F1 | GP CINA, GIAN CARLO MINARDI “MERCEDES DAVANTI, MA LA FORMULA 1 È ANCORA IN FASE DI APPRENDISTATO”
Dall’Australia alla Cina. Il nuovo corso della Formula 1 approda a Shanghai in un clima non privo di perplessità da parte dei piloti e degli addetti ai lavori. Il weekend del Gran Premio di Cina rappresenterà infatti un banco di prova particolarmente significativo, anche perché ospiterà la prima Sprint Race della stagione.
I primi segnali arrivati dal round inaugurale hanno già acceso alcune riflessioni all’interno della FIA. Le giornate di test pre-stagionali si sono rivelate probabilmente insufficienti per consentire alle squadre di valutare in maniera approfondita tutte le variabili tecniche legate alle nuove monoposto. Non è escluso che in futuro si possa intervenire sulla struttura della preparazione invernale, anche se eventuali cambiamenti richiederanno inevitabilmente tempo.
Dopo una sola gara, tuttavia, qualsiasi analisi sul reale equilibrio di forze tra le scuderie deve essere condotta con cautela. Le squadre si trovano ancora in una fase di comprensione delle vetture, tra raccolta dati, correlazione tra simulatore e pista e progressiva ottimizzazione dei set-up e di tutti i nuovi sistemi.
Un primo elemento sembra comunque emergere con una certa chiarezza: la solidità della Mercedes. La nuova Mercedes W17 ha mostrato competitività non soltanto sotto il profilo della power-unit, ma anche in termini di efficienza aerodinamica, gestione strategica della gara e bilanciamento complessivo del telaio.
A Melbourne, George Russell e Andrea Kimi Antonelli hanno evidenziato un passo gara estremamente consistente, riuscendo a percorrere ben 47 giri con lo stesso set di pneumatici. Un dato che sottolinea non solo l’efficacia nella gestione delle gomme, ma anche la stabilità della monoposto nelle diverse fasi dello stint, elemento che ha contribuito in modo determinante alla prima doppietta stagionale della squadra di Brackley.
Il fine settimana cinese aggiungerà ulteriori complessità dal punto di vista tecnico e operativo. Il format Sprint riduce infatti drasticamente il tempo a disposizione per la preparazione della vettura: team e piloti avranno una sola sessione di prove libere prima dell’ingresso nel regime di parco chiuso. Questo significa che gran parte delle scelte di assetto dovrà essere definita sulla base dei dati simulativi e delle analisi effettuate a monte del weekend.
La Sprint Race, articolata su 19 giri, offrirà inoltre uno scenario tecnico differente rispetto alla gara tradizionale. Il carico di carburante ridotto influenzerà il comportamento delle monoposto, incidendo su bilanciamento, gestione termica degli pneumatici e strategie di utilizzo delle gomme.
Proprio sul fronte pneumatici, Pirelli porterà a Shanghai le mescole C2, C3 e C4. Una scelta diversa rispetto a quella adottata nel round inaugurale, ma in linea con le specifiche utilizzate nelle ultime edizioni disputate sul circuito cinese da quando è tornato nel calendario iridato.
In una fase iniziale della stagione caratterizzata da numerose incognite tecniche e da un equilibrio ancora in via di definizione, sarà fondamentale per tutte le squadre procedere con metodo, accumulando dati e sviluppando progressivamente le vetture.
Le variabili restano molte e il campionato è appena cominciato.
— Gian Carlo Minardi



Il nuovo ciclo della Formula 1 si è aperto con un fine settimana ricco di colpi di scena, a partire dall’errore in Q1 di Max Verstappen, episodio che ha contribuito a rendere la gara particolarmente interessante. Tra gli errori da segnalare anche quello di Oscar Piastri, che ha inaugurato la stagione con uno zero in classifica, e di Kimi Antonelli in FP3.
Ci avviciniamo al primo appuntamento del Mondiale 2026 con grande curiosità, ma anche con molte incognite e qualche inevitabile incertezza. A mio parere, chi riuscirà a sfruttare al meglio l’affidabilità nelle prime gare potrà costruire un vantaggio importante per l’intera stagione. Al di là della prestazione pura, infatti, saranno proprio l’affidabilità e la qualità della benzina adottata a rappresentare i due fattori chiave di questa prima fase del nuovo ciclo. Il motore sarà protagonista e tra una benzina e l’altra potranno esserci differenze significative in termini di cavalli.
Il Mondiale 2025 si chiude con il trionfo di Lando Norris, un epilogo giusto per quanto visto lungo i 24 Gran Premi. Il britannico ha attraversato alti e bassi come ogni protagonista del campionato, ma ha saputo ricucire il distacco dal compagno di squadra e imporsi con maturità. Ha vinto la squadra più completa e il pilota che, nell’arco dell’intera stagione, ha dimostrato di meritare questo titolo.
Sono molto curioso di vedere cosa accadrà in questo finale di campionato ad Abu Dhabi. Un Mondiale che, fino a poche gare fa, sembrava avere due soli pretendenti, ma che i diretti interessati sono riusciti a rimettere completamente in discussione, portandoci a un epilogo a tre.
Max Verstappen rilancia la propria candidatura al titolo con una vittoria netta in Qatar. Il successo, unito al secondo e quarto posto conquistati da Piastri e Norris, consente all’olandese di ridurre a dodici le lunghezze che lo separano dal britannico. È stato un weekend particolarmente intenso, caratterizzato da strategie complesse incentrate sulla gestione delle gomme, fattore decisivo sull’asfalto di Losail.
Dal deserto di Las Vegas a quello di Doha per il ventitreesimo e penultimo appuntamento del Mondiale. Dopo i risultati del Nevada, Max Verstappen si è inserito nella lotta per il titolo insieme a Lando Norris e Oscar Piastri, con il britannico che guida il terzetto con ventiquattro punti di vantaggio. Non sono certamente pochi, ma nemmeno tanti, considerando che ci sono ancora due GP e una gara sprint da disputare.
Il Gran Premio di Las Vegas ci ha regalato un colpo di scena degno dei migliori thriller, se non addirittura horror per Norris e Piastri, con la doppia squalifica McLaren arrivata a gara conclusa per irregolarità nel pattino. Un evento che riapre la corsa al Mondiale, non solo tra i due piloti McLaren, ma anche grazie all’inserimento di Max Verstappen, protagonista ancora una volta di una partenza straordinaria e di una gara perfetta, in cui è riuscito non solo a gestire il vantaggio, ma anche a lanciare un segnale forte e deciso ai diretti avversari negli ultimi tre giri, marcando costantemente la miglior prestazione.
La Formula 1 arriva a Las Vegas per il ventiduesimo appuntamento del Mondiale, sul secondo circuito più lungo della stagione: 6.201 km caratterizzati da tre rettilinei velocissimi e da una serie di chicane lente che metteranno a dura prova gli pneumatici.
Interlagos ci ha regalato un Gran Premio movimentato, non per la pioggia ma per i numerosi incidenti, a cominciare da quello causato da un’azione troppo ottimistica di Oscar Piastri alla ripartenza dopo la SC, che ha messo fuori gioco Charles Leclerc e ha rischiato di coinvolgere anche Antonelli.




Dopo il grande successo della nona edizione – che ha registrato oltre 20.000 presenze nei due giorni e più di 700 vetture storiche – la macchina organizzativa dell’Historic Minardi Day è già al lavoro per un’edizione che si preannuncia particolarmente significativa: la decima, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre 2026 all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.