Record di punti per Fernando Alonso

Anche se la leadership nel Mondiale è lontana 90 punti, con il quarto posto conquistato in Giappone Fernando Alonso può consolarsi con il primato nella classifica di tutti i tempi, portando il suo bottino personale a 1571 punti, contro i 1566 del sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher.

Tutto iniziò la bellezza di 213 Gran Premi fa (grazie all’intuito e all’occhio vigile di Gian Carlo Minardi), quando sulla griglia di partenza del Gran Premio d’Australia 2001 faceva il suo esordio un giovanissimo Fernando (19enne), pronto a difendere i colori del Minardi Team.

In quella stagione la scuderia faentina firmò tre arrivi nella top ten, grazie a due noni posti di Marques in Brasile e Canada e al decino posto di Alonso in Germania, ma senza alcun punto mondiale (i punteggi erano destinati solamente alla top six) “Con i punteggi di oggi forse la storia del Minardi Team sarebbe andata diversamente. Il nostro bottino complessivo sarebbe stato di 446 punti” analizza Gian Carlo Minardi “Devo fare i complimenti a Fernando per l’obiettivo raggiunto. Fin dai primi giri in F1 avevo avuto l’impressione che avesse una marcia in più e nel 2001 fece una stagione bellissima con noi, prima di passare alla corte di Briatore come test driver. Immediatamente si è visto che sarebbe stato un pilota vincente” conclude Minardi “Ora raggiunge la soglia dei 1571 punti, dopo due titoli mondiali. Mi auguro che possa arrivare presto il terzo.

Complimenti Campione da Gian Carlo Minardi e Team Minardi

Gp Giappone – LE PAGELLE

Il voto più importante va senza alcun dubbio al circuito di Suzuka ed ai suoi appassionati. Ancora una volta l’organizzazione è stata impeccabile; supportata da un pubblico numeroso e ben preparato, che ha sostenuto e incitato  i protagonisti.

Dare un voto alla Red Bull è veramente difficile in quanto la loro supremazia è tale da permettergli di giocare e fare praticamente quello che vogliono. Credo che la strategia sia stata studiata a tavolino perché non vedo nessuna motivazione per giustificare la sosta in più di Webber. Possono permettersi il lusso di giocare e stabilire l’ordine di arrivo dei loro piloti. Questa volta Sebastian Vettel ha dovuto gestire qualche problematica esterna, come una partenza non perfetta e un contatto (colpa al 50%) con Hamilton. Dopo essersi assicurato che tutto fosse a posto, ha preso a spingere portandosi al comando della gara. Ad ogni week end assistiamo a due gare: la prima tra i piloti Red Bull e la seconda riservata a tutti gli altri. Dovendogli dare un voto, sono da 9.

Tutti gli altri sono da 7, mezzo punto in più o in meno. Hanno fatto il loro onesto Gran Premio, difendendo le posizioni, senza acuti particolari. Ci siamo divertiti nella battaglia tra Hulkenberg ed Alonso. Il tedesco di casa Sauber merita certamente mezzo punto in più (7.5) perché lotta con i big nonostante una vettura, in crescita, ma comunque ancora inferiore. La Ferrari dovrà fare qualcosa in più per difendere fino alla fine della stagione il secondo posto tra i piloti e costruttori. Massa merita la sufficienza perché sta lavorando da separato in casa, ma un decimo posto non può bastare. Ha rifiutato anche di far passare Fernando, ma forse sarebbe stato meglio farsi da parte piuttosto che subire il sorpasso. Per fortuna loro la Mercedes è andata a punti con il solo Rosberg (ottavo).

7.5 anche per Romain Grosjean. Bene in prova e autore di un’ottima partenza, chiudendo la gara al primo posto tra le vetture di seconda fascia. In questo finale di stagione vuole conquistarsi il titolo di prima guida in ottica 2014 che lo vedrà affiancato da “Hulk”. Sottotono invece Kimi Raikkonen che causa problemi fisici o scelte tecniche, non è all’altezza della prima parte di stagione.

Il risultato da Esteban Gutierrez  (settimo al traguardo) è la chiara dimostrazione che la politica adottata dalla FIA e dalla  F1 stessa verso i giovani è sbagliata. Dopo esser stato criticato nelle prime gare, sta dimostrando di meritare il posto occupato. Sta aiutando il team a conquistare il settimo posto tra i costruttori, cosa non da poco. Il risultato è una conseguenza anche della maturazione della vettura.

Gp Giappone – IL PUNTO

Non c’è storia. Ancora un successo per Sebastian Vettel (nove centri in quindici appuntamenti, di cui cinque consecutivi) e per la sua Red Bull che, grazie al secondo posto di Mark Webber, firma una nuova doppietta. Una supremazia inarrestabile e imbarazzante. Ancora una volta hanno giocato al “gatto e al topo”. Vettel ha dato l’impressione di girare con il limitatore inserito fin quando non ha avuto la certezza di non aver riportato danni nel contatto con Hamilton. Inserita la settima marcia si è sbarazzato della concorrenza andando a vincere l’ennesima gara, anche se con distacchi “umani”. Ora i punti di vantaggio su Alonso sono 90.

