito www.minardi.itLuciano è stato il maestro e mi ha insegnato tantissime cose non solo nelle corse, ma anche nella vita. Persona saggia, onesta e bilanciata. Per me è stato come un secondo padre. Prima di Team Manager è stato un ottimo pilota, con la vittoria nel ’75 in Formula 3. Devo a lui i primi insegnamenti sulla messa a punto della macchina” conclude Martini “Nel 1983 conquistai con il suo team il titolo di F3 e due anni dopo sfiorai il titolo di F3000

Didascalia foto: Pierluigi Martini al volante del team Pavesi Racing Ralt RT20 Cosworth #71 nell’International Formula 3000 del 1986 in Austria

 

 

Gian Carlo Minardi “Stagione esaltante per la Formula 4. Bello chiudere con la F.3 European

All’Enzo e Dino Ferrari di Imola è calato il sipario sulla prima stagione della Formula 4, corsa a pieni voti grazie ad una partecipazione costante di 20 vetture nei sette appuntamenti che hanno animato, tra Adria a Imola, il calendario per un totale di 28 piloti in azione al volante della  Tatuus T014 provenienti da 14 Paesi e 4 Continenti diversi “La stagione della F.4 Tricolore è un segnale positivo. Abbiamo avuto un dominatore assoluto con Stroll che si è aggiudicato fin dai primi appuntamenti dei punti pesanti, dimostrando un approccio estremamente professionistico a questa formula innovativa commenta Gian Carlo MinardiGli avversari però non sono mancati grazie ai nostri giovanissimi Drudi – Russo – Pulcini, ricoprendo in particolar modo negli ultimi round il ruolo di primi attori”

I pensieri sono già rivolto alla prossima stagione, quando anche altre Nazioni porteranno in pista la F.4 “Su questa spinta dobbiamo lavorare per formare il ricambio generazionale, sia in vista dei prossimi step (F.3 Europea) sia per questa formula propedeutica stessa. Siamo stati i primi a credere in questa nuova realtà portandola in pista e i risultati ci hanno dato ragione. Con l’arrivo di altri campionati non sarà facile mantenere la leadership, ma con l’aiuto di WSK e di tutto lo staff ACI-Sport cavalcheremo questo successo. Come ACI questo campionato è stato il nostro fiore all’occhiello” prosegue il manager faentino

La risposta del pubblico è stata interessante grazie a gare ricche di sorpassi e all’iniziativa “Paddock Free” messa in atto dalla Federazione Italiana “Il pubblico ha dato un segnale forte, di voler riavvicinarsi alle formule propedeutiche per iniziare a conoscere i campioni del domani. Vogliamo riportare gli appassionati in autodromo, per fargli vivere il week end di gare come una scampagnata insieme a tutta la famiglia”

Punto focale è il programma gare. A Imola i giovanissimi piloti della F.4 hanno diviso pista e paddock con il GT Italiano e la Formula 3 Europea, per un passaggio di testimone tra le due formule che si pongono sull’asse centrale dell’Automobilismo Internazionale “La spettacolarità delle gare gioca certamente un ruolo cruciale nel riavvicinamento. I giochi in casa del GT Italiano, che ha visto una griglia composta da quasi 24 vetture per appuntamento, si chiuderanno solamente nell’ultimo appuntamento di Monza con 3-4 equipaggi  ancora in lotta per il titolo. Abbiamo poi avuto il primo contatto con la “sorella” maggiore F.3 Europea che ha consacrato, solamente all’ultima manche vinta da Max Verstappen, il driver Prema Esteban Ocon coi nostri portacolori Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi a completare il podio. Per i nostri pilotini F4 è stata l’occasione quindi di toccare con mano il proseguo naturale della loro carriera

Una F.3 Europea che è tornata agli splendori del passato e punto di riferimento per i Team Principal del Circus. Max Verstappen farà il salto nella massima serie già il prossimo anno vestendo i colori della Scuderia Toro Rosso, mentre Ocon sarà al volante della Ferrari a Fiorano e della Lotus E20 a Jerez “Mi sembra di tornare agli anno ’80 quando la scala gerarchica era formata da F3-F2-F1. A Imola abbiamo avuto una griglia composto da 28 Dallata F3 con addirittura 14 macchine racchiuse in 9 dec. Grazie a Gerhard Berger e alla FIA questo campionato sta ritrovando gli splendori di un tempo, diventando il vero trampolino di lancio più di altre categorie” In programma c’è già la creazione di una nuova categoria intermedia tra la F3 e la F1 “Nei pensieri della Federazione Internazionale c’è una nuova Formula 2, che potrebbe riaprire gli scenari che hanno scritto la storia dell’Automobilismo” conclude Minardi

Gp Russia – PAGELLE

Dare un voto a questo Gran Premio non è cosa facile per via delle poche difficoltà del tracciato. L’asfalto si è dimostrato per nulla abrasivo,  la Pirelli è stata troppo conservativa e le preoccupazioni del pre-week end riguardo alle curve si sono rivelate infondate. In un circuito molto bello dal punto di vista scenografico, ma insignificante su tutti gli altri fronti, andiamo a dare i voti:

Mercedes – 10 conquistano il loro primi titolo Mondiale Costruttori. Un titolo più che meritato, avendo realizzato una corazzata praticamente perfetta. Un risultato che ha dello storico

Lewis Hamilton – 9 ha interpretato molto bene il circuito fin dalle prime prove, dettando il suo ritmo, guidando l’ennesima doppietta

Nico Rosberg – 5/6 ha gettato via un gran premio alla prima curva, rendendosi autore di una bella “rimonta” (da ultimo a secondo), grazie alla sua macchina e ad un asfalto che non rovina per nulla le gomme. Infatti, ha completato la bellezza di 51 giri con le stesse mescole, segnando il miglior giro della gara proprio sul finale. Per questo motivo, non posso dargli un voto alto. Troppo facile così

Valtteri Bottas – 8 ancora un podio per il finnico che sta facendo crescere la Williams, salda al terzo posto tra i costruttori

Jenson Button e Kevin Magnussen – 7.5 stanno contribuendo a far crescere il team, sostenuti anche da un’ottima PU Mercedes. Sono il team che ha messo insieme la crescita più importante nell’ultimo periodo e si preparano ad attaccare il quarto posto della Ferrari

Fernando Alonso – 8 solo lui tiene a galla questa Ferrari, essendo il primo tra i non “Mercedes”. Lotta come solo lui sa fare

Daniel Ricciardo – 7 si conferma saldamente al terzo posto nella classifica piloti e, ancora una volta, finisce davanti al compagno

Sebastian Vettel – 6 forse ha la testa altrove. Non l’ho visto lottare come dovrebbe fare un quattro volte campione del mondo

Felipe Massa – 5 completamente disperso nel mare di Sochi

Tutti gli altri non vanno oltre il 6. Non tanto per colpa loro, ma per la semplicità di questa pista.

Gp Russia – IL PUNTO

Il primo Gran Premio di Russia della storia si è svolto, senza alcun dubbio, in un circuito meraviglioso dal punto di vista scenografico, ma insignificante sul fronte della tecnica e dello spettacolo.

Le preoccupazioni per le curve si sono dimostrate infondate con un asfalto per niente abrasivo. Senza l’obbligo di cambiare le mescole, i piloti sarebbero arrivati tranquillamente alla fine delle 52 tornate senza alcun problema, come ci ha fatto vedere Nico Rosberg, costretto al primo giro ad uno stop forzato e autore del giro più veloce, all’ultimo giro.

Super Mercedes, sia come team che come Power-Unit, con cinque piloti piazzati nelle prime cinque posizioni. All’appello manca solamente Felipe Massa. Con la doppietta di oggi la Mercedes si aggiudica matematicamente il titolo mondiale Costruttori. A Rosberg il secondo posto va di lusso, considerando come si erano messe le cose all’inizio e i punti doppi di Abu Dhabi. E’ stato troppo impulsivo e aggressivo, compromettendo così la sua gara. Forse il risultato non sarebbe cambiato. In tutto il week-end, Hamilton gli è stato davanti.