Dopo la prima pole position stagionale di Webber, l’australiano sperava certamente nel gradino più alto del podio, ma è stato penalizzato dalla strategia. Un plauso per la  Lotus che in questo finale di stagione sta facendo dei miracoli, dimostrando di avere tra le mani una macchina molto valida nonostante un budget non pari ai top team. Grosjean sta maturando, migliorando gara dopo gara. Autore di un’ottima partenza ha difeso la sua posizione conquistando un podio importantissimo sia per lui che per il team. Il quinto posto di Raikkonen chiude un week end sicuramente positivo per Enstone consolidando non solo il quarto posto tra i costruttori, ma avvicinandosi pericolosamente (per la Mercedes) al terzo gradino del podio.  Due episodi hanno marchiato il gran premio del Giappone per la casa di Stoccarda. Al via Vettel tocca Hamilton, tagliandogli il pneumatico e facendolo piombare in fondo alla classifica fino al ritiro definitivo, mentre la gara di Rosberg è stata condizionata da un errore ai box che non gli ha permesso di andare oltre l’ottavo posto.

Ferrari in grande difficoltà per tutto il week end con prestazioni altalenanti in gara. Alonso e Massa hanno cercato di portare più punti possibile a casa, sfruttando la debacle Mercedes per consolidare il secondo posto tra i piloti e costruttori. Ho notato ancora del nervosismo e certamente non aiuta. Mi auguro che il breve inverno possa portare in casa Maranello importanti soluzioni tecniche in vista del 2014 per rasserenare l’ambiente. Sorprendente la Sauber che sta dimostrando risorse inaspettate. Hulkenberg si conferma un pilota maturo nonostante la giovane età e la sua esperienza. Il primo arrivo a punti di  Gutierrez è di ottimo auspicio per il futuro. Suzuka era una pista favorevole alla C32 e sono stati bravi a sfruttare l’occasione conquistando ai danni della Toro Rosso il settimo posto tra i costruttori. I prossimi circuiti saranno per loro il banco di prova. In questo finale di stagione la TR sta battendo la fiacca. Fino a qualche gara indietro la loro posizione sembrava sicura, mentre ora sono chiamati ad una rimonta importante, considerando i premi in  ballo.

Con il quinto posto tra i costruttori praticamente sicuro la stagione della McLaren è praticamente finita. La mente è già proiettata non soltanto al 2014, anno ancora di transizione, ma in particolar modo al 2015 con il ritorno della Honda.

 

 

 

Gp Giappone – Ordine di arrivo
1 Sebastian Vettel Red Bull/Renault 53 1:26’49.301
2 Mark Webber Red Bull/Renault 53
3 Romain Grosjean Lotus/Renault 53
4 Fernando Alonso Ferrari 53
5 Kimi Räikkönen Lotus/Renault 53
6 Nico Hülkenberg Sauber/Ferrari 53
7 E.Gutiérrez Sauber/Ferrari 53
8 Nico Rosberg Mercedes 53
9 Jenson Button McLaren/Mercedes 53
10 Felipe Massa Ferrari 53
11 Paul Di Resta Force India/Mercedes 53
12 Jean-Eric Vergne Toro Rosso/Ferrari 52 1 Giro
13 Daniel Ricciardo Toro Rosso/Ferrari 52 1 Giro
14 Adrian Sutil Force India/Mercedes 52 1 Giro
15 Sergio Pérez McLaren/Mercedes 52 1 Giro
16 Pastor Maldonado Williams/Renault 52 1 Giro
17 Valtteri Bottas Williams/Renault 52 1 Giro
18 Charles Pic Caterham/Renault 52 1 Giro
19 Max Chilton Marussia/Cosworth 52 1 Giro

 

 

Gp Giappone – PRESENTAZIONE

Dopo gli ultimi appuntamenti corsi sui due circuiti più moderni in calendario , Singapore e Corea, la Formula 1 si appresta ad arrivare sul tracciato storico di Suzuka, teatro di sfide memorabili tra Senna e Prost ed in molte occasioni determinante per assegnare il titolo di Campione del Mondo.

Suzuka è un tracciato “vecchio stile” caratterizzato da settori veloci e lenti con diversi spunti per i sorpassi, dove ogni errore si paga pesantemente; le vie di fuga non sono così ampie come negli impianti moderni.  Un circuito tosto per  piloti e macchine, potremmo aspettarci pertanto qualche bella sorpresa.

Il week end giapponese viene vissuto in uno scenario particolare poiché tutti gli addetti al lavori alloggiano nell’Hotel “Suzuka”, prossimo al circuito. L’arrivo in pista dei piloti avviene insieme ai tifosi, numerosi e competenti. Questo fine settimana si riaccende quindi la sfida per la classifica piloti e costruttori con Alonso, Hamilton e Raikkonen pronti a battagliare per i posti alle spalle del solitario Vettel. Sul fronte costruttori l’incertezza è ancora più ampia con un solo punto di distacco tra Ferrari e Mercedes per la piazza d’onore e Sauber e Toro Rosso appaiate al settimo. Praticamente certo il quarto posto di Lotus e il quinto di McLaren. Pertanto la scuderia di Enstone potrebbe frenare gli sviluppi dirottando le risorse al 2014. Diversa la situazione per Sauber e TR. Un punto di differenza significa settimo o ottavo posto, che tradotto in termini di entrate economiche equivale a diversi milioni.

I miei ricordi sono legati a qualche delusione di troppo;  in due-tre occasioni avevamo tra le mani un buon risultato, sfuggito purtroppo prima della bandiera a scacchi.

Ricordo con piacere una conferenza stampa (1990), durante una festa in costume della Pioneer (nostro sponsor durante il GP di Suzuka) in cui annunciava l’estensione della collaborazione per tutta la stagione successiva con il Minardi Team spinto dai propulsori Ferrari. Purtroppo quell’accordo non si concretizzò.

Nel 1992 conquistammo comunque un prezioso punto grazie al sesto posto di Fittipaldi con la M192 motorizzata Lamborghini. Proprio a questo gran premio è legato un aneddoto simpatico. Per la stagione ‘93 la McLaren era in difficoltà con la fornitura del motore e pertanto la Lamborghini diede il via ad uno sviluppo particolare in ottica ’93 di cui anche il “nostro” propulsore beneficiò. Così fu premiato il sesto posto di Christian.

Giappone, nei miei ricordi, significa  giornate piacevoli passate a Tokio con l’amico Tadashi Sasaki; insieme alla ricerca spasmodica di sponsorizzazioni  in quella che allora era certamente un Eldorado per le sponsorizzazioni.

Alessandra Brena Campionessa Italiana Green Hybrid Cup

Ci sono volute tutte e quattordici le are in calendario, ma grazie al suo talento, tenacia e determinazione Alessandra Brena ha conquistato sulla pista di Varano de Melegari il titolo di Campionessa Italiana Green Hybrid Cup, la serie dedicato alle Energie Alternative.

Dopo una cavalcata di ben cinque mesi e sette appuntamenti sui più importanti autodromi nazionali e internazioni la 17enne driver bergamasca ha raggiunto il suo obiettivo, dopo il terzo posto conquistato al debutto nella passata stagione. Al volante della sua Kia Venga ibriga, alimentata a GPL, Alessandra ha dovuto lottare fino alla fine contro il campione uscente che ha ceduto lo scettro solamente nell’ultimo round.

Arrivata in pista con un vantaggio di sole sei lunghezze sul diretto avversario Lady Brena ha affrontato il week end con freddezza chiudendo l’ultima qualifica stagione con il terzo miglior crono, a soli 281 millesimi dalla pole position. Complice la pioggia, in gara-1 arriva l’ultimo colpo di scena con Alessandra Brena si deve accontentare del secondo posto, dopo una bella bagarre con i suo principali avversari. Ghione, vincendo, annulla il suo gap con la bergamasca, trasformando l’ultimo appuntamento in una vera e propria finale. Grazie a una guida precisa e pulita Alessandra non si fa tradire dall’asfalto scivoloso del Riccardo Paletti portando la sua KIA #35 fino al quarto posto e aggiudicandosi così il titolo.

Sono veramente contenta. E’ stata una stagione veramente impegnativa e vincere all’ultimo appuntamento forse è ancora più bello perché hai la certezza di aver dato il massimo fino alla fine” commenta Alessandra Brena “Sono stata brava a non commettere errori in gara-2 poiche la pista era molto scivolosa a causa della pioggia. Si va  a chiudere un anno veramente impegnativo che mi ha portato a conoscere tantissime piste nuove, mettendomi alla prova con vetture molto competitive come la Lamborghini Gallardo e la Ginetta G50

I complimenti arrivano anche dal Supervisore Scuola Federale ACI CSAI  Gian Carlo Minardi “Sono molto felice per lei e per la sua famiglia. Ho avuto modo di seguirla tutto l’anno. Ha raggiunto un risultato importante e una ragazza che vince un Campionato è certamente da tenere in considerazione. Le auguro i migliori risultati e le faccio i complimenti per la conquista del titolo nel campionato italiano

Gp Corea – LE PAGELLE

Archiviato anche il quattordicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 con l’ennesimo sigillo di Sebastian Vettel, sempre più lanciato verso il nuovo titolo, diamo qualche voto

Sebastian Vettel – arrivato a questo punto è impossibile dargli un voto, nel senso che la supremazia dimostrata in pista dalla sua Red Bull lo rende un “fuori quota” Certamente lui la sa sfruttare molto bene, ma è altrettanto fortunato perché tutte le disavventure sono racchiuse sulla #2. Dovendo dare un voto si merita un bel 9.

Kimi Raikkonen e Romain Grosjean 8 – Kimi ha fatto una gara incredibile. Probabilmente non è un uomo da qualifica e i suoi problemi fisici lo hanno rallentato, ma ha fatto una straordinaria rimonta. Altrettanto bravo il suo compagno di scuderia. Hanno girato sempre su ottimi riscontri cronometrici e la Lotus , nonostante la perdita di pedine importanti anche in termini di tecnici, sta mantenendo un buon ritmo.