Molto bene le McLaren. E’ il team che nell’ultimo periodo ha compiuto gli step evolutivi più importanti e si prepara ad attaccare il quarto posto della Ferrari. Ancora una volta solamente il talento di Fernando Alonso salva il fine settimana di Maranello, portando la Ferrari in una realtà che non le appartiene. Chiude al sesto posto davanti alle due Red Bull, ma le “lattine” si sono dimostrate più veloci. E’ il primo tra i non motorizzati Mercedes. Ancora una prova incolore per Kimi Raikkonen, che chiude in nona posizione davanti al solo Perez. L’errore dello spagnolo al pit-stop – uno dei punti di forza della Rossa –  è un segno importante di mancanza di serenità all’interno del team.

Gp Russia – PRESENTAZIONE

Con la mente ancora agli episodi di Suzuka, la Formula 1 arriva per la prima volta in territorio russo per il Gran Premio di Sochi, un circuito cittadino da 5.853 mt costruito intorno agli impianti delle Olimpiadi.

Come tutte le esperienze nuove, presenta non poche incognite e problematiche, che, sul fronte  sportivo, si potrebbero trasformare in spettacolo, da valutare attentamente durante le prove del venerdì. Certamente i team avranno effettuato grandi simulazioni indoor. Tra le incognite maggiori ci sono diverse curve ad angolo retto, oltre alla variante più lunga di tutto il mondiale ed un 180° che metterà a dura prova le Medium (White) e Soft (Yellow) della Pirelli, freni, motori ed i vari liquidi presenti al loro interno. Saranno fortemente sollecitati anche i piloti, sottoposti per diversi secondi ad un’accelerazione laterale di 3-4G. Per la gara, lunga 52 giri, si prevedono 3 pit-stop.

Il tracciato necessita di un buon carico aerodinamico e la Red Bull venderà cara la pelle. Da come abbiamo visto, specialmente negli ultimi appuntamenti, la Mercedes ha una marcia in più e può giocare a suo piacimento. E’ una lotta interna tra Hamilton e Nico, che si concluderà solamente all’ultimo round, anche per via del punteggio doppio che attribuirà Abu Dhabi. Solo loro possono farsi del male.

Parliamo di un Gran Premio nuovo, che potrà stimolare nuovi interessi per il Circus. Mi piace ricordare che nell’85 siamo stati la prima Formula 1 presente nella piazza “Rossa”, grazie alla partnership con Simod. Successivamente, nel 2002 abbiamo portato nel Circus la GazProm, nel 2004 la SMP Bank ed il primo pilota russo al volante di una F1, Sergey Zlobin, oggi al comando della classifica LMP2 del FIA WEC. Ho sempre sostenuto che questo paese, una volta cresciuto nel mondo del motorsport, avrebbe prodotto degli atleti interessanti, come in tutte le altre discipline. Oggi abbiamo un giovanissimo Kvyat targato Toro Rosso che dal prossimo anno sarà pilota titolare in RBR.

Per non dimenticare, #ForzaJules

Effetto domino

La prima “Top-pedina” si è mossa facendo partire il domino che andrà a scombussolare la griglia di partenza 2015. Le strade di Red Bull e Sebastian Vettel si sono ufficialmente divise, dopo quattro titoli mondiali, 38 vittorie e 44 pole position, senza dimenticare il primo sigillo del 2008 con i colori Toro Rosso. Al suo posto è già stato annunciato Daniil Kvyat, la cui promozione dalla Toro Rosso arriva solamente dopo un anno in F1.

La destinazione del tedesco non è ancora stata annunciata, anche se sembra chiaro l’arrivo alla corte di Maranello al posto di Fernando Alonso.

Per www.minardi.it  i movimenti in casa Red Bull non sono una novità, avendo già sollevato la questione nel Post-Silverstone. “… Sebastian Vettel è pronto ad essere “scaricato”. Ai “bibitari” i piloti certamente non mancano e i giovanissimi Kvyat e Sainz J. (impegnato in WSR 3.5) scalpitano per un posto” (leggi qui), ribadendo il concetto con l’annuncio della line-up 2015 Verstappen-Kvyat della Scuderia Toro Rosso. “… Quest’operazione mi ha sorpreso in quanto potrebbe mettere in difficoltà Carlos Sainz J., che da diversi anni fa parte della famiglia RB. Per questo io vedo uno scenario diverso, con una Toro Rosso estremamente giovane, formata da Verstappen-Sainz J. e Daniil Kvyat in direzione Red Bull, al posto di Sebastian Vettel” (Leggi qui).