Nico Hulkenberg 9 – E’ stato autore di un week end strepitoso. Ha guidato come un pilota esperto tenendo testa a due campioni del mondo del calibro di Alonso e Hamilton. Dopo tante difficoltà il team è in crescita e proprio grazie a questo risultato la Sauber ha affiancato e sopravanzato la Toro Rosso in classifica.

Lewis Hamilton 6.5 – Se non era per il problema all’ala anteriore di Rosberg, sarebbe stato dietro al suo compagno. Rispetto ad altre gare l’ho visto meno aggressivo.

Fernando Alonso 7 – di incoraggiamento. Non deve essere facile trovarsi in queste condizioni. Di questo passo anche il secondo posto nel mondiale piloti potrebbe essere a rischio

Nico Rosberg 7.5 – solo il cedimento del musetto gli ha tolto un risultato migliore. Si è trattato di una rottura anomala. Forse era stata danneggiata lievemente durante la prima fase e il carico dell’aria, uscendo dalla scia di Lewis, le ha dato il colpo di grazia. Peccato

Jenson Button 7 – Ha fatto una gara onesta gestendo una macchina che presenta non poche difficoltà. E’ riuscito comunque a restare in scia (anche grazie a due SC) a team più in forma della sua McLaren

Felipe Massa 5 – l’errore a inizio gran premio è stato da principiante. Non doveva commetterlo. Ha privato il team di punti importanti in ottica mondiale. Dopo si è ripreso però questo errore potrebbe costare caro alla Ferrari

Sergio Perez 5 – Si è trovato in una situazione fortunata perché l’uscita di scena negli ultimi giri di Ricciardo gli ha consegnato un punto. L’ho visto parecchio incostante e commettere diversi errori con frenate al limite che hanno contribuito a sollecitare e a far saltare il battistrada Pirelli

Esteban Gutierrez 6.5 – Si è difeso molto bene con una macchina che nelle ultime uscite è crescita molto, arrivando a sopravanzare una Toro Rosso, molto più lineare per tutta la stagione

Pastor Madolando 4 – Prima di criticare così pesantemente il team bisogna battere il proprio compagno. Poi sono sempre dell’idea che i problemi vadano risolti all’interno del team, e non tramite le pagine dei giornali

Ci aspetta un finale di stagione entusiasmante con lotte molto aperte tra i costruttori. Ferrari e Mercedes si contendono il secondo posto mentre Sauber e Toro Rosso infiammano la lotta per il settimo posto che, in termine di entrate, è una voce importante. Il quarto posto della Lotus è praticamente certo, così come il quinto e sesto di McLaren e Force India. Ora tutti a Suzuka

Prima e storica vittoria assoluta per BhaiTech a Monza, che guida la classifica

Missione compiuta per Bhai Tech Racing che sulla pista di Monza, teatro del settimo e penultimo appuntamento dell’International GT Open ha centrato l’obiettivo prefissato a pieni voti con i suoi quattro alfieri Giorgio Pantano, Rafael Suzuki, Van der Drift e Luiz Razia, non solo riscattando il week end di Spa-Francorchamps, ma soprattutto riconquistando la vetta della classifica.

Grazie ad un week end vicino alla perfezione la scuderia di Mestrino diretta dall’Ing. Roberto Costa ha regalato alla McLaren il primo sigillo assoluto in campionato, grazie ad una sensazionale doppietta in gara-1 con il successo del binomio italo-brasiliano Pantano/Suzuki davanti ai compagni Razia/Van der Drift. Dopo le vittorie di classe targate Nurburgring e Silverstone, il reparto corse dell’Advanced Vehicle Science Centre Bhai Tech  arricchisce la bacheca con una nuovo sigillo, proprio sulla pista di casa, portando così a quattro le firme nell’anno del debutto nella serie internazionale.

Nonostante un layout e condizioni atmosferiche non proprio consone alle caratteristiche tecniche delle due McLaren MP4-12C, i quattro moschettieri Bhai Tech hanno lottato recuperando diverse posizioni, guidando con intelligenza e freddezza, restando lontano dai pericoli della pista brianzola resa scivolosa dalla pioggia.

Nella gara del sabato pomeriggio Giorgio Pantano, grazie ad una partenza esemplare dalla seconda fila, porta subito al comando la sua vettura #65 cedendo solamente il passo (fino al momento della sosta) alla più performante Ferrari GTS e alla 458 GT3 dell’Esta Motorsport. Grazie una sosta perfetta da parte degli uomini in “nero”, il padovano cede il volante al compagno Sukuzi che si invola al comando della classifica. Da applausi anche la rimonta del neozelandese Van der Drif che sulla seconda McLaren rimonta fino alla top 5 prima di cedere il testimone a Luiz Razia che completa una doppietta d’autore, monopolizzando così i due gradini più importanti del podio di Monza.