Come ci si poteva aspettare, con la prima mossa il mercato piloti si prepara ad una rivoluzione non da poco. Ma andiamo con ordine.

In casa Ferrari, il nuovo corso ha portato cambiamenti importanti in tutte le aree: dopo  Domenicali, Marmorini e Montezemolo è arrivato il momento anche per Fernando Alonso di salutare Maranello. Ad oggi, lo spagnolo è senza un contratto per la prossima stagione. Quali i possibili scenari:

– Da diverse settimane sulla sua scrivania c’è un contratto su carta intestata McLaren-Honda;
– Anno sabbatico;
– Passaggio in Mercedes, qualora Hamilton dovesse perdere il mondiale e decidere di cambiare aria.

Con la promozione del russo dalla TR alla RB si e’ liberato un posto a Faenza. Al fianco del già annunciato giovanissimo Max Verstappen (che ha firmato il debutto in F1 lo scorso fine settimana durante le prove libere del Gp Giappone), potrebbe dunque arrivare un altro pilota in orbita Red Bull, quel Carlos Sainz Jr., leader della WSR 3.5 e figlio del campione Rally, dando così vita al team più giovane del Circus.

Sul fronte McLaren, è sempre più lontana la conferma di Jenson Button. La Honda vuole un top-driver, ma qualora non riuscisse a convincere lo spagnolo, potrebbe puntare ad un giovane da far crescere, provando a strappare proprio Sainz Jr. agli avversari “bibitari”.

Insomma. Mai come quest’ anno, la prossima griglia di partenza è avvolta da un grande mistero. Aspettando nuovi sviluppi, facciamo un Grandissimo in bocca al lupo a Jules Bianchi. Ti vogliamo rivedere presto in pista sorridente come nel week end di Montecarlo. #ForzaJules

Gp Giappone – PAGELLE

Dopo un week-end come questo e gli avvenimenti drammatici di Suzuka, dare voti è veramente difficile e, probabilmente, non è molto appropriato. Sinceramente, viste le condizioni meteorologiche e la necessità di dover rispettare gli orari televisivi, tutti meritano un attestato di grande professionalità e quindi un voto alto. I Piloti sono stati tutti bravissimi, perché hanno portato a termine una gara in condizioni davvero difficili, ad eccezione di Fernando (fermo per un problema elettronico) e Chilton.

In questi casi, il mio spirito sportivo mi porta a dare voti alti a tutti quanti, facendo loro i complimenti, anche se Lewis Hamilton merita certamente la nomination come primo della classe ed alle sue spalle si piazzano a pari merito Vettel, Button, Vergne e Ricciardo.

Non è il caso di addentrarci in maggiori dettagli; pensiamo al prossimo Gran Premio di Russia, che si terrà tra soli sei giorni; il nostro pensiero è tutto rivolto a Jules Bianchi, cui facciamo un grandissimo augurio di pronta guarigione e siamo vicini alla sua famiglia.

Ciao Andrea!

In un week end nero per il motor-sport è arrivata anche la terribile notizia (domenica sera) della scomparsa di Andrea De Cesaris durante un incidente in moto.

Andrea, classe 1959, ha difeso i colori del Team Minardi nel 1986 al fianco di Alessandro Nannini lasciando un segno indelebile all’interno del team faentino e in Gian Carlo Minardi che lo ha voluto così ricordare.