Una gara-2 all’insegna della pioggia mette in evidenza le difficoltà della vettura inglese in condizioni da bagnato e dopo i successi di 24ore prima, l’equipaggio #65 taglia il traguardo al settimo posto assoluto. Una foratura, causata dalla bagarre, mette fuori dai giochi invece Luiz Razia, scattato  dalle seconda fila con il secondo miglior crono di classe “E’ stato un week end adrenalinico. Siamo arrivati a Monza con l’obiettivo di conquistare punti per tornare al comando della classifica, e così è stato. Tutti i ragazzi sono stati fantastici. Dai piloti ai meccanici che hanno effettuato dei pit stop perfetti, regalandoci il primo sigillo assoluto” analizza il direttore tecnico Costa “Purtroppo la pioggia ha evidenziato i nostri limiti in queste condizioni. Stiamo lavorando anche in questa direzione. La strategia è stata perfetta e abbiamo svolto tutto il nostro programma. Purtroppo una foratura causata da un contatto ha messo fuori dai giochi Razia, costretto a parcheggiare la sua vettura alla Lesmo. Voglio fare i complimenti ai commissari di Monza che ancora una volta si sono dimostrati i migliori in assoluto, diversamente da quanto accaduto a Spa” commenta Roberto Costa “La strategia scelta per Rafael e Giorgio è stata buona e ci ha permesso di recuperare diverse posizioni anche in gara-2. Rafael è stato bravo a stare lontano dalle insidie create dalla pioggia e Giorgio, una volta portate in temperature le gomme, ha completato la rimonta fino al settimo posto. Non abbiamo certamente niente da recriminare. Salutiamo Monza in testa alla classifica GTS e con il primo (a parimerito) e settimo posto tra i piloti. A Barcellona ci giocheremo il tutto per tutto”

La parola passa quindi ai quattro alfieri “In gara-1 abbiamo raggiunto l’obiettivo del week end conquistando una vittoria e il massimo dei punti. Il nostro ritmo è stato veramente buono e abbiamo accumulato un buon gap. Vincere in casa è sempre speciale” analizza Rafael Suzuki “Conosciamo i nostri limiti con la pioggia e in più abbiamo dovuto scontare un handicap di 15 sec. Ora ci prepariamo per il round finale di Barcellona” Gli fa eco il suo compagno Giorgio Pantano “Vincere a Monza è sensazionale e tutto è stato perfetto. Siamo tornati al comando della classifica, a pari punti con Bontempelli, e questo era il nostro principale obiettivo. Purtroppo conosciamo anche i nostri limiti con pista bagnata, ma ora siamo già concentrati verso Barcellona per la sfida finale. Durante il test collettivo pre-week end vedremo di provare gli ultimi sviluppi” conclude Giorgio

In gara-1 Chris ha fatto una buona partenza e il pit stop è stato determinante per il risultato finale. Conquistare il podio a Monza è sempre qualcosa di speciale” analizza Luiz Razia “Purtroppo in gara-2 la fortuna non è stata nostra alleata e abbiamo dovuto parcheggiare la nostra vettura a bordo pista. E’ stato un vero peccato perché nonostante l’handicap di 10 sec avremmo potuto segnare comunque dei punti” commentano Razia e Van der Drift.

Gp Corea del Sud – IL PUNTO

Il Gran Premio di Corea, che si corre su un tracciato molto bello, è stato segnato dall’inesperienza dei commissari che si confrontano con competizioni di alto livello solo una volta l’anno. Questi episodi non vanno certamente a favore della Formula 1. Gli organizzatori dovranno porre rimedio, attingendo dai paesi vicini e con una maggiore esperienza dei commissari sportivi da affiancare ai locali

Detto questo è stata una corsa segnata fin dalle prove libere da un nuovo strapotere Red Bull. Per lo spettacolo speriamo che i regolamenti 2014 (legati principalmente alla motoristica che alla componente aerodinamica) possano interrompere questo dominio a senso unico. Ogni volta assistiamo a due corse: Sebastian Vettel che lotta contro se stesso e l’affidabilità, e quella tra tutti gli altri che sono in grado di regalarci belle e spettacolari lotte. Rispetto a Singapore abbiamo assistito ad un potenziale meno incisivo, anche se “Seb” ha dimostrato una superiorità importante soprattutto allo start e nelle ripartenze. Sinceramente non mi sono piaciute le parole del dott. Marko quando ha dichiarato che “sono tutte stupide le cose che vengono dette nei nostri confronti” Con quello che ho scritto nei giorni successivi al Marina Bay, non era mia intenzione puntare il dito contro di loro, ma semplicemente mettere l’accento su un sistema che gli altri non sono in grado di ricreare e mettere in pratica. Non ho mai accennato a qualche sistema illegale. Non essendo un ingegnere, ho parlato semplicemente di un “rumore simile a quello riprodotto dal TC” Ho voluto raccontare (da appassionato e spettatore) quello che avevo visto. Ora tutti parlano di quanto emerso e del diverso comportamento tra le due vetture Red Bull, ma nei 13 GP precedenti nessuno aveva affrontato la questione in modo così approfondito. Penso che da tifoso abbia il diritto di raccontare le mie sensazioni. A inizio week end mi ero posizionato in quel particolare punto per osservare da vicino i piloti GP2, anche in funzione del mio lavoro di osservatore. Essendomi trovato bene sono ritornato anche in occasione delle qualifiche e della gara di F1.

Davanti a questo risultato il mondiale si è praticamente concluso. Solo la matematica non incorona il tedeschino. Resta aperto il secondo posto nel mondiale costruttori con la Mercedes distante solamente un punto dalla Ferrari. Ancora una volta Vettel si è dimostrato un ottimo campione, ma altamente fortunato soprattutto in occasione della prima safety car, riuscendo ad entrare al pelo ai box per effettuare il suo pit stop.  Tutto l’opposto del suo compagno di scuderia Webber.