Ho solo dei bellissimi ricordi di Andrea. Abbiamo passato insieme un anno fantastico in Formula 1 e anche successivamente, quando riuscivamo ad incontrarci” ricorda Gian Carlo Minardi “Il nostro rapporto era di reciproca stima, fiducia e affetto. Quando ricevi queste notizie sono come una doccia fredda e motivo di enorme tristezza. In Minardi si è rigenerato, poiché arrivava da stagioni molto difficili. Come con tutti i nostri piloti, gli abbiamo trasmesso quella tranquillità e serenità che gli ha permesso di esprimere il suo vero valore. Sono convinto che sia uno di quei piloti che ha avuto meno di quanto si sarebbe meritato. Purtroppo ha cavalcato l’onda dell’Alfa Romeo in un momento difficile per il biscione

I funerali saranno celebrati giovedì (ore 11:00)  presso la Chiesa di San Roberto Bellarmino in piazza Ungheria, Roma.

Ciao Andrea

Gp Giappone – IL PUNTO

Un fine settimana veramente movimentato sullo spettacolare Circuito di Suzuka. Prima di iniziare ad analizzare questo Gran Premio, è doveroso commentare il comunicato Red Bull che ha anticipato la decisione consensuale di porre fine al rapporto con Vettel e l’arrivo di Kvyat al suo posto (avevamo sostenuto questo possibile avvicendamento nella nostra presentazione del GP di Silverstone). Ora, il possibile arrivo di Sainz in Toro Rosso darebbe il via alla formazione del Team “più giovane di tutti i tempi”.

Certamente stiamo vivendo un nuovo corso in casa Ferrari; credo che per la prima volta nella sua storia, gli uomini di Maranello siano stati presi in contropiede da giochi aperti da altri attori del Circus. Anche Fernando e il suo management non mi pare abbiano gestito bene la situazione; si profila sempre più probabile un anno sabatico da parte del pilota più forte in assoluto, in attesa di opportunità vincenti per il 2016. Dopo tante vittorie raggiunte insieme, si è interrotto un rapporto iniziato 15 anni fa tra Vettel e Red Bull. Vinti quattro mondiali, all’età di 27 anni, Sebastian ha sentito la necessità di affrontare una nuova esperienza tecnica e sportiva, di cercare nuovi stimoli ed anche rigenerarsi dopo una stagione in cui il suo compagno di squadra Ricciardo, in più occasioni, lo ha messo in difficoltà. In attesa di sapere in via ufficiale, anche se ormai è scontato, dove correrà Vettel nel 2015, per poi esprimere il mio personale pensiero su questi movimenti di mercato, ci addentriamo nel commento di questo Gran Premio.

La pioggia, ampiamente prevista, ha condizionato questo GP. Partenza con Safety Car per due giri poi bandiera rossa e ripartenza con la safety fino al 10° giro, quando finalmente inizia la gara vera. Una gara, ovviamente, condizionata dalla pioggia e dalle innumerevoli sostituzioni di gomme: estreme all’inizio ed intermedie ai successivi pit stop. 

Le Mercedes come il solito, stellari; Hamilton a suo agio sul bagnato, davanti ad un Rosberg in difficoltà con il set up della sua vettura. Abbiamo vissuto dei duelli molto interessanti con sorpassi certamente avvincenti, soprattutto per opera delle Red Bull, in una giornata negativa della Ferrari per il ritiro di Alonso alla ripartenza dopo la prima bandiera rossa e una prova incolore di Kimi che ha lottato tutta la gara con problemi di grip. Ma questo appuntamento ci lascia con l’amaro in bocca per l’epilogo finale. 

L’incidente accorso a Bianchi, il quale ha impattato nel mezzo di soccorso che ricuperava la Sauber di Sutil, poco prima uscito di pista, sospende ogni altra valutazione sportiva per stare vicini a Jules e sperare il meglio per lui.

Formula 4 e Formula 3 si incontrano a Imola per il gran finale

Dopo l’esaltante week-end nel “Tempio della Velocità” di Monza, i campioncini dell’Italian F4 Championship powered by Abarth sono pronti a darsi battaglia l’11 e 12 ottobre in un altro “Tempio” del Motorsport: all’Enzo e Dino Ferrari di Imola, teatro del settimo e ultimo round della neonata categoria, nonché primo step dopo il karting

Per l’occasione i 20 giovanissimi piloti – con un’età compresa tra i 14 e 16 anni – divideranno la pista e il paddock con i colleghi più esperti della FIA F3 European, giunti anche loro all’ultimo appuntamento stagionale. Una sorta di passaggio di testimone tra le due categorie della FIA volte alla crescita e al lancio dei nuovi campioni verso la Formula 1 e il professionismo. “A Monza abbiamo assistito a tre bellissime gare in cui è suonato per ben tre volte l’Inno di Mameli e la risposta del pubblico è stata di quelle importante con le principali curve gremite di appassionati di tutte le età” commenta Gian Carlo Minardi “L’iniziativa Porte  Aperte inizia a dare i suoi primi risultati e questo deve essere solamente il primo step. Dobbiamo riavvicinare e far innamorare nuovamente gli appassionati. Imola chiuderà la prima stagione della Formula 4, la categoria aperta a tutti i ragazzi che arrivano dal mondo del karting, e la lotta per il secondo e terzo posto è ancora tutto da giocare. In concomitanza ci sarà anche  la chiusura anche del FIA F3 European e l’occasione di vedere in azione Max Verstappen, prossimo al debutto in F1, e i nostri alfieri Antonio Fuoco (Prema) e Antonio Giovinazzi (Carlin) insieme al vincitore del campionato Esteban Ocon

Ci sono tutti gli ingredienti per vivere un altro entusiasmante week-end di motori “Vi aspetto tutti all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola l’11 e 12 ottobre” conclude il manager faentino “per vivere gli appuntamenti finali della Formula 4 e Formula 3

Gp Giappone – PRESENTAZIONE

Siamo arrivati a -5 Gran Premi dalla chiusura del Mondiale, con una lotta apertissima in casa Mercedes. Il menù è di quelli interessanti, composto da quattro appuntamenti (di cui uno sul nuovissimo circuito Russo) tradizionali e un GP, Abu Dhabi, che vale addirittura doppio.

Nel passato Suzuka è stato teatro di sfide importanti, sia perché per molti anni era il palcoscenico finale della stagione, sia perché decretava il vincitore. Oggi invece arriviamo con tanti punti interrogativi. In casa Mercedes i due piloti sono praticamente appaiati e l’affidabilità avrà un ruolo quasi da primo attore. Alle loro spalle c’è in atto una bella lotta  aperta per il terzo posto nella classifica Piloti e Costruttori.

Parliamo di un tracciato impegnativo e tecnico sotto tutti gli aspetti. Per pilota, macchina e gomme. Non è facile ottenere il massimo. Sarà interessante vedere chi tra Lewis e Nico riuscirà a primeggiare e a prendere quel vantaggio, anche piscologico, per affrontare la nuova sfida di Sochi.

Sarà un week end-end aperto anche “dietro le quinte”. La Honda avrebbe voluto annunciare i suoi programmi 2015 proprio nel suo salotto, ma sarà difficile; sta ancora inseguendo un top-driver. In casa Ferrari c’è uno strano silenzio che potrebbe essere sintomo di rinnovamento. A quanto si legge Maranello farebbe anche a meno del suo numero 1. Opinione mia personale: quando si vuole mettere in atto una ristrutturazione interna così importante partirei dai punti fermi, senza dare un vantaggio in più agli avversari.

Ci sarà anche l’esordio di Max Verstappen che dalla F.3 FIA European si prepara al grande balzo nel Circus della F.1 con i colori della Toro Rosso. Sarà interessante seguirlo fin dall’inizio. Durante il test sul circuito di Adria aveva fatto molto bene. Dovrà cercare di non strafare, vivendo questa prova come un’esperienza in ottica 2015.

Verstappen, Fuoco, Giovinazzi & C. arriveranno poi all’Enzo e Dino Ferrari di Imola il prossimo 11-12 ottobre, in occasione dell’ultimo round del F.3 FIA European. Per l’occasione divideranno la pista e il paddock con i colleghi più giovani dell’Italian F.4 Championship powered by Abarth, la nuova serie fortemente voluta dalla Federazione Internazionale per creare il primo passo verso il professionismo. Proprio nell’ultimo appuntamento a Monza i 20 giovanissimi piloti della F.4 hanno ripagato il pubblico con sorpassi e belle lotte fino all’ultimo giro.

Segnatevi l’appuntamento e vi aspetto numerosi. Imola, 11-12 ottobre per l’ultimo round della Formula 4 e Formula 3 Europea

Gian Carlo Minardi “Per rifondare un team personalmente partirei dai piloti”

Continua la saga sul futuro di Alonso, Vettel&C. Mai come quest’anno il mercato-piloti brancola nell’incertezza più assoluta.  Storicamente Spa-Francorchamps e Monza erano teatro degli annunci per i cambi di casacca o rinnovi. Oggi, invece, abbiamo superato anche la notte di Singapore e ci accingiamo ad accogliere il Gran Premio del Giappone. Il domino è in un equilibrio precario.

Basta una mossa e diverse pedine potrebbero cadere. “Siamo in un momento di transizione. Abbiamo letto diverse supposizioni, ma nessuno si sente in grado di esprimere con certezza una sua opinione, anche se giornali e tv stanno in un qualche modo difendendo Fernando Alonso, che, anche nell’ultima gara, ha dimostrato di esser un super-pilota, portando la sua Ferrari a pochi decimi dalle Red Bull in gara e dalle Mercedes in qualifica, in un circuito lungo come quello di Singapore”, analizza Gian Carlo Minardi al sito www.minardi.it. Una Mercedes che sta dominando questo Mondiale, anche se con qualche problema di affidabilità. “Il vero potenziale della Mercedes non si conosce al 100%. Se prendiamo in considerazione i quattro giri dopo la safety-car, si capisce che sono dei marziani anni luce avanti ai terrestri. Hamilton ha relegato i primi degli inseguitori (due Red Bul e una Ferrari) a più di 10”….”.

In queste settimane abbiamo sentito tantissime voci, specialmente intorno al futuro del campione spagnolo. “La Ferrari sta attraversando un momento di trasformazione e di non facile rinnovamento in cui sono coinvolte nuove forze, persone e strategie. Mi permetto di dire che, se mi dovessi trovare nella medesima situazione di dover rifondare un team, incomincerei dai punti certi: I PILOTI. A mio parere diventa difficile criticare un pilota come Alonso. Personalmente, non credo che Fernando voglia lasciare Maranello e non volersi più avvalere di lui potrebbe diventare un problema. Avere in casa il pilota più forte del mondiale deve essere un punto di partenza”. In questi anni sono i numeri che parlano in favore dello spagnolo, come sottolinea il manager faentino.

In questi anni Alonso ha segnato due volte e mezzo i punti dei suoi compagni. Quest’anno il confronto è con un ex-campion del mondo, mentre fino all’anno scorso con un driver di tutto rispetto come Felipe Massa che in Williams segna punti pesanti per il suo team. Questo, qualcosa vorrà pur dire”.

Come spesso accade in questi momenti, si tende ad evidenziare l’importo degli ingaggi, dichiarandoli troppo alti. “E’ inutile fare sempre del buonismo. Parliamo della domanda e dell’offerta. Alonso è un pilota che si paga da solo con i punti che porta al team, che a fine stagione si tramutano in immagine (sponsor) e diritti televisivi. Il valore economico di un pilota è dato da quello che porta in casa”, prosegue l’ex costruttore. “Con sua stagione e i punti conquistati l’ingaggio di Daniel Ricciardo certamente subirà un ritocco verso l’alto”.

Nella sua analisi Gian Carlo Minardi però ha voluto andare oltre, mettendosi anche dal lato dell’azienda. “Da un anno  all’altro le gerarchie e le forze in campo cambiano radicalmente. Proprio per questo perché dovrei mettermi a ridiscutere il rinnovamento od un contratto che scade solamente nel 2016, pensando già al 2017-2018? Arriviamo all’anno della scadenza . Sarà il tempo a dirci se continuare la collaborazione o cercare nuove strade”. La Honda è sempre alla ricerca di un top-driver, ma se non dovesse trovarne uno disponibile, allora potrebbe cambiare le sue strategie, puntando su un programma triennale con un giovane. Sainz Jr. ad esempio?