E’ stato un gran premio che ha evidenziato la criticità delle gomme e la strategia sbagliata della Mercedes, che non richiamando Hamilton si è giocata il quarto posto. Un plauso va certamente alla Sauber e al suo pilota.  Il team ha saputo reagire anche in un momento della stagione in cui normalmente si pensa all’anno successivo dirottando le risorse economiche sulla vettura che verrà. L’accordo con la Ferrari li solleva da un problema non di poco conto, permettendogli di proseguire lo sviluppo. Dal canto suo Hulkenberg è uno dei piloti emergenti che nel futuro, dopo esser stato vicino alla Ferrari, approderà in un top team. Si è rimboccato le maniche mettendo in mostra le sue qualità. In questo momento il sedile Lotus è molto ambito e anche lui dovrà fare i conti non solo con i budgets, ma anche con i giochi politici. Un Brasile, con 50 milioni di spettatori, non può permettersi di non avere un portacolori in F1. Pertanto ci saranno tante componenti, oltre al talento, ad entrare in gioco.

La Lotus, che ci ha abituato a questi exploit, completa il podio. Grosjean nelle ultime gare è maturato molto e vuole diventare un punto di riferimento per la continuità del team, mentre Raikkonen è un guerriero insaziabile. Regala ancora qualcosa in qualifica, ma insieme formano una coppia molto bella.

Sottotono il week end Ferrari, non tanto per la vittoria, ma soprattutto per il podio mancato. Fernando ha lottato come al solito regalandoci una spettacolare quanto corretta lotta con Hamilton, ma non poteva pretendere di più. Lo si è visto anche con Hulkenberg. A parità di propulsore non è riuscito ad attaccarlo. Purtroppo Massa ha commesso un errore che è costato alla Ferrari punti importanti in favore di una Mercedes che, nonostante i problemi di degrado gomme, ha chiuso davanti allo spagnolo.

Gp Corea del Sud – PRESENTAZIONE

Delle tre edizioni fin qui disputate sul tracciato coreano di Yeongam, Sebastian Vettel e la sua Red Bull hanno colorato e caratterizzato il gradino più alto e importante del podio delle ultime due edizioni, mentre Fernando Alonso ha avuto l’onore di battezzare l’albo d’oro nel 2010.

Il potenziale fin qui espresso dal tedeschino e dalla sua scuderia potrebbero far pensare ad un risultato già scritto anche in considerazione dell’importante margine acquisito e solamente eventi impensabili potrebbero contribuire a far cambiare il corso di un finale già bello che inciso. Nonostante questo, e un 2014 impegnativo sul fronte motori, consumi e aerodinamica Ferrari, Mercedes, Lotus, McLaren e Force India non alzeranno bandiera bianca visto che abbiamo una classifica costruttori ancora molto aperta, con la lotta per il secondo posto tra Maranello e Brackley e la sfida sull’asse McLaren – Force India per il quarto posto.

Ci aspetta quindi una gara importante e tatticamente molto differente dalla passata stagione in considerazione delle mescole portate dalla Pirelli: SuperSoft e Medium, diversamente da quanto accaduto nel 2012 con SuperSoft e Soft. Meteo alla mano sarà un gran premio all’insegna del caldo, acquazzoni improvvisi permettendo. Nonostante la conferma nel calendario 2014, il futuro del tracciato non appare così roseo e ci potrebbero essere difficoltà per il futuro. A proposito della prossima stagione il Consiglio Mondiale della FIA ha ufficializzato il programma con ben 22 gara in calendario. Sarà un anno molto impegnativo non solo per i piloti, ma anche per tutto lo staff del team che avrà poco tempo per ricaricare le batterie. Mi auguro che i piccoli team abbiano e sappiano gestire le risorse.

Restando nel panorama 2014 si parla di un possibile ritorno in F.1 di Rubens Barrichello, al fianco di Sirotkin in Sauber. Indubbiamente Rubens è un pilota esperto, ma sinceramente vedo molto difficile un suo ritorno anche se quasi certamente i colori verde-oro continueranno ad animare i gran premi, vista l’importanza per il mercato e il pubblico. Vedrei di buon occhio la permanenza nel circus di Felipe Massa, driver in azione e con altrettanta esperienza, oppure l’arrivo del nuovo volto Felix da Costa, molto vicino all’attuale sedile di Ricciardo in Toro Rosso. L’arrivo di Felix da Costa garantirebbe una continuità del programma giovani RB. E’ ancora molto presto e tutto può succedere.

Gian Carlo Minardi risponde

Questo weekend ho “ascoltato” con molta attenzione i commenti che tanti fans della Formula 1 hanno postato su Internet.

Voglio ringraziare chi ha manifestato simpatia e fiducia e salutare chi, per varie ragioni, è critico nei miei confronti.

A tutti voglio chiarire che le mie non sono accuse, né sono abituato a fare dietrologia a favore di nessuno. Sono e sempre sarò, prima di tutto, uno sportivo appassionato.

Con questo spirito ho semplicemente espresso le mie impressioni e rimango dell’idea che Newey  abbia nel suo “cilindro” una “sorpresa”. Ciò non significa che sia irregolare, anzi, il mio richiamo al “coniglio” vuole proprio sottolineare la possibilità di un tocco “magico” per non dire ovviamente geniale.

Questo è il punto. Da appassionato mi piacerebbe scoprire cosa ci sia di tanto speciale da permettere una performance così straordinaria: oltre due secondi  e mezzo al giro.

Tutto qui!

Un saluto a tutti gli appassionati

Singapore, cosa nasconde il cilindro magico di Newey e Vettel?

Aspettando di vivere il Gran Premio di Korea, quattordicesima tappa del Mondiale di Formula 1, voglio tornare con la mente e i ricordi alla bellissima esperienza vissuta al Marina Bay Street Circuit facendo alcune considerazioni e ragionamenti a “voce alta”, in modo da poterli condividere con voi e provare a trovare qualche risposta.

Premettendo che sono rimasto affascinato dal contesto “Singapore”, essendo un’esperienza completamente nuova e diversa da quanto fossi abituato (si arriva in circuito solamente al pomeriggio per andare via a notte inoltrata), ho avuto la fortuna di osservare e studiare le gesta dei piloti in azione da una suite posta al fondo del rettilineo dei box (che immette sulla prima variante), supportato anche da un monitor con tutti i tempi.

Fin da quando ho salutato Singapore, nella mia testa continua a rincorrersi il ricordo dei 2”5 sec rifilati da Vettel in gara a tutto il resto del gruppo, Webber compreso.

PREMESSA: Con questo ragionamento a “voce alta” non voglio togliere nulla a Sebastian Vettel che interpreta la sua Red Bull al meglio e non voglio puntare il dito contro nessuno, ma ho il piacere di raccontare quello che ho visto e sentito durante i tre giorni.

Per la mia esperienza 2.5 sec al giro sono un’enormità. In termini di telaio e motore, rappresentano uno sviluppo di quasi tre generazioni. Inoltre il divario tra Vettel e Grosjean (in FP3) e Rosberg (in Qualifica) era solamente di pochi decimi. Il sabato il tedesco avrà anche giocato al “gatto e al topo” ma qualcosa non torna comunque.

DUBBIO 1: dalla mia suite, per osservare e confrontare lo stile di guida tra i vari piloti, avevo preso dei punti fissi di riferimento della pista come i “panettoni” posti all’interno della curva che immette su Republic Boulevard per non far tagliare il cordolo. In quel punto mi ha colpito la guida pulitissima di Vettel. Era in grado di percorrere tutto quel tratto di pista senza effettuare nessuna correzione, diversamente da tutti i suoi avversari (compagno compreso). Tempi alla mano ha fatto una grande differenza anche nel T3, il settore più guidato

DUBBIO 2: sempre nel medesimo tratto di pista Sebastian era in grado di aprire il gas 50 mt prima di tutti gli altri, Webber compreso. Mentre tutti i piloti acceleravano nel medesimo punto, Vettel riusciva ad anticiparli di diversi metri. L’aspetto che però mi ha colpito maggiormente era il “rumore” del motore emesso della RB1 in uscita. Oltre ad accelerare 50 mt prima, il Renault del tedesco “grattava” in modo completamente diverso da tutti gli altri propulsori francesi, compreso quello di Mark. Ricordava molto il rumore emesso quando nelle stagioni passate entrava in azione (in accelerazione) il Traction Control.

In aggiunta questo “rumore” veniva percepito solamente quando Vettel inanellava i suoi giri strabilianti. Ad esempio dopo il rientro della SC si è reso autore di una grande ripartenza inanellando poi dei giri impressionanti fino a portare il suo vantaggio a 32” su Alonso per poi stabilizzarsi, cautelandosi così da un eventuale pit stop aggiuntivo. In quegli istanti il Renault “tagliava” la potenza in modo anomalo rispetto al suo compagno di squadra e a tutti gli altri piloti (Renault e non)

Principalmente questi aspetti (1- la guida altamente pulita di Vettel; 2- aprire il gas 50 mt prima di tutti gli altri; 3- il “rumore” anomalo Renault della RB1; 4- gli oltre 2” rifilati in gara a tutti gli avversari) mi fanno pensare e mi piacerebbe avere qualche risposta. Sospetti che si fanno più importanti pensando che Webber non era in grado di fare tutto questo, essendo tra i comuni terrestri… Non voglio accusare nessuno, ma mi piacerebbe approfondire questi aspetti.

Gp Singapore – LE PAGELLE

Sebastian Vettel 10 – Non c’è nulla da aggiungere. Al di là della superiorità tecnica, interpreta al meglio la sua Red Bull, cosa che non riesce a fare il suo compagno che reputo un pilota veloce. Vedendolo guidare dava l’impressione di avere ancora del margine. Altrettanto da 10 anche la Red Bull

Fernando Alonso 10 – La partenza è stata un’opera d’arte. Da settimo a terzo e poi sempre aggressivo fino alla fine. Nonostante l’inferiorità tecnica non si è fatto abbattere e ha continuato a guidare con grinta. Ferrari non ha sbagliato le strategie però non va oltre il 7.

Kimi Raikkonen 9.5 – Nonostante i problemi fisici (dolori alla schiena), si è reso protagonista di una straordinaria rimonta culminata con il terzo posto.

Nico Rosberg 8 – Ha fatto bene in prova e benissimo in gara. E’ partito dal lato sporco della pista e in tutto il week end, a parità di vettura, è stato davanti al compagno. Mi è piaciuto.

Felipe Massa 7+ – Era alla sua prima gara dopo il saluto alla Ferrari e con un futuro ancora molto incerto. Ha usato una strategia diversa da Alonso, ma è stato in grado di recuperare posizioni chiudendo al sesto posto, oltre a stare davanti al suo compagno in qualifica.

Jenson Button, Sergio Perez, Nico Hulkenberg e Adrian Sutil 7 – Non hanno commesso errori portando a casa punti preziosi nonostante vetture non al top.

Tutti gli altri sono insufficienti, compreso Mark Webber che ne ha combinate di cotte e crude, compreso l’autostop finale

Gp Singapore – IL PUNTO

Ci scusiamo per il ritardo, ma nonostante un rientro comodissimo e veloce sono atterrato in Italia solamente nella mattinata e non ho avuto occasione di raccontare tempestivamente il Gran Premio.

Prima di passare all’analisi vera e propria della gara vorrei soffermarmi sull’esperienza Singapore. E’ stato fantastico poter toccare con mano questa realtà, completamente diversa da qualsiasi altro week end di Formula 1, sia per la scenografia notturna sia per gli orari di accesso al Paddock. La pista apre solamente dopo le 15.00 del pomeriggio, per chiudere a sera tardi. In questo modo i tifosi hanno anche il tempo di visitare la città, ricca di edifici e strutture altamente moderne. Io stesso ne ho approfittato per fare il turista. Inoltre è un onore per noi italiani che una ditta nostrana (DZ Engineering) gestisca sia l’impianto d’illuminazione della pista, sia gli apparati audiovisivi e di controllo. Nel complesso è ancora più mastodontico di Montecarlo.

Sul fronte gara ho avuto la possibilità di vedere macchine e piloti in azione da due punti distinti. In particolar modo ho potuto analizzare e apprezzare i piloti in azione alla prima variante dopo il traguardo e la manovra spettacolare di Alonso in partenza. Da restare senza fiato. Ha studiato questa manovra a tavolino analizzando i video delle passate stagione, riproponendola al meglio. Non dobbiamo dimenticare che il tutto è avvenuto con a bordo 180 Kg di benzina… Altrettanto impressionante è stato vedere con quale facilità di guida Sebastian Vettel affrontasse quel tratto di pista, quasi a dare l’impressione di avere ancora del margine di miglioramento. Salvo cataclismi (che vedo altamente improbabili) sarà difficile cambiare il corso di questa storia. A di la della supremazia enorme dal lato tecnico, bisogna fare un plauso a Vettel che è in grado di interpretare al meglio la sua Red Bull, diversamente da Webber (che reputo un pilota veloce).

Dopo un sabato infelice per i colori Ferrari, in gara Alonso e Massa hanno conquistato punti importanti per consolidare il secondo posto davanti alla Mercedes. Ancora una volta lo spagnolo non si è arreso allo strapotere RB mettendo in pista tutta la sua grinta, lottando fino all’ultimo giro. Positiva anche la prestazione di Felipe che regala al team punti preziosi. Era la sua prima gara dopo il saluto alla Ferrari. Nonostante una strategia diversa ha saputo recuperare.  Un risultato che fa morale. Grandissimo anche Kimi Raikkonen che, nonostante i problemi alla schiena, si è reso protagonista di una rimonta fantastica, confermando l’ottima scelta Ferrari del Dream-Team 2014.

Ancora una volta quando c’è da guidare, Nico Rosberg mette in difficoltà il suo compagno. Mi è piaciuto molto e a parità di vettura è riuscito ad offuscare per tutto il week end Hamilton. La Mercedes continua a difendersi bene in qualifica, e in gara la forza di avere  in squadra piloti di uguale calibro si dimostra il valore aggiunto in termini di punti. Questo deve far pensare sulla scelta Ferrari, anche perché il prossimo anno la Mercedes sarà certamente un avversario altamente competitivo.

Leggero miglioramento in casa McLaren anche se è decisamente un anno poco felice. La conferma di entrambi i piloti è sinonimo di continuità e il progetto prenderà la sua consistenza a partire dal 2015, con l’arrivo della Honda.

Hulkenberg e Sutil chiudono la top ten. Nonostante i risultati incoraggianti della Sauber nelle ultime uscite non credo che potrà infastidire il settimo posto della Toro Rosso in quanto, salvo eventi eccezionali, ad ogni Gran Premio sono disponibili solo uno o due punti (nono e decimo posto) e il distacco tra i due team è di dodici lunghezze. Inoltre la scuderia di Faenza si è dimostrata competitiva in qualifica, anche se un grossolano errore di Ricciardo in gara ha vanificato il lavoro fino a quel momento svolto